<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621</id><updated>2012-02-16T17:01:59.797-08:00</updated><category term='intervista speciale'/><category term='fanfiction non solo slash'/><category term='clip'/><category term='slash fanfic erotismo'/><category term='foto'/><category term='traduzione'/><category term='Fanfic'/><category term='Video'/><title type='text'>Squadra speciale Lipsia slash</title><subtitle type='html'>Il blog di Jan e Miguel di Squadra speciale Lipsia</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>80</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-5722270104228400850</id><published>2011-12-10T11:39:00.001-08:00</published><updated>2011-12-10T12:50:40.948-08:00</updated><title type='text'>Una dolce sorpresa</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-nkwV7uaXJQc/TuO2BKNwibI/AAAAAAAAA2U/BD5DnQDNooA/s1600/Una+dolce+sorpresa%25281%2529.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" mda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-nkwV7uaXJQc/TuO2BKNwibI/AAAAAAAAA2U/BD5DnQDNooA/s1600/Una+dolce+sorpresa%25281%2529.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; lipsialove &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Storyline: &lt;/strong&gt;5 stagione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Jan-Miguel&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I personaggi non mi appartengono e questa fic non è scritta a scopo di lucro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La neve scendeva lenta sulla città durante quella che si prospettava una delle più fredde vigilie di Natale degli ultimi anni. All’interno del commissariato c’era aria di festa. Ina aveva addobbato l’ufficio con una ghirlanda e nastri colorati e sullo schedario un alberello con biscotti allo zenzero e di pasta frolla, che Miguel ogni tanto sgraffignava per mangiarseli di nascosto. Jan sedeva alla sua scrivania, la testa affondata in un fascicolo e un evidenziatore in mano, ma quando avvertì il rumore della poltroncina dell’amico, alzò lo sguardo.&lt;br /&gt;“La smetti di ingozzarti?” lo rimproverò sorprendendolo a rubacchiare altri due dolcetti “Se ti becca Ina sai che ramanzina”.&lt;br /&gt;Ridacchiando furbetto, Miguel tornò al suo posto “Per due biscotti fai tutte queste storie”&lt;br /&gt;“Non ti lamentare poi se poi se diventi un ciccione!” gli occhi azzurri brillarono.&lt;br /&gt;“Ciccione sarai tu, Jan!” gli fece la linguaccia. &lt;br /&gt;“Che combinate?” domandò Ina tornando con una pila di cartelle. Li scrutò con una strana espressione “Voi non me la raccontate giusta!”&lt;br /&gt;“Perché devi sempre pensare male?” nascosto il suo maltolto nella giacca, Miguel lanciò uno sguardo d’intesa al compare, il quale aveva cominciato a sghignazzare di gusto.&lt;br /&gt;“Siete davvero terribili! Peggio di due ragazzini!” s’inalberò scuotendo la testa “Lascio correre solo perché è la Natale e siamo tutti più buoni”&lt;br /&gt;“A proposito, sono in ritardo! Benny mi aspetta” decretò Jan alzandosi per prendere la giacca. &lt;br /&gt;Dopo aver seguito per qualche istanti ogni sua azione, Miguel divenne improvvisamente silenzioso, interessandosi a qualcosa che era scritto su un foglio di carta spiegazzato.&lt;br /&gt;“Che fai? Non vieni?” lo incitò Jan.&lt;br /&gt;L'ispanico lo guardò, l’amico era fermo davanti la porta in attesa che lui si decidesse a darsi una mossa.&lt;br /&gt;“Allora?”&lt;br /&gt;Un sorriso si allargò sulle labbra carnose “Che aspettiamo? Ho una fame da lupi!” Miguel scattò in piedi e&lt;br /&gt;Jan scoppiò a ridere seguito da Ina che aveva seguito tutta la scena in silenzio.&lt;br /&gt;“Sei davvero incredibile, sai Miguel?” &lt;br /&gt;“E tu?” le domandò il collega più giovane indossando il cappotto. “Non torni a casa?”&lt;br /&gt;“Prima devo terminare questo” mostrò il rapporto dell’ultimo caso. &lt;br /&gt;Stavano quasi per uscire, quando Miguel si bloccò “Ripensandoci, amico. Ti dispiace se ti raggiungo direttamente a casa?” agguantò le chiavi della BMW dalla scrivania.&lt;br /&gt;“Perché?” Jan aggrottò la fronte.&lt;br /&gt;“Ho una cosa da fare!” gli sferrò una pacca sulla spalla e sgattaiolò via senza dare ulteriori spiegazioni.&lt;br /&gt;Jan fissò Ina come se cercasse una risposta, ma lei alzò le mani in segno di resa.&lt;br /&gt;“Io ho rinunciato a capirlo, lo sai, vero?” gli comunicò prima di tornare al suo lavoro.&lt;br /&gt;“Spero non sia niente di grave” mormorò l’altro turbato.&lt;br /&gt;“Forse si era dimenticato di un appuntamento con qualche amica” replicò lei mettendo l’accento sull’ultima parola.&lt;br /&gt;Quel dubbio lo assalì rendendolo ansioso. Dopo aver salutato frettolosamente la collega uscì dal commissariato diretto verso la propria auto, ma durante il tragitto verso casa non poté smettere di pensare a Miguel e alla sua aria misteriosa. Ipotizzò che volesse comprare qualcosa per Benny. Si convinse che doveva essere quello il motivo della sua fretta indiavolata e che se avesse avuto una ragazza tra le mani non avrebbe di certo accettato il suo invito a trascorrere la sera di Natale con lui e Benny. &lt;br /&gt;Perso in mille dubbi, raggiunse la villetta. Parcheggiata l’auto, varcò la porta di casa.&lt;br /&gt;Il calore lo investì immediatamente costringendolo a fare un mezzo spogliarello nell’ingresso. Si tolse il giubbotto, i guanti e la sciarpa. &lt;br /&gt;“Ehi, Benny!” lo chiamò raggiungendo il soggiorno, nel quale era addobbato un enorme albero con tante decorazioni compreso un bel puntale rosso e dorato.&lt;br /&gt;Il ragazzino, ormai adolescente, uscì dalla sua camera “Ciao, pà! Dov’è Miguel? Non viene?” si rattristò nel rendersi conto che il suo amicone non era con lui “Non l'avevi invitato?” gli lanciò un’occhiataccia.&lt;br /&gt;“Certo che l’ho invitato!” Jan si turbò per quell’accusa “Ma ha detto che prima aveva una cosa da fare”&lt;br /&gt;“Sì, certo” protestò lasciandosi cadere sul divano in modo scomposto “Secondo me avete litigato”&lt;br /&gt;“Cosa? Perché avremmo dovuto litigare”&lt;br /&gt;“Fai sempre così. Lo tratti con aria sufficiente”&lt;br /&gt;A quelle parole avvertì un dolore in pieno petto. “Benny, ti sembra questo il modo di parlarmi?”&lt;br /&gt;“È la verità! Stai sempre a riprenderlo, mentre lui si sa che ti adora!” continuò nella sua crociata.&lt;br /&gt;“Anche io l’adoro”, anche al solo parlare di Miguel, Jan avvertì le farfalle nello stomaco&lt;br /&gt;“Visto che trascorre tanto tempo qui, perché non gli chiedi di fermarsi? C’è tanto posto!”&lt;br /&gt;Per la sorpresa Jan non riuscì a replicare.&lt;br /&gt;“Su, lo so che ti farebbe piacere!” lo adulò “Almeno avrei qualcun altro con cui parlare!”&lt;br /&gt;“Non ti basto io? Ma che figlio ingrato!” scosse la testa fingendosi seccato.&lt;br /&gt;“So che ti farebbe piacere averlo intorno. Sei un altro quando ti è vicino”&lt;br /&gt;Jan scattò in piedi, mentre il viso assunse un tono acceso che lo fece assomigliare ad un peperone.&lt;br /&gt;Il campanello lo salvò da un’ennesima battutina imbarazzante da parte del ragazzino.&lt;br /&gt;“Non una parola!” gli intimò puntandogli un dito contro.&lt;br /&gt;“Che barba” protestò Benny incrociando le braccia al petto. Jan gli lanciò uno sguardo truce &lt;br /&gt;Quando andò ad aprire, Miguel era sulla soglia, gote arrossate, capelli bianchi di neve e anche il giaccone era disseminato di fiocchi. Tra le mani due pacchi. Glieli porse.&lt;br /&gt;“Cavoli se nevica!” si sgrullò il nuovo arrivato.&lt;br /&gt;“Dai, entra prima di diventare un ghiacciolo” &lt;br /&gt;Benny li raggiunse “Ehi, Miguel! &lt;em&gt;Como estas&lt;/em&gt;” gli mostrò la mano per fargli battere il cinque.&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Muy bien&lt;/em&gt;” Miguel gli assestò anche un leggero buffetto sulla guancia.&lt;br /&gt;“Che calduccio. Alla radio hanno detto che questa sera dobbiamo aspettarci una bella tormenta di neve” &lt;br /&gt;“Grande!” esultò Benny&lt;br /&gt;“Un po’ meno per me che dovrò affrontarla per tornare a casa” si tolse il cappotto appendendolo all’attaccapanni, poi si strofinò le mani per riscaldarle. “Che si mangia? Ho una fame da lupi!”&lt;br /&gt;“Vedrai, Erta prima di andarsene ha lasciato zuppa, spezzatino con patate e dolci a volontà” gli elencò Benny “Sa che papà è negato tra i fornelli!”&lt;br /&gt;"Non è vero!” protestò l’interpellato.&lt;br /&gt;Benny alzò gli occhi al cielo.&lt;br /&gt;“Mmm che languorino. Che aspettiamo?” Miguel si massaggiò la pancia.&lt;br /&gt;Jan e suo figlio scoppiarono a ridere, poi Benny si eclissò lasciando gli adulti l’incombenza di apparecchiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo cena si ritrovarono in salone a giocare a scacchi. Jan tentava di restare concentrato, ma non riusciva a togliersi dalla testa che Miguel gli stesse nascondendo qualcosa. Lo osservò tutto concentrato e sospirò.&lt;br /&gt;“Jan, che hai?” Miguel alzò un sopracciglio “Sembri imbambolato”.&lt;br /&gt;“No, sto bene” negò l’altro scotendo la testa. &lt;br /&gt;“Che starà facendo tuo figlio in camera? Sono ore che è chiuso nel silenzio più totale”&lt;br /&gt;“Starà chattando con qualche amichetto”&lt;br /&gt;“O con una fidanzatina! Bello come il suo papà, avrà decine di ammiratrici” commentò Miguel muovendo il pedone. &lt;br /&gt;“Fino a pochi giorni fa sospirava d’amore per una certa Tanja. Chissà. Per me è sempre un ragazzino e solo al pensiero di lui che fa…insomma sesso... mi vengono i brividi” fece una smorfia.&lt;br /&gt;“Ormai è un ometto” Miguel tornò pensieroso “Forse dovrei dargli il mio regalo” si sporse per prendere un pacchettino da sotto all’albero.&lt;br /&gt;Si diressero insieme verso la camera del ragazzo, ma quando Jan sbirciò all’interno lo trovò addormentato sul letto, con le auricolari alle orecchie.&lt;br /&gt;“È crollato!” esclamò voltandosi verso Miguel, il quale gli rivolse un sorriso dolcissimo.&lt;br /&gt;“Povero piccolo, doveva essere stravolto”&lt;br /&gt;“Aspetta” si avvicinò al figlio togliendogli l’’ipod e coprendolo con il piumone. Dopo essersi assicurato che stesse dormendo profondamente, tornò dall’amico. “È proprio andato!” e richiuse la porta.&lt;br /&gt;“Cavoli se è cresciuto” sospirò Miguel. &lt;br /&gt;“Già, me ne da di grattacapi” replicò “Peccato che non puoi dargli il tuo regalo”&lt;br /&gt;“Vorrà dire che lo troverà domani mattina”&lt;br /&gt;Una volta di nuovo in salone Miguel si spaparanzò sul divano, mentre Jan prese posto accanto a lui, lasciandosi sfuggire uno sbadiglio.&lt;br /&gt;“Stanco?” l’osservò con una strana espressione.&lt;br /&gt;“Un po’” si accomodò meglio incrociando le mani dietro la nuca. Rimuginò tormentandosi il labbro inferiore con i denti, poi non resistette più e fissando serio l’amico si decise a porre finalmente la domanda che gli stava tanto a cuore “Mi vuoi dire che avevi da fare oggi di tanto importante?”&lt;br /&gt;L’altro si limitò a ghignare e quello indispettì il commissario più anziano “Perché non vuoi dirmelo? Dovevi incontrare qualche tua ‘amica’?” tentò di fingere indifferenza, ma il tono risultò quello di una fidanzata gelosa.&lt;br /&gt;Miguel invece continuò a evitare di rispondere “Non vuoi aprire il tuo di regalo?” dal mucchio di pacchetti ne prese uno sottile con la carta tutta colorata.&lt;br /&gt;“Ma…” esasperato obbedì, afferrandolo malamente. Lo scartò alterato, ma quando vide quello che conteneva trattenne il fiato. Alzò lo sguardo verso l’amico, per posarlo di nuovo sull’oggetto tra le gambe. All’interno del pacchetto una loro foto incorniciata. Jan ricordava esattamente il giorno e perfino il momento in cui era stata scattata: il Natale dell’anno prima. Erano impegnati nel caso spinoso di un omicidio di una ragazza dell’Est alla quale avevano anche rapito la figlia. Durante un sopralluogo Miguel aveva scherzato con la fotocamera scattandogli numerose foto. Alla fine si erano anche immortalati in un autoscatto. Stranamente di quella foto aveva perso memoria, almeno fino a quel momento. .&lt;br /&gt;Miguel lo fissò soddisfatto per essere riuscito a sorprenderlo “Non potevo venire con te perché dovevo fare una copia della foto” si grattò la testa rasata.&lt;br /&gt;Jan si sentì il più grosso degli stupidi per aver pensato chissà che cosa, ma soprattutto di aver dubitato di Miguel. Nella foga di aprire il pacchetto non si era accorto che qualcosa gli era caduto sulle gambe. Attaccati ad un nastrino rosso i due biscotti che aveva sgraffignato ore prima. “Non li hai mangiati!”&lt;br /&gt;“No, erano per te. Lo so, non è molto, ma…” &lt;br /&gt;“Non è molto?” Jan non riusciva ad esprimere la gioia che provava in quel momento “Perché dici così? È bellissima. Non ricordavo neanche che l’avessi fatta stampare”&lt;br /&gt;“Certo. La porto sempre con me, nel portafoglio” confessò imbarazzato “volevo che ne avessi una anche tu”&lt;br /&gt;“Miguel” lo attirò in un caldo abbraccio stringendolo con forza e affondando il viso nel suo collo. &lt;br /&gt;Rispondendo a quella stretta con eguale forza, Miguel insinuò le dita nei capelli biondi, scendendo sulla nuca. “Allora ti piace!”&lt;br /&gt;“Da matti, ma il regalo più bello che potevi farmi è la tua presenza qui” sussurrò Jan con il cuore in gola.&lt;br /&gt;“Non vorrei stare da nessun’altra parte, piccolo” ruotò la testa leggermente per baciargli un punto sotto la guancia. &lt;br /&gt;Jan sospirò, ma in quel momento lo sentì sghignazzare “Davvero pensavi avessi un appuntamento con qualche &lt;em&gt;seniorita&lt;/em&gt;?”&lt;br /&gt;L’altro si staccò leggermente “Perché non è mai successo?”&lt;br /&gt;“Non quando tu mi inviti ad una serata così importante”&lt;br /&gt;“Mi spiace” rendendosi conto di avere detto una sciocchezza distolse lo sguardo.&lt;br /&gt;“Eri geloso!” dichiarò Miguel divertito.&lt;br /&gt;“Geloso? Ma quando mai!”&lt;br /&gt;“Sì, che lo eri!” cacciò la lingua tra i denti.&lt;br /&gt;“E va bene!” confessò infine “Ero geloso, ma la cosa che mi faceva impazzire era che mi tenessi nascosto qualcosa”&lt;br /&gt;“Che testone Jan” gli prese il mento con una mano “non ti nasconderei mai niente!” lo fissò con una tale convinzione che Jan non poté fare altro che annuire. &lt;br /&gt;Miguel sorrise “Bene. Ora dov’è il mio regalo?” si strofinò le mani nell’attesa.&lt;br /&gt;Vedendo la sua faccetta così tenera, scoppiò a ridere “ce l’ho di là” si alzò dal divano sparì nel corridoio.&lt;br /&gt;Quando tornò con il pacco, Miguel era in piedi accanto all’albero.&lt;br /&gt;“Ecco” gli porse lo scatolone sul quale faceva bella vista un bel fiocco.&lt;br /&gt;“Cos’è?” domandò prendendolo e scuotendolo.&lt;br /&gt;“Peggio di Benny” &lt;br /&gt;Miguel sedette sul pavimento e lo scartò “Wow!” Scoprì un giubbotto di pelle con collo di pelliccia.&lt;br /&gt;“Ti piace?”&lt;br /&gt;"Cavolo&amp;nbsp;Jan, ma è favoloso! Ti sarà costato un patrimonio” si sentì a disagio per il suo regalo tutt’altro che costoso, ma il sorriso che l’amico gli rivolse riscaldò il suo cuore “Vai in giro con quell’affare che tu continui a chiamare cappotto. Congelerai uno di questi giorni”&lt;br /&gt;“Grazie, è fantastico! Lo adoro” lo indossò immediatamente rimirandosi e improvvisando una mezza sfilata per Jan.&lt;br /&gt;In quel momento lo sguardo del biondino si posò sull’albero, su uno dei rami bassi Miguel aveva appeso i biscottini allo zenzero che gli aveva portato. “E quelli?” li indicò.&lt;br /&gt;“È il loro posto” dichiarò Miguel togliendo il suo regalo per poi riporlo con cura nella scatola. “Ora è meglio che vada!&lt;br /&gt;Fuori dalla finestra sembrava essersi scatenata una vera tormenta. Miguel sopirò tristemente al pensiero di dover uscire con quel tempo, ma Jan lo spiazzò “Resta!”&lt;br /&gt;“Come?” si voltò di scattò.&lt;br /&gt;“Non puoi uscire con questa neve, resta a dormire qui”&lt;br /&gt;“Sicuro che non ti scoccia?”&lt;br /&gt;“No, anzi” si avvicinò pericolosamente “sapessi Benny con che cosa se n’è uscito. È proprio da lui fare richieste del genere” &lt;br /&gt;“Di che parli?” si leccò le labbra secche.&lt;br /&gt;“Vorrebbe che venissi a vivere qua!”&lt;br /&gt;Miguel sgranò gli occhi per la sorpresa “Wow. Intraprendente il ragazzino!” si grattò la fronte.&lt;br /&gt;“E tu che gli hai risposto?”&lt;br /&gt;Jan tacque per un attimo “Dimmi solo una cosa, a te piacerebbe?” improvvisamente quell’idea non gli sembrava poi tanto strampalata.&lt;br /&gt;“Certo, Jan che mi piacerebbe. Che domande!” il cuore gli batteva all’impazzata. “Solo che io non posso prendere e trasferirmi a casa tua”&lt;br /&gt;“Perché? Te lo sto chiedendo”&lt;br /&gt;“Sì, ma…”&lt;br /&gt;“Nessun ma. Allora è deciso” decretò emozionato. “Appena possibile fai i bagagli e ti trasferisci!”&lt;br /&gt;Miguel sorrise felice di quella decisione così improvvisa ma anche così giusta. “Che ne dici di qualcosa da bere?”&lt;br /&gt;“Birra o vino?” si diresse verso l’angolo cottura.&lt;br /&gt;“Birra” rispose lo spagnolo, poi ci ripensò “Meglio vino, dobbiamo festeggiare come si deve”&lt;br /&gt;Jan prese una bottiglia di rosso e la stappò, portando con sé anche due calici.&lt;br /&gt;“Caspita!” fece un fischio di apprezzamento.&lt;br /&gt;“È Natale e poi anche quest’altra occasione così speciale” Jan gli porse il bicchiere.&lt;br /&gt;“A questa coabitazione” i vetri tintinnarono e Miguel bevve un lungo sorso assaporando il gusto pieno e deciso. “Ottimo. Non credevo ti intendessi di vini”&lt;br /&gt;L’amico invece bevve il suo tutto d’un fiato. Aveva davvero bisogno di qualcosa di alcolico per rendersi conto di quello che era appena accaduto. “Infatti, non me ne intendo. Sono stato fortunato, è davvero buono”&lt;br /&gt;Dopo il secondo bicchiere erano entrambi troppo brilli per parlare. Miguel aveva la testa appoggiata su un cuscino e gli occhi socchiusi, mentre Jan si era raggomitolato in un angolo del divano con la fronte poggiata sul palmo della mano. “Jan, sarà meglio andare a letto” biascicò voltandosi dalla sua parte, ma si zittì rendendosi conto che dormiva. Si mosse lentamente fino a trovarsi ad un niente da lui. Gli sembrò un angelo in quel momento, la bocca socchiusa, il respiro leggero e un ciuffetto di capelli che gli cadeva da fuori la mano. Allungò le dita a sfiorargli la guancia, ma il timore di essere sorpreso, lo indusse a ritirarla. Restò per qualche minuto in silenzio ad contemplarlo, poi decise di svegliarlo.&lt;br /&gt;“Ehi, bell’addormentato?” avvicinò il viso al suo. Quando gli occhi chiari si aprirono Miguel trattenne il fiato. &lt;br /&gt;“Miguel” sussurrò “mi sono appisolato” &lt;br /&gt;“Sei crollato, piccolo. Dai, ti porto a letto” dalle sue labbra questa frase risultò più maliziosa di quanto avesse voluto.&lt;br /&gt;Jan arrossì e cacciando la lingua tra i denti replicò “Mi porti in braccio?”&lt;br /&gt;“Sei matto! Mi verrebbe un’ernia!” &lt;br /&gt;“Che cialtrone” si alzò stiracchiandosi “Il letto nella camera degli ospiti è sempre pronto con lenzuola pulite” &lt;br /&gt;“Okay”&lt;br /&gt;“Buona notte” indicò la porta, ma senza accennare ad andarsene.&lt;br /&gt;“Notte Jan” abbassò lo sguardo verso le scarpe. “Buon Natale”&lt;br /&gt;“Buon Natale anche a te, Miguel” sorrise, poi senza preavviso si sporse verso di lui, prendendogli il viso tra le mani.&lt;br /&gt;Le bocche si sfiorarono. Un leggero tocco, ma che bastò a turbarli entrambi. Miguel si tirò indietro e dopo avergli rivolto un dolce sorriso si voltò per entrare, ma Jan gli afferrò un braccio. In quell’istante Miguel si rese conto che avrebbe occupato la camera negli ospiti di Jan, &lt;em&gt;ma non da solo...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-5722270104228400850?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/5722270104228400850/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2011/12/una-dolce-sorpresa.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/5722270104228400850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/5722270104228400850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2011/12/una-dolce-sorpresa.html' title='Una dolce sorpresa'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-nkwV7uaXJQc/TuO2BKNwibI/AAAAAAAAA2U/BD5DnQDNooA/s72-c/Una+dolce+sorpresa%25281%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-1645142536654007381</id><published>2011-10-03T08:47:00.001-07:00</published><updated>2011-10-16T05:41:33.026-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfiction non solo slash'/><title type='text'>Rome meine liebe</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Titolo: &lt;/strong&gt;Roma, meine Liebe&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autore: &lt;/strong&gt;Lipsialove&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Paring:&lt;/strong&gt; Alessandra, Gabriel Merz, &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; NC 17&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;WARRING:&lt;/strong&gt; sesso anche senza protezione, &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere:&lt;/strong&gt; erotico, romantico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo mesi di telefonate, mail e contatti con l’agenzia ero riuscita nel mio scopo: avere Gabriel Merz, mio attore preferito e volto della copertina di Lezioni di tango a Roma in occasione della presentazione. Quella sera, in attesa del suo arrivo, non stavo nella pelle. Ancora pochi minuti e l’avrei incontrato. Lo avevo chiamato in albergo per definire i dettagli, poi un’auto era andata a prenderlo. Giusi ed io lo avremmo visto direttamente al locale: un ristorante argentino nel centro della città. Per l’occasione avevo scelto con estrema cura il mio look: un top blu scuro con una leggera scollatura e una gonnellina azzurra con dei fiorellini. Un velo di trucco e i capelli ricci sciolti sulle spalle. Giusi mi venne a prendere a casa e insieme ci recammo fino al Caffè corrientes, un ristorante argentino nella zona di Monteverde. Anche lei era molto elegante, camicia bianca e pantaloni beige. Parcheggiare fu un’impresa ma alla fine un posticino per l’auto venne fuori e  tremanti per l’eccitazione ci avviammo verso il ristorante. Io ero particolarmente nervosa, le mani mi sudavano e una leggera nausea cominciava a farsi strada. Neanche riuscivo a capacitarmi del mio stato. Finalmente la Mercedes fece la sua apparizione in fondo alla strada e io strinsi il braccio di Giusi “Spero di non vomitare quando lo vedo”&lt;br /&gt;“Non sarà peggio di quando abbiamo visto Gede!” replicò lei con un sorriso “Stavo per collassare, ricordi?”&lt;br /&gt;“Ricordo, per questo ho paura!” deglutii.&lt;br /&gt;Quando l’enorme auto nera si fermò davanti all’entrata e ne uscì, lui, Gabriel Merz, il mio cuore si fermò per un istante. Era di una bellezza devastante, con i ricci ribelli, due occhi scuri e le labbra leggermente imbronciate. Lo fasciava una maglietta rossa a maniche lunghe e dei jeans intrappolavano le gambe sode. Mi lasciai sfuggire un gemito e strinsi più forte il braccio di Giusi, la quale taceva. Entrambe non riuscivamo a staccargli gli occhi di dosso. Il suo sguardo si posò su di noi e dalla sua espressione, compresi che ci aveva riconosciuto. Probabilmente dalle foto su facebook. &lt;br /&gt;Sorridendo si avvicinò e io mi affrettai a stringergli la mano “Sera Gabriel, benvenuto a Roma” lo salutai in inglese.&lt;br /&gt;Lui rispose al sorriso e mi attirò in un abbraccio baciandomi su entrambe le guance “Alexandra, piacere di conoscerti”&lt;br /&gt;Nel sentirgli pronunciare il mio nome, avvampai talmente che non riuscii a replicare.&lt;br /&gt;“Ciao, Gabriel” intervenne Giusi stringendolo a sua volta.&lt;br /&gt;“Tu devi essere Giusi” mormorò guardandola negli occhi.&lt;br /&gt;Lei annuì “Siamo felici di averti qui”&lt;br /&gt;“Grazie per avermi invitato” lo sguardo si posò su di me e sentii le gambe tremare. &lt;br /&gt;Nell’entrare nel ristorante lui mi poggiò una mano dietro la schiena sfiorandola. Provai un brivido di piacere, la sua mano era terribilmente calda. Accorgendosi di quel gesto, Giusi mi lanciò un’occhiata complice.&lt;br /&gt;Una musica romantica ci accolse avvolgendoci. Il locale era molto caratteristico con archi in mattoni e pareti con pietre a secco. Su ogni tavolo, sistemato in modo che tutti i presenti potessero seguire la presentazione, una candela. Il luogo si presetava soprattutto per una cenetta a due. Fantasticai immediatamente di poterci tornare da sola con Gabriel. &lt;br /&gt;Non essendo ancora arrivato nessuno, ne approfittammo per fare due chiacchiere con il nostro ospite. Lui sembrava molto a suo agio in quell’ambiente e io ne ero completamente affascinata. I suoi occhi scuri cercavano spesso i miei.&lt;br /&gt;Nonostante l’ostacolo della lingua a volte rendesse difficile la comunicazione, la conversazione fu molto piacevole e Gabriel si dimostrò molto simpatico, dolce ed anche estremamente disponibile. Ci chiese anche di insegnargli qualche frase della nostra lingua e quando la sala cominciò a riempirsi, Giusi si allontanò lasciandomi da sola con il bel tedesco.&lt;br /&gt;Imbarazzata dalla sua vicinanza, mi guardai intorno nella speranza di vederla tornare. Gabriel si sporse verso di me: “Finalmente ci conosciamo!”&lt;br /&gt;“Non ne vedevo l’ora” gli confessai candidamente. “Sai, per noi sei una continua fonte d’ispirazione”&lt;br /&gt;“Davvero?” scoppiò a ridere “Sono così interessante?” appoggiò la mano sullo schienale della mia sedia, accarezzandomi i ricci.&lt;br /&gt;“Può sembrare sciocco, ma per quasi tutto quello che scriviamo prendiamo come modelli te e Marco Girnth o i vostri personaggi di Soko”&lt;br /&gt;Gli occhi brillarono “Sarei curioso di leggere qualcosa, allora”&lt;br /&gt;“Meglio di no!” arrossii violentemente.&lt;br /&gt;“Perché?” il viso fu ad un soffio dal mio. &lt;br /&gt;“Mi vergogno, ma mi piacerebbe darti una copia di tango” mi morsi un labbro “peccato che tu non conosca l’italiano”&lt;br /&gt;“Già, un vero peccato” le dita risalirono ad accarezzarmi la nuca “ma potresti insegnarmelo tu”&lt;br /&gt;In quel momento Giusi tornò per avvertirmi che la presentazione stava per cominciare ed io scattai in piedi seguendola. Nonostante cercassi di concentrarmi sulle parole del relatore, il mio pensiero andava a Gabriel, il quale continuava a mantenere il suo sguardo su di me fino a quando non fu chiamato sul palco. Prese il microfono e in un perfetto inglese si presentò ringraziando entrambe per l’opportunità che gli avevamo fornito di esssere parte del nostro progetto e di partecipare a quell’evento così importante. La presentazione durò per più di un’ora e dopo aver parlato entrambe di Lezioni di tango e di progetti futuri, le luci si oscurarono per lasciare il palco a un’esibizione di tango. &lt;br /&gt;La musica e i movimenti dei due ballerini erano talmente coinvolgenti che non riuscii a staccare gli occhi dalla coppia che volteggiava, fino a quando Giusi non si sporse verso di me: “Hai fatto colpo, cicci”&lt;br /&gt;“Come?” l’oscurità della sala celò il mio rossore.&lt;br /&gt;“Gabri è cotto, ma non lo vedi come ti guarda?”&lt;br /&gt;“Figurati” replicai scettica, ma avevo notato i suoi approcci.&lt;br /&gt;“Fidati, il nostro tedescone vorrebbe stare da solo con te” ridacchiò felice “approfittane!”&lt;br /&gt;“Ora Gabriel Merz si interessa a me” borbottai lanciando una fugace occhiata al nostro ospite, il quale seguiva con mal celato interesse il nostro confabulare. Sembrava quasi sapesse che stavamo parlando di lui. &lt;br /&gt;“Gabriel ti mangia con gli occhi”&lt;br /&gt;“Sì, come no” borbottai.&lt;br /&gt;Al termine della rappresentazione, fu servita una cena tradizionale argentina, della quale Gabriel apprezzò particolarmente la grigliata mista, un tortino ripieno al cioccolato e un vino Piedra Negra. La sua vicinanza e i continui sfioramenti fecero sì che mi si chiudesse lo stomaco. Per il nervosismo cominciai a blaterare senza sosta sui monumenti che avrebbe dovuto visitare durante il suo soggiorno nella capitale. Spiazzandomi, Gabriel mi fissò e con la sua voce profonda e sensuale mi chiese: “Sarai tu a mostrarmi Roma?”&lt;br /&gt;“Certo, ne sarà felice” rispose Giusi al mio posto “ha studiato Arte, sarà la tua guida!”&lt;br /&gt;La fissai fulminandola, ma lei fece finta di niente “Ti mostrerà tutte le sue bellezze”&lt;br /&gt;A quel punto Gabriel, senza staccare gli occhi dai miei replicò “Ne ho già due davanti”&lt;br /&gt;La mia reazione fu di panico più totale. Non ero di certo preparata ad una simile frase. Giusi gongolava, mentre io ero terrorizzata, non mi sarei mai aspettata di fare così colpo su di lui. Certo, ci speravo, ma erano solo sogni. &lt;br /&gt;Imporvvisamente Giusi si alzò “Io devo andare. Mauri sarà sul piede di guerra!”&lt;br /&gt;“Okay” mi alzai a mia volta. “E lui? Mica possiamo lasciarlo qui!”&lt;br /&gt;“Ha la sua Mercedes. Se vuoi accompagnarlo in albergo…”&lt;br /&gt;“E poi, come torno a casa?” &lt;br /&gt;Gabriel si alzò a sua volta, appoggiandomi poi una mano dietro la schiena.&lt;br /&gt;“Problemi?” domandò il tedesco.&lt;br /&gt;“No, nessun problema” rispose lei prontamente.&lt;br /&gt;“Andiamo in albergo?” propose lui con fare malandrino. “È ancora presto!”&lt;br /&gt;“Io non posso!” disse la mia amica prontamente “Devo tornare, ma Ale sarà felice di venire con te”&lt;br /&gt;“Da sola?” strabuzzai gli occhi. Ero troppo intimidita anche solo per considerare l’ipotesi di restare da sola con lui. Per giunta nella sua camera. &lt;br /&gt;Il volto di Gabriel s’illuminò e un sorriso apparve sulle labbra carnose.&lt;br /&gt;“Osa, Ale!” mormorò Giusi.&lt;br /&gt;“Eh? Sei matta? Come ci torno a casa dopo?”&lt;br /&gt;“Sono sicura che Gabriel avrà un posticino per te, questa notte” mi strizzò l’occhio.&lt;br /&gt;“Sì, certo”&lt;br /&gt;“Non vuoi passare la notte con l’uomo dei tuoi sogni?” per impedire a Gabriel di sentire, abbassò il tono.&lt;br /&gt;Non sapendo cosa replicare, restai a bocca aperta  “Io…” balbettai in preda al panico.&lt;br /&gt;Gabriel mi circondò la vita con un braccio e mi sussurrò qualcosa in inglese.&lt;br /&gt;“Non fare la cretina!” insistette Giusi.&lt;br /&gt;“Non posso non tornare! Mio fratello come minimo lo spiffera a mia madre!”&lt;br /&gt;“Che stronzo se lo fa” &lt;br /&gt;“Ma lo sai che lo farà! Cazzo, che situazione di merda”&lt;br /&gt;“Digli che dormi da me!”&lt;br /&gt;“Dici che se la beve?”&lt;br /&gt;“Sti cazzi, cicci! Devi vivere la tua vita, non pensare a loro!”&lt;br /&gt;“Okay” la salutai abbracciandola.&lt;br /&gt;Dopo che Giusi fu andata via, salii sulla Mercedes di Gabriel e cercai di lasciarmi andare, di non sembrare troppo tesa e sprovveduta. Mandai un messaggio a mio fratello per avvertirlo che avrei dormito da Giusi, poi mi voltai verso Gabriel.&lt;br /&gt;Lui mi fissava, giocando con un mio riccio ribelle. “Non sei felice di stare con me?” &lt;br /&gt;“Certo, ma non pensavo che…” balbettai, in quel momento tutta la mia conoscenza dell’inglese andò a farsi benedire. Non ricordavo neanche una parola.&lt;br /&gt;“Cosa?” il suo alito caldo mi sfiorò il volto.&lt;br /&gt;“Che sarei finita qui con te” balbettai.&lt;br /&gt;Lui sorrise facendomi totalmente sciogliere. Benchè non perfetto, il suo sorriso era talmente sensuale da disarmarmi.&lt;br /&gt;“Ti seguo da anni, sono una tua fan e non avrei mai pensato di conoscerti, figuriamoci venire in albergo con te”&lt;br /&gt;“Forse era destino. Da quando mi hai chiesto la foto desideravo conoscerti e ora che ti vedo di persona…” mi accarezzò una guancia. Tremai sotto il suo tocco e lui continuò “Mi pento di non averlo fatto prima”&lt;br /&gt;“Vivi in Germania e poi, eri fidanzato” mi sfuggì. Mi maledii mentalmente per avergli ricordato la sua relazione precedente. “Scusa”&lt;br /&gt;“E di cosa?” mi prese il mento con due dita e avvicinò il viso al mio. Le labbra s’incontrarono. Fu come se mi avesse colpito un fulmine. Una scarica mi attraversò la schiena e il cuore fece un balzo tanto che ringraziai d’essere seduta. Mi lasciai sfuggire un lamento e lui ne approfittò per spingersi all’interno della bocca socchiusa e approfondire il bacio. Gli strinsi il braccio e lui mi pressò leggermente contro il sedile. &lt;br /&gt;Assaporai fino in fondo il suo gusto misto a quello del vino e mi lasciai andare a quello che era decisamente il bacio più bello e coinvolgente che avessi mai dato. La mano scivolò lungo il corpo, sollevando la gonna fino alla coscia. Accarezzò la pelle liscia, senza avventurarsi oltre. &lt;br /&gt;Solo il bisogno di respirare ci costrinse a staccarci. Gabriel mi scostò una ciocca dalla fronte e guardandomi con i suoi grandi occhi scuri, tornò a lambire le labbra con le sue.&lt;br /&gt;Lo sentii mormorare qualcosa in tedesco, ma la sua vicinanza mi rendeva difficile anche ragionare.&lt;br /&gt;In quel momento l’auto si fermò. Conclusi che dovevamo essere arrivati in albergo. Lui aprì la portiera e scesi seguita da Gabriel, ma prima che potessi raggiungere le porte girevoli mi attirò  a sé “Aspetta!” &lt;br /&gt;Sbattei contro il suo petto muscoloso. Toccai con mano quanto fosse massiccio e ricordai le volte che lo avevo visto a torso nudo in televisione o sul computer. Non ci credo che sto per vederlo dal vivo.&lt;br /&gt;Sorrisi ebete. “Resta con me, stanotte!” negli occhi una passione bruciante. &lt;br /&gt;In quel momento non avrei potuto dirgli di no neanche se avessi voluto. Annuii e lui trionfante mi circondò la vita con un braccio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche minuto più tardi varcammo la soglia della sua suite all’hotel Duca l’Alba. Si chiuse la porta alle spalle e mi spinse contro la parete intrappolando le labbra in un bacio ardente. Afferrato il volto con le mani, risposi con altrettanto trasporto. Sentivo che non sarei potuta essere più felice come in quel momento. Ero con l’uomo dei miei sogni e lui desiderava trascorrere la serata con me.  Dopo esserci sbaciucchiati per qualche secondo, Gabriel mi lasciò andare, per dirigersi verso il piccolo frigo. Stordita barcollai, ma riuscii a restare in piedi. Guardandomi intorno mi mossi verso il letto matrimoniale. Accarezzai distrattamente il copriletto blu scuro con dei piccoli rombi dorati, poi mi avvicinai alla finestra, il panorama era da mozzare il fiato: il Colosseo illuminato si ergeva in tutta la sua imponenza. &lt;br /&gt;“Bellissimo” aprii la porta a vetri ed uscii sul terrazzino.&lt;br /&gt;Mi raggiunse, in mano una bottiglia di Champagne e due calici “Tu sei bellissima!” mormorò in italiano.&lt;br /&gt;“Se ti va domani ci andiamo. voglio farti visitare il Colosseo di notte, è magico” &lt;br /&gt;“Mi sembra stupendo! Entriamo, fa un po’ freddo” la sua voce sensuale mi rimescolò dentro.&lt;br /&gt;Arrossendo lo seguì all’interno della camera.&lt;br /&gt;“Perché arrossisci?” appoggiato il tutto sul tavolino al centro della stanza, mi alzò il volto con il palmo. “Nessuno ti ha mai detto che sei bellissima?”&lt;br /&gt;“Non di recente” &lt;br /&gt;“Questi italiani sono davvero ciechi” con il pollice massaggiò la guancia, poi si abbassò a stappare la bottiglia.&lt;br /&gt;“Cazzo” mormorai in preda al panico. Respirando profondamente cercai di calmarmi. Il cuore batteva come un pazzo, le mani sudavano e mi sentivo come se dovessi svenire da un momento all’altro. Mi maledii per aver accettato di commettere quella follia. Non avevo alcuna esperienza ed ero andata ad impelagarmi con uno che aveva avuto di certo decine di amanti. Ero ancora immersa nei miei dubbi quando Gabriel mi porse un calice.&lt;br /&gt;“Grazie” arrosssii allungando la mano, le dita si sfiorarono.&lt;br /&gt;“Un brindisi” propose sorridendo.&lt;br /&gt;“A Lezioni di tango” &lt;br /&gt;“A noi” aggiunse senza smettere di guardarmi.&lt;br /&gt;Il vetro tintinnò e io bevvi tutto d’un fiato, un po’ per darmi coraggio e un po’ anche perché ero terribilmente accaldata. Lasciai il bicchiere sul tavolino.&lt;br /&gt;“Sei diversa dalle ragazze che ho conosciuto” &lt;br /&gt;“Non capisco” aggrottai la fronte. &lt;br /&gt;“Sei timida, riservata e non cerchi di…” si bloccò.&lt;br /&gt;“Sedurti?” compresi finalmente quello che tentava di dirmi.&lt;br /&gt;Gabriel annuì e io indietreggiai di un passo. Tentando di trovare le parole giuste, mi morsi il labbro inferiore. &lt;br /&gt;“Che c’è? Non era un rimprovero, anzi” sorrise malizioso “non ti va di restare?”&lt;br /&gt;“Vedi, io…” strinsi i pugni “non sono mai stata con un ragazzo” lo sputai tutto d’un fiato e chiusi gli occhi in attesa di una sua replica o quanto meno una risata. Ma non accadde nulla. &lt;br /&gt;“Questa è una sorpresa” restò interdetto.&lt;br /&gt;“Scusa, dovevo dirtelo subito invece di farti perdere tempo” feci per avviarmi verso la porta, ma lui mi bloccò “Non ho perso tempo. Tu mi piaci” mi confessò.&lt;br /&gt;“Anche tu, da impazzire” cercai le sue labbra baciandole con ardore. Lo desideravo con tutta me stessa, ma il timore di non essere all’altezza delle aspettative mi bloccava.&lt;br /&gt;Gabriel mi prese in braccio e senza smettere di baciarmi, mi portò sul letto. Una volta stesa sul copriletto di raso, lo attirai a me. Tornò a divorarmi le labbra e il suo odore naturale misto a quello di un leggero dopobarba, mi inbriò. &lt;br /&gt;Si scostò solo il tempo necessario per sfilarmi il top che finì sul pavimento. La bocca si spostò sul collo scendendo verso il seno coperto dal push up nero. Con le dita cincischiò con il gancetto fino a quando non riuscì ad aprirlo. Titillò i capezzoli con i pollici.&lt;br /&gt;“Ti piace, meine kleine?” &lt;br /&gt;“Non ti fermare, Gabriel” lo incitai, le sue mani calde mi stavano facendo impazzire.&lt;br /&gt;Sorrise maligno. Lasciò scivolare i polpastrelli verso il ventre liscio, percorrendo gli addominali appena pronunciati. “Sei uno splendore” Posò una scia di baci intorno all’ombelico, per poi risalire lungo i fianchi. &lt;br /&gt;“Non è vero” negai, non mi ero mai considerata bella, ma sentirmelo dire da Gabriel Merz faceva uno strano effetto. &lt;br /&gt;“Sì, lo sei”&lt;br /&gt;“Sei troppo vestito” &lt;br /&gt;“Spogliami!” ordinò fissandomi con occhi di brace.&lt;br /&gt;Impacciata gli tolsi la maglia che finì ammonticchiata accanto agli altri indumenti. Osservai il petto villoso, la scia di peluria che spariva all’interno dei jeans e le braccia muscolose. Desiderai stringermi a lui, lasciare che mi coccolasse. Mi spinsi contro di lui e gli circondai le spalle con le braccia, affondando il viso nel suo collo. Inspirai il suo profumo e pressandomi contro il suo torace maschio strofinai il naso contro la sua pelle. “Sei così maschio, Gabri” Gli tempestai la gola di baci, poi mi bloccai.&lt;br /&gt;Avvertii le sue braccia intorno alla vita “Tutto bene?” &lt;br /&gt;“Sì, mi sto solo godendo il tuo corpo” sussurrai lambendogli il lobo con le labbra.&lt;br /&gt;“Sei dolce. Non ho mai conosciuto una ragazza come te” le mani affondarono nei miei capelli.&lt;br /&gt;“Facciamo l’amore, Gabriel!”&lt;br /&gt;Lui rise “Mi sembra che siamo a buon punto” &lt;br /&gt;Ci guardammo. Le bocche ad un niente. Mi sporsi a baciarlo, ubriacandomi del suo sapore. &lt;br /&gt;Gabriel mi spinse nuovamente supina, schiacciandomi contro il materasso. Si mosse su di me, facendomi avvertire la sua eccitazione. Le sue dita s’insinuarono sotto la gonna, solleticandomi attraverso la biancheria. “Ich will dich” * sussurrò ansimante.&lt;br /&gt;“Prendimi” lo accolsi tra le gambe, ma lui si scostò per sbottonare i jeans.&lt;br /&gt;Li calò velocemente scalciandoli via, poi fece lo stesso con i boxer bianchi dal bordo firmato Armani.&lt;br /&gt;Osservai il suo corpo tornito, gli addominali scolpiti. Lo trovai in splendida forma, ancora più bello di come appariva nei video.&lt;br /&gt;“Rilassati, gattina” ghignando abbassò la gonna. Mi copriva solo un paio di slip. &lt;br /&gt;Gabriel partì dalla caviglia ricoprendola di piccoli baci, poi risalì lungo il polpaccio. Mordicchiò la pelle raggiungendo il ginocchio. Lo leccò con la punta della lingua e proseguì lambendo l’interno coscia. Quando si trovò con il viso all’altezza della mia femminilità ormai irrimediabilmente bagnata, trattenni il respiro nell’attesa. Volevo sentire la sua bocca talentuosa su di me. &lt;br /&gt;Mi sfiorò con il pollice attraverso il tessuto, poi appoggiò le labbra stuzzicandomi giusto il tempo necessario per farmi supplicare di darmi di più. Bramavo il suo tocco. &lt;br /&gt;Sfilò le mutandine, ma invece di lasciarle cadere sul pavimento, le infilò nella tasca dei jeans. Quel gesto contribuì ad aumentare la mia eccitazione. Gli lanciai uno sguardo colmo di desiderio e lui cacciò la lingua tra i denti.&lt;br /&gt;Ridendo allargai le gambe per consentirgli un maggiore accesso. Finalmente dopo essersi limitato a carezzare il clitoride, cominciò a stimolarlo con la bocca. Catturò tra le labbra il centro del mio piacere, tirandolo. Lo assaporò come una fragola matura, succhiandolo e leccandolo. In preda agli spasmi, mi contorsi sotto di lui. Quando una vampata mi investì, il piacere si propagò fino al cervello staccando la spina e impedendomi di ragionare lucidamente. Non esistevano altro che Gabriel e la sua bocca. I gemiti incontrollati lo incitarono a continuare. Inarcai la schiena e buttai la testa all’indietro. Il godimento era immenso, anche oltre le mie aspettative. Pronunciai senza sosta il suo nome e quando l’orgasmo mi travolse, arricciai le dita dei piedi tanto che per qualche secondo non riuscii a muovermi. Gabriel si dissetò del mio nettare fino a quando ne fu ebbro. Cercando di riprendermi, ansimai. Le gambe mi dolevano e quando Gabriel sfiorò il pezzettino di carne gonfio urlai. &lt;br /&gt;Risalì verso la mia bocca, la baciò solleticandola con la punta della lingua. “Hai un buon sapore”&lt;br /&gt;“È stato…” boccheggiai “grandioso”&lt;br /&gt;Gabriel ghignò e io allungai la mano verso il suo pene ormai semi eretto.&lt;br /&gt;Il tedesco era eccitato e restai impressionata dalle dimensioni. Deglutii e cominciai a muovere le dita strappandogli un gemito dopo l’altro.&lt;br /&gt;“Alexandra”sospirò chiudendo gli occhi, il naso mi sfiorò una guancia. I suoi gemiti mi infiammarono spingendomi ad osare di più&lt;br /&gt;Lo spinsi con la schiena contro il lenzuolo e gli sedetti in grembo. Abbassai la testa, i capelli gli solleticarono il petto. Lambii la pelle sudata con le labbra, gustandone il sapore salato. Risalii verso i peli. Il suo corpo era bellissimo, massiccio e muscoloso. Le dita mapparono il ventre, strizzando un lembo di carne. Lui si agitò sotto di me e io insistetti. Da sempre desideravo farlo. In quel momento mi venne in mente Giusi e quando le avrei detto della notte trascorsa con Gabriel. Un sorrisetto mi illuminò il viso.&lt;br /&gt;Mi accarezzò i capelli “Sei raggiante, piccola. Voglio vederti sempre così!”&lt;br /&gt;“Sono felice di fare questa esperienza con te” confessai solleticando il ventre con le labbra.&lt;br /&gt;Percorse la mia colonna vertebrale con i polpastrelli, raggiungendo le natiche. “Sarò il tuo insegnante. Puoi chiedermi tutto”&lt;br /&gt;“Fermo, non distrarmi” lo rimproverai quando mi stimolò la fessura.&lt;br /&gt;Invece di fermarsi, aumentò il tocco e io cominciai a gemere sommessamente “Non è valido. Ora tocca a me”&lt;br /&gt;Portandomi una mano dietro la nuca, mi spinse verso il basso, fino a quando non mi trovai all’altezza della sua asta. Titubante, lo sfiorai, passando prima un dito sul prepuzio e poi tracciando tutta la lunghezza. Alzai lo sguardo verso di lui e sorridendo lo sferzai con una leccata decisa. &lt;br /&gt;“Scheisse” mormorò quando ripetei l’operazione. &lt;br /&gt;“Vado bene?” &lt;br /&gt;“Sì, continua!” incitò “Appoggia la bocca, spingilo dentro” &lt;br /&gt;Obbedii, facendolo scivolare tra le labbra. Lo accolsi e cominciai a ciucciare fino a quando non lo sentii aumentare di volume, diventare sempre più grosso. Non fu disgustoso come temevo. Mi piacque, ma soprattutto mi piaceva perché si trattava di Gabriel.&lt;br /&gt;“Ti piace?” Alzai lo sguardo. &lt;br /&gt;“Ne dubiti?” Gabriel era rosso in viso, la bocca socchiusa e gli occhi lucidi “Vieni qui” mi attirò a sé e pressandomi contro il materasso, ribaltò le posizioni. “Ci sai fare, gattina” s’insinuò tra le gambe.&lt;br /&gt;Tornò a cercarmi la bocca, a divorarmi. Mi lasciai sfuggire un lamento e per avvicinarlo a me, gli circondai le spalle con le braccia. &lt;br /&gt;“Fammi tua!” mi mossi sotto di lui. “Ce l’hai il…?” mi vergognavo a chiedergli di usare il preservativo, ma per un attimo il buo senso prevalse sull’istinto.&lt;br /&gt;“Certo che ne ho, bambolina” si districò dal mio abbraccio e si sporse dal letto. Arraffati i jeans cercò nelle tasche. “Non preoccuparti”&lt;br /&gt;Lo attesi mentre indossava il profilattico, accogliendolo poi di nuovo tra le mie braccia. “Quando ti voglio, Gabriel”&lt;br /&gt;“Ti farò impazzire di piacere, Alexandra”&lt;br /&gt;“Mi piace quando dici il mio nome con quel tuo accento sexy” cercai ancora le labbra carnose. Le solleticai con le mie “tu sei sexy”&lt;br /&gt;“A me piacciono le donne come te, semplici e terribilmente dolci” mi accarezzò una guancia, scendendo verso il mento. &lt;br /&gt;Gli presi la mano e baciai un dito alla volta. Se penso a quante volte ho fantasticato sulle sue dita.&lt;br /&gt;“Sei pronta per me?” mi scrutò nel timore di leggere nei miei occhi un qualche ripensamento, ma io non ne avevo. Non avrei mai potuto averne, non dopo tutto quello che era accaduto tra noi.&lt;br /&gt;“Sempre, ma…” balbettai “fai piano” allargai le gambe per permettergli di infilarsi in mezzo.&lt;br /&gt;“Non temere” mi rivolse un sorriso dolcissimo che contribuì a calmarmi.&lt;br /&gt;Dolcemente si spinse in me. Il dolore esplose rendendomi pressocché impossibile godermi il momento. “Fermati!” poggiai le mani sul suo petto. “Fa troppo male”&lt;br /&gt;“Vedrai che ora passa, tesoro” si bloccò riempiendomi il volto di piccoli baci. Mi sussurrò qualcosa nell’orecchio. “dura solo per un attimo, poi ti piacerà da matti”&lt;br /&gt;“Lo spero perché per adesso, non è granchè” ironizzai, ma ero seriamente preoccupata. &lt;br /&gt;Continuando a parlarmi, Gabriel tornò a muoversi entrando sempre più in profondità. “Sei splendida, piccola”&lt;br /&gt;“Gabriel” ansimai allacciando gli occhi ai suoi. “adoro la tua voce, ma soprattutto adoro il tuo corpo” gli circondai le spalle muscolose con le braccia per attirarlo più vicino. Ero così eccitata che ben presto il dolore si attenunò fino a sparire del tutto. &lt;br /&gt;“Ancora! È stupendo!” le mie mani scesero ad agguantargli le natiche sode. Lo supplicai di continuare, di non fermarsi.&lt;br /&gt;I colpi si susseguirono duri e potenti. Lo sentii implacabile dentro di me, tanto che in pochi istanti, Gabriel mi portò al picco, ma continuò a muoversi fino a quando le contrazioni non si esaurirono.&lt;br /&gt;Il sudore gli imperlava il petto. Desiderai affondare il viso nei suoi peli, assaporare il gusto maschio della sua pelle madida. “Oh, signore, sei un dio del sesso”&lt;br /&gt;“Cavalcami!” negli occhi un lampo di lussuria.&lt;br /&gt;Desiderosa di sperimentare tutto, annuii districandolo dalla mia stretta. Gabriel si stese trascinandomi su di sé. Gli sedetti in grembo e quando fui pronta, mi mossi con estrema lentezza. “Ti sento così bene. Riempimi tutta” mormorai abbassandomi a cercare le sue labbra. Catturai il labbro inferiore tra i denti e lo tirai leggermente, spostandomi sul collo. Proseguii verso il torace villoso. Mentre la lingua vezzeggiava in lungo e largo, gustandone golosa il sapore “Il mio torello”&lt;br /&gt;“Il tuo toro ora ti monterà per bene!” Gabriel mi afferrò per la vita e dopo avermi fatto stendere su un fianco si posizionò alle mie spalle “Voglio proprio mostrarti tutto” Scostati i capelli umidi, affondò il volto nel mio collo. “Sperimentare ogni cosa”&lt;br /&gt;“Non vedo l’ora” &lt;br /&gt;“Che birichina. Mi piace in una donna”&lt;br /&gt;“Sono felice di avere aspettato. Adoro fare l’amore con te, è perfetto” confessai con estrema sincerità.&lt;br /&gt;“Tesorino, l’amore si fa in due” solleticò la pelle con il naso, “Siamo in sintonia, due parti di una mela” Sentendolo nuovamente dentro di me, mi lasciai andare a dei gemiti incontrollati. “Non ti fermare! Più forte!” piegai la testa di lato per dargli maggiore accesso. Con la punta della lingua leccò la pelle umida, spostandosi verso la nuca “Sai di agrumi, mi fai impazzire”&lt;br /&gt;“Bagnoschiuma al pompelmo” chiusi gli occhi “ma ora toccami, fammi godere!”&lt;br /&gt;Gabriel percorse il mio corpo con i polpastrelli, sfiorando delicatamente il ventre “Così?”&lt;br /&gt;“Più giù” &lt;br /&gt;Le dita raggiunsero il monte di Venere, si soffermarono sulla peluria “E ora?”&lt;br /&gt;“Fuochino” gemetti “non torturarmi”&lt;br /&gt;Ridacchiando lasciò scivolare il medio nella mia femminilità ormai bagnata.&lt;br /&gt;“Sì, di più”&lt;br /&gt;“Siamo insaziabili” ogni colpo del suo pene toccava un punto erogeno tanto che ad un certo punto persi la ragione mormorando frasi senza senso.&lt;br /&gt;Quando solleticò il nucleo del mio piacere con il pollice, mossi il bacino per incontrare il suo tocco. &lt;br /&gt;“Voglio farti venire ancora e ancora”&lt;br /&gt;“Mi porterai alla follia, Gabriel. Le tue carezze sono una droga, ne desidero sempre di più” agognavo a farlo durare il più a lungo possibile, ma sentivo imminente l’ennesimo orgasmo.&lt;br /&gt;“Cazzo quanto sei sexy mentre vieni e la tua patatina si contrae” e aumentò la violenza delle spinte fino a quando il godimento non mi travolse come un tornado. “Bambolina” si spinse con forza un’ultima volta e con un gemito soffocato venne a sua volta. &lt;br /&gt;Boccheggiante appoggiai la schiena contro il suo petto. Ero stremata, ma felice. Gabriel si portò alle labbra le dita impiastricciate succhiando i miei umori, poi uscì da me per sfilarsi il preservativo. &lt;br /&gt;Indolenzita mi voltai a guardarlo, le sue labbra erano lucide, nella barba delle goccioline di sudore misto alla mia essenza. Mi sporsi a baciarla, spostandomi verso la bocca carnosa. Lambii la cicatrice che tanto mi aveva attratto fin dal primo momento in cui l’avevo notata in Lipsia, ma che era celata dalla peluria. &lt;br /&gt;“Ti da un’aria da duro questa cicatrice” sussurrai percorrendola con la punta della lingua.&lt;br /&gt;Lui mi attirò tra le braccia, intrecciando le gambe con le mie “Un duro dal cuore tenero. Quando incontro una ragazza come te divento il più inguaribile dei romantici.” Mi scostò un riccio dalla fronte.&lt;br /&gt;“Davvero?” vezzeggiai il mento con il naso “Potrei anche perdere la testa per te, Gabriel e la cosa sarebbe davvero pericolosa”&lt;br /&gt;“Perché? Sei una stalker psicopatica?” si finse spaventato.&lt;br /&gt;“Scemo!” gli sferrai un buffetto sul petto “No, è che…” divenni improvvisamente triste “apparteniamo a due mondi opposti, tu sei un attore famoso, io…” in un attimo di sconforto mi strinsi a lui, circondandolo con le braccia. “scusami, sono una cretina. Dimentica che ho parlato”&lt;br /&gt;“E con questo? Sono sempre un uomo, zuccherino” mi alzò il mento, il tono di voce divenne profondo “e poi, posso sempre tornare a trovarti o tu venire a Berlino” le bocche si unirono riaccendendo il desiderio. &lt;br /&gt;Dopo avermi fatto stendere a pancia su, si lasciò scivolare lungo il mio corpo, lasciando una scia di piccoli baci e carezze. Ansimando, inarcai la schiena. Quell’uomo era davvero il sogno di ogni donna. Il piacere della partner sembrava il suo obiettivo primario e io ero più che felice di usufruire di quel trattamento privilegiato. &lt;br /&gt;“Gabriel” mormorai quando ricominciò ad occuparsi del bottoncino roseo che al tocco delle sue labbra si schiuse come un bocciolo. “Mio dio”&lt;br /&gt;“Adoro il tuo grilletto, sembra una ciliegia matura, pronta per essere colta e mangiata”&lt;br /&gt;“Grilletto” ripetei trattenendo una risata “mi piace”&lt;br /&gt;Lo catturò con le labbra tirandolo.&lt;br /&gt;“Divorami!” lo supplicai&lt;br /&gt;Lui obbedì affondando il volto tra le mie gambe e assaporandomi con solerzia. Succhiò, mentre con le dita si spingeva dentro e fuori. Artigliai il lenzuolo e buttando la testa indietro mi lasciai andare a gridolini di estasi. “Sei fantastico! Mangiami! Di più!” Lo incitai spalancando le cosce. &lt;br /&gt;“Potrei anche annegare nel tuo nettare”. Sostituì le dita con la lingua penetrandomi.&lt;br /&gt;“Sì, ancora!” l’estasi mi sommerse. Ero certa che l’indomani sarebbe stato faticoso perfino camminare dopo quel trattamento.&lt;br /&gt;“Vieni, piccola!” insistette fino a quando non sentìì arrivare l’orgasmo. Incapace di bloccarmi, gridai. &lt;br /&gt;La contrazione mi provocò un crampo nel polpaccio. “Dannazione!” imprecai.&lt;br /&gt;Gabriel si leccò le labbra imbrattate, poi strofinò il naso contro la mia femminilità dolorante, ispirandone l’odore. Si spostò verso la coscia sfregando il mento contro la pelle liscia. &lt;br /&gt;“Smettila” mi lamentai della sua barba “Pizzica!”&lt;br /&gt;“Dimmi che non ti piace” continuò risalendo di nuovo verso il nocciolino gonfio.&lt;br /&gt;Al tocco della sua barba ispida, gemetti. “Sei sadico”&lt;br /&gt;“Mi piace che non sei depilata” passò il palmo sul monte di venere “sei più donna così”&lt;br /&gt;“Credevo agli uomini non piacessero i peli” infilai le dita nei suoi ricci.&lt;br /&gt;“A me piacciono” con i denti ne tirò un ciuffetto facendomi scattare.&lt;br /&gt;“Ehi!” protestai&lt;br /&gt;Lui si lasciò scappare una risata, poi tornò a tormentarmi con la sua bocca talentuosa tanto che  presto fu di nuovo pronta e bagnata per lui.&lt;br /&gt;“Ancora non ne hai avuto abbastanza?” in realtà, non mi stavo lamentando. La sua prestanza e fantasia mi aveva contagiato talmente che gli chiesi di mostrarmi qualcosa di nuovo. &lt;br /&gt;Negli occhi apparve una luce malandrina e compresi che aveva in mente una posizione particolarmente divertente. &lt;br /&gt;“Vieni con me” si alzò dal letto, il pene era di nuovo sull’attenti. D’istinto mi leccai le labbra e lo seguii al centro della stanza. Dopo aver indossato il guanto protettivo, mi tirò su, mettendomi le mani sotto le ascelle.&lt;br /&gt;“Mettimi le braccia intorno al collo” e io obbedii, mentre lui mi agguantava le natiche. “E le gambe, stringimele in vita”&lt;br /&gt;Obbedii e quando mi abbassò sulla sua asta gemetti per la sorpresa. Aiutandomi con le braccia, mi mossi in modo da approfondire il più possibile la penetrazione. Volevo sentirlo tutto dentro. &lt;br /&gt;“Adoro questa posizione” mi confessò premendomi contro di lui.&lt;br /&gt;“Ce la fai a tenermi?” lo strinsi di più per paura di cadere, ma le braccia muscolose di Gabriel mi sorreggevano.&lt;br /&gt;“Sei uno scricciolo, tesoro” cercò le labbra. Lo baciai carezzandogli la lingua con la mia. Indietreggiando mi pressò contro la parete. I colpi ricominciarono sempre più secchi e decisi. Mi stava letteralmente sgusciando come una noce.&lt;br /&gt;“Gabriel, oh, sì” gli conficcai le unghie nella schiena “non ti fermare! Più forte” non riuscivo a pensare ad altro che a lui e a come la mia fantasia di come sarebbe stato fare l’amore con Gabriel, non si era neanche avvicinata alla realtà. Gabriel Merz era uno stallone da monta e io ero la sua giovenca. &lt;br /&gt;Urlando il suo nome, raggiunsi l’apice. Un ultimo impatto tra i nostri colpi e anche Gabriel raggiunse l’orgasmo. Restammo immobili per un po’, ansimanti ed esausti, poi lui mi lasciò andare. Ma quando provai a stare in piedi non ci riuscii, le gambe mi vennero meno. Scivolai sul pavimento e Gabriel si accovacciò accanto a me. “Stai bene?” mi baciò la fronte sudata.&lt;br /&gt;“Non mi sento più le gambe” appoggiai il viso sul suo petto.&lt;br /&gt;“Ci credo” ridacchiò compiaciuto.” È stato fenomenale!”&lt;br /&gt;“Ma è sempre così?” domandai perdendomi negli occhi scuri del mio amante.&lt;br /&gt;“Tu che dici?” lambì le labbra con un piccolo bacio, poi mi prese in braccio per condurmi a letto.&lt;br /&gt;Il mio sguardo cadde sull’orologio che aveva al polso: le 2 e mezzo. Ci avevamo dato dentro per quasi tre ore. Il tedesco scostò il copriletto e mi aiutò ad infilarmi sotto le lenzuola. Dopo essersi accoccolato accanto a me, mi accarezzò una spalla con i polpastrelli. Gli baciai il petto, giocherellando con un ciuffetto di peli per poi abbandonarmi ad un sonno ristoratore.&lt;br /&gt;Il mattino seguente un raggio di sole mi colpì il viso disturbando un sogno bellissimo. Ero con Gabriel al Circeo e facevamo l’amore in riva al mare, al chiarore della luna. Sorridendo riaprii gli occhi. La schiena muscolosa di Gabriel occupava metà del letto, mentre le braccia erano sotto il cuscino. Dormiva sommessamente. Mi avvicinai sfiorandolo. Quasi non credevo che avevo trascorso la notte con lui. Solleticai la pelle con le labbra, spostandomi verso la spina dorsale. Lo sentii muoversi, così continuai il mio cammino fino a quando lui non ruotò il viso a guardarmi.  “Ben svegliata bambolina”&lt;br /&gt;“Ciao” &lt;br /&gt;“Non ti fermare” &lt;br /&gt;Il mio stomaco brontolò.&lt;br /&gt;“Hai fame tesoro?” si girò del tutto per poi attirarmi in una stretta.&lt;br /&gt;“Da morire. Stanotte ho perso un paio di chili, sicuro” &lt;br /&gt;“Ora ordino una bella colazione così recuperiamo le energie” mi prese la mano e portatosela alle labbra mi mordicchiò le dita.&lt;br /&gt;“Gabri, tu sì che sai come coccolare una ragazza” sorrisi.&lt;br /&gt;In quel momento il cellulare vibrò, era un sms di Giusi. Non lo lessi. Avevo intenzione di chiamarla più tardi per ragguagliarla sulla notte appena trascorsa. Non feci neanche in tempo ad appoggiare l’apparecchio sul comodino che la musica familiare di Lady Gaga si diffuse nella stanza. Sentii Gabriel scoppiare a ridere e lanciandogli un’occhiataccia, mi affrettai a rispondere, allontanandomi da lui. Era mio fratello. Lo liquidai con poche parole. Non volevo certo potesse capire con chi ero.&lt;br /&gt;“Susse, komme hier*” mi richiamò. &lt;br /&gt;Chiusa la comunicazione tornai dal mio tedescone, il quale dopo avermi chieso cosa volessi per colazione, chiamò il servizio in camera.&lt;br /&gt;Quando arrivò il carrello, Gabriel prese il vassoio e lo portò a letto. C’era un po’ di tutto, compresa frutta fresca, panna e altre ghiottonerie.&lt;br /&gt;“Ti tratti bene, tesoro” gli dissi sgraffignando uno spicchio d’arancia.&lt;br /&gt;“Questo è il bello di essere delle star” mi strizzò l’occhio, poi si buttò sulla pancetta mangiando con le mani.&lt;br /&gt;Lo osservai eccitata succhiarsi l’olio dalle dita e attaccare le uova strapazzate.&lt;br /&gt;“Che c’è?” alzò la testa fissandomi interrogativo. &lt;br /&gt;“Sei così arrapante”&lt;br /&gt;Sorridendo maligno raccolse un po’ di panna montata e me la porse. La succhiai disegnando dei piccoli cerchi con la lingua. “Scheisse, meine Liebe” mormorò “Me lo fai rizzare”&lt;br /&gt;“Vedo” l’erezione svettava poggiandosi sul ventre. Mi sporsi a incontrare le sue labbra unte. Lo baciai con ardore, pressandomi contro il suo torace. Senza staccarmi dalla sua bocca talentuosa, gli sedetti in grembo&lt;br /&gt;“Alexandra” si spinse in me vigoroso. Muovendomi a prenderlo in profondità, lo abbracciai stretto. Affondai il volto nel suo collo e mormorai il suo nome fino a quando l’orgasmo non mi sommerse. Ormai sapeva che punti sfiorare per farmi godere. Gabriel alzò il bacino un’ultima volta, poi uscì da me e venendomi sulla pancia. Sgranai gli occhi. ero talmente presa dalla passione da non rendermi conto che non avevamo usato alcuna precauzione. Per fortuna, lui era un uomo prudente e attento ai bisogni altrui.&lt;br /&gt;Il cellulare ruppe l’atmosfera ovattata. Sospirando, mi districai dalla sua stretta e per la prima volta da quando avevo varcato quella soglia, tornai alla realtà. Mi resi conto che era giunto il momento di tornare alla mia vita, alla routine di tutti i giorni e soprattutto di lasciare Gabriel. &lt;br /&gt;Al solo pensiero avvertii una fitta al petto. Restai in piedi, accanto al letto, il cellulare stretto in mano e lo sguardo perso nel vuoto.&lt;br /&gt;“Tutto bene?” domandò Gabriel raggiungendomi. Mi avvolse nel suo abbraccio al quale mi abbandonai. Lasciai che lui mi coccolasse poi ci rifugiammo nella doccia dove ricominciammo ad amarci. &lt;br /&gt;Prima che lasciassi la suite, Gabriel mi tenne stretta a sé, poi mi sussurrò in italiano “Non ti dimenticherò e quando leggerò il tuo libro penserò a te”&lt;br /&gt;Misi il broncio “Non mi va di andarmene”  &lt;br /&gt;“Ci vediamo stasera? Una cenetta solo noi due in un ristorantino qui intorno”&lt;br /&gt;“Non vedo l’ora” lo baciai con trasporto e quando fu il momento dell’arrivederci, gli lasciai scivolare in mano un bigliettino col mio numero. &lt;br /&gt;Uscendo dall’albergo, mi voltai un’ultima volta a guardare la finestra della sua camera, poi mi avviai verso la fermata della metro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-1645142536654007381?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/1645142536654007381/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2011/10/rome-meine-liebe.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/1645142536654007381'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/1645142536654007381'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2011/10/rome-meine-liebe.html' title='Rome meine liebe'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-1193491101220326718</id><published>2011-05-16T12:02:00.001-07:00</published><updated>2011-05-17T10:45:10.018-07:00</updated><title type='text'>Le regole dell'inferno</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-mLZHabOnX4s/TdF1GJdr6oI/AAAAAAAAA1Q/GEkucG_tQWs/s1600/Le%2Bregole%2Bdell%2527inferno.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 265px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-mLZHabOnX4s/TdF1GJdr6oI/AAAAAAAAA1Q/GEkucG_tQWs/s400/Le%2Bregole%2Bdell%2527inferno.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5607391759533075074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fantastica fanfiction AU di frau ale...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;grazie per l'onore...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LE REGOLE DELL’INFERNO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’ora. Era gia’ passata un’ora dal suo arrivo in carcere e quel tizio continuava a fissarlo. Sfacciatamente, con molesta insistenza. Appollaiato sullo schienale di una panca, immobile come una statua. E con quel ghigno.&lt;br /&gt;Ma cosa voleva da lui?! Era sicuro di non conoscerlo, mai visto prima. Almeno non prima di quella mattina, quando era stato portato dalle guardie nello stesso settore.&lt;br /&gt;Eppure quell’uomo non gli staccava gli occhi di dosso, rivolgendogli uno sguardo diretto e penetrante come volesse entrargli dentro.&lt;br /&gt;E lui iniziava ad innervosirsi, si sentiva veramente a disagio. Più volte aveva cercato di guardare altrove, di concentrarsi su altri pensieri, ma gia’ il posto in cui si trovava non era certo d’aiuto; tutt’altro. L’istituto di massima sicurezza “Kreis”, tenendo fede al suo nome oltre che alla sua fama, sembrava un vero e proprio girone infernale. E non solo dal punto di vista estetico; la struttura fatiscente, umida ed inospitale era perfettamente in linea con la maggior parte dei suoi ospiti, tenuti parzialmente a freno solo dalla prospettiva di certi trattamenti riservati agli elementi più indisciplinati o semplicemente che non rispettavano le regole, al limite del trattato di Ginevra! &lt;br /&gt;E inoltre il troppo pensare gli ricordava come fosse arrivato lì e questo gli rodeva ancora di più. Maledizione a quando aveva accettato di aiutare quel bastardo di suo cugino! Lui, Mark Kämpfer, rampollo di una famiglia ‘bene’ di Colonia che, forte del suo passato di ex poliziotto, aveva avuto l’ardire di cercare di purificare le infiltrazioni malavitose che infestavano la sua famiglia. Ex perché tutto era finito nel momento in cui aveva iniziato ad indagare su suo cugino ed aveva avuto la pessima idea di convincerlo ad uscire dal giro; ma Chris conscio di poter perdere tutti i milioni di euro che gli fruttavano i suoi loschi affari, lo aveva invischiato in un traffico di ragazzine a sua insaputa e poi lo aveva fatto denunciare da una testimone fasulla, in seguito misteriosamente scomparsa. Mark era finito sotto inchiesta e le prove schiaccianti costruite ad hoc gli avevano fatto perdere il lavoro in polizia e rimediare una bella condanna. Naturalmente lui non aveva commesso alcun crimine. Non lui, il classico uomo tutto d’un pezzo, di sani principi e per di più allora in procinto di sposarsi. No, era proprio suo cugino ad avere il vizio delle ragazzine, ad avere assoldato la falsa testimone e ad averla poi voluta morta perché in possesso delle prove che avrebbero potuto inchiodarlo. Chris era stato talmente furbo e scaltro da essere riuscito, con quella mossa astuta, a liberarsi tanto di lei quanto del fastidioso cuginetto in vena di brave ragazzate! E gli aveva pure fatto credere di volerlo aiutare pagando i migliori avvocati che pero’ nulla avevano potuto contro quelle accuse. Aveva perso tutto non solo il lavoro; persino la sua promessa sposa se n’era andata. Uscito dal carcere per buona condotta e deciso a vendicarsi si era messo in proprio, cercando di distruggere a modo suo Chris che lo aveva incastrato. Ma forse si era lasciato ingabbiare troppo dal mondo del crimine; al punto da ritrovarsi di nuovo in galera.&lt;br /&gt;E poi…&lt;br /&gt;E poi quel suo interlocutore silenzioso che non la finiva di infastidirlo con il suo sguardo pressante e quasi morboso lo incuriosiva. Doveva ammetterlo, aveva un’aria intrigante, magnetica. Forse la maschera da duro, forse quel ghigno strafottente. Ma era certamente riuscito a catturare la sua attenzione.&lt;br /&gt;Si convinse che doveva essere qualche boss della mala o il capo di qualche gang di strada. E dal suo abbigliamento la seconda opzione gli parve la più probabile. Moro, capelli corti schiacciati da un berretto la cui visiera, celata sulla fronte, arricchiva di un alone di maggior mistero la figura e creava suggestivi giochi di luce in due occhi scuri dallo sguardo tagliente, una maglietta rossa macchiata in più punti ed in altrettanti lacera, più grande di almeno una taglia rispetto al fisico snello e scolpito di chi la indossava, così pure come i jeans stretti alla vita e larghi alle gambe che ricadevano su un paio di Nike bianche decisamente vissute. Un vero macho. &lt;br /&gt;E stava puntando lui.&lt;br /&gt;Non che la cosa gli importasse; al momento era troppo preoccupato di come poter uscire presto da lì per poter pensare ad altro. Il carcere in cui era stato in precedenza era una reggia confronto a questo e l’ambiente in cui si trovava, ospiti compresi, decisamente non gli piaceva; gli riportava alla mente certi discorsi, certi luoghi comuni di ex colleghi che, tempo addietro, spaventavano delinquenti particolarmente ostici nel denunciare i propri complici favoleggiando sulla presenza di presunti “maschioni” poco raccomandabili che li avrebbero attesi in carcere.  &lt;br /&gt;Ma la sfida che sembrava volergli lanciare quel tizio lo attirava. Del resto, dopo tutto quello che aveva imparato a sue spese e le lotte quasi quotidiane per sopravvivere ora non si lasciava più suggestionare da nulla. E non avrebbe fatto eccezione per nessuno.    &lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;Il primo. Quell’uomo era il primo che riusciva a sostenere il suo sguardo così a lungo senza abbassare gli occhi e senza reagire, anzi abbozzando un ambiguo sorriso di rimando. E questo ne faceva una preda degna della sua attenzione. &lt;br /&gt;Solitamente i nuovi arrivati, vuoi perché ancora non abituati a quello stile di vita, vuoi per le voci che giravano sulla “qualità” dei detenuti, rimanevano abbastanza spiazzati da quella che era l’atmosfera del Kreis, cercando il più possibile di evitare contatti con chi già vi stava forzosamente soggiornando… soprattutto per evitare problemi. E a volte, per quelli che si mostravano più spavaldi, bastavano giusto un paio delle sue occhiate per rimetterli a testa bassa, come bravi cagnetti al comando del padrone. Si perché lui lì dentro si considerava tale. Perché lo consideravano tale.  &lt;br /&gt;Felix Jäger era il più giovane dei reclusi, ma anche il più scaltro ed all’occorrenza il più pericoloso. Una personalità decisa e carismatica, formatasi per la strada dove era cresciuto e dove aveva imparato troppo presto che per sopravvivere bisogna schiacciare gli altri, bisogna farsi valere, rispettare con qualunque mezzo. Furbo e veloce come un gatto, ma con un innato sadismo che si scatenava quando qualcuno stuzzicava i suoi appetiti. Che lo facesse per sfogare la rabbia di un’infanzia difficile, o per il semplice gusto di infierire con il suo potere su di un altro essere umano poco importava. Per lui quello non era solo un modo per sopravvivere in quell’ambiente ancora più ostile della strada, ma una vera missione. La sua missione. &lt;br /&gt;Così si era guadagnato il servilismo, più che il rispetto, dei suoi compagni di carcere, con il terrore e con pratiche dimostrazioni di quanto poteva essere sconsigliabile mettersi contro di lui o semplicemente non assecondare un suo ordine; spesso le sue bravate gli avevano fruttato periodi di isolamento, ma questo non aveva fatto altro che renderlo ancora più sadico e piu’ razionalmente crudele, più orgoglioso delle sue vessazioni messe in atto soprattutto con i nuovi arrivati, quelli che secondo lui “dovevano ancora imparare le regole”. Le regole dell’inferno.&lt;br /&gt;Ma non tutti lo interessavano; i soggetti più deboli li lasciava volentieri agli altri “colleghi”; lui preferiva prede di carattere, prede che avrebbe provato più gusto a sottomettere e che gli avrebbero garantito per un po’ il divertimento della caccia e della lotta. &lt;br /&gt;Prede come quella che si trovava di fronte. Come l’uomo che da un’ora era diventato il centro di tutte le sue attenzioni.&lt;br /&gt;Già a prima vista non gli era certo sembrato un delinquente comune; lo aveva inquadrato piuttosto come qualche professionista proveniente da ranghi più specializzati della criminalità.&lt;br /&gt;Elegante nei modi, esteticamente bello e ben proporzionato, curato nell’aspetto, sportivo in un paio di jeans un po’ scoloriti che gli fasciavano le gambe e una maglietta bianca fin troppo aderente abbinata ad un cardigan verdastro un po’ vintage completamente aperto sul davanti che non lasciavano certo solo immaginare il fisico scolpito che cercavano di coprire. &lt;br /&gt;Lo sguardo era deciso e seducente; occhi azzurri profondi e misteriosi lo fissavano rispondendo alla sua sfida con un misto di sfrontatezza e superiorità, incorniciati dai capelli biondi con alcune ciocche a coprire la fronte.&lt;br /&gt;Più fissava quell’uomo e contemporaneamente subiva il suo sguardo e più lo bramava, desiderava averlo quanto prima alla sua mercè, vederlo strisciare ai suoi piedi.&lt;br /&gt;Si, quella era decisamente una preda che non si sarebbe lasciato scappare.&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;- Ehi ragazzi, “nuovo arrivato… “-&lt;br /&gt;- Niente male…&lt;br /&gt;- Non sembra venire dai bassifondi, anzi direi che sembra proprio un signorino. O forse, con quel visetto e quei capelli, una ”signorina”….&lt;br /&gt;Felix non riuscì ad afferrare le parole, ma le sghignazzate e i fischi che le accompagnavano non gli lasciarono dubbi su chi fossero i guastafeste di turno: Tier e i suoi due idioti. Probabilmente non lo avevano visto o, dopo il loro ultimo scontro, non si sarebbero mai permessi di avvicinarglisi. Quanto erano fastidiosi e soprattutto quanto detestava quell’uomo; era sicuramente il peggior elemento tra quelli rinchiusi lì dentro. Un animale, una vera bestia. Tutto di Tier lo sottolineava: non solo era basso, tarchiato e brutto, ma aveva anche un temperamento fortemente violento e rissoso e un istinto da squalo, pronto a calpestare chiunque senza alcun ritegno anche senza un motivo valido, solo per compiaciuta crudelta’ o tornaconto personale. Si certo, forse un po’ Tier gli assomigliava, ma lui, Felix, anche se molto in fondo un suo codice d’onore l’aveva; rispettava chi riteneva suo pari. Tradotto in parole povere chi riusciva a resistergli e a picchiare più forte di lui. L’unico problema è che al Kreis non aveva ancora trovato nessuno che fosse stato in grado di spuntarla. &lt;br /&gt;- Vai capo, è tutto tuo! &lt;br /&gt;- Si, spaccalo in due!&lt;br /&gt;I due scagnozzi stavano bellamente incitando Tier a dare il suo personale “benvenuto” al nuovo ospite… e questo Felix non poteva proprio sopportarlo; quella era la sua preda e non avrebbe permesso a nessuno di portargliela via! &lt;br /&gt;Appena vide Tier muoversi in direzione del nuovo arrivato, balzò giù dallo schienale su cui stava appollaiato e gli si parò davanti.&lt;br /&gt;Il suo sguardo minaccioso avrebbe fatto squagliare chiunque.&lt;br /&gt;- Cosa vorresti fare tu? &lt;br /&gt;- Fatti da parte Felix quella è roba mia!&lt;br /&gt;- Sei troppo brutto e puzzi troppo per uno così. Gli faresti solo schifo. E poi devo forse ricordarti che qui sono io che da’ gli ordini e che sceglie? – aggiunse avvicinandosi maggiormente al suo interlocutore, che iniziò ad arretrare.&lt;br /&gt;- Maledizione non puoi sempre prenderti quel che vuoi e lasciare a noi gli scarti! Stavolta non te lo permetteremo, è ora che qualcuno ti ricacci al tuo posto! Giusto ragazzi?&lt;br /&gt;Ma i ragazzi in questione, memori dei precedenti scontri con il moretto, si erano già dileguati.&lt;br /&gt;- A quanto pare hanno avuto più giudizio di te. E al tuo posto seguirei il loro esempio.&lt;br /&gt;Felix era passato dagli avvertimenti alle minacce.&lt;br /&gt;- Cani rognosi! – li ingiuriò Tier.&lt;br /&gt;- Smamma. E se ti becco a girare attorno a quel tipo te la vedrai personalmente con me. Sono stato chiaro?&lt;br /&gt;Il silenzio, che suonò come un’ovvia risposta negativa, non piacque a Felix che afferrò il detenuto per il collo della maglietta.&lt;br /&gt;- Chiaro??&lt;br /&gt;Per tutta replica l’avversario emise un grugnito sommesso. Il giovane lo lasciò andare allontanandosi nel corridoio. &lt;br /&gt;- Sei solo un maledetto figlio di puttana! – gli urlò dietro Tier.&lt;br /&gt;- Lo prendo come un complimento – ghignò Felix senza girarsi alzando il dito medio all’indirizzo dello sconfitto.&lt;br /&gt;Pochi minuti dopo anche l’oggetto della loro contesa decise di cambiare aria inoltrandosi nell’androne, seguendo la stessa direzione dell’uomo con il quale era rimasto a fissarsi così a lungo.&lt;br /&gt;Passò accanto a Tier senza degnarlo di uno sguardo; quando questi se ne accorse cercò di bloccargli il passaggio. &lt;br /&gt;- Ehi tu bastardo, come ti permetti di ignorarmi!&lt;br /&gt;Ma il biondino, senza prestargli la benché minima attenzione andò oltre, mantenendo un freddo distacco ed un’aria di superiorità.&lt;br /&gt;E l’altro, temendo un ritorno di Felix preferì desistere.&lt;br /&gt;Appena svoltato l’angolo il nuovo arrivato notò a pochi passi da lui il suo silenzioso interlocutore che, appoggiato al muro e a braccia conserte, sembrava lo stesse aspettando.&lt;br /&gt;Abbassata leggermente la testa e fingendo indifferenza lo superò. O almeno cercò di farlo. Ma si sentì trattenere per il cappuccio del cardigan.&lt;br /&gt;- Non mi hai salutato.&lt;br /&gt;Per tutta risposta Mark alzò le spalle e tentò di ripartire. Ma Felix con un violento strattone lo inchiodò al muro immobilizzandolo, una mano alla gola, l’altra appoggiata al muro accanto alla sua faccia. &lt;br /&gt;- Ripeto, non mi hai salutato.&lt;br /&gt;- Nemmeno tu.&lt;br /&gt;- Qui gli ordini li do io, novellino. – nel tono del moretto una nota di provocante disprezzo – e ti conviene obbedire.&lt;br /&gt;- Altrimenti?&lt;br /&gt;- Tutti mi portano rispetto, ti assicuro per un valido motivo. E fossi in te non cercherei di scoprirlo.&lt;br /&gt;- Dovrei aver paura?&lt;br /&gt;- Dovresti.&lt;br /&gt;- Peccato ti è andata male. Non mi lascio intimidire facilmente.&lt;br /&gt;Il nuovo arrivato fissò l’altro con un’intensità tale da spiazzarlo, i visi talmente vicini da potersi quasi sfiorare. Gli occhi scuri, vibranti di lampi di sfida di Felix si trovarono a soccombere trafitti dagli azzurri cristalli di ghiaccio di Mark.&lt;br /&gt;- Comunque se vuoi sopravvivere qui, devi rispettare alcune regole.&lt;br /&gt;- E chi lo dice?&lt;br /&gt;- Lo dico io! &lt;br /&gt;La situazione stava andando per le lunghe più del previsto ma il moretto si stava decisamente divertendo; l’unica cosa che lo infastidiva era che quella loro scenetta aveva attirato un capannello di detenuti e la determinazione del biondino a resistergli stava rischiando di mettere in discussione la sua supremazia.&lt;br /&gt;- Io non rispetto regole che non condivido. E nemmeno gli sbruffoni presuntuosi come te!&lt;br /&gt;- Abbassa il tono e smettila di fissarmi in quel modo! &lt;br /&gt;- Perché? Ti sto mettendo a disagio? – lo provocò Mark. - Dov’è finita la tua spavalderia, le tue “regole”…. Cos’è ti tremano le gambe?&lt;br /&gt;Mollando la presa con una spinta e l’espressione insofferente, Felix si allontanò dalla sua preda; l’altro non ebbe nemmeno il tempo di spostarsi prima di essere colpito al volto da un violento pugno che lo mandò a sbattere contro il muro e lo obbligò ad appoggiarvisi per non cadere. &lt;br /&gt;- Queste sono le mie regole – gli intimò l’avversario scandendo bene ogni parola.&lt;br /&gt;Mark rialzatosi si massaggiò la guancia e si asciugò il sangue che usciva dal labbro spaccato, fissando con odio l’aggressore che scostatosi riceveva applausi e grida di approvazione dagli altri detenuti, accalcati nel corridoio o sulle logge superiori a godersi lo spettacolo.&lt;br /&gt;Ma non appena lo ebbe di nuovo a tiro, con uno scatto fulmineo ricambiò con altrettanto vigore il pugno ricevuto. Felix barcollò finendo per sedersi sul pavimento, tenendosi lo zigomo sanguinante.&lt;br /&gt;- E queste sono le mie! – annunciò il ribelle trionfante.&lt;br /&gt;Due detenuti cercarono di avventarsi su di lui ma con scarso successo; rimediò qualche livido e qualche graffio, ma i suoi colpi rapidi e precisi costrinsero i malcapitati al tappeto. Quando altri due corsero a dar man forte ai compagni, Felix li bloccò con un cenno del capo. Si rialzò e si avvicinò a Mark ansimante per la lotta.&lt;br /&gt;- Ti avevo sottovalutato “biondino”. Ma non credere che sia finita qui.&lt;br /&gt;- Quando vuoi – accettò l’avversario con un sorrisetto di sfida cercando di risistemarsi.&lt;br /&gt;Il moretto sogghignò di rimando e passandogli accanto per andarsene gli sussurrò all’orecchio “tanto presto sarai mio”. &lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;Seduto sulla branda Mark cercò di tamponarsi il labbro ancora sanguinante. Si sarebbe volentieri risparmiato il duro scontro di poco prima ma, tutto sommato, era anche riuscito a cavarsela piuttosto bene. &lt;br /&gt;Forse aveva sottovalutato l’avversario pensando che tenendogli testa ed opponendo alle sue attenzioni un muro di indifferenza lo avrebbe lasciato in pace; quando poi lo aveva visto allontanarsi aveva creduto di essere riuscito nel suo intento. &lt;br /&gt;E invece si era sbagliato. Quel tizio stava solo aspettando il momento giusto per dargli il suo “benvenuto”, per fargli sapere che lì era lui a comandare. Ma se quello si illudeva di piegarlo alle sue regole aveva fatto male i suoi calcoli; in passato seguire le regole gli aveva portato solo guai ed ora era lui e solo lui a dettar legge per se stesso.&lt;br /&gt;Si alzò dirigendosi allo specchio per constatare i danni subiti, ma anziché la sua immagine vide riflessa quella del suo antagonista, quel suo sorriso beffardo, quel suo ghigno fastidioso, quel suo fare presuntuoso ed arrogante. Ma vide anche i suoi occhi. C’era qualcosa in loro, qualcosa in quello sguardo… qualcosa di misterioso e pericolosamente attraente da rimescolarlo dentro. Il solo ricordo lo fece avvampare. Sciacquò il viso più volte sotto il getto freddo, ma non riuscì a scacciare quell’immagine.&lt;br /&gt;Tutti i suoi propositi di evitare qualsiasi ulteriore contatto con quel detenuto svanirono improvvisamente; anzi Mark si trovò a desiderare di averlo di nuovo di fronte, di poterlo incollare al muro come quello aveva fatto con lui, di averlo in suo potere; non tanto per il gusto di ricambiargli il favore, quanto per poter vedere ancora quegli occhi scuri fissarlo con fierezza, guizzanti di lampi di sfida, sentire i suoi muscoli contrarsi sotto la presa delle sue mani, vedere quelle labbra arricciarsi in una smorfia provocatoria ma rabbiosa per non potersi sottrarre al suo assalto.&lt;br /&gt;Aveva trovato un fascino strano nello scontro con quell’uomo, una sensazione che andava ben oltre la semplice scossa dell’adrenalina nel momento del pericolo; era più l’emozione di un testa a testa, di un corpo a corpo alla pari, una bramosia che si stava prepotentemente impadronendo di lui.&lt;br /&gt;Sorrise malizioso asciugandosi il sangue dal labbro con lenta sensualità; scosse la testa pensando che mai nella sua vita gli era capitato qualcosa di simile, mai aveva desiderato lo scontro fisico con qualcuno come con quel tipo. Pensò che non solo non avrebbe ceduto. Ma avrebbe vinto.&lt;br /&gt;Rientrato nella sua cella Felix si pulì la ferita sotto l’acqua corrente; poi con tampone imbevuto di alcool che aveva preso in infermeria iniziò a disinfettarla. Bruciava dannatamente! Ma non solo quella. C’era qualcos’altro che bruciava, qualcosa dentro di lui, un fuoco inarrestabile che lo scontro del pomeriggio con il nuovo arrivato aveva ravvivato, come se avesse gettato benzina su un falò assopito.&lt;br /&gt;Si lui era proprio la preda che aspettava e doveva averlo. Doveva averlo ad ogni costo o sarebbe impazzito. Quel tizio era lì solo da un giorno ed aveva portato più scompiglio nella sua esistenza di tutti gli altri suoi predecessori. C’era qualcosa nel suo modo di fare, qualcosa nel suo sguardo, nel suo resistergli con caparbio coraggio e con quella sua arrogante superiorità che trovava irresistibilmente magnetica, qualcosa che stava risvegliando i suoi istinti più profondi e più carnali.&lt;br /&gt;Si buttò sul letto, cercando di riposare e scacciare quell’ossessione. Ma ogni sforzo risultò inutile. Nella sua mente c’era sempre e soltanto quell’uomo. Del quale a conti fatti non sapeva nemmeno il nome. Per lui era solo “il biondino”.&lt;br /&gt;Chiuse gli occhi e se lo vide chiaramente davanti: ansimante per la lotta, sudato, i capelli incollati alla fronte e raggruppati in umide ciocche scomposte, i vestiti appiccati addosso che lasciavano intravedere un fisico davvero notevole… davvero desiderabile. E lo sguardo fiero. &lt;br /&gt;Accarezzandosi voluttuosamente la ferita allo zigomo, assaporò il momento in cui avrebbe fatto la stessa cosa con la pelle di quello sconosciuto, gli parve già di sentirlo sotto le sue mani nell’attimo in cui l’avrebbe preso e fatto suo e di godere dell’istante in cui quegli occhi di ghiaccio lo avrebbero di nuovo fissato con odio, impotenti di fronte al suo potere.&lt;br /&gt;Lo immaginò nella sua cella a medicarsi la ferita al labbro e il pensiero della sua bocca e di quello che ne avrebbe fatto lo costrinse a darsi una rinfrescata. Ma ben peggiore fu il pensarlo spogliarsi per constatare i lividi subiti nello scontro con gli altri due carcerati; vide le proprie mani sondare ogni centimetro di quel corpo che si dibatteva strenuamente in una lotta serrata per sfuggirgli, le vide risalirlo ed appropriarsene per disporne a suo piacimento, immaginò la propria carne su quella dell’altro, contro quella dell’altro… E dovette soffocare nel cuscino un gemito strozzato.&lt;br /&gt;Nessuna delle altre sue vittime prima di lui gli aveva mai fatto questo effetto; cedevano troppo presto, si lasciavano intimorire troppo facilmente dalle sue minacce e questo faceva di loro solo giocattoli da usare e gettare; l’iniziale gusto di poter imporre a qualcun altro il proprio potere e volere si era trasformato in un rituale che non lo divertiva più come un tempo. Era solo abitudine ormai. &lt;br /&gt;Ma con quel biondo no. Lui era diverso. Con lui la lotta si era rivelata e sarebbe stata alla pari e questo non solo stuzzicava il suo più profondo interesse ma non faceva altro che infiammare ancora di più quel violento desiderio che lo stava logorando dentro.&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;Il primo impatto non aveva sicuramente rivelato un ambiente dei più tranquilli ma certo non poteva aspettarsi di meglio considerato il pedigree dei reclusi al Kreis; e lui aveva avuto l’onore di scontrarsi nientemeno che con il loro “capo”. Che aveva dimostrato un interesse davvero particolare nei suoi confronti, al punto da riservagli un’accoglienza molto “sentita”.&lt;br /&gt;D’istinto Mark si sfiorò la guancia ancora dolorante ed il labbro ferito; doveva ammetterlo, a dispetto del fisico asciutto e snello quel moretto era davvero forte. E picchiava duro. Per questo probabilmente era riuscito a conquistarsi il rispetto di molti altri detenuti e forse anche lui avrebbe dovuto prendere le debite distanze; quell’uomo non avrebbe facilmente digerito la sua reazione all’assalto di qualche ora prima, ne’ tantomeno la sua ribellione davanti a tutti gli altri carcerati che poteva rischiare di mettere in dubbio la posizione ed il potere che egli aveva acquisito. Ma soprattutto non avrebbe digerito quel pugno. E sicuramente gliel’avrebbe fatta pagare.&lt;br /&gt;Non temeva la sua vendetta; anzi sincero fino in fondo aveva trovato il loro confronto divertente, una vera scossa e molto interessante; o meglio aveva trovato quello sconosciuto molto interessante. Quell’aspetto un po’ mefistofelico, quello sguardo diabolico e battagliero, quel sorrisetto ironicamente malefico e più di tutto quei suoi gesti decisi e violenti ma con una carica sensuale non indifferente, avevano chiaramente lasciato un segno su di lui. E non solo a livello fisico.&lt;br /&gt;Ma per la sua prima “uscita” ne aveva avuto abbastanza e decise che per il resto della giornata avrebbe cercato di stargli alla larga. Passeggiando nel corridoio semivuoto notò che gran parte degli ospiti stava lentamente rientrando nelle proprie celle, seguendo quello che sembrava un iter quotidiano; era ormai sera, presto i secondini sarebbero arrivati a richiamare tutti all’ordine per rinchiuderli per la notte e non conveniva certo opporre resistenza.&lt;br /&gt;La luce che filtrava dai vetri opachi delle finestre sporche si affievoliva sempre di più e lunghe ombre scure creavano un’atmosfera inquietante, confondendo gli androni della struttura, rendendoli tutti uguali. Troppo.&lt;br /&gt;Svoltato un angolo Mark si rese conto di essersi perso. Un brivido improvviso, come la percezione di un pericolo in agguato, lo fece arretrare di qualche passo nell’oscurità crescente. Istintivamente si girò di scatto guardandosi alle spalle. Nessuno. &lt;br /&gt;Ma non fece in tempo a tornare sui suoi passi che uno spintone violento lo bloccò in un angolo, faccia al muro. &lt;br /&gt;- E’ pericoloso girare da soli a quest’ora… “biondino”. Non hai paura di fare brutti incontri? O forse ti sei perso? Come mi dispiace….&lt;br /&gt;Quel tono canzonatorio era inconfondibile.&lt;br /&gt;- Ancora tu! Questo è proprio il tuo biglietto da visita!&lt;br /&gt;- Ti avevo avvisato che sarei venuto a prenderti – gli bisbiglio’ l’aggressore all’orecchio, così vicino da poter percepire distintamente il suo alito caldo.&lt;br /&gt;- Lasciami andare bastardo! &lt;br /&gt;Provò a divincolarsi ma la posizione in cui il nemico lo aveva costretto, con un braccio rigirato dietro la schiena e l’altro schiacciato sotto al proprio corpo, non gli consentiva ne’ di muoversi ne’ tantomeno di difendersi.&lt;br /&gt;- Ma quanta fretta… prima permettimi di ringraziarti per il regalo che mi hai fatto stamattina - continuò l’altro, le labbra ad un soffio dal suo volto. E gli assestò un pugno nel fianco scoperto che lo fece piegare in due.&lt;br /&gt;- Il piacere è stato mio – replicò Mark a denti stretti, l’espressione sofferente per il colpo ricevuto.&lt;br /&gt;- Hai ancora il coraggio di fare lo sbruffone… Meglio. Ti dirò che finora non avevo mai trovato un tipo come te. E il tuo caratterino mi piace. Mi stuzzica… - ghignò il moretto, la voce che tradiva un’insana bramosia.&lt;br /&gt;- Aspetta che mi liberi e poi vedrai come ti stuzzico! &lt;br /&gt;- Anzi, pensandoci bene, tutto di te mi stuzzica… &lt;br /&gt;L’avversario gli si pressò addosso con maggior forza, una gamba tra le sue per cercare di impedirgli ogni movimento, ogni possibile ribellione. Solo in quel momento il biondino capì quali fossero le sue reali intenzioni. &lt;br /&gt;- Non pensarci nemmeno! – cercò nuovamente di liberarsi dimenandosi furiosamente.&lt;br /&gt;- E perché no? Il tuo corpo è così provocante …&lt;br /&gt;Felix si scosto appena in tempo per evitare una forte testata a sorpresa.&lt;br /&gt;- E quanto vigore! Mi stai proprio eccitando… Ma se continui così mi costringerai a punirti… - lo derise.&lt;br /&gt;Ma la preda non mollava, lottando tenacemente e cercando di difendersi come meglio poteva.&lt;br /&gt;- In questo modo ti farai solo male. Mentre se cedi potresti anche divertirti...&lt;br /&gt;- Scordatelo!&lt;br /&gt;Per tutta risposta ricevette un altro pugno, più forte del primo, che lo costrinse a piegarsi sulle ginocchia.&lt;br /&gt;- Ora basta giocare! – sentenziò con tono stizzito ed imperioso il rivale mentre, infilata una mano sotto la maglietta, con tocco audace e sfacciatamente lussurioso iniziò ad esplorare quel corpo prigioniero in ogni suo angolo, scendendo sempre più e con sempre maggior possesso, come a volerne sottomettere l'essenza che fremeva per tornare libera.&lt;br /&gt;- Cos’è? La mia presenza ti rende nervoso? Sei tutto teso…. mmm…. ma proprio tutto….&lt;br /&gt;Mark chiuse gli occhi voltandosi dal lato opposto, sottraendo l’espressione alla vista del suo aguzzino e facendo appello a tutte le sue forze per non cedere. Risate beffarde, sguardi infuocati … non gli serviva vederli per sentirseli addosso; e quel corpo che si premeva rapace su di lui, quella mano che scopriva ed artigliava la sua pelle, quella presa violenta e carnale… Sentiva la rabbia crescergli dentro, o forse sentiva un impulso nuovo infiammargli l’anima.&lt;br /&gt;Un sussurro rabbioso, l’ultimo baluardo di una strenua difesa, annientata dalla stretta che si chiuse a morsa torcendogli il polso, provocandogli un forte dolore.&lt;br /&gt;- E’ inutile resistere… Puoi anche urlare, tanto non verrà nessuno a salvarti. &lt;br /&gt;Affatto rassegnato, il biondino smise improvvisamente di opporsi. Aveva bisogno di riprendere fiato per poter fronteggiare quel che stava per succedergli.&lt;br /&gt;Felix ghignò trionfante.&lt;br /&gt;- Ora sei mio… &lt;br /&gt;Cercando di assaporare ogni istante della vittoria, iniziò a torturare lentamente la sua vittima, concedendosi fugaci sguardi per studiarne le reazioni. Le sue labbra sfiorarono con viziosa voluttà la pelle avorio dell’altro, bollente sotto i suoi tocchi, alternando soffi leggeri a piccoli sensuali morsi, godendo dei fremiti che il  trattamento provocava alla sua preda; le sue mani continuarono a vagare lungo quel corpo alla sua mercè, così perfetto da averlo fatto impazzire, esplorandolo e possedendolo con maniacale accuratezza tra avide carezze ed impietosi affondi.&lt;br /&gt;Eppure ancora non gli bastava; non voleva solo la sua carne, voleva anche la sua anima, prendersi il suo essere, in una totale sottomissione. Voleva farlo completamente suo fino in fondo. Voleva tutto.&lt;br /&gt;- Ora viene il bello. &lt;br /&gt;Con la mano libera, iniziò pian piano a calare i pantaloni all’altro e,  convinto ormai di averlo in pugno, allentò la presa per poter fare lo stesso con i suoi. Ma quello che doveva essere l’atto finale, la realizzazione dell’ossessivo desiderio di dominare la sua conquista, fu invece un errore fatale.&lt;br /&gt;La minaccia risvegliò in Mark l’istinto di sopravvivenza, che per un attimo aveva accantonato sottostando senza difendersi alle angherie del nemico, moltiplicandogli le energie. Forte della parziale libertà si divincolò con un violento strattone, incurante delle fitte al fianco ed al polso, spiazzando l’aggressore e con un calcio all’indietro e una spallata riuscì a liberarsi, scaraventandolo a terra. A Felix sfuggì un’imprecazione di dolore e, furioso per l’inaspettata rivolta, cercò di rialzarsi. Ma il ribelle in un balzo gli fu addosso. &lt;br /&gt;Si ritrovarono a lottare corpo a corpo, a terra sul pavimento anziché in piedi in un angolo, occhi negli occhi accesi da rabbia e rivalsa, mentre le mani duellavano per prevalere ed affermare il proprio dominio sull’altro. &lt;br /&gt;La vittima, divenuta predatore, riuscì a bloccare l’antagonista tenendolo per i polsi, le braccia sopra la testa. I due si fissarono intensamente per un istante che sembrò lunghissimo, i loro respiri fusi insieme, le fronti che arrivarono a sfiorarsi.&lt;br /&gt;- Odiami, pestami! Avanti che aspetti?! So che vuoi farlo, te lo leggo negli occhi! – gli ringhiò contro Felix tentando di dibattersi, lo sguardo dardeggiante incatenato a quello glaciale del suo assalitore. &lt;br /&gt;Per tutta risposta, l’avversario con un gesto stizzoso lo ribaltò, costringendolo nella stessa posizione subita pochi attimi prima, imponendogli il peso della propria figura. I due corpi si sfiorarono di nuovo, di nuovo così pericolosamente serrati l’uno all’altro, la stoffa che li copriva solo un dettaglio.  &lt;br /&gt;- Cosa si prova eh? - ringhiò sarcastico Mark, nella voce vendetta.&lt;br /&gt;- Lurido figlio di puttana, liberami subito o te la farò pagare molto cara!&lt;br /&gt;Con un gesto fulmineo l’uomo lo rialzò di poco tirandolo per la maglia, spintonandolo subito di nuovo a terra, facendolo sbattere con la fronte contro il pavimento.&lt;br /&gt;- Pensavi che fossi una preda così facile? O forse di essere il primo che ha cercato di fottermi?! Beh in entrambi i casi hai sbagliato di grosso!&lt;br /&gt;Premendo con forza quel corpo contro il freddo rivestimento, gli si sdraiò addosso, a cavalcioni.&lt;br /&gt;- Volevi farmi provare le tue regole? D’accordo, vediamo se le ho imparate bene… – sussurrò avvicinando il viso a quello del rivale, accarezzandogli la nuca prima con la punta del naso e poi con leggeri sfiori di labbra, mentre la mano libera scendeva a lambirgli un fianco.&lt;br /&gt;Felix non riuscì a trattenere un gemito quando l’altro approfondì la perlustrazione, lasciando scivolare il tocco sotto i pantaloni, scoprendo l’eccitazione che lo aveva colto e che iniziava a fargli male.&lt;br /&gt;Il biondino sogghignò maliziosamente compiaciuto.&lt;br /&gt;- A quanto pare anche tu sei molto “teso”…&lt;br /&gt;Il moretto, ansimante, capì che non avrebbe resistito a lungo: ancora un attimo di quel trattamento e sarebbe davvero impazzito. Ma mai e poi mai avrebbe ammesso di essere stato battuto con le sue stesse armi da qualcuno che, con tutta evidenza, le sapeva usare bene quanto lui; se non meglio.&lt;br /&gt;- Sei un dannato bastardo. Hai finto di cedere solo per costringermi ad abbassare la guardia…&lt;br /&gt;Non riusciva a liberarsi, non poteva nemmeno contorcersi per difendersi. E forse nemmeno voleva.&lt;br /&gt; - Vedi? Anche l’animale più innocuo se costretto all’angolo può diventare pericoloso.&lt;br /&gt;Silenzioso ma deciso scivolò su di lui, sistemandosi meglio sul suo corpo in modo da averne il totale controllo.&lt;br /&gt;- Che dicevi prima? Ah si, “ora viene il bello”….&lt;br /&gt;Parole ardenti pronunciate sulla pelle sudata, straziata da labbra che rivendicavano una gustata vendetta… imprecazioni e ringhi, mescolati ad ansiti indefiniti che la penombra del luogo nascose come il più fedele dei complici.&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;ll giorno dopo Felix, lo attese appoggiato ad una delle colonne del portico, durante l’ora d’aria. Imprecò non vedendolo arrivare e rientrò nell’androne.&lt;br /&gt;- Ehi capo, allora com’è andata?&lt;br /&gt;- Scommetto che gliele hai cantate sode a quel mezzo damerino! &lt;br /&gt;- Si, si, si sarà messo a piangere e supplicarti come una puttana!  &lt;br /&gt;Decise di non rispondere. Nessuno avrebbe dovuto sapere cosa fosse realmente accaduto quella notte.&lt;br /&gt;All’insistenza dei suoi compagni rispose con un ghigno ed un’occhiata silenziosa. E nessuno osò più fare domande.&lt;br /&gt;Continuò il suo giro, quando improvvisamente da dietro un angolo sbucò Mark. Il moretto lo squadrò per un attimo, bramandolo con gli occhi, mentre un brivido di piacere gli scosse la spina dorsale; poi appositamente gli si fece davanti, fare tronfio e petto in fuori. Il biondino, immerso nei suoi pensieri, si accorse solo all’ultimo momento di lui; alzò leggermente la testa, bersagliandolo con il suo sguardo misterioso ed ammaliante, sfida e avvertimento. L'altro allora riprese la sua strada e passandogli accanto gli allungò volontariamente una spallata.&lt;br /&gt;Entrambi si girano a fissarsi. Ma a dispetto delle aspettative dei presenti, che avrebbero preferito assistere ad un altro scontro come quello del giorno precedente, Mark gli rivolse un malizioso sorrisetto soddisfatto e Felix si leccò lascivamente i denti con la lingua, allusivo e visibilmente compiaciuto. &lt;br /&gt;Chissà magari per aver vinto....magari per aver perso....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-1193491101220326718?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/1193491101220326718/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2011/05/fantastica-fanfiction-au-di-frau-ale.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/1193491101220326718'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/1193491101220326718'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2011/05/fantastica-fanfiction-au-di-frau-ale.html' title='Le regole dell&apos;inferno'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-mLZHabOnX4s/TdF1GJdr6oI/AAAAAAAAA1Q/GEkucG_tQWs/s72-c/Le%2Bregole%2Bdell%2527inferno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-221635592435665055</id><published>2011-04-15T05:47:00.001-07:00</published><updated>2011-04-15T10:16:22.621-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slash fanfic erotismo'/><title type='text'>Tuo, senza freni</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-AcSJiobqyO4/Tag-lS93g2I/AAAAAAAAA0o/nl3ECzAHNnQ/s1600/tuo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 282px; height: 160px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-AcSJiobqyO4/Tag-lS93g2I/AAAAAAAAA0o/nl3ECzAHNnQ/s400/tuo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5595791347475252066" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa fic è ambientata un po’ dopo la puntata: &lt;em&gt;Merce che scotta&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Miguel ha rotto con la ragazza con cui doveva partire per le vacanze e si è riavvicinato a Jan con il quale aveva avuto una fugace relazione, qualche mese prima  finita però per motivi di gelosia. Ora le cose tra loro vanno molto bene e, una sera che Benny è da un amico, Jan lo invita a passare la notte da lui.&lt;br /&gt;NC 18 assolutamente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Tuo, senza più freni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stanza era immersa nella semioscurità. Soltanto la luce del lampione acceso ventiquattrore su ventiquattro in giardino si rifletteva attraverso la finestra, creando giochi di ombre che mettevano in risalto la nudità di Jan Maybach, semidisteso con la testa sul cuscino, in attesa di una mossa dell’amante. Miguel, ancora vestito, era inginocchiato accanto a lui. Lo sguardo indugiava malandrino sulle armoniosità di quel corpo così attraente. Jan se lo sentiva addosso pesante, come fossero le sue mani! Buttò le braccia dietro la testa, sul volto una richiesta muta. &lt;em&gt;Fai qualcosa, baciami, toccami, saltami addosso ma non stare così fermo! Soprattutto togliti quella roba di dosso!&lt;/em&gt; Ma restò zitto in attesa. Miguel si limitò a sorridere sghembo, quasi a prendersi gioco di lui, di quel desiderio di essere amato che gridava da ogni sua cellula. &lt;br /&gt;“Tanto non faccio niente se non me lo chiedi Jan” con quella frase il commissario biondo vide azzerare le sue speranze. Sospirò sconfortato. “E soprattutto devi dirmi cosa vuoi...” a quell’ultima provocazione avvampò. “Bastardo” ruminò rosso di vergogna. Quella timidezza contribuì ad accendere l’ispanico, il quale d’istinto si tastò i genitali. Quel gesto lascivo non fece altro che corroborare l’eccitazione incontenibile dell’altro.&lt;br /&gt;“Non ho capito, ripeti”&lt;br /&gt;“Ho detto bastardo”&lt;br /&gt;Miguel rispose prima con una risata cinica, poi affermò: “Mi vuoi ancora di più quando sono bastardo, dì la verità” &lt;br /&gt;Jan non l’avrebbe mai ammesso ma, dopo aver deglutito rispose: “Spogliati Miguel” suonava come una supplica.&lt;br /&gt;“Vuoi che mi tolga tutto o che mi sbottoni e basta, tirando fuori quello che desideri...” &lt;br /&gt;Indispettito ma allo stesso tempo arrapato, Jan si morse il labbro inferiore. “Sì”&lt;br /&gt;“Sì?”&lt;br /&gt;“Sì Miguel, sì! Non occorre che ti spogli, tiralo fuori e...” si bloccò di nuovo incerto.&lt;br /&gt;“Finiscila, se non mi dici quello che vuoi, quello che ti piace sai che faccio? Me ne vado e ti lascio solo a torcerti dal desiderio” &lt;br /&gt;Quella frase oltre che ad aumentare lo ormai stato di doloroso e frustrante desiderio che provava, lo mise in allerta, come se ci fosse stata davvero la possibilità che Miguel, come se niente fosse, rinunciasse alla notte d’amore solo per fargli dispetto! &lt;br /&gt;“Io... io voglio che te lo tiri fuori e che me lo metti in bocca...”&lt;br /&gt;“Spiegati meglio...”&lt;br /&gt;“Mi sono spiegato benissimo” lo fissò furente ma in cambio ricevette solo un altro sorriso cattivo. “Ok hai vinto tu: tiralo fuori e sbattimelo in bocca perché... muoio dalla voglia di succhiartelo Miguel! Sei contento adesso?”&lt;br /&gt;“Uhm, ora sì che sei stato convincente!” sotto lo sguardo voglioso di Jan finalmente si sbottonò i jeans. Il sesso eretto puntava dritto verso di lui. Prima di accontentarlo Miguel lo spinse contro la testata del letto. Una volta che lo ebbe immobilizzato spalle alla testata, mise le gambe ai lati del suo corpo. “Ora mi scoperò la tua bellissima bocca” a quella frase Jan lo fissò con un misto di paura e desiderio. Jan era sempre con la nuca contro la spalliera del letto, quando Miguel iniziò a passargli le dita sulla bocca schiusa una ad una. Jan le succhiò ma guardando quello che voleva da morire. “Lo vuoi talmente tanto che sei diventato rosso, è per questo, vero?” Domandò Miguel sempre più perfido prima di togliere  la mano e le dita ancora bagnate di saliva e passarle sul viso. Un istante dopo spostò definitivamente la mano dal viso e con l’altra avvicinò il pene. Strofinò lentamente la bella bocca schiusa. Poi pose l’indice di nuovo tra le labbra cosicché Jan lo accolse insieme al sesso. Gemendo a Miguel sfuggì: “È perfetto!” Improvvisamente pose i palmi ai lati del viso di Jan per tenere la testa ben ferma contro la testata. Jan non si muoveva, era solo Miguel con le gambe strette contro il suo corpo ad affondare in lui, mentre Jan accarezzava le natiche.  Il fatto che fosse lui a muoversi, tendendolo fermo con il peso del suo corpo era per Jan una novità. In quella posizione particolare, il sesso entrava di più rispetto a quando era lui a muoversi sull’altro. In alcuni momenti fu sul punto di scoppiare, gli mancava il respiro e aveva la sensazione di sentirselo proprio fino alla gola. &lt;br /&gt;Miguel si tolse per dargli la possibilità di riprendere fiato. “Ce la fai? Sto esagerando?” &lt;br /&gt;Ormai divenuto audace, Jan rispose: “Niente affatto, mi piace da morire. Continua così!”&lt;br /&gt;A quel punto Miguel si lasciò scappare: “Oddio non sai che voglia avrei di venirti in bocca!”  &lt;br /&gt;Al solo sentire quelle parole, Jan si sentì morire di desiderio.  &lt;br /&gt;Di nuovo Miguel si fece strada nella bocca dell’amico. “Continua! Fammi godere!”  &lt;br /&gt;Mentre Jan si affannava sul sesso, Miguel fece domande alle quali sapeva che l’altro era impossibilitato a rispondere: “Ti piacerebbe se venissi adesso?  A me tanto... tantissimo”  Improvvisamente si rese conto che  di lì a poco non sarebbe stato in grado di fermarsi. Si tolse un secondo prima di schizzare al grido di: “Sto vedendo!” Ma Jan, ancora pieno di desiderio, avrebbe voluto che continuasse, che non si spostasse ma si sarebbe vergognato troppo a proporlo. Miguel godeva piegato sul viso di Jan, la punta appoggiata alla guancia. Il calore che si propagò dal viso al collo, e in fine sulla spalla, gettò Jan in uno stato di voluttuosità irrisolta, tale da renderlo quasi isterico. D’istinto prese la mano di Miguel e se la portò tra le cosce. Questi, ancora confuso dall’orgasmo, lasciò che lui gli spingesse le dita umide di saliva verso il punto più segreto e più caldo di tutto il suo corpo. &lt;br /&gt;“Più in fondo, ti prego” lo supplicò ma era lui stesso a spingerle dentro di sé, a guidare la mano che si mosse fino a quando, esasperato dal piacere, anch'egli arrivò al culmine spargendo il seme sul ventre scosso dalle contrazioni. “È stato incredibile” disse chiudendo gli occhi, mentre Miguel, a sua volta esausto, si piegò con la testa sul suo petto, per ascoltare il battito cardiaco tornare lentamente alla normalità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-221635592435665055?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/221635592435665055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2011/04/tuo-senza-piu-freni.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/221635592435665055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/221635592435665055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2011/04/tuo-senza-piu-freni.html' title='Tuo, senza freni'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-AcSJiobqyO4/Tag-lS93g2I/AAAAAAAAA0o/nl3ECzAHNnQ/s72-c/tuo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-7295129350382472554</id><published>2011-02-22T12:07:00.000-08:00</published><updated>2011-02-22T12:32:24.758-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fanfic'/><title type='text'>Bello pure quando dormi</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-3u_NUPVDc48/TWQXwmxGGAI/AAAAAAAAA0I/4u6SpXJv0n0/s1600/bello%2Bpure%2Bquando%2Bdormi.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 251px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-3u_NUPVDc48/TWQXwmxGGAI/AAAAAAAAA0I/4u6SpXJv0n0/s400/bello%2Bpure%2Bquando%2Bdormi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576608362399143938" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Bello pure quando dormi &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autore: &lt;/strong&gt;Sokogirl &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fandom:&lt;/strong&gt; SOKO Leipzig&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Jan Maybach/Vincent Becker&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Storyline:&lt;/strong&gt; stagione futura&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vince era rimasto a casa con il piccolo Miguel Junior mentre Jan si occupava di interrogare l’energumeno che aveva ucciso una donna, colpevole di aver intascato un gratta e vinci! Leni era tornata al lavoro da poco, stava sullo stesso caso del compagno e i giornali da che mondo e mondo si scrivono di notte. &lt;br /&gt;A Vincent Becker non dispiaceva fare il babysitter ogni tanto. Soprattutto quando Jan glielo domandava socchiudendo gli occhioni blu. &lt;br /&gt;“Finalmente sei crollato” sussurrò al neonato avvolto in una copertina bianca tra le sue braccia: dormiva paciosamente. Mentre continuava a cullarlo si appollaiò alla poltrona. Continuava a rimirane i lineamenti che, sebbene la tenera età, ricordavano ogni giorno di più quelli del padre. &lt;em&gt;Proprio bello come tuo padre.&lt;/em&gt; “Sai ranocchietto che quando dormi sei carino come il tuo papà?” si scoprì a dire ad alta voce. Le guance gli si colorarono all’istante. Ricordò quando qualche tempo prima, che Leni ancora non aveva partorito, avevano appostato un pregiudicato di sera tardi. Jan era distrutto dalle poche ore di sonno causate della compagna, la quale si lamentava della pancia al punto che tra una camomilla, un massaggio alla schiena, le volte che il commissario Maybach si era ritrovato ad addormentarsi all’alba, erano fin troppe. “Che noia!” furono le ultime parole che gli sentì dire Vince prima che un altro suono, dolce e melodico, uscisse dalle labbra socchiuse. Jan russava sommessamente, un respiro flebile. Vince si era voltato per prenderlo in giro, svegliarlo. Ma la visione lo arricchì di una tenerezza quasi dolorosa. &lt;em&gt;Sei bello pure quando dormi&lt;/em&gt;, pensò. &lt;br /&gt;Proprio in quel momento Jan rincasò facendo tornare Vince alla realtà. &lt;br /&gt;Il poliziotto biondo si avvicinò alla poltrona occupata dal collega e dal figlio. Piombato alle spalle si piegò su di loro. “Dorme?”&lt;br /&gt;“Già” Vince si voltò dalla sua parte. “Messi dentro i cattivi?”&lt;br /&gt;“Ho fatto i compiti, e ora sono stanco” &lt;br /&gt;“Devo cullare anche te?” a Vince scappò naturale ma subito se ne pentì soprattutto quando lesse nel volto di Jan un’espressione così deliziosamente sbalordita. &lt;br /&gt;“Si fa per dire, tu pesi molto di più!”&lt;br /&gt;“Lo porti tu dentro la culla?” rispose Jan toccandosi la nuca imbarazzato.&lt;br /&gt;“Certo! Servizio completo” così dicendo Vince si avviò in camera da letto. Appoggiata la creatura nel suo giaciglio, si soffermò a guardarlo di nuovo, così preso non si accorse di Jan giunto alle sue spalle.&lt;br /&gt;“Non so come ringraziarti” gli sentì dire. &lt;br /&gt;A Vince vennero in mente almeno cento risposte, ma non ce n’era nemmeno una soltanto che non fosse vagamente maliziosa e dunque altamente pericolosa.&lt;br /&gt;“Mi basta sapere che il piccolino sta bene e che il suo papà ha svolto il compito come si deve” si morse il labbro inferiore. Pure quella però, la centunesima, suonava vagamente ambigua. &lt;br /&gt;“E tu Vince?”&lt;br /&gt;“Io cosa?” trasecolò.&lt;br /&gt;“Stai bene?”&lt;br /&gt;“Intendi con Miguel?”&lt;br /&gt;“Intendo in generale” &lt;br /&gt;Vince girò intorno a Jan evitando il suo sguardo. Di nuovo una serie di risposte improbabili, del genere: &lt;em&gt;come schifo faccio a stare bene se l’unica persona che vorrei amare, che mi blocca il respiro ogni volta che la guardo, è di un’altro? Una donna che gli ha appena sfornato un ragazzino e l’unico modo che ho per tenermelo vicino è fargli da babysitter?&lt;/em&gt; Si sorprese a bofonchiare qualcosa.&lt;br /&gt;“Che c’è?”&lt;br /&gt;“Cosa?” cercò di tornare in sé.&lt;br /&gt;“Ho chiesto se hai detto qualcosa Vince!”&lt;br /&gt;“E perché ti interessa sapere se sono felice?” ribatté con aria di sfida, petto in fuori.&lt;br /&gt;“Perché ti scaldi?”&lt;br /&gt;“Non mi sto scaldando”&lt;br /&gt;“A me sembra di sì” Vince non riuscì a dire altro e tentò di sgusciare dalla camera da letto... &lt;em&gt;dove Jan e Leni fanno così bene l’amore... &lt;/em&gt;si sentì invadere dalla nausea. &lt;br /&gt;Jan, afferratolo per un braccio, lo bloccò con maschia decisione: “Dove vai?” &lt;br /&gt;“Il babysitting è finito, vado a casa a leccarmi le ferite visto che sono tanto infelice” Vince si odiò per quella frase stucchevole e per niente degna di un poliziotto. Di un uomo.&lt;br /&gt;“Vince, perché fai così? Se è colpa mia... se ho fatto qualcosa che...”&lt;br /&gt;“Perché dovrebbe essere colpa tua Jan”&lt;br /&gt;“Perché non riusciamo ad essere amici” ammise Jan alla fine: “Intendo dire: siamo colleghi, e ci stimiamo. Ma tu mi tieni a distanza, come se ti fosse difficile considerarmi amico”&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ma bravo Maybach, che bella scoperta! Ci sei arrivato!&lt;/em&gt; “Non dire cavolate Jan: noi siamo amici”&lt;br /&gt;“Hai appena detto che ti tratto come una tata, o sbaglio?”&lt;br /&gt;“Era ironico”&lt;br /&gt;“Non lo sembrava” &lt;br /&gt;“Mi dispiace, ultimamente i toni non mi riescono come dovrei. Forse dovrei davvero fare un ripassino da S.O.S Tata”&lt;br /&gt;“Finiscila di fare il cinico”&lt;br /&gt;“E tu abbassa la voce sennò svegli tuo figlio!” ma lo disse lui più forte e, difetti, il ragazzino eruppe in un fragoroso pianto. “Provo a dargli i ciuccio, magari si calma” Vince, tornato subito efficiente, accostò alla bocca del neonato il gommotto di caucciù scivolato fuori dalla sua portata. Per i primi venti secondi non ne volle sapere, ma poi si rassegnò.&lt;br /&gt;“Tanto tra venti minuti deve mangiare” sussurrò Vince tenendo sempre la mano sul ciuccio per impedire che gli sfuggisse di nuovo.&lt;br /&gt;“Vorrei che restassi allora” mormorò Jan ad un passo da lui. Vince si sentì invadere da un calore totale: il corpo di Jan. &lt;br /&gt;“Ma il latte di Leni è già in frigo, bisogna solo scaldarlo”&lt;br /&gt;“Però ho notato che quando glielo dai tu mangia più volentieri” &lt;br /&gt;Vince pensò che suonava come una scusa bella e buona e avvampò. Jan gli aveva non solo appoggiato un braccio sulla spalla, ma aveva pure posto l’altro su un fianco. “Vince, togli la mano. Ora dorme profondamente, e secondo me ne avrà per ben più di venti minuti”&lt;br /&gt;“Dunque?”&lt;br /&gt;“Perché non continuiamo quel discorso sull’amicizia?” &lt;br /&gt;Vince deglutì, con Jan addossato così a lui, i discorsi sull’amicizia gli sembravano appropriati come il salame per antipasto ad una cena tra musulmani! &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Perché no! Perché cazzo vuoi parlare d’amicizia? Perché ti amo! E voglio fare l’amore con te! Cavolo Jan ma sei empatico come un secchio di vomito! Dovresti cambiare mestiere! &lt;/em&gt; “Voglio esserti amico Jan” si limitò a rispondere con le labbra che non riuscivano a smettere di tremare. &lt;br /&gt;“Anche io Vince, ne ho bisogno” si abbracciarono. Un abbraccio tra amici che non potevano essere amici. Vince con il suo terrore che l’altro scoprisse che bleffava. E Jan con l’altrettanto terrore che Miguel Junior ricominciasse a piangere. Perché l’abbraccio di Vince desiderava gustarselo a lungo, in silenzio. Unico suono: il battito dei loro cuori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-7295129350382472554?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/7295129350382472554/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2011/02/titolo-bello-pure-quando-dormi-autore.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/7295129350382472554'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/7295129350382472554'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2011/02/titolo-bello-pure-quando-dormi-autore.html' title='Bello pure quando dormi'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-3u_NUPVDc48/TWQXwmxGGAI/AAAAAAAAA0I/4u6SpXJv0n0/s72-c/bello%2Bpure%2Bquando%2Bdormi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-4871116348657622144</id><published>2011-02-18T07:55:00.000-08:00</published><updated>2011-02-18T08:07:02.171-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fanfic'/><title type='text'>A DOUBLE GIFT – UN REGALO PER DUE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-06zB72SOI6I/TV6YmNK1nCI/AAAAAAAAAz4/o1bwCfohAE8/s1600/A%2BGift%2Bfor%2BTwo%2B-%2Bsecond%2Bversion.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 237px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-06zB72SOI6I/TV6YmNK1nCI/AAAAAAAAAz4/o1bwCfohAE8/s400/A%2BGift%2Bfor%2BTwo%2B-%2Bsecond%2Bversion.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5575061170868821026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; A double gift - Un regalo per due &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; Frau Ale &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fandom: &lt;/strong&gt;Squadra Speciale Lipsia &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Jan Maybach/Miguel Alvarez &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Storyline:&lt;/strong&gt; Sesta stagione &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;WARNING:&lt;/strong&gt; slash &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jan sorrise tra se’, assaporando il rilassante sabato sera che gli si prospettava davanti dopo un periodo piuttosto movimentato; Benny, in visita a sua madre, era partito il venerdì mattina lasciandolo solo, padrone incontrastato della casa.&lt;br /&gt;Sdraiato sul divano chiuse gli occhi e si mise ad ascoltare: silenzio… La coppietta del piano di sotto era in montagna per il weekend e gli anziani del piano di sopra in trasferta dai figli; per quel fine settimana lui sarebbe stato l’unico abitante del palazzo. Non che la cosa gli dispiacesse: dopo la ripetuta quotidiana dose di telefoni che squillano, sirene spiegate e gente che urla, tutto ciò che voleva era godersi un po’ di sana tranquillità.&lt;br /&gt;Certo, quella settimana gli era sembrata più breve grazie alla festa che Miguel aveva organizzato senza preavviso un paio di giorni prima, per il suo compleanno, coinvolgendo anche Ina e Haio ed alla quale aveva poi partecipato anche Leni. Ripensare ai brindisi, ai canti ed ai regali lo fece sorridere. &lt;br /&gt;Già i regali… ancora appoggiati sulla consolle accanto alla porta; in quei due giorni era stato talmente impegnato da non aver avuto neppure il tempo di trovare per ciascuno una sistemazione adeguata. Soprattutto per quello di Miguel. &lt;br /&gt;Lo vide sbucare parzialmente dalla carta nella quale aveva cercato di riavvolgerlo e sospirò.&lt;br /&gt;- Ma come gli e ‘ venuto in mente di farmi un regalo simile?! Sa benissimo che detesto i film horror! – &lt;br /&gt;Gli sembrò davvero strano: il collega conosceva la maggior parte dei suoi gusti cosi’ bene, da rendere incredibile un errore così grossolano.&lt;br /&gt;- Eppure ogni volta che ha tentato di trascinarmi al cinema a vederne uno l’ho sempre scoraggiato, rifiutando l’invito perché il genere non mi interessa! Per quale motivo… -&lt;br /&gt;Improvvisamente l’illuminazione.&lt;br /&gt;- Ma certo! E bravo Miguel… visto che io non ho mai voluto andare al cinema a vederne uno con lui, ha fatto in modo di portarne uno da me per quando sarebbe passato. Ma se pensa che ci caschi… - sogghignò.&lt;br /&gt;Abbandonando il pensiero dei regali tornò a rilassarsi; accanto al divano, appoggiati ordinatamente sul tavolino, aveva preparato il suo libro preferito, un bicchier d’acqua e il cellulare nel caso Benny avesse chiamato. A completare l’atmosfera relax la luce soffusa di una lampada a risparmio energetico, montata su di una splendida piantana in stile liberty, &lt;br /&gt;Si fermò ancora un attimo a godere di quella meravigliosa quiete, rotta sporadicamente dal sommesso ululare del vento di tramontana che da qualche giorno spazzava la città, rinfrescando particolarmente le serate.; poi prese il libro con l’intenzione di leggere. Ma non fece in tempo ad aprirlo che sentì suonare il campanello.&lt;br /&gt;- Chi può essere a quest’ora? – sbuffò – non aspettavo nessuno. -&lt;br /&gt;Stancamente si alzò dal divano e di malavoglia andò alla porta.&lt;br /&gt;- Chi è? – domandò.&lt;br /&gt;- Sono la fata turchina, sto cercando il principe azzurro – gli rispose una voce famigliare.&lt;br /&gt;Jan sorrise. Miguel…. Chi altro poteva essere?!&lt;br /&gt;- Prova in fondo alla strada, magari trovi qualcuno che ha bisogno dei tuoi doni – replicò ironicamente alludendo all’agenzia di incontri che avevano da poco aperto in fondo all’isolato.&lt;br /&gt;- Oh io no sono qui per “dare”…ma per “prendere” – precisò l’amico.&lt;br /&gt;Incuriosito dall’inaspettata e quanto mai strana risposta Jan aprì: Miguel sentì chiaramente i due chiavistelli della serratura sbloccarsi.&lt;br /&gt;- Massima sicurezza eh? – pungolò il compagno.&lt;br /&gt;- Non si è mai troppo prudenti con la gente che gira oggigiorno – rispose Jan con aria decisamente professionale. – E poi non dimenticarti che una “visita” l’ho già avuta – aggiunse facendo riferimento ad una non molto lontana aggressione subita proprio in casa.&lt;br /&gt;- Ah già, hai ragione - ricordò Miguel. - Comunque potrebbe esserci in giro anche il lupo cattivo – ricominciò ad ironizzare per smorzare quel poco piacevole flashback -  e magari decidere di venire ad importunare proprio un poliziotto… -&lt;br /&gt;- E come potrebbe sapere che lo sono? – si prestò al gioco il biondino sorridendo. – Non mi pare di aver messo la dicitura “poliziotto” sotto il cognome Maybach sul campanello…. –&lt;br /&gt;Miguel fissò un attimo la targhetta sotto il pulsante.&lt;br /&gt;- Hai ragione – ammise con un sorriso ed un’espressione teneramente buffa.&lt;br /&gt;- Che fai qui? – indagò Jan.&lt;br /&gt;- Ciao Miguel, benvenuto!....No, no, accomodati pure, non fare complimenti! – lo riprese il moretto un po’ risentito per essere stato lasciato già anche troppo a lungo sul pianerottolo&lt;br /&gt; - Ah scusa… Vieni entra – lo invito Jan imbarazzato.&lt;br /&gt;Come Miguel varcò la soglia dell’appartamento rimase sbigottito.&lt;br /&gt;- Non è che disturbo? – ipotizzò.&lt;br /&gt;- Perché? – domandò Jan sorpreso.&lt;br /&gt;- Vedo che l’atmosfera è piuttosto… come dire…. Suggestiva? Romantica? – insinuò Miguel leggermente infastidito dall’aver perso, da un paio di giorni, il monopolio delle serate del compagno. E preferendo tuttavia ignorare come egli impiegasse quel tempo.&lt;br /&gt;Il biondino si guardò attorno; in effetti dovette ammettere che il suo ospite aveva ragione. La penombra, il chiarore fioco e soffuso della lampada e la fragranza rilassante e sensuale del profumatore elettrico creavano un’atmosfera decisamente “particolare”.&lt;br /&gt;- Stavo solo cercando di godermi un po’ di relax – precisò.&lt;br /&gt;- Allora ti ho salvato da una serata noiosa. – decretò Miguel soddisfatto. – Ma come fai a riempirti la testa di queste cose?! – aggiunse afferrando il libro che Jan aveva abbandonato sul tavolino per andare ad aprire e tenendolo con due dita, a distanza come fosse un panno sporco.&lt;br /&gt;- Forse perché a me piacciono “queste cose” – glielo strappò di mano il collega.&lt;br /&gt;Miguel sospirò.&lt;br /&gt;- Dovresti movimentare di più le tue serate – gli consigliò roteando “allusivamente” le mani. – Ora capisco perché… -&lt;br /&gt;- Le donne mi sfuggono? – lo interruppe Jan.&lt;br /&gt;- Intendevo perché sei sempre così riposato – si schermì Miguel. – Comunque si, anche quello. Scusa. -&lt;br /&gt;Per tutta risposta Jan gli sorrise teneramente.&lt;br /&gt;- Ma per fortuna ci sei tu – osservò.&lt;br /&gt;Questa volta fu il compagno ad abbassare lo sguardo, sorridendo imbarazzato.&lt;br /&gt;- A proposito… – si ricordò il biondino – che ci fai qui a quest’ora? Hai detto che sei venuto a prendere… cosa? –&lt;br /&gt;- Il giusto ringraziamento. – &lt;br /&gt;L’espressione furba e sorniona di Miguel rimbalzò su quella attonita ed incuriosita di Jan.&lt;br /&gt;- Ringraziamento? – chiese.&lt;br /&gt;- Per il mio splendido regalo – statuì trionfante il moretto.&lt;br /&gt;- Splendido regalo?? Quel film inclassificabile?! Sapevi benissimo che non guardo quel genere! – obiettò Jan.&lt;br /&gt;- Appunto, dovresti ringraziarmi che allargo i tuoi orizzonti… ti faccio provare nuove esperienze… - si difese Miguel prendendolo in giro.&lt;br /&gt;- Senti – iniziò il compagno con espressione sconsolata – credo di essere una persona di abbastanza larghe vedute e di aver assistito più volte a certe scene nel nostro lavoro, ma non abbastanza da… Ehi ma che stai facendo?! –&lt;br /&gt;Mentre Jan parlava, Miguel non aveva perso tempo passando all’azione ed il dvd era ormai nel lettore.&lt;br /&gt;- Non ho alcuna intenzione di guardare quell’orrore! – protestò il padrone di casa.&lt;br /&gt;- Horror Jan, non orrore – precisò divertito l’ospite.&lt;br /&gt;- Non mi importa, non lo guarderò e basta! Toglilo subito! – cercò di imporsi l’amico vistosamente contrariato.&lt;br /&gt;Miguel gli lanciò addosso, di striscio, uno sguardo deciso ed obliquo, arricciando appena le labbra in un sorrisetto malignamente canzonatorio.&lt;br /&gt;- Cos’è… hai paura? – lo provocò scandendo bene ogni singola parola. Sapeva quanto Jan tenesse alla sua immagine di uomo “tutto d’un pezzo” , virile, professionale e sicuro si sé. E quindi sapeva di aver colpito nel segno.&lt;br /&gt;Se c’era una cosa che Jan riusciva solitamente a fare era resistere alle provocazioni; anzi spesso era lui a provocare avversari e sospetti per raggiungere il suo scopo. Ma essere considerato un fifone per uno stupido film e per giunta proprio da Miguel, era una provocazione troppo grande anche per lui.&lt;br /&gt;- Io non ho affatto paura! – si impuntò afferrando la custodia del dvd e sventolandola sotto il naso dell’amico.&lt;br /&gt;- Allora dimostramelo – continuò il moretto.&lt;br /&gt;- Non devo dimostrarti proprio nulla! – replicò alterato e risoluto il compagno – E’ inutile che ci provi, la mia risposta è no! –&lt;br /&gt;- Come vuoi… - continuò Miguel con il fare beffardo ed insidioso di chi sa che ormai la vittima sta per cedere.&lt;br /&gt;Jan, esasperato da quell’atteggiamento, gettò con rabbia la custodia del dvd sul divano, voltò le spalle al collega ed incrociò le braccia. Mai e poi mai avrebbe ammesso che gli horror gli facevano paura! Si sentiva intrappolato, in gabbia!&lt;br /&gt;Miguel gli rivolse un sorriso di dolce comprensione. Si avvicinò, posandogli delicatamente una mano sul braccio.&lt;br /&gt;- Ehi stavo solo scherzando – si scusò. – Mi spiace, forse ho esagerato. -&lt;br /&gt;- No, scusami tu – si voltò Jan – è stata la mia reazione ad essere esagerata. Dopotutto è il tuo regalo e anche se non è il mio genere sono felice del tuo pensiero. -&lt;br /&gt;Si guardarono entrambi dritti negli occhi; in quella stanza semioscura in cui le ombre la facevano da padrone, il marrone vibrante degli occhi di Miguel incontrò l’azzurro vivo di quelli di Jan, per un silenzioso scambio di inconfessate emozioni.&lt;br /&gt;- Il fatto è che…. – attaccò Jan abbassando lo sguardo – insomma… è che mi impressionano, ecco. –&lt;br /&gt;- Delicatino eh? – Miguel non riuscì a tenere a freno la lingua, ma un’occhiataccia lo riportò nei ranghi.&lt;br /&gt;- E’ perché non li hai mai guardati con la persona giusta – continuò.&lt;br /&gt;- E’ perché non mi piacciono – sentenziò Jan. – Odio tutto quel sangue, quelle scene macabre, quello splatter rivoltante, il tutto volutamente amplificato e sbattuto in faccia senza ritegno! –&lt;br /&gt;- Ma è solo finzione! – lo riprese Miguel.&lt;br /&gt;- Si, lo so. Ma a me infastidisce lo stesso – concluse l’amico. – Però se ci tieni tanto, lo guarderò con te. -&lt;br /&gt;- Davvero?? – il collega non credette alle sue orecchie.&lt;br /&gt;- Si. Almeno la smetterai di tormentarmi – abbozzò Jan con un sorriso tirato.&lt;br /&gt;Il moretto, spiazzato dall’improvvisa vittoria, si fiondò sul divano, sistemandosi comodamente e facendo posto al padrone di casa; il biondino dal canto suo, sempre meno convinto di quello che stava facendo, gli si accomodò accanto, studiando con una certa apprensione l’aria divertita e soddisfatta del compagno.&lt;br /&gt;- Posso andare? – domandò cautamente Miguel, telecomando in mano e pronto a dare il via allo “spettacolo”.&lt;br /&gt;- Vai – sospirò la vittima rassegnata. – Prima che cambi idea! – &lt;br /&gt;Il film si rivelò ancora peggio di quel che Jan aveva preventivato; apprezzava il tentativo del collega di “alleggerirgli” la visione mettendosi a commentare ironicamente i momenti più pesanti, ma a lui stava davvero venendo il voltastomaco.&lt;br /&gt;Così, cercando di non farsi notare, alle scene peggiori distoglieva lo sguardo, per poi tornare a fissare lo schermo al minimo movimento gli suggerisse che l’ospite stava per girarsi.&lt;br /&gt;D’altra parte Miguel si era già’ accorto dell’escamotage usato dall’amico per sviare le parti più impressionanti, ma aveva preferito far finta di nulla lasciandogli credere che l’idea avesse funzionato, rispettando il fatto che Jan avesse accettato di guardare quel film solo per farlo contento.&lt;br /&gt;Passò un’ora ma della pellicola entrambi non videro che la metà del contenuto, impegnati com’erano a controllare i reciproci movimenti ed a portare avanti le proprie strategie.&lt;br /&gt;- Non è che hai qualcosa da bere? – proruppe improvvisamente Miguel. – Mi è venuta sete. –&lt;br /&gt;- Ho un paio di birre in frigo. Vado a prenderle – si offrì immediatamente Jan scattando in piedi.&lt;br /&gt;Miguel non si stupì di quel pronto entusiasmo, immaginando che probabilmente da tempo il biondino cercava un modo per sottrarsi un attimo a quella indesiderata visione.&lt;br /&gt;Ma stavolta anche lui aveva un piano.&lt;br /&gt;Non appena Jan sparì in cucina Miguel afferrò il telecomando, premendo velocemente il tasto dell’avanzamento rapido; aveva visto quel film abbastanza volte da sapere che stava arrivando la parte più spaventosa e per delicatezza verso  il compagno, che già aveva fatto uno sforzo notevole per resistere fino a quel punto, era intenzionato a risparmiargliela. Immerso nel suo compito non si accorse che Jan, tornato prima del previsto, lo stava osservando più che sorpreso dalla porta.&lt;br /&gt;Sorrise teneramente all’indirizzo del moretto, trovando il suo gesto estremamente dolce; arretrò qualche passo  e tossicchiò, annunciando il proprio arrivo.&lt;br /&gt;Miguel, svelto come un gatto, riportò il dvd a velocità normale giusto in tempo; Jan entrò nella stanza tornando a sedersi accanto a lui e porgendogli una bottiglietta di birra.&lt;br /&gt;- Mi sono perso qualcosa? – indagò con strano interesse.&lt;br /&gt;- Niente di che – rispose vago Miguel afferrando la birra e volgendo prudentemente lo sguardo verso il televisore, evitando di incrociare quello dell’amico. – Comunque non durerà ancora molto. –&lt;br /&gt;- Strano, me l’avevi descritto più lungo – lo stuzzicò Jan.&lt;br /&gt;- Devo averlo confuso con qualche altro – tagliò corto Miguel sentendosi la coda di paglia.&lt;br /&gt;- Già – concluse con aria scaltra e compiaciuta Jan bevendo un sorso.&lt;br /&gt;La mezz’ora successiva passò in modo decisamente più piacevole. Miguel non riuscì a star zitto per più di cinque minuti, imbarazzato dai fugaci ma insistenti sguardi che gli rivolgeva il compagno e per togliersi d’impiccio gli raccontò buona parte della fine del film; a Jan la cosa non dispiacque affatto, da un lato perché così, con la scusa di guardare in faccia il suo interlocutore, si risparmiava un’altra buona parte di quella sofferta première e dall’altro perché il modo di raccontare del moretto lo affascinava. O meglio, tutto di lui risvegliava il suo più profondo interesse… che puntualmente Miguel ricambiava.&lt;br /&gt;- Ecco, ci siamo! – sbottò improvvisamente l’ispanico facendo sobbalzare il collega. – Questo è il momento clou, ora vedrai chi è…. – ma non riuscì a finire la frase che saltò la corrente, lasciando i due completamente immersi nel silenzio e nel buio.&lt;br /&gt;- Nooo proprio ora! – protestò.&lt;br /&gt;- Ma cosa… - provò ad abbozzare Jan, quando un tuono richiamò l’attenzione di entrambi.&lt;br /&gt;Concentrati sul film e sui loro discorsi, non si erano accorti dell’arrivo di quello che si preannunciava come un violento temporale.&lt;br /&gt;- Un fulmine deve aver fatto saltare qualche centralina nelle vicinanze. – &lt;br /&gt;- Ma proprio adesso che eravamo alla fine?! – se ne uscì Miguel con un’espressione talmente comica che Jan non trattenne una risata.&lt;br /&gt;- Non credo che al temporale interessi – ironizzò divertito.&lt;br /&gt;- Che infame, te la ridi perché ti è andata bene vero?! Saltata la corrente, fine dello spettacolo – ribattè l’amico con disappunto.&lt;br /&gt;- In un certo senso si – ammise sincero Jan. – Ah, sta iniziando a piovere. –&lt;br /&gt;- Maledizione, ho anche parcheggiato in fondo alla strada – imprecò Miguel. – Meglio che vada… se proprio devo farmi una doccia preferisco farmela a casa sotto un bel getto caldo! –&lt;br /&gt;- Se vuoi… puoi fermarti da me – suggerì il biondino.&lt;br /&gt;- Cos’è? Dopo la brutta visione il signorino ha paura a stare da solo? – insinuò con sottile malizia il moretto avvicinandosi sinuosamente.&lt;br /&gt;- Ah Miguel vattene! – lo cacciò Jan sbattendolo fuori con aria fintamente offesa.&lt;br /&gt;Miguel si appostò sul pianerottolo davanti alla porta e attese. Dopo qualche minuto “l’offeso” riaprì, trovandolo poggiato con una mano allo stipite, sul viso un’espressione sfacciatamente trionfante.&lt;br /&gt;- Avevo ragione allora – puntualizzò.&lt;br /&gt;- Non proprio… - accennò Jan facendolo entrare. &lt;br /&gt;Miguel non sapeva resistergli quando faceva il misterioso. &lt;br /&gt;- Devo ricordarti che mentre tu sei già a casa io dovrò affrontare il diluvio per arrivarci? – finse di protestare.&lt;br /&gt;- Mi pare di averti offerto la mia ospitalità – rispose l’altro calmo, iniziando a dosare una cospicua razione di sguardi diretti sapientemente alternati ad altri furtivi molto intriganti.&lt;br /&gt;- Ho capito – ridacchiò Miguel – vuoi ringraziarmi. Dai ammettilo, il film non era poi così male… - &lt;br /&gt;- Orrendo -&lt;br /&gt;- E c’erano pure delle scene divertenti… -&lt;br /&gt;- Disgustose -&lt;br /&gt;- Per non parlare dell’ottima compagnia… - concluse con un’impennata di stuzzicante presunzione.&lt;br /&gt;- Su quello devo darti ragione –&lt;br /&gt;- E’ ovvio… -&lt;br /&gt;- Ma solo su quello – precisò il collega.&lt;br /&gt;- Peccato per la fine -&lt;br /&gt;- Eh si, un vero peccato… –&lt;br /&gt;Miguel si rese conto che Jan lo stava decisamente prendendo un po’ in giro e dopotutto, conoscendolo bene, aveva preventivato una sua piccola ritorsione. Eppure quel gioco gli piaceva.&lt;br /&gt;- Adesso devo proprio andare… credo tu ti sia divertito abbastanza – salutò guardando preoccupato la pioggia battente flagellare il vetro della finestra.&lt;br /&gt;Il compagno lo bloccò parandoglisi davanti.&lt;br /&gt;- Cos’è? Ora sei tu a battere in ritirata? – si vendicò.&lt;br /&gt;- Miguel Alvarez non batte MAI in ritirata! Dovresti saperlo bene – lo riprese puntandogli un dito contro.&lt;br /&gt;- Meglio così…. – lo squadrò Jan con espressione volutamente maliziosa.&lt;br /&gt;Senza staccare lo sguardo dall’amico, anzi con studiate occhiate provocatorie, chiuse a doppia mandata la porta e tirò i chiavistelli, in modo che da fuori nessuno potesse aprire. Poi estrasse la chiave dalla serratura e la ripose in un cassetto.&lt;br /&gt;- Che intenzioni hai? – sondò incuriosito ed allettato Miguel. &lt;br /&gt;- Beh, non abbiamo visto la fine del film… ma io ne ho una molto personale da proporti – annunciò il biondino con aria irresistibilmente sexy e stuzzicante, accostandosi pericolosamente al collega.&lt;br /&gt;- Vuoi farmi “tremare”? – lo provocò spudoratamente l’altro pressandoglisi contro.&lt;br /&gt;Jan sogghignò allusivamente, spingendo il compagno contro il divano e bloccandolo con il proprio corpo.&lt;br /&gt;- Veramente io ho intenzione di farti “urlare”… -&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-4871116348657622144?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/4871116348657622144/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2011/02/double-gift-un-regalo-per-due.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/4871116348657622144'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/4871116348657622144'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2011/02/double-gift-un-regalo-per-due.html' title='A DOUBLE GIFT – UN REGALO PER DUE'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail 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type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2011/01/niente-puo-essere-paragonato-te.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/2065186543447974341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/2065186543447974341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2011/01/niente-puo-essere-paragonato-te.html' title='Niente Può Essere Paragonato A Te.'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' 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/&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; Frau Ale-Giusi&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fandom:&lt;/strong&gt; Squadra Speciale Lipsia &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Jan Maybach/Miguel Alvarez &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Storyline:&lt;/strong&gt; terza-quarta stagione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le piogge che da tre giorni stavano violentemente flagellando Lipsia avevano creato forti disagi, non da ultimo un disastroso blackout che aveva quasi completamente paralizzato la città.&lt;br /&gt;Anche la centrale del distretto era immersa nell’oscurità più totale, resa ancor più greve dall’ora tarda e dalla conseguente assenza della maggior parte del personale.&lt;br /&gt;Haio era andato via da un paio d’ore e trovandosi di strada aveva pensato di portare con se’ Ina per accompagnarla a casa; solo Jan e Miguel erano rimasti a sbrigare alcune pratiche arretrate, bloccati là cercando di passare il tempo e sperando che tornasse presto tutto alla normalità.&lt;br /&gt;Impossibilitati a continuare il lavoro a causa del buio, si sistemano entrambi alla scrivania di Miguel, appoggiati uno all'altro a giocare al computer come due bambini...cliccando sullo stesso mouse sfiorandosi le dita...almeno finche’ anche la batteria di emergenza non da forfait.&lt;br /&gt;- Maledizione ora siamo davvero completamente al buio – sbuffa Miguel.&lt;br /&gt;- Hanno detto che il blackout potrebbe durare ancora ore, quindi visto che non possiamo lavorare suggerirei di andarcene a casa –  commenta Jan iniziando a risistemare la sua scrivania sommersa di pratiche. &lt;br /&gt;Poi di colpo, una luce improvvisa punta dritto su di lui.&lt;br /&gt;- Ehi ma cosa…-&lt;br /&gt;Miguel, che in un cassetto ha trovato una piccola torcia, ha deciso di impegnare il suo tempo prendendo di mira il collega giocando con il fascio luminoso e provocando la reazione immediata di Jan, che innervosito dalla prolungata oscurità e da quello scherzo improvviso si vendica immediatamente ironizzando sulle conquiste dell’amico e su certi rotolini ben noti. In un attimo gli e’ addosso, cominciando a pizzicarlo come suo solito per dimostrare la fondatezza delle sue teorie.&lt;br /&gt;Ma non ha fatto i conti con l’istintiva reazione di Miguel che in poche mosse riesce a ribaltarlo, bloccandolo tra due scaffali.&lt;br /&gt;- Questa te la sei proprio cercata – sibila facendogli il solletico, ben sapendo quanto l’amico lo detesti – ora ti spetta la giusta punizione. -&lt;br /&gt;- E’ ancora tutto da vedere! – cerca di sfuggirgli Jan provando a difendersi.&lt;br /&gt;Dimentichi del buio iniziano la loro lotta, sempre più incalzante ed a vittorie alterne anche se Miguel sembra avere momentaneamente la meglio; fin quando, arrivato con le mani sotto la maglietta di Jan, si scopre abbastanza da permettere al compagno di bersagliarlo con una raffica di pizzicate strategiche.&lt;br /&gt;Pochi frangenti e tra un attacco ed una difesa, caddono a terra tra le scrivanie, rotolandosi e lottando immersi nel loro gioco quasi come due cuccioli, ammantati di sudore, finche’ Jan si ritrova bloccato spalle a terra da Miguel che sogghigna trionfando con la propria figura su di lui ansimando.&lt;br /&gt;- Allora ti arrendi? –&lt;br /&gt;- Certo che no, quando mai mi hai visto arrendermi?! - replica Jan cercando di divincolarsi. Poi improvvisamente smette di opporre resistenza. &lt;br /&gt;Miguel, stupito, si distrae un attimo ed é il suo errore: Jan, veloce come un gatto, ribalta le posizioni bloccando Miguel con il peso del proprio corpo, pressandosi completamente contro di lui &lt;br /&gt;- Mai abbassare la guardia Miguel, dai retta al tuo superiore più prossimo – sorride Jan gaudente.&lt;br /&gt;- Se pensi che mi arrenda... – ribatte pronto il compagno.&lt;br /&gt;Jan sente gli sforzi che fa l'amico per divincolarsi, sente il corpo sotto di lui spingere contro il suo… Deve ammettere, quel contatto comincia a diventare pericoloso tanto che a Miguel strane scariche di inedito piacere sorgono inaspettate dai più reconditi angoli del suo essere. I due colleghi si fissano imbarazzati rendendosi conto che quelle sensazioni interiori stanno lentamente traducendosi in manifestazioni a livello fisico e sperando che l'uno non si accorga di quelle dell'altro.&lt;br /&gt;L'istinto suggerirebbe ad entrambi di staccarsi, eppure nessuno dei due ci riesce; anzi quel contatto diventa sempre più piacevole, profondamente e pericolosamente desiderabile...&lt;br /&gt;All'improvviso torna la luce. I due si ritrovano a fissarsi sotto quel bagliore che non si aspettavano più.. Ma la situazione fisica non è cambiata; tutt’altro. Le bocche sono sempre più vicine ma il momento di follia è passato. &lt;br /&gt;Compostamente si dividono, scambiano frasi di circostanza. Ma quando sono fuori sentono il bisogno di chiarire la situazione. Jan si avvicina a Miguel.&lt;br /&gt;- Non so cosa sia successo, è stata una sensazione..-&lt;br /&gt;- …Strana? Si, è vero. Ma non l'ho trovata affatto spiacevole. - lo interrompe il moretto. &lt;br /&gt;- Nemmeno io. É questo il punto - precisa Jan con un malizioso sorriso appena accennato.&lt;br /&gt;- In effetti è stata uno di quegli eventi casuali da ripetere più spesso -  aggiunge Miguel avvicinandosi a lui. Non tenta un approccio, vuole solo scherzare riprendendo a solleticarlo ma Jan fraintende e si scosta.&lt;br /&gt;- Siamo in mezzo alla strada Miguel! - lo richiama.&lt;br /&gt;- E se non lo fossimo? – ribatte pronto l’ispanico.&lt;br /&gt;- Che intendi? - Jan torna ad un passo da lui. I visi ad un niente.&lt;br /&gt;- Intendo, se invece andassimo a casa mia e fingessimo che è andata via la luce?- prosegue Miguel. Jan guarda sconcertato l'amico; la sua proposta gli accende un inspiegabile brivido. &lt;br /&gt;- Ah Miguel, falla finita! Abbiamo scherzato ma ora basta, siamo adulti! –&lt;br /&gt;Miguel sorride, il tentativo del collega di darsi il suo solito serio contegno non è molto convincente; tutt'altro, la sua espressione tradisce ciò che che sue parole negano. &lt;br /&gt;- Stavo scherzando Jan. Tu prendi tutto troppo sul serio - lo prende in giro. &lt;br /&gt;L'amico lo guarda scuotendo la testa. &lt;br /&gt;- Sei sempre il solito. A domani.- lo saluta allontanandosi. &lt;br /&gt;Miguel si ferma a guardarlo. Jan se ne accorge ma cerca di non ricambiare, continuando verso l'auto. Eppure, un inspiegabile sfarfallio gli tormenta lo stomaco ed improvvisamente si ritrova a pensare a qualcosa che mai avrebbe creduto: perchè per un attimo, aveva sperato che Miguel non scherzasse affatto? Si blocca di colpo. &lt;br /&gt;- Accidenti, se tutta la città è rimasta al buio sarà saltata la luce a casa - ragiona a voce alta. &lt;br /&gt;- Si, probabilmente ma non è detto. Vuoi che ti accompagni a controllare? - interviene Miguel colmando in un balzo la distanza che già li separava. &lt;br /&gt;La mente di Jan gli suggerisce un diplomatico "&lt;em&gt;grazie ma non è necessario&lt;/em&gt;" che però Miguel non sentirà mai. &lt;br /&gt;- Perchè no? - risponde Jan di getto, senza nemmeno rendersene conto, come costretto da una spinta misteriosa dentro di lui e ben più forte della sua volontà.&lt;br /&gt;- Sono a tua completa disposizione – conclude Miguel sorridendo allusivamente all’amico, consapevole che la lotta interrotta, tornerà presto ad infiammare nuovamente i due contendenti….&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-2791362069546817484?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/2791362069546817484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/11/titolo-metti-una-notte-al-buio-autore.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/2791362069546817484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/2791362069546817484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/11/titolo-metti-una-notte-al-buio-autore.html' title='Metti una notte al buio....'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TO6_FYQX20I/AAAAAAAAAyM/TA3IFW4r0d4/s72-c/Topstar2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-606927111134485599</id><published>2010-09-21T08:02:00.000-07:00</published><updated>2010-09-21T08:06:52.892-07:00</updated><title type='text'>Pablo Sprungala</title><content type='html'>Nuove fotine del nostro stupendo Vincent!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TJjJ_fL6DEI/AAAAAAAAAx0/qenp8UGsY4c/s1600/Pablo_zdf1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 218px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TJjJ_fL6DEI/AAAAAAAAAx0/qenp8UGsY4c/s400/Pablo_zdf1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5519383435882925122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TJjJ49ddtOI/AAAAAAAAAxs/uv0xifmFDdo/s1600/Pablo_zdf.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 223px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TJjJ49ddtOI/AAAAAAAAAxs/uv0xifmFDdo/s400/Pablo_zdf.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5519383323750544610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TJjJyjBp4WI/AAAAAAAAAxk/PDCRrK9KvYA/s1600/Pablo_vince1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 222px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TJjJyjBp4WI/AAAAAAAAAxk/PDCRrK9KvYA/s400/Pablo_vince1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5519383213575364962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TJjJggaiTKI/AAAAAAAAAxc/F7udIQ8tsrw/s1600/Pablo_vince.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 236px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TJjJggaiTKI/AAAAAAAAAxc/F7udIQ8tsrw/s400/Pablo_vince.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5519382903636774050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-606927111134485599?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/606927111134485599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/09/pablo-sprungala.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/606927111134485599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' 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video</title><content type='html'>&lt;iframe src="http://www.zshare.net/videoplayer/player.php?SID=dl037&amp;FID=80607217&amp;FN=justify%20my%20love2.wmv.flv&amp;iframewidth=648&amp;iframeheight=415&amp;width=640&amp;height=370&amp;H=80607217adf89f56" height="415" width="648"border=0 frameborder=0 scrolling=no&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-6343189861340076921?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/6343189861340076921/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/09/jan-e-miguel-new-video.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' 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alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516114328450436354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TI0sozsFjSI/AAAAAAAAAv8/OEL2Xf_QkHw/s1600/Freddy+e+Nadine4.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 227px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TI0sozsFjSI/AAAAAAAAAv8/OEL2Xf_QkHw/s400/Freddy+e+Nadine4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516114198180236578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TI0siB0Yt8I/AAAAAAAAAv0/yGSaIBN96L0/s1600/Freddy+e+Nadine3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 222px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TI0siB0Yt8I/AAAAAAAAAv0/yGSaIBN96L0/s400/Freddy+e+Nadine3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516114081714059202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a 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Latina'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TI0u8NcQPaI/AAAAAAAAAw0/ghfIfvQ61Zw/s72-c/Freddy+e+Nadine12.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-4702405283784664464</id><published>2010-09-08T05:48:00.000-07:00</published><updated>2010-09-08T05:54:37.534-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fanfic'/><title type='text'>Nel segreto dell'alcova</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TIeGZfRVRQI/AAAAAAAAAvM/A8S9JM2edek/s1600/nel+segreto+dell%27alcovaxx.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 212px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TIeGZfRVRQI/AAAAAAAAAvM/A8S9JM2edek/s400/nel+segreto+dell%27alcovaxx.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5514524041187509506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Nel segreto dell’alcova&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autore: &lt;/strong&gt;Frau Ale e Sokogirl &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fandom: &lt;/strong&gt;Squadra Speciale Lipsia &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Jan Maybach/Miguel Alvarez &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Storyline:&lt;/strong&gt; quarta stagione circa&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;WARNING: &lt;/strong&gt;contiene scene omoerotiche, adatta ad un pubblico adulto&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un rigraziamento speciale a Lipsialove per la grafica!&lt;/strong&gt; :) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano passate le dieci di sera. &lt;br /&gt;Dal cielo scuro di Lipsia alcuni fiocchi di neve scendevano lentamente. &lt;br /&gt;Miguel parcheggiò di fronte l’abitazione del suo collega, un attimo più tardi Jan scese dall’auto di servizio.&lt;br /&gt;“Sono distrutto, dodici ore sotto torchio! Non vedo l’ora di buttarmi nella vasca!”&lt;br /&gt;“Hai deciso di lasciarci le penne Jan?” Miguel lo provocò. Sapeva quanto il collega fosse scrupoloso quando si trattava di un’indagine ma non gli stava bene che rischiasse la salute.&lt;br /&gt;“Ho ancora un figlio che va a scuola, Miguel. Non mi è permesso essere stanco!” &lt;br /&gt;Miguel, mani sul volante, lo fissò interdetto&lt;br /&gt;“Magari si è dimenticato di farsi da mangiare e ora pretenderà che gli prepari qualcosa” aggiunse il padre.&lt;br /&gt;“Potevamo passare in una friggitoria”&lt;br /&gt;“Ma dai Miguel ho detto per dire, probabilmente se fosse stato tanto affamato mi avrebbe già chiamato” Jan fece per prendere il mazzo delle chiavi dalla tasca. &lt;br /&gt;“Ti saluto Jan, buona notte e mi raccomando riposati!” Miguel girò la chiave nel cruscotto&lt;br /&gt;“Aspetta” Jan era sbiancato. &lt;br /&gt;“Che aspetto? Ti ricordo che ho un appuntamento!”&lt;br /&gt;“Temo di essere uscito senza chiavi stamattina!”&lt;br /&gt;“Cosa?”&lt;br /&gt;“Speriamo che Benny sia a casa!” Jan uscì dall’auto il portone. Bussò. Essendo la scuola chiusa per le vacanze natalizie, le probabilità che proprio quella sera suo figlio tredicenne avesse deciso di dormire da un amico o di tirar tardi, erano altissime!&lt;br /&gt;“Dannazione” Miguel sbuffò sonoramente. &lt;br /&gt;Jan si voltò dalla sua parte: “È uscito”&lt;br /&gt;“Sarà da qualche amichetto, chiamalo!” &lt;br /&gt;“Magari” Le braccia scivolarono lungo i fianchi. &lt;br /&gt;“Che vuoi dire con ‘magari’?” Miguel, stanco di parlare a quella distanza, spense il motore e scese per raggiungerlo “Allora? Perché non lo chiami?”&lt;br /&gt;“Miguel, lui...” tentennò “con quei messaggi maledetti! Gli sms, ne mandava  a profusione! Per non parlare delle telefonate chilometriche alla fidanzatina”&lt;br /&gt;“E dunque?”&lt;br /&gt;“E dunque glie l’ho tolto una settimana fa, per punizione!”&lt;br /&gt;“Cosa hai fatto!? Hai tolto il cellulare a Benni?” a Miguel cascò la mascella.&lt;br /&gt;“Ma non ti preoccupare” Jan si ricordò dell’appuntamento galante che il collega millantava di avere dalla mattina “Tu hai da fare  con quell’Anika o Erika...”&lt;br /&gt;“Marika! Si chiama Marika, Jan”&lt;br /&gt;“Sì vai pure, aspetterò Benni qui” Jan prese posto stancamente sul terzo gradito della scalinata che conduceva al sua abitazione.&lt;br /&gt;Miguel Alvarez, in piedi davanti a lui, non accennava a spostarsi di un millimetro. &lt;br /&gt;“Che stai facendo? Perché sei ancora qui Miguel... ”&lt;br /&gt;“Mai!”disse soltanto. &lt;br /&gt;Alzata la testa, Jan lo fissò attento: “Che intendi dire con quel mai?”&lt;br /&gt;“Mai, sì, un amico non lascia mai un altro amico per una donna, anche se si tratta di una ragazza fantastica, con una bocca mozzafiato e la quinta di reggiseno!” assunse un’aria trasognante come se l’immagine delle beltà appena decantate fosse comparsa al suo cospetto tipo miraggio! &lt;br /&gt;“Fammi il piacere Miguel” Jan fece una smorfia. Tutte le volte che parlava di una sua conquista, provava un profondo fastidio, una sorta di dolore al centro dello stomaco. &lt;br /&gt;“Vai pure me la caverò” mise il broncio.&lt;br /&gt;“Non esiste, le mando un messaggio e le dico che si fa per un’altra sera” risoluto prese il cellulare in mano. Spedito l’sms sedé al fianco di Jan. Questi si girò guardandolo con affetto.&lt;br /&gt;“A parte il fatto che tra poco diventeremo due ghiaccioli! Non hai il numero di qualche amichetto di Benni?” &lt;br /&gt;“Purtroppo li ho segnati in un’agendina che si trova nel mobiletto sotto il telefono” sospirò.&lt;br /&gt;“Amico, sai cosa ti dico? Penso che a meno che non facciamo un’infrazione di domicilio resteremo a congelarci le chiappe a lungo qui!” nel frattempo aveva preso a nevicare in maniera copiosa.&lt;br /&gt;“So che sei cresciuto per strada Miguel ma non pensarci nemmeno! Ci sono doppi vetri antisfondamento e un impianto antirapina che farebbe uscire di casa tutto il vicinato!” &lt;br /&gt;A quel punto Miguel si alzò, “Su forza andiamo!” allargate le braccia, afferrò la mano dell’amico e lo tirò in piedi.&lt;br /&gt;“Andiamo?"&lt;br /&gt;“Andiamo sì, se non vuoi diventare un pupazzo di neve, seguimi!” &lt;br /&gt;“Dove andiamo Miguel? Vuoi portarmi con te? Faccio il terzo incomodo con Marika?”&lt;br /&gt;“Le ho già scritto un sms!”&lt;br /&gt;“Che scusa le hai detto?”&lt;br /&gt;“Che sono in servizio, un incarico speciale. Vedrai la prossima volta sarà ancora più vogliosa”&lt;br /&gt;A Jan non trattenne una smorfia di disappunto. “Il solito pallone gonfiato” commentò.&lt;br /&gt;“Su come dici tu, ora muoviti Jan che sono stanco di infradiciarmi!” si strinse le braccia attorno al corpo.&lt;br /&gt;“Se magari ogni tanto mettessi il cappotto” Jan lo squadrò con severa dolcezza. Miguel sembrava sempre sfilare per la linea primavera estate, in qualsiasi stagione. &lt;br /&gt;“Lascia stare ora i consigli e andiamo”&lt;br /&gt;“Ho capito andiamo” entrarono nella macchina. In quella Jan ebbe un moto di ripensamento “Sì ma dove?”&lt;br /&gt;“Come dove? A casa mia, no? Si capisce”&lt;br /&gt;“A casa tua?” Jan era esterrefatto.&lt;br /&gt;“Cosa pretende il signorino che gli prenoti una camera al Grand Hotel forse” &lt;br /&gt;“No solo che...”&lt;br /&gt;“Cosa?” &lt;br /&gt;Jan sembrava nervoso e non celava un certo impaccio. “Tu hai un solo letto”&lt;br /&gt;“Ho pure un divano Jan”&lt;br /&gt;“Ok chiaro!”  si vergognò per aver pensato che Miguel volesse concedergli un posto nel suo letto. Quel talamo teatro delle tante battaglie millantate dal collega. Bastò quel pensiero a provocargli un preoccupante irrigidimento alle parti basse...&lt;br /&gt;“Tutto ok Jan?”&lt;br /&gt;“Certo tutto ok!” dopo un ultimo sguardo curioso Miguel mise in moto e partì nella notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il loft di Miguel era il tipico appartamento dello scapolone incallito. Il letto distava dalla cucina dieci metri. L’ideale per chi non vuole perdere tempo tra una sessione di sesso e l’altra per prendere qualcosa da bere. Con quel pensiero fisso per la testa (e anche tanti altri molto meno casti) Jan osservò l’ambiente circostante. Di fronte all’alcova troneggiavano alcuni abiti smessi del padrone di casa. Sul lavandino bicchieri usati e una scia di dopobarba aleggiava nell’aria.&lt;br /&gt;“Forse dovresti aprire, senti che puzza di chiuso c’è qui Miguel?” questi si girò fulminandolo con i suoi occhi scuri. “Non fare il piccolo Lord, principino, mi sono morto di freddo e ora con cavolo che faccio entrare il gelo in casa mia”&lt;br /&gt;“Come vuoi, non scaldarti tanto!” così dicendo l’ospitato prese posto sul divano. Il suo ospite tirò fuori dal frigorifero due bottiglie di birra. &lt;br /&gt;“Non ho voglia di bere, ma ti ringrazio”&lt;br /&gt;“Non essere noioso Jan, non vorrai già dormire?! Non è neanche mezzanotte!”&lt;br /&gt;“Miguel domani dobbiamo alzarci alle sette se vogliamo arrivare in tempo, io dico di andare a dormire. ce l’hai una coperta?” Miguel gli fu accanto.&lt;br /&gt;“Ma dai non fare lo stupido”&lt;br /&gt;Jan lo fisso senza capire. “Guarda che non siamo tutti uomini duri rotti alle intemperie come te”&lt;br /&gt;“Ma ho un piumone fantastico nel mio letto che è abbastanza grande per tutti e due.” &lt;br /&gt;Jan schiuse le labbra in un moto di sorpresa. &lt;br /&gt;“Hey Jan! Non ti farei mai dormire su questa specie di trappola mortale!” &lt;br /&gt;La faccia del commissario Maybach rivelò tutto quello che c’era da rivelare. Non serviva certo uno guru capace di leggere il linguaggio del corpo per capire ciò che provava. Stupore, ansia, confusione. &lt;br /&gt;Jan tentò di smorzare la tensione con una battuta. “Pensavo che lo scannatoio fosse off- limits per gli uomini, evidentemente mi sbagliavo...” sottintese con malizia.&lt;br /&gt;Miguel fece il grugno “Non ti sbagliavi per niente... “ ma poi tornò a sorridere malandrino “diciamo che per quelli biondi e carini faccio un eccezione” gli pizzicò una guancia. Jan sperò che non si notasse che era diventato rosso scarlatto! Dopo aver fatto separatamente visita all’unico bagno, Jan e Miguel si ritrovarono, non con poco impaccio, nei pressi del letto. Miguel, canottiera bianca e slip scostò il piumone rosso e ci s’infilò sotto. Anche Jan indossava il minimo indispensabile, t-shirt e boxer neri. Bloccato di fronte a quel lettone piazzato al centro della casa, osservò con stupore un particolare che nelle precedenti visite gli era sfuggito. “No...!” ridacchiò con sbigottimento e incredulità. “Hai fatto scrivere il tuo nome sulla spalliera!” &lt;br /&gt;Miguel sorrise tutto soddisfatto.“Carino vero?”&lt;br /&gt;“Carino?” Jan gli lanciò un’occhiataccia al quanto severa. “È la cosa più egocentrica e volgare che abbia mai visto!”&lt;br /&gt;Miguel non ribatté nulla. Era fiero della sua casa, del suo letto in ferro battuto con il suo nome inciso, quanto del resto. E il giudizio dell’amico non lo toccava.&lt;br /&gt;A quel punto a Jan scappò una malignità: “Di un po’, lo hai fatto incidere per far ricordare il tuo nome alle ragazze prima che escano per sempre dalla tua vita?” &lt;br /&gt;Miguel tutto tranquillo, mise le mani dietro la nuca. Poi rispose con altrettanta malizia: “Solo per fargli gridare qualcosa di diverso di ‘non smettere ti prego’. Penso che capirai a cosa alludo!”  fece l’occhiolino.&lt;br /&gt;“Finiscila!” Jan, evidentemente turbato da quell’informazione gratuita, si girò dall’altra parte e poi, dandogli le spalle, entro sotto le coltri.&lt;br /&gt;Miguel tornò a bomba sull’argomento: “Pensi che ti prenda in giro? Modestamente da quel punto di vista sono una macchina da guerra. Devo ringraziare la natura, il fatto che sono cresciuto per strada e dunque ho fatto tante esperienze... ”&lt;br /&gt;“Sì, come no...”&lt;br /&gt;“Puoi chiederlo a chiunque delle mie ex. Io sono un’amante latino eccezionale. Posso durare ore oltre a questo...” &lt;br /&gt;Ma prima che aggiungesse altra carne al fuoco Jan sbottò: “Smettila, pretendi che ti creda?”&lt;br /&gt;Miguel lo fissò costernato.“Perché devi sempre sminuire tutto quel che dico?” ribatté sulla difensiva “Perché so quanto tu sia bravo a pavoneggiarti!” si aggiustò il cuscino dietro la testa. Essere in quel letto con l’amico già di per sé era imbarazzante, ascoltare i resoconti della sua vita sessuale peggiorava di gran lunga la situazione. Senza riflettere su quello che stava per dire biascicò: “Sai cosa penso? Un giorno all’altro tu e le tue donne mi farete impazzire!”&lt;br /&gt;Jan era seriamente contrariato.&lt;br /&gt;“Accidenti Jan che senso avrebbe che ti mentissi? Siamo amici o no? Ci diciamo tutto e...”&lt;br /&gt;“Non lo voglio sapere!”&lt;br /&gt;“E perché?”&lt;br /&gt;“Perché? Come perché ... perché... perché avresti dovuto capirlo che mi da fastidio!”&lt;br /&gt;“Ti da fastidio?” Miguel sembrava confuso.&lt;br /&gt;“Si lo ammetto, mi da fastidio quando parli di quello che combini in questo letto, mi irrita e...” ormai era un fiume in piena, non riusciva più a ponderare la potenza delle sue parole.&lt;br /&gt;“E?” Miguel cercò con gli occhi il suo sguardo nonostante la fioca luce dell’unica lampada accesa non permettesse di guardarsi sul serio. &lt;br /&gt;“I tuoi racconti dettagliati mi rendono geloso” Jan distolse lo sguardo imbarazzato. Appalesare le proprie emozioni  lo metteva sempre a disagio. Miguel si sentì esultare nel profondo.&lt;br /&gt;“Sei geloso di me Jan?”&lt;br /&gt;“Sì, e non c’è da scriverlo a caratteri cubitali! Lo sono e basta!” al colmo di un nervoso che gli impediva di stare fermo, si mise a sedere. “E poi sai che ti dico? Non mi interessa affatto sapere se quel che affermi sia vero o meno. E dopotutto non potrei mai pronunciarmi dal momento che non ho una bocca mozzafiato ne tanto meno una quinta di reggiseno!” &lt;br /&gt;Negli occhi di Miguel brillò un lampo di compiaciuta malizia. &lt;br /&gt;“Sulla prima non sono d’accordo, sulla seconda potrei sempre fare un’eccezione” aggiunse sogghignando pericolosamente all’indirizzo del compagno.&lt;br /&gt;A Jan si gelò il sangue. Restarono per qualche secondo in silenzio, poi Jan tornò con più calma: “Senti, va bene, hai voluto scherzare ed io ci sono pure cascato come un’idiota, ma non ti pare di esagerare ora?!” si accorse di essere nel panico, il discorso stava degenerando su argomenti pericolosamente scottanti e lui non solo non sapeva come difendersi, ma non sapeva come sfuggire alla vicinanza sempre maggiore del collega….o forse semplicemente non voleva.&lt;br /&gt;“Perché?” lo incalzò maliziosamente Miguel “hai paura? No, non dirmelo, il grande commissario Maybach, colui che con i suoi interrogatori fa tremare gli indagati messi sottotorchio, che ha paura di stare da solo con il suo sottoposto, nello stesso letto e…così vicino”.&lt;br /&gt;Il tono dell’ispanico era diventato voluttuosamente irriverente, i suoi occhi braci ardenti che cercavano di penetrare quelli blu oceanici dell’amico. Fuoco contro acqua…acqua che anziché spegnere quel fuoco lo alimentava, in una chimica di mente e corpo che sfuggiva a qualsiasi naturale reazione conosciuta.&lt;br /&gt;Jan indietreggiò istintivamente, ma solo quando sentì sulla schiena il tocco del gelido ferro della spalliera del letto si accorse di essere in trappola; Miguel ormai si era avvicinato talmente tanto che i loro visi quasi potevano sfiorarsi. Quel contatto lo stava spiazzando, distruggendo tutte quelle che finora erano state le sue certezze…e proprio per questo vi trovava qualcosa di irrefrenabilmente desiderabile, qualcosa che lo attirava quanto il fuoco attira una farfalla che ad esso si avvicina, incurante del rischio di rimanerne bruciata.&lt;br /&gt;“Adesso basta!” lo scacciò Jan furioso, respingendolo dall’altra parte del letto, cercando di mantenere una certa dose di contegno e del suo proverbiale sangue freddo “ti stai prendendo gioco di me e questo proprio non lo sopporto! Cos’è credi di essere divertente?! Credi che io sia una di quelle donnette che di tanto in tanto vengono a scaldarti la parte vuota del letto?! Beh bello mio mi spiace ma stavolta hai sbagliato preda!”&lt;br /&gt;Fissò Miguel con una tale intensità che avrebbe potuto incenerirlo all’istante, ma con uno sguardo che esprimeva tutt’altro che rabbia.&lt;br /&gt;“Perché devi sempre rimarcare questo particolare” lo stuzzicò Miguel con aria di sfida “credi davvero di essere un santo tu? Si? Allora vogliamo parlare delle tue di avventure…che ne so, potremmo cominciare da quell’avvenente vedova nera che ti usava come suo giocattolo personale… dell’assistente sociale…. L’amica della Corradi, l’insegnante di medicina forense! Devo continuare?”&lt;br /&gt; “Certo che anche a te hanno bruciato parecchio se ancora a distanza di tempo continui a rimuginare su queste storie…”  la voce di Jan aveva un non so che di compiaciuto; non per senso di rivalsa, ma come se ora avesse avuto la conferma che cercava e sperava da tempo.&lt;br /&gt;“Io non intendevo rimuginare ancora su ciò che è stato. Solo volevo farti passare la convinzione che io sia sempre il diavolo e tu l’acquasanta!” ribatté Miguel punto sul vivo.&lt;br /&gt;Lo scontro iniziava a farsi decisamente più interessante per entrambi; Jan sembrava essere riuscito a capovolgere la situazione.&lt;br /&gt;“Secondo me è ben altro il problema…tu sei geloso di me almeno quanto io lo sono di te… E’ più che evidente” sogghignò facendo spallucce. &lt;br /&gt;Sui due scese un silenzio glaciale. Jan attendeva una risposta che per il momento Miguel non voleva dargli la soddisfazione di avere. Rimasero a fissarsi per qualche secondo, parlandosi con un linguaggio che solo i loro occhi ed i loro cuori sapevano comprendere. &lt;br /&gt;“Forse avrei fatto meglio a dormire su quel gradino aspettando Benni. Almeno la sensazione di freddo sarebbe stata solo fisica”. Jan fece per alzarsi dal letto ma Miguel lo bloccò afferrandogli un braccio.&lt;br /&gt;“Aspetta. Si, hai ragione mi girano, e mi girano parecchio anche! Lo so, penserai che sono un egocentrico, un maniaco, un’idiota e chissà cos’altro. Ma io a te ci tengo. E sottolineo IO. Non certo quelle approfittatrici che vedono in te il bel giocattolino da passarsi una sera o al massimo per un po’ e che al pensiero di qualcosa di serio se la danno a gambe, piantandoti senza tanti complimenti e senza farsi scrupoli di camminare suoi pezzi del tuo cuore!” &lt;br /&gt;Miguel era sincero e Jan gioì nel profondo dell’anima a quelle parole. Tanto che si accorse troppo tardi di aver istintivamente replicato con un altrettanto sincero “credi che per me non sia lo stesso?”.&lt;br /&gt;Le orecchie del compagno si drizzarono come quelle di un cacciatore all’udire l’avvicinarsi della preda. E non poteva certo lasciarsi sfuggire quell’occasione.&lt;br /&gt;“Cosa stai cercando di dirmi?” lo sollecitò Miguel, gli occhi ridotti a due fessure che fissavano l’amico come a voler penetrare nella sua, a lui ben nota, corazza.&lt;br /&gt;Accorgendosi di aver parlato troppo, Jan si morse la lingua. Ma ormai era tardi.&lt;br /&gt;“Che…che anch’io detesto quelle donnette da quattro soldi che fanno le gatte morte solo per venire a letto con te e non capiscono invece quanto vali veramente! E non certo solo per quello!” gli occhi di Jan si colorarono della tonalità del mare in tempesta. “Cioè quello io non lo posso sapere…credo…!” Cercò di correggere il tiro, la voce sempre più incerta, le guance rosse di imbarazzo, l’astuta malizia che lo aveva portato a ribattere testa a testa con il collega facendo capitolare quest’ultimo pochi attimi prima, cancellata da quell’improvviso ed inaspettato colpo di spugna.&lt;br /&gt;Miguel ascoltava, trattenendosi a stento da quello che tutto il suo essere gli stava suggerendo. In agguato…ecco come si sentiva. In agguato aspettando un momento che stava tardando anche troppo.&lt;br /&gt;“E che d’altro canto…” continuò Jan che ormai non aveva più nulla da perdere “le invidio. Per le attenzioni che dai loro. Perché possono essere, anche se per poco, parte di te”. &lt;br /&gt;Il tono del collega, ora colorato da note profondamente malinconiche, trafisse dolorosamente il cuore di Miguel.&lt;br /&gt;“Ma Jan io e te siamo sempre insieme! Le attenzioni che ho per te loro non se le sognano neanche!” obiettò.&lt;br /&gt;“Tsk, come no? Sempre insieme…eppure sempre divisi”. &lt;br /&gt;Jan fissò Miguel dritto negli occhi; uno sguardo colpevole, intriso di palpabile disagio.&lt;br /&gt;“Sai Miguel? Ti sembrerà stupido ed oltremodo insensato e se ti può consolare neppure io riesco a capacitarmi della cosa, ma…per una volta, anche solo per una maledettissima volta…” il biondo, contravvenendo alla propria natura oltremodo riservata, si stava letteralmente strappando le parole dal petto “ecco… per una volta vorrei essere al posto di una di quelle Meike, Erike, ecc!”.&lt;br /&gt;Una bomba. Se Jan avesse lanciato una bomba in quel momento, probabilmente non avrebbe fatto altrettanto rumore né danno. Ma era esattamente questo che Miguel sperava. &lt;br /&gt;La volpe era uscita dalla tana ed il cacciatore poteva finalmente farla sua.&lt;br /&gt;“Speravo che lo avresti detto” sorrise&lt;br /&gt;“Lo speravi?” Jan, stupito per la confessione appena fatta al collega, trasalì ancora più scioccato.&lt;br /&gt;“Si. E ti dirò di più…lo sognavo da tempo” aggiunse.&lt;br /&gt;“Lo… sognavi?!” incalzò il biondo “ E…” ma non riuscì a finire la frase perché Miguel, colmando in un balzo la distanza tra loro, si prese prepotentemente la sua bocca, trascinandola in un bacio esplodente di passione.&lt;br /&gt;“Allora? Ti ho prosciugato le parole rimaste?” abbozzò con un sorriso, mollando la presa e fermandosi a guardare con vivo piacere l’espressione attonita del compagno. &lt;br /&gt;Fu un attimo; quando Jan realizzò ciò che era appena successo afferrò Miguel e senza pensarci due volte ricambiò il bacio appena ricevuto con focosa partecipazione.&lt;br /&gt;“Strano, questa proprio non me l’aspettavo…avrei scommesso che mi sarebbe arrivato un pugno…” osservò  meravigliato il moretto.&lt;br /&gt;“Felice di essere stato io per una volta a stupirti”  gli sorrise deliziosamente il biondo.&lt;br /&gt;“Certo che sei davvero un infame” protestò Miguel con furbo disappunto.&lt;br /&gt;“Perché?” &lt;br /&gt;“Invece di girarci tanto attorno e farmi mille scenate, avresti potuto anche parlar chiaro prima!”&lt;br /&gt;“No, ma senti da che pulpito vien la predica…parla proprio quello che ancora oggi la mena su conquiste passate e nemmeno sue!” concluse Jan allungandogli una cuscinata.&lt;br /&gt;“Ehi ma cosa…?!” si parò appena in tempo da un altro assalto. “Vuoi la guerra allora eh?! Guarda che qui sono nel mio territorio e quindi nessuno mi può battere!”&lt;br /&gt;“Non esserne troppo sicuro!” rise il compagno continuando gli attacchi.&lt;br /&gt;Cercando di difendersi e di colpire a sua volta, Miguel si riavvicinò abbastanza da strappare il cuscino di mano a Jan ed immobilizzarlo sul letto.&lt;br /&gt;“Adesso ti faccio vedere io chi comanda!” sibilò divertito.&lt;br /&gt;“E come sentiamo?” lo provocò Jan.&lt;br /&gt;“Ora vedrai….” sogghignò con tenera malizia Miguel avvicinando la bocca al collo del compagno, scostando leggermente la sua maglietta candida per scoprire quanto gli bastava per il momento, ed iniziando a soffiare delicatamente sulla sua pelle bollente. Sentì un gemito soffocato uscire dalla labbra del collega e questo lo motivò ancora di più. Perlustrò piano il collo, risalì lungo la mascella fino ad arrivare alle invitanti ed agognate labbra, sfiorandole con le proprie in baci eterei dal tocco appena accennato. Un vero tormento. Non voleva concedere troppo e subito, non c’era fretta. Dopotutto avrebbero avuto tutta la notte a disposizione.&lt;br /&gt;“Quanto mi piaci” sussurrò a mezza voce.&lt;br /&gt;“Se stai cercando di impressionarmi, ti avverto che... sei sulla buona strada…” mormorò Jan con un ansito. “Ma attento che non mi accontento facilmente”.&lt;br /&gt;Vedendo la reazione di poco prima e conoscendo il carattere riservato del collega, Miguel non si sarebbe mai aspettato tutta questa improvvisa intraprendenza da parte sua e la cosa non gli dispiacque affatto. Era segno che i suoi sentimenti per lui erano altrettanto profondamente ricambiati.&lt;br /&gt;Un altro bacio e un altro ancora, ogni volta più lento, più gustato, più approfondito da parte di entrambi, un preludio del vicendevole desiderio di appartenere l’uno all’altro fin nel profondo del proprio essere.&lt;br /&gt;Le mani di Jan, dopo aver sfilato la canotta a Miguel, percorrevano in lungo e in largo la sua schiena in accurate e sensuali carezze, mentre il moretto, una volta liberato il compagno dalla maglietta, iniziò a baciarlo senza tregua in una scia che abbracciava tutta l’area del suo torace, per scendere poi lungo la linea dello sterno, giù fino all’inizio dell’inguine.&lt;br /&gt;L’ispanico si staccò un attimo per osservare l’effetto della sua opera, beandosi nel vedere l’amante, scosso da onde di piacere, inarcarsi sotto di lui al ritmo dei suoi tocchi ora più lenti e sensuali, ora più audaci e passionali.&lt;br /&gt;Ma pensare di avere già l’amato completamente in suo potere fu un imperdonabile errore di valutazione, perché Jan approfittando della tregua, con un colpo deciso ribaltò le posizioni ponendosi sopra di lui.&lt;br /&gt;“Mai abbassare la guardia” lo prese teneramente in giro “dovresti saperlo con il lavoro che facciamo”&lt;br /&gt;“Non ti facevo così pericoloso…almeno non da &lt;codice rosso&gt;” sghignazzò Miguel vedendo il suo sguardo accendersi sempre più di piacere.&lt;br /&gt;“Massima allerta…” terminò Jan stringendosi a lui ed iniziando a tormentarlo di baci ovunque la sua bocca riuscisse ad arrivare. Passò le labbra sulle sue in un rapido affondo, fuggendo immediatamente lungo la linea della giugulare, giù fino alla punta di una spalla, assaggiando quella pelle prelibata e già bollente, scendendo a mordicchiarla fino al ventre, in un susseguirsi di baci voluttuosi alternati a sguardi tanto astutamente dosati, quanto maliziosamente compiaciuti. &lt;br /&gt;E dal punto di vista di Miguel irresistibilmente sexy. &lt;br /&gt;No, non era possibile, pensava l’ispanico, non era possibile che stesse accadendo proprio a loro, a quelli che tutti pensavano essere due eterni amici, immaginando con imbarazzo cosa si potesse nascondere sotto quei reciproci gesti quotidiani che travalicavano le barriere del semplice affetto. Eppure tutto questo era reale, era voluto, desiderato, ambito da parte di entrambi. E quella notte i loro cuori avvampavano nel fuoco della passione che finalmente libera di uscire si manifestava in tutta la sua prepotente completezza.&lt;br /&gt;Miguel sorrise, lo sguardo immerso nei suoi pensieri, riuscendo a distrarre per un attimo il compagno e a ristabilire la propria supremazia. Ora era nuovamente lui a dirigere il gioco.&lt;br /&gt;“Chi la fa l’aspetti” dichiarò trionfante.&lt;br /&gt;“Me lo merito” sospirò rassegnato e divertito Jan “per aver abbassato la guardia dopo averti appena redarguito”.&lt;br /&gt;“E tu davvero pensavi di poter mettere così facilmente al tappeto il grande Miguel Alvarez? Che illuso…” lo prese amabilmente in giro, sistemandosi tra le sue gambe e scostandogli dalla fronte una ciocca dei capelli biondi umidi di sudore, per poterlo guardare meglio negli splendidi occhi blu.&lt;br /&gt; “Ora ti mostrerò il meglio del mio repertorio, qualcosa che tenevo in serbo per un’occasione speciale…per un amore speciale. Come il nostro” bisbigliò dolcemente.&lt;br /&gt;“E quanto dovrò ancora aspettare?” lo sollecitò Jan con tenera impazienza.&lt;br /&gt;Miguel gli rivolse uno sguardo profondamente dolce eppure magnetico, provocante, penetrante ed oltremodo allusivo, uno sguardo che prometteva una nottata rovente. &lt;br /&gt;“Che lo spettacolo abbia inizio” concluse.&lt;br /&gt;Jan restò nell’estasi di chi aspetta qualcosa che si è tanto desiderato senza sapere nemmeno di desiderarlo. Gustando appieno la maliziosa attesa che il tanto decantato show iniziasse, e ben felice di lasciare il timone di comando al compagno. &lt;br /&gt;Il problema fu che il sipario crollò ben prima del previsto. &lt;br /&gt;“Scusami Jan, è stata l’emozione”  si giustificò il moro arrossendo. Jan capì bene cosa era  successo, e l’amò ancora di più, ma non resisté alla tentazione di fargli assaggiare un po’ di polvere. &lt;br /&gt;“Ma Miguel, meno di un minuto e mezzo, anzi meno di un minuto! Mi deludi!”&lt;br /&gt;“Jan!”&lt;br /&gt;“E l’amante latino? La macchina da guerra? Posso durare per ore, non smettere ti prego?” sogghignò malignamente. Miguel fu sul punto di ribattere qualcosa di pesante ma dall’espressione divertita di Jan capì che non era il caso di dare seguito a quel battibecco. Tornò a cercare le sue labbra: “Sono cose che succedono agli amanti latini quando trovano qualcuno che gli piace troppo” in un sospiro Jan accolse la bocca nella sua.&lt;br /&gt;“Davvero? Non lo sapevo, e dopo?” replicò quando la fame di baci si fu placata.&lt;br /&gt;“Dopo... beh dopo, messa da parte la figuraccia iniziale...dopo...” &lt;br /&gt;E finalmente lo spettacolo iniziò sul serio, e , con buona pace di Haio decisamente stanco dei loro battibecchi quotidiani degli ultimi tempi sulle rispettive conquiste, si protrasse ben oltre la  notte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-4702405283784664464?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/4702405283784664464/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/09/nel-segreto-dellalcova.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/4702405283784664464'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/4702405283784664464'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/09/nel-segreto-dellalcova.html' title='Nel segreto dell&apos;alcova'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TIeGZfRVRQI/AAAAAAAAAvM/A8S9JM2edek/s72-c/nel+segreto+dell%27alcovaxx.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-1878009813850028254</id><published>2010-09-02T02:35:00.000-07:00</published><updated>2010-09-07T14:20:25.529-07:00</updated><title type='text'>Rifacciamoci gli occhi con le pucciosità</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TIYuBZybLZI/AAAAAAAAAu0/636Cx3WvscY/s1600/Allodole+1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 118px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TIYuBZybLZI/AAAAAAAAAu0/636Cx3WvscY/s200/Allodole+1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5514145395398880658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TIYtiH8SbrI/AAAAAAAAAuk/tNMT2uNXzjI/s1600/anonimato3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 107px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TIYtiH8SbrI/AAAAAAAAAuk/tNMT2uNXzjI/s200/anonimato3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5514144858032467634" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TIYtXTgIqpI/AAAAAAAAAuc/I38FCijlpvs/s1600/Allodole6.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 116px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TIYtXTgIqpI/AAAAAAAAAuc/I38FCijlpvs/s200/Allodole6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5514144672157051538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TIYtKhKU21I/AAAAAAAAAuU/KFV0mtw2zMM/s1600/allodole3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 145px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TIYtKhKU21I/AAAAAAAAAuU/KFV0mtw2zMM/s200/allodole3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5514144452485372754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-1878009813850028254?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/1878009813850028254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/09/un-grosso-affare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/1878009813850028254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/1878009813850028254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/09/un-grosso-affare.html' title='Rifacciamoci gli occhi con le pucciosità'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TIYuBZybLZI/AAAAAAAAAu0/636Cx3WvscY/s72-c/Allodole+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-172056632374450947</id><published>2010-08-30T13:44:00.001-07:00</published><updated>2010-08-30T14:09:34.686-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fanfic'/><title type='text'>Adelante, adelante...</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/THwbe-mEDrI/AAAAAAAAAt8/oxDp9xJfIPk/s1600/merce+che+scotta.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 224px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/THwbe-mEDrI/AAAAAAAAAt8/oxDp9xJfIPk/s400/merce+che+scotta.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5511310263007317682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Adelante adelante c’è un uomo al volante, c’è un ombra che sembra il diavolo&lt;/em&gt; alla radio passa un vecchio pezzo di Francesco De Gregori mentre Jan e Miguel stanno per tornare alla loro centrale... &lt;br /&gt;Dalle radure brulle alla città. Da Garcia ad Alvarez, di nuovo &lt;br /&gt;Da Kropp a Maybach... &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Adelante adelante Il destino è distante alla fine dell’avventura&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;        -   Questa volta è andata bene, ma basta Miguel, basta incarichi sottocopertura!&lt;br /&gt;        -   A me lo dici? Stavo per andare a Tenerife con Julie, la ragazza più sexy di Lipsia!&lt;br /&gt;Espressione stranita di Jan&lt;br /&gt;Miguel pure s’intristisce mentre cerca un’altra frequenza, magari musica tedesca!&lt;br /&gt;- A questo punto ci sarà andata con un altro&lt;br /&gt;- A si? Ma non avevi detto che non vedeva l’ora di farlo con te in tenuta da polizia stradale, con tanto di capello e occhiali da Serpico? &lt;br /&gt;Alvarez spalanca gli occhi e si volta dalla sua parte&lt;br /&gt;- Devi sempre rincorarti tutto quello che mi esce di bocca?&lt;br /&gt;- Sono un poliziotto Miguel, è il mio mestiere&lt;br /&gt;Silenzio&lt;br /&gt;- Piuttosto che accadrà a Kropp, sarà arrestato?&lt;br /&gt;- Gli ho detto che ci avrei messo una buona parola&lt;br /&gt;Jan diventa riflessivo &lt;br /&gt;- Ti eri affezionato a lui&lt;br /&gt;- è vero... in parte &lt;br /&gt;Miguel si tocca il collo della maglietta nera. Inizia a fare caldo &lt;br /&gt;- in parte?&lt;br /&gt;- Cioè tu e Ina, e Haio, è diverso &lt;br /&gt;- Ti mancavamo, è questo che vuoi dire?&lt;br /&gt;- Certo che mi mancavate. Per questo dico che hai ragione, non voglio ricascarci, non voglio più fingere di essere un altro. E poi...&lt;br /&gt;- Poi cosa?&lt;br /&gt;- Jan è dura, fingere di essere amico di qualcuno e poi fregarlo, non sono così&lt;br /&gt;Lo guarda intensamente.&lt;br /&gt;- mi sono odiato, non sono una carogna! &lt;br /&gt;- Lo so Miguel, ti ho visto molto provato da questa faccenda&lt;br /&gt;Miguel cambia discorso&lt;br /&gt;- però non è solo che mi mancavate è che proprio quelli della stradale.. mmm non lo so&lt;br /&gt;- cosa?&lt;br /&gt;- Ecco non so se mi troverei bene con loro, non sembrano solidali come noi. Anche Kropp con il suo compagno, non si sentiva protetto&lt;br /&gt;Jan sorride con dolcezza&lt;br /&gt;- Tu invece ti senti protetto, vero Miguel?&lt;br /&gt;- ehm... mi... sì, infetti! &lt;br /&gt;Imbarazzo&lt;br /&gt;- sento che mi volete bene, che vi occupate di me anche se qualche volta faccio cavolate&lt;br /&gt;- Di pure molto spesso&lt;br /&gt;- Ora non esagerare!&lt;br /&gt;A quel punto sono davanti alla centrale. Miguel accosta la piccola Mercedes&lt;br /&gt;      -     Devo riconsegnare la Smart poi finalmente parto &lt;br /&gt;A quella Jan sembra deluso&lt;br /&gt;     -      Non pensi dovresti riprenderti dallo stress? Hai rischiato parecchio, sei quasi finito in mano ad una banda internazionale di trafficanti!      &lt;br /&gt; -       Jan, per tua informazione in vacanza ci si va per riprendersi dagli stress del lavoro!         &lt;br /&gt;    -       Ok non ti scaldare tanto! &lt;br /&gt;Poi ci ripensa e torna sull’argomento&lt;br /&gt;- Ci vai sempre con Julie?&lt;br /&gt;- Te l’ho già detto ha preso il volo. Ora che mi ricordo mi ha lasciato un sms proprio stamattina nel quale diceva che ha seguito tre sue amiche a Mykonos, dopotutto le ferie le aveva solo questo periodo&lt;br /&gt;- Mi dispiace Miguel&lt;br /&gt;Miguel lo guarda strano e con un punto interrogativo disegnato in faccia.&lt;br /&gt;- Non hai la faccia di qualcuno che è dispiaciuto anzi sembri raggiante che mi vada sempre male con le ragazze. Che cavolo!&lt;br /&gt;- Non pensare male!&lt;br /&gt;Ma lo dice sghignazzando &lt;br /&gt;     -     Dovresti essere contento di aver scoperto prima che Julie non era proprio così presa come pensavi&lt;br /&gt;- Bella consolazione! Ora vado...&lt;br /&gt;- Aspetta Miguel, un’ultima cosa...&lt;br /&gt;- Cosa?&lt;br /&gt;- Intendi andarci da solo a Tenerife?&lt;br /&gt;- Ma di che parli Jan! Sveglia! La prenotazione è saltata da un pezzo&lt;br /&gt;- E che farai? &lt;br /&gt;Non lo so devo ancora decidere. Ma penso che andrò all’agenzia a cercare di recuperare qualcosa poi mi infilerò in qualche Last minute &lt;br /&gt;Jan prende fiato, come se stesse cercando le parole più adatte&lt;br /&gt;- Perché ora ho anch’io cinque giorni di permesso, te ne ho parlato qualche tempo fa, prima che ti calassi nella parte di Paul Garcia ed intendevo portare Benni a Colonia dalla nonna. Certo non è allettante come qualche paradiso tropicale o Tenerife insieme ad una quarta di reggiseno&lt;br /&gt;- Beh chiaro&lt;br /&gt;- Tanto o a Tenerife o a Parigi non sareste usciti dalla camera, giusto Miguel? &lt;br /&gt;Sorride complice Jan&lt;br /&gt;- Amico, tu mi conosci bene&lt;br /&gt;- Solo i tuoi resoconti...&lt;br /&gt;- e quando parti per Colonia?&lt;br /&gt;- Domattina. Il tempo di fare i bagagli...&lt;br /&gt;Miguel lascia Jan per portare l’auto al deposito. Poche ore dopo è a casa sua. La valigia è pronta. La segreteria pullula di messaggi.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Amore, sono Julie, che fine hai fatto? Quando si parte? Sono stanca di aspettare!! Mi richiami? Miguel... tesoro!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Mentre cancella il nastro Miguel si sta domandando se sarà il caso di togliere di mezzo i costumi ed infilare qualche camicia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-172056632374450947?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/172056632374450947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/08/adelante-adelante.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/172056632374450947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/172056632374450947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/08/adelante-adelante.html' title='Adelante, adelante...'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/THwbe-mEDrI/AAAAAAAAAt8/oxDp9xJfIPk/s72-c/merce+che+scotta.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-5153616956598784606</id><published>2010-08-30T02:11:00.001-07:00</published><updated>2010-08-30T02:11:55.590-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Video'/><title type='text'>Vince</title><content type='html'>&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rmhCilAzR9E?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/rmhCilAzR9E?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-5153616956598784606?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/5153616956598784606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/08/vince.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/5153616956598784606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/5153616956598784606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/08/vince.html' title='Vince'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' 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type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/08/brokeback-jan.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/2331263621276607630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/2331263621276607630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/08/brokeback-jan.html' title='Brokeback Jan&amp;Miguel ♥♥♥'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' 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e giusi (l'ultima parte) &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fandom:&lt;/strong&gt; Squadra Speciale Lipsia &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Jan Maybach/Miguel Alvarez &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Storyline:&lt;/strong&gt; Doppio gioco (quarta stagione)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Haio fa sapere: “Io e Ina torniamo in centrale, Jan tu accompagna Miguel a casa” &lt;br /&gt;“D’accordo ci vediamo dopo” l’auto parte, Jan si avvicina a Miguel.&lt;br /&gt;“Come va?”  &lt;br /&gt;“stavo meglio prima” &lt;br /&gt;“sono contento di rivederti, sai Miguel”&lt;br /&gt;L’ispanico è sospettoso, “che c’e ti sono mancato?”&lt;br /&gt;Jan distoglie lo sguardo &lt;br /&gt;“No non posso crederci, quel pasticcione di Miguel Alvarez che si fa so fa pure beccare sottocopertura ti è mancato? “ silenzio “dimmelo forza, tanto so che è quello” &lt;br /&gt;Jan sospira “e va bene si...si mi sei mancato, contento?” Miguel sorride sornione e soddisfatto ma avvertitamente si appoggia all’auto e il contatto gli procura una fitta al braccio offeso. &lt;br /&gt;Jan gli è prontamente accanto “fa male?” &lt;br /&gt;“Che domanda ti pare che stia ridendo?” &lt;br /&gt;“Fino a due minuti fa si” Jan appoggia la mano sul braccio a Miguel che sta per ribattere. È un attimo una scossa li attraversa, i loro sguardi s’incrociano, i volti così vicini “meglio che ti accompagni a casa ora”&lt;br /&gt;“Però guido io Jan, sono stufo  di trappole a due ruote!” &lt;br /&gt;“AH non se ne parla, questa è la mia auto di servizio, e poi ti fa male il braccio” Miguel lo fissa per una attimo “ehi non sono mica un moribondo e poi non puoi negare un desiderio ad un eroe che si è ferito in servizio”&lt;br /&gt;“Ferito? E solo una botta, mi spiace Miguel ci hai provato”&lt;br /&gt;“Mi arrendo! E meno male che ti ero mancato eh?”  &lt;br /&gt;Miguel sale in auto, lui e Jan si trovano fianco a fianco in silenzio. &lt;br /&gt;“Mi sei mancato anche tu Jan. Non mi piace lavorare da solo. Senza di te intendo...” &lt;br /&gt;A quella dichiarazione inaspettata Jan sento qualcosa sussultargli dentro &lt;br /&gt;“Allora la prossima volta evita di suggerire l’idea ad Haio” &lt;br /&gt;“Forse intendevi Miguel tieni chiusa quella boccaccia?” &lt;br /&gt;“Più o meno ma più gentile” sorride  Jan. &lt;br /&gt;“D’accordo, messaggio ricevuto" sorride di rimando Miguel mentre l’auto parte. &lt;br /&gt;“A proposito, stavi diventando davvero amico con quel ricciolino, come si chiamava?”&lt;br /&gt;“Andi”&lt;br /&gt;“Te lo ricordi bene...”&lt;br /&gt;“Che sei geloso?” &lt;br /&gt;“No solo che.. lo conosci da poco... ”&lt;br /&gt;“Sai meglio di me che sul posto di lavoro possono nascere buone intese, complicità” Jan si inalbera: “Cioè avresti preferito lui a me come collega? Quel biondino?” Miguel avvicina la testa alla sua, poi gli accarezza la nuca “Tranquillo dolcezza, tu resti il mio biondino preferito”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-4254659567977388514?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/4254659567977388514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/08/fuori-pista.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/4254659567977388514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/4254659567977388514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/08/fuori-pista.html' title='Fuori pista'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/THbcpn6gNXI/AAAAAAAAAts/Tyl4an4i5uc/s72-c/Andi+Miguel.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-8059199371427045626</id><published>2010-08-25T13:46:00.000-07:00</published><updated>2010-08-26T03:36:32.453-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fanfic'/><title type='text'>Ambasciata imprevista</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/THWNUgcpvmI/AAAAAAAAAtk/X9q7StZebYI/s1600/DSC00216.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/THWNUgcpvmI/AAAAAAAAAtk/X9q7StZebYI/s400/DSC00216.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509465102604680802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Titolo&lt;/strong&gt;: Ambasciata imprevista&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autore&lt;/strong&gt; Frau Ale e Giusi (l'ultima parte)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fandom&lt;/strong&gt;: Squadra Speciale Lipsia&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pairing&lt;/strong&gt;: Jan Maybach/Miguel Alvarez &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Storyline&lt;/strong&gt;: &lt;em&gt;Fuori controllo&lt;/em&gt; (quarta stagione)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;WARNING&lt;/strong&gt;: Contenuti slash&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Aspettate, ha detto che vuole parlare solo con Maybach” &lt;br /&gt;“D'accordo” &lt;br /&gt;“Ma c'è una condizione” &lt;br /&gt;“Quale?” Haio indica i vestiti &lt;br /&gt;“Teme che nascondiamo qualcosa per precauzione pretende che te li tolga. &lt;br /&gt;E un’altra cosa: devi entrare ammanettato" &lt;br /&gt;“COSA? MA CHE SIAMO IMPAZZITI?” sbotta Miguel parandosi davanti al compagno, rosso in volto ed espressione infuocata: &lt;br /&gt;“NO TROVATENE UN'ALTRA DI SOLUZIONE, NON SE NE PARLA!” &lt;br /&gt;“Miguel già è tanto che abbia accettato di contattarci è la sola occasione che abbiamo, &lt;br /&gt;dobbiamo stare alle sue regole &lt;br /&gt;“MA TU NON ENTRI LI’ JAN SOPRATTUTTO NON COSI’!” &lt;br /&gt;sbraita Miguel all'indirizzo dell'amico. &lt;br /&gt;Haio lo richiama “Non possiamo permetterci di sprecare l'occasione! Queste sono le condizioni e noi le asseconderemo! Credi che a me faccia piacere mandare anche Jan da quel pazzo?!” &lt;br /&gt;“Coraggio Miguel so quel che faccio!” cerca di rassicurarlo Jan. &lt;br /&gt;Pochi minuti dopo tutto è pronto, le condizioni rispettate. Jan si è tolto tutto tranne i pantaloncini neri. Un poliziotto sta per legargli tra loro i polsi quando Miguel Alvarez lo blocca e poi lo scansa: &lt;br /&gt;“Lascia, ci penso io” Lo fa in silenzio, gli sguardi incollati che parlano una lingua incomprensibile agli altri. &lt;br /&gt;Un attimo prima di entrare in quella maledetta stanza Miguel appoggia la mano sulla spalla di Jan... &lt;br /&gt;il contatto di pelle provoca un brivido ad entrambi “qualunque cosa accada io sarò lì con te” &lt;br /&gt;Jan sorride senza girarsi “Lo so... lo sento... ci vediamo dopo” &lt;br /&gt;La porta lentamente si apre... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo mezz’ora Jan esce dalla stanza dove il rapitore si è segregato con Ina. È seminudo e nonostante la temperatura non sia estiva sta ancora sudando per la paura, l’emozione, la rabbia di trovarsi dentro quella situazione imprevista. È scosso da un brivido, questa volta è freddo. Un attimo dopo Miguel si avvicina a lui. Convulsamente si toglie la giacca e la pone sulle spalle dell’amico con gentilezza. È quasi un abbraccio. &lt;br /&gt;“Come sta Ina?" &lt;br /&gt;“Abbastanza bene” &lt;br /&gt;“E tu?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;AGGIORNAMENTO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ina si allontana accompagnata da Haio e alcuni poliziotti. Miguel si avvicina a Jan ancora mezzo nudo con la sua giacca poggiata sulle spalle. &lt;br /&gt;"è finita finalmente!" dice cingendogli il collo con un braccio da dietro.&lt;br /&gt;"Sì, hai ragione, è finita per fortuna. Ina è molto provata e anche tu a quanto vedo..." si volta dalla sua parte.&lt;br /&gt;Miguel si stacca imbarazzato "Io... io sono contento che quel pazzo sia finalmente in manette! Se pensi a tutti i rischi che abbiamo corso!"&lt;br /&gt;"So a cosa ti riferisci ma... ma dovevo farlo!"&lt;br /&gt;Silenzio.&lt;br /&gt;Miguel guarda Jan con aria pensierosa. &lt;br /&gt;"Che c'è?"&lt;br /&gt;"La prossima volta vado io!" &lt;br /&gt;Jan sorride: "Per fare colpo su di Ina?"&lt;br /&gt;Miguel lo guarda male. "Vuoi proprio che ti dica quel che penso!?"&lt;br /&gt;"Meglio di no" di nuovo silenzio "E poi non avresti potuto..."&lt;br /&gt;"Perchè?"&lt;br /&gt;Per tutta risposta Jan infila un dito nel colletto della sua camicia: "Perchè vedendoti con tutto questo pelo che ti porti dietro avrebbe pensato che ci nascondevi qualcosa..." ridacchia Jan allontanandosi... &lt;br /&gt;"E io che mi preoccupavo per te!" commenta Miguel seguendolo, finalmente sereno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-8059199371427045626?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/8059199371427045626/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/08/ambasciata-imprevista.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/8059199371427045626'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/8059199371427045626'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/08/ambasciata-imprevista.html' title='Ambasciata imprevista'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/THWNUgcpvmI/AAAAAAAAAtk/X9q7StZebYI/s72-c/DSC00216.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-851357487768954854</id><published>2010-08-24T09:04:00.000-07:00</published><updated>2010-08-28T06:15:02.271-07:00</updated><title type='text'>Fianco a fianco</title><content type='html'>Sì, il faccia a faccia è invitante così incentrato nel gioco di sguardi, seduzione, ma mantiene anche una certa distanza. Il fianco a fianco è già essere a contatto, si crea una complicità più tenera, intima... e si presta di più alle coccolosità ora più vissute ora più fugaci... (Frau...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Legittima difesa&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/THPqsiOXctI/AAAAAAAAAtM/accXPNruh9w/s1600/Legittima+difesa.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 232px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/THPqsiOXctI/AAAAAAAAAtM/accXPNruh9w/s400/Legittima+difesa.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509004820026454738" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lo sport uccide&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/THPq9h72kEI/AAAAAAAAAtU/7uJWJqG_Q1o/s1600/sport+uccide2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/THPq9h72kEI/AAAAAAAAAtU/7uJWJqG_Q1o/s400/sport+uccide2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509005112006578242" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La milionaria&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/THPqJx75F2I/AAAAAAAAAtE/n4zF0v_XPEU/s1600/La+milonaria+1.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 364px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/THPqJx75F2I/AAAAAAAAAtE/n4zF0v_XPEU/s400/La+milonaria+1.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509004222948513634" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Overdose&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/THPp4FC5gYI/AAAAAAAAAs8/C9mONL3KXEc/s1600/Overdose.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/THPp4FC5gYI/AAAAAAAAAs8/C9mONL3KXEc/s400/Overdose.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509003918840529282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Effettti collaterali&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/THPpVjAAHOI/AAAAAAAAAs0/EV3aCsa-lo8/s1600/effetti+collaterali.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 233px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/THPpVjAAHOI/AAAAAAAAAs0/EV3aCsa-lo8/s400/effetti+collaterali.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509003325586021602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La ragazza venuta dall'est&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/THPo2H5nJ7I/AAAAAAAAAss/V78InUU2ZMs/s1600/La+ragazza+venuta+dall%27est.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/THPo2H5nJ7I/AAAAAAAAAss/V78InUU2ZMs/s320/La+ragazza+venuta+dall%27est.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509002785735518130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' 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fianco'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/THPqsiOXctI/AAAAAAAAAtM/accXPNruh9w/s72-c/Legittima+difesa.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-5764095881233065011</id><published>2010-08-09T23:07:00.000-07:00</published><updated>2010-08-09T23:33:33.476-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Video'/><title type='text'>La sola eccezione</title><content type='html'>&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-4ae15696fda5b82" 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A tutte quelle che amano i ciccini, e in particolar modo a qualcuno che stanotte ha sognato... ehehehhe. &lt;br /&gt;Mi mancherai piccola stella, le nostre email sono diventate un momento speciale ç____ç grazie!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Uw-GqGtCb9w&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Uw-GqGtCb9w&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-6021577947343466760?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/6021577947343466760/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/07/jan-so-sexy.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/6021577947343466760'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/6021577947343466760'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/07/jan-so-sexy.html' title='Jan so sexy'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' 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type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/07/amore-profusione.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/8577085399093110910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/8577085399093110910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/07/amore-profusione.html' title='Amore a profusione'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' 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abbiano intuito il rapporto “particolarmente stretto” che lega Jan e Miguel e del fatto che lo stesso vada oltre i confini del lavoro, ma che in ogni caso non se ne facciano accorgere dai diretti interessati visto che sono convinti di nasconderlo così bene!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TE36dwCoJSI/AAAAAAAAAsM/plqgLHG2G14/s1600/06_jpg.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 185px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TE36dwCoJSI/AAAAAAAAAsM/plqgLHG2G14/s320/06_jpg.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5498326109108315426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quel dirsi tutto&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;...è una cosa estremamente familiare quel dirsi tutto; queste piccole chicche di momenti tra loro sono davvero troppo carini…e la dicono molto lunga  ! Sarà che poi da quando ho iniziato ad apprezzarli come coppia e mi sono messa a discuterne con te, in ogni loro occasione insieme vedo un momento di tenera coccolosità.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'apologia delle coccole&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TE36-eST-II/AAAAAAAAAsU/wb3obEYyyA0/s1600/coccole+4.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TE36-eST-II/AAAAAAAAAsU/wb3obEYyyA0/s320/coccole+4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5498326671277947010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sai io vedo Miguel come un cucciolo che ispira coccole a pelle proprio, ma decisamente come lo vedi; per com’è, per come si comporta, per quel carattere da ragazzino che è cresciuto troppo in fretta e cerca di fare il grande uomo, ma che in realtà ha un desiderio smisurato di coccole, affetto e di tutto il bagaglio che queste attenzioni portano con sé. Ed ha trovato pane per i suoi denti, perchè Jan sotto quell’apparente scorza freddina e professionale e davvero dolce e un gran coccolone e non perde occasione per dimostrarlo! Per questo si completano e, passami in termine, si “incastrano” perfettamente sia a livello di carattere che a livello umano; da un lato c’è Miguel che brama coccole e contatto umano su tutti i livelli e non si fa problemi ad appalesarlo, dall’altro Jan che non riuscendo ad esternare lo stesso bisogno pur provandolo fortemente, trova la propria realizzazione nel dare a Miguel le stesse attenzioni che vorrebbe ricevere per sé, appagandosi nel vedere l’effetto che le stesse fanno sull’amico e provocando una reazione a catena, in quanto anche Miguel non si fa certo pregare per restituirgliele esattamente come Jan poi non si fa pregare per riceverele indietro! &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tutto gentilmente offerto da Frau :) Per i batticuore, la bava e le scalmane si ringraziano i protagonisti della serie che da il nome a questo Blog&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-3801845138950578608?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/3801845138950578608/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/07/le-coccolosita-hanno-trovato-nuova.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/3801845138950578608'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/3801845138950578608'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/07/le-coccolosita-hanno-trovato-nuova.html' title='Le coccolosità hanno trovato nuova linfa'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TE38hW3b54I/AAAAAAAAAsc/OZYg_fyXjM4/s72-c/13_jpg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-6778493656544872002</id><published>2010-07-04T23:40:00.000-07:00</published><updated>2010-08-06T04:07:37.596-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fanfic'/><title type='text'>Le presunte frottole di Miguel</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TDF_sCOqgFI/AAAAAAAAArk/n6blVGs6TTo/s1600/06_jpg.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 386px; height: 223px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TDF_sCOqgFI/AAAAAAAAArk/n6blVGs6TTo/s400/06_jpg.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5490309815230693458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Titolo&lt;/strong&gt;: Le presunte frottole di Miguel&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fandom&lt;/strong&gt;: Squadra speciale Lipsia (Soko Leipzig) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Personaggi&lt;/strong&gt;: Jan Maybach, Miguel Alvarez &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;WARNING&lt;/strong&gt;: NC 14&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Storyline&lt;/strong&gt;: seconda stagione &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sinossi&lt;/strong&gt;: Jan ha perso una scommessa con Miguel, gli deve offrire una cena...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avviso&lt;/strong&gt;: I personaggi di questa fiction non mi appartengono, la storia e gli avvenimenti sono tutto frutto della mia fantasia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Hai perso la scommessa, mi devi una cena!” esordisce Miguel con il sorrisetto più soddisfatto del suo repertorio.&lt;br /&gt;“Sì, è vero, era stata la moglie a farlo fuori come dicevi tu e non l’amante. Ma scordati il ristorante, questo mese sono davvero al verde”&lt;br /&gt;“Ho della carne da scongelare, io te la porto ma cucini tu”&lt;br /&gt;“No, a fare una spesa ci arrivo. Porta del vino non la voglio la tua carne. Chissà da quanto starà nel tuo congelatore. Quell’animale non sarà stato ucciso neanche in questo millennio!” Jan fa una faccetta alquanto schifata.&lt;br /&gt;“Il solito salutista e malfidato! L’ho congelata appena una settimana fa! Avevo una cenetta con due giovani fanciulle bisessuali come ospiti, sai volevano divertirsi con me, poi una delle due ha avuto un impegno di lavoro e mi sono dovuto accontentare del Tête-à-tête. Così la carne in più non l’ho cucinata” &lt;br /&gt;“Ma sentitelo” fa Ina dietro la scrivania. “La smetti di millantare conquiste assurde? Tanto sono più che sicura che di notte stringi il cuscino perché ti senti tanto solo” assume un’aria da finto melodramma. Miguel la imita stizzito “Tu stringi i cuscini, Miguel Alvarez ha sempre il letto affollato!” e dopo l’ultima sparata passa accanto a Jan e gli da una manata sul braccio. &lt;br /&gt;“A che ora devo venire?”&lt;br /&gt;“Alle otto. E mi raccomando, sii puntuale! A me e Benny non ci piace mangiare il cibo raffreddato!” &lt;br /&gt;“Tranquillo amico mio, sarò superpuntualissimo!” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Miguel esce dalla doccia, il telefono inizia a squillare. “Meno male che ho finito. Forse sarà Jan che ha avuto problemi per la cena” bofonchia tra sé. &lt;br /&gt;“Pronto”&lt;br /&gt;“Ciao stallone, sono Frauke, ti ricordi quella della buca. Dovevo venire Klarissa. Mi ha detto la mia amica che sei stato all’altezza...” &lt;br /&gt;Miguel arrossisce toccandosi la nuca imbarazzato.“Che carina a pensarmi Frau, tutto bene?”&lt;br /&gt;“Vengo stasera, e se tu sei d’accordo si unisce a noi anche Klarissa, almeno possiamo divertirci in tre come eravamo d’accordo. Ok?”&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Panico... panico... panico.... ok ora chiamo a Jan gli dico che... s’è rotto il condizionatore, no alt è inverno, l’impianto del gas, è andata a fuoco la casa.... beh certo, se vengono Klarissa e Frauke tutte e due è sicuro che s’incendierà la casa.&lt;/em&gt; All’idea la sua fisionomia cambia ma poi ritorna in sé.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ho voluto io essere invitato e ora gli do buca? Avrà pure fatto la spesa a quest’ora, ed è anche al verde. Penserà che sono uno stronzo o peggio, e Benny?&lt;/em&gt;“Hey, di casa? Ci sei ancora? pronto!” Frauke è infastidita.&lt;br /&gt;“Non posso stasera bellezza, devo lavorare”&lt;br /&gt;“Lavorare? E prendi un permesso, i delinquenti li sbatterà dietro le sbarre qualcun altro, mentre tu sbatterai noi due...” sogghigna piena di malizia.&lt;br /&gt;“Ehm....” &lt;br /&gt;“Insieme Miguel, pensaci! Klarissa ed io faremo un sacco di giochini saffici che ti faranno perdere la testa completamente”&lt;br /&gt;Miguel ha le vampate. Da una parte focalizza quelle due tigri scatenate di Klarissa e Frauke poi dall’altra parte Jan che prepara la cena e poi butta tutto deluso. Benny con la faccia triste e sconsolata.&lt;br /&gt;“Davvero sono spiacente. Devo proprio lavorare” Mi odio, sono il meno uomo degli uomini. Si accusa. “Devo lasciarti sennò farò tardi” &lt;br /&gt;“Ma Miguel...” &lt;br /&gt;Mette giù scaraventando il telefono con una forza non necessaria. &lt;br /&gt;Si dice guardandosi allo specchio: “Miguel Alvarez, sei stato ufficialmente cancellato dalla razza umana”. Poi controlla l’orologio alla parete. Le sette e quaranta cinque. È quasi in ritardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Papà perché non butti la pasta? Io ho fame” si lamenta Benny girondolando attorno al divano nervoso.&lt;br /&gt;“Tanto Miguel arriverà come sempre in ritardo, non ho voglia di mangiare gli spaghetti scotti”&lt;br /&gt;Guarda l’ora per la terza volta. Le otto e cinque. “Il solito ritardatario, mai una volta che fosse punt... ” non termina la frase che suona il citofono. Pochi secondi dopo Miguel entra defilato. Bottiglia di Rioja in mano.&lt;br /&gt;“Sono tanto in ritardo?” sembra preoccupato. Ha messo il giubbotto nero e una camicia bianca, un po’ di gel sui capelli che più lunghi del solito si arricciano puntando verso l’alto.&lt;br /&gt;“Entra dai, solo cinque minuti in effetti” Miguel si introduce nel grazioso appartamento e subito individua il piccolo di casa.&lt;br /&gt;“Hola Benny!”&lt;br /&gt;“Hola Miguelito. Dopo giochiamo al computer d’accordo?”&lt;br /&gt;“Ricordati che devi finire il capitolo di storia” interviene Jan piccato.&lt;br /&gt;“Ma papà!”&lt;br /&gt;“Niente ma papà e vatti a lavare le mani” &lt;br /&gt;Sbuffato il ragazzino ubbidisce.&lt;br /&gt;“Me le devo lavare anch’io papà?” Miguel si rivolge a lui mentre si toglie il soprabito ridacchiando.&lt;br /&gt;“Sì, e poi tagli il pane” un ultimo sguardo complice e poi Miguel raggiunge Benny al bagno. &lt;br /&gt;Quando torna fa: “Questo odorino mi sta facendo morire. Che mi hai cucinato di buono?” si avvicina al compagno intento a girare gli spaghetti che fluttuano nell’acqua bollita.&lt;br /&gt;“Pasta al sugo, la tua preferita” si volta e gli regala un sorriso radioso.&lt;br /&gt;“Lo sai che ti amo, vero?” poi lo abbraccia da dietro. Tre baci sul collo.&lt;br /&gt;“Finiscila” &lt;br /&gt;“Mi vergogno a dirlo ma ho rinunciato alla miglior notte di sesso per un uomo, per te, per non darti buca. Capisci quanto ti amo?”&lt;br /&gt;“Come no, sogni donnine allegre e ammucchiate come un quindicenne. Dovresti crescere” &lt;br /&gt;Miguel si stacca da lui piccato “Ma perché te e Ina pensiate che m’inventi le cose. Non è colpa mia se le donne mi trovano irresistibile!” &lt;br /&gt;“Sei quasi patetico. Invece di pensare al film pornografico che non vedrai, vai a chiamare Benny”&lt;br /&gt;“Film pornografico?” ripete incredulo. &lt;br /&gt;“Vai!”&lt;br /&gt;“Vado vado, uomo di poca fede” ad un passo dalla stanza di Benny che nel frattempo cerca di finire il capitolo per  poter giocare dopo,  si gira un’ultima volta “Secondo me sei solo invidioso perché io ho sempre un sacco di appuntamenti e tu sei un musone che non esce con una donna da almeno qualche secolo”&lt;br /&gt;Jan non gli risponde limitandosi ad una smorfia di disapprovazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cena si protrae fino alle dieci. Miguel ha accettato ben tre porzioni di pasta. Benny ha iniziato a giocare da solo alla play e Jan ha già ricominciato a riassettare. &lt;br /&gt;“Vieni Miguel?” strilla Benny mostrando la consolle.&lt;br /&gt;“Aiuto tuo padre a mettere questi piatti nella lavastoviglie e sono da te”&lt;br /&gt;“No vai pure, così finita questa partita almeno va a dormire. Non voglio che faccia tardi, il pulmino domani passa presto”&lt;br /&gt;“Che importa per una sera, è un ragazzino così giudizioso” gli passa un coltello. Jan lo prede per il verso sbagliato. Appena la lama tocca la pelle lancia un piccolo urlo.&lt;br /&gt;“Ti sei tagliato?”&lt;br /&gt;“Non penso” apre il palmo e una riga al centro inizia a sanguinare.&lt;br /&gt;“Cavolo, dove hai la cassetta del pronto soccorso?”&lt;br /&gt;“Non preoccuparti, mi serve giusto un cerotto” Jan si tampona la ferita con un canovaccio poi si dirige in bagno seguito da Miguel&lt;br /&gt;“Miguel? Che succede a papà?”&lt;br /&gt;“Niente, tu ammazzane più che puoi di alieni che dopo gli facciamo una faccia così insieme” fa l’occhietto poi sparisce dietro la porta del bagno.&lt;br /&gt;Jan è seduto sul bordo della vasca, mentre Miguel gli netta la ferita con un batuffolo di cotone colmo d’acqua ossigenata.&lt;br /&gt;“Brucia?”&lt;br /&gt;“Un po’”&lt;br /&gt;“È stata colpa mia!” Miguel si sente avvilito oltre il necessario.&lt;br /&gt;“Per un taglietto da niente?”&lt;br /&gt;“Sono un pasticcione, lo dici sempre anche tu”&lt;br /&gt;“Sono io che ho preso il coltello dalla parte della lama” &lt;br /&gt;Miguel appoggia il cerotto sul palmo con delicatezza attento a non fare male all’amico.&lt;br /&gt;“Finisco io di rimettere a posto. Tu gioca con Benny”&lt;br /&gt;“Non esiste, io sono una schiappa con quel gioco. Lui vuole te”&lt;br /&gt;“Ma”&lt;br /&gt;“Non rompere Miguel, non morirò dissanguato se riassesto un po’ la cucina, e se proprio dovessi sentirmi male ci sarai tu a rianimarmi, no?” &lt;br /&gt;Lo scansa e poi sguscia fuori dal bagno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Miguel e Benny combattono contro i loro nemici virtuali, ma l’adulto ogni tanto lancia occhiate verso la cucina. Finalmente Jan che ha meticolosamente rimesso a posto ogni cosa. A Benny scappa uno sbadiglio.&lt;br /&gt;“Sono quasi le undici, devi andare a letto!”&lt;br /&gt;“Che barba...”&lt;br /&gt;“Benny!”&lt;br /&gt;“Sto andando” il bambino si rivolge a Miguel: “Resti qui?” &lt;br /&gt;“Non ci dormo con tuo padre, russa troppo”&lt;br /&gt;“Non è vero non russo” si difende Jan mentre prende posto sul divano accanto all’amico.&lt;br /&gt;“Se resti ci vediamo domani a colazione” dice Benny prima di allontanarsi dentro la sua stanza. &lt;br /&gt;Appena i videogiochi sono messi da parte, l’atmosfera cambia. &lt;br /&gt;“Come ti senti?” Miguel si avvicina.&lt;br /&gt;“Benissimo, davvero ti preoccupa questa cavolata?” apre la mano mostrando il taglio.&lt;br /&gt;“Molto, il mio Jan non deve sanguinare” così dicendo gli mette il braccio attorno alle spalle e spinge la sua testa verso quella di lui. Le fronti si toccano. &lt;br /&gt;“Sei uno zuccone, ma premuroso” gli fa Jan sorridendo. Miguel lo invita ad un abbraccio. Si tengono così per qualche secondo senza parlare. Jan abbandona il capo sulla spalla dell’amico. Miguel gli massaggia la nuca. &lt;br /&gt;“Dormi qui?”&lt;br /&gt;“Con te?” &lt;br /&gt;Jan arrossisce “Con Benny?”&lt;br /&gt;“Ho capito, almeno non abbraccerò il cuscino se ci sei tu. Come pensate te e Ina”&lt;br /&gt;“Io non lo penso, ma lo preferisco”&lt;br /&gt;Miguel si stacca e lo guarda interdetto “Perché?”&lt;br /&gt;“Non lo so, ma tu pensi troppo alle donne”&lt;br /&gt;“Sei geloso?”&lt;br /&gt;“Sì un po’” ammette Jan. Per non far vedere il proprio imbarazzo si rifugia in un altro abbraccio. Miguel lo stringe a sé più forte. &lt;br /&gt;“Il mio cucciolo è geloso. Cavolo che bello, non l’avrei mai pensato” un bacio dietro l’orecchio.&lt;br /&gt;“Davvero ti fa piacere Miguel?”&lt;br /&gt;“Me lo chiedi? Mi sono fatto scappare una notte di sesso per stare tra le tue braccia e sei che ti dico? Ho fatto proprio bene!” Per qualche attimo Jan pensa che potrebbe esserci qualcosa di vero perché Miguel sembra proprio convinto quando parla di queste due presunte conquiste.&lt;br /&gt;“Ora basta, mi stai davvero irritando”&lt;br /&gt;“Mi dispiace se sei geloso ma Klarissa e Frauke esistono se vuoi te le posso pure presentare”&lt;br /&gt;“Non ci tengo!”  Jan è palesemente nervoso e si stacca dalle sue braccia adirato.&lt;br /&gt;“Ok se ti fa piacere ti dirò che sono le protagoniste di un porno, contento?”&lt;br /&gt;“Non m’interessa, finiamola qui dai” volge lo sguardo alla camera da letto. “Andiamo a dormire sennò domattina sembreremo due relitti”&lt;br /&gt;“Voglio chiarire prima”&lt;br /&gt;“Non fare il ragazzino, non c’è nulla da chiarire” Miguel allarga le braccia mentre lo vede dirigersi nella sua stanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jan è già a letto sdraiato quando Miguel si toglie la camicia e l’appoggia su una sedia. Poi è il turno dei pantaloni. In boxer raggiunge l’amico sotto le coperte.&lt;br /&gt;Gli occhi chiari del commissario Maybach baluginano nel quasi buio. L’unica cosa che illumina è il faretto del box armadio. Miguel si mette di fianco. Guarda Jan che non dorme. Sguardo serio, fronte corrugata. Lo sente sospirare e dire poi: “Buonanotte Miguel” e voltarsi dall’altra parte.&lt;br /&gt;Miguel resta zitto poi gli si avvicina invadendo il suo lato del letto. Lo abbraccia.&lt;br /&gt;“Scusa, mi dispiace”&lt;br /&gt;“Di cosa ti dispiace”&lt;br /&gt;“Non lo so, che abbiamo litigato”&lt;br /&gt;“Non abbiamo litigato Miguel, toglitelo dalla testa” &lt;br /&gt;Miguel sente che a Jan sfugge un gemito e che non si sottrae al suo abbraccio.&lt;br /&gt;“Ho paura di averti deluso”&lt;br /&gt;“Non mi hai deluso”&lt;br /&gt;“Mi vuoi sempre bene?” &lt;br /&gt;A Jan scappa un sorrisetto.“Bambino viziato e rompino, sì ti voglio bene ma finiscila. Ora vorrai dormire attaccato a me come una vongola nel suo guscio?”&lt;br /&gt;“Non ti è dispiaciuto l’ultima volta” a quella Jan si volta dalla sua parte. Restano un po’ a guardarsi nell’oscurità. Poi Jan si piega su di lui, appoggia la testa sul petto e lo stringe. &lt;br /&gt;“Ci devi tenere un sacco a me e Benny se hai rinunciato a quelle due signorine che volevano entrarti nelle mutande”&lt;br /&gt;“Me lo sono inventato”&lt;br /&gt;“Lo so”&lt;br /&gt;“Ma se fosse vero, ti ripeto, sarei felice di aver scelto di stare con te Jan” lo stringe a sua volta a sé. Gli bacia la fronte. Restano a coccolarsi per parecchio. &lt;br /&gt;Sono quasi le tre di notte quando stravolti dalla stanchezza e consumati di baci, si addormentano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un paio di giorni dopo Haio manda Ina e Miguel a sentire due testimoni riguardo una rapina finita con un ferito grave. Jan gli serve per interrogare una teste. Alla fine dell’interrogatorio sudato e stanco, Jan si concede un panino al bar. Sta rientrando quando intruppa quasi su una giunonica fanciulla. Altezza un metro ottanta, quarta di reggipetto, molto appariscente.&lt;br /&gt;“È qui che lavora Miguel Alvarez, vero?”&lt;br /&gt;Jan la guarda completamente rapito.&lt;br /&gt;“Ricaccia la bava bel biondino e rispondi”&lt;br /&gt;“Sì, ora è fuori” imbarazzato ciondola da un piede all’altro. “Chi devo dire?”&lt;br /&gt;“Sono Klarissa. La mia amica Frauke dice che l’altra sera gli ha praticamente attaccato il telefono in faccia rifiutando di stare con noi perché doveva lavorare. Non mi sembra da Miguel. Così ho pensato di passare da lui per sentire se sta bene. Magari ha un problema."&lt;br /&gt;Jan è colto da un dubbio. Sorride divertito “Quanto ti ha pagato”&lt;br /&gt;“Cosa?” fa lei confusa.&lt;br /&gt;“Sì, questa scenetta. Ti ha dato cinquanta euro, no forse si è svenato ed è arrivato a cento!”&lt;br /&gt;“Mi hai preso per una prostituta?” strilla infuriata “l’amore con Miguel lo farei gratis almeno altre cento volte, a letto è un vero stallone. Ma se ha colleghi così stupidi meglio lasciar perdere. Puoi dirgli che i suoi attributi se li tintilli da solo!” gira i tacchi e si allontana tutta nervosa.  &lt;br /&gt;Jan la guarda voltare l’angolo incapace di respirare o quasi. Quanta confusione in testa! &lt;br /&gt;Si osserva la mano dove si è tagliato e tutto torna alla mente. I pezzi del puzzle si compongono da soli.&lt;br /&gt;“E io dovrei essere un detective” si dice accusandosi. Non vede l’ora che Miguel torni da lui. &lt;br /&gt;La scena sarà epica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-6778493656544872002?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/6778493656544872002/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/07/le-presunte-frottole-di-miguel.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/6778493656544872002'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/6778493656544872002'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/07/le-presunte-frottole-di-miguel.html' title='Le presunte frottole di Miguel'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TDF_sCOqgFI/AAAAAAAAArk/n6blVGs6TTo/s72-c/06_jpg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-6032699946125268135</id><published>2010-06-12T09:27:00.000-07:00</published><updated>2010-06-12T09:45:18.080-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='traduzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='intervista speciale'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/cDDQnLk6s2Y&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/cDDQnLk6s2Y&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Stralci essenziali di questa intervista finalmente tradotta dal nostro caro amico vince&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Andreas, Gabriel ed io eravamo già stati reclutati per SOKO. Mancava solo il personaggio femminile, Ina Zimmerman che è stata trovata attraverso un casting.&lt;br /&gt;Di Gabriel Merz ho pensato subito che fosse più un clown che un attore! &lt;br /&gt;Io e Gabriel abbiamo trascorso molto tempo insieme, dormito insieme, siamo andati alle mostre, ecc. Grazie all’esperienza io e lui abbiamo acquistato un buon ritmo. Un grande intesa.&lt;br /&gt;Ricordo il primo giorno come il peggiore poiché tutti volevano sapere cosa fare e come recitare il loro ruolo. Eravamo tutti stressati. Gabriel voleva continuamente maneggiare le armi o le auto".&lt;br /&gt;Servono commenti?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-6032699946125268135?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/6032699946125268135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/06/stralci-essenziali-di-questa-intervista.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/6032699946125268135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/6032699946125268135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/06/stralci-essenziali-di-questa-intervista.html' title=''/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-2367438359043778484</id><published>2010-06-01T04:29:00.000-07:00</published><updated>2010-06-21T09:44:36.798-07:00</updated><title type='text'>Photomontager</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TATvTJciMVI/AAAAAAAAAqk/wdfxSP9dVm0/s1600/Angels+of+Our+Time.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TATvTJciMVI/AAAAAAAAAqk/wdfxSP9dVm0/s400/Angels+of+Our+Time.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477766159021519186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TATwgF86gLI/AAAAAAAAAq0/GCWZ9NrYF80/s1600/I+love+you,+man"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TATwgF86gLI/AAAAAAAAAq0/GCWZ9NrYF80/s400/I+love+you,+man" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477767480933515442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TATvcnccXcI/AAAAAAAAAqs/EnGJmUDemgA/s1600/Gabri%26Marco.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TATvcnccXcI/AAAAAAAAAqs/EnGJmUDemgA/s400/Gabri%26Marco.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477766321693023682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-2367438359043778484?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/2367438359043778484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/06/romantic.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/2367438359043778484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/2367438359043778484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/06/romantic.html' title='Photomontager'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TATvTJciMVI/AAAAAAAAAqk/wdfxSP9dVm0/s72-c/Angels+of+Our+Time.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-1888507593388243878</id><published>2010-05-25T13:47:00.001-07:00</published><updated>2010-05-25T13:58:56.546-07:00</updated><title type='text'>Ripassino</title><content type='html'>Semplicemente copiaincollato da un post fatto da me in un forum slash dedicato alla coppia Luke/Noah. Offre una panoramica a chi si mettesse in contatto per la prima volta con il mondo slashoso di SOKO Lipsia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Jan Maybach&lt;/b&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S_p528Dyc3I/AAAAAAAAAp8/JKOCJ4nzWe4/s400/marco30.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474822281764172658"&gt;è un commissario di polizia a Lipsia, originario di Colonia. Vive con suo figlio Benny di 10 anni (almeno durante la prima stagione ne ha 10 poi, chiaramente crescerà) la sua ex è una donna problematica che ha preferito la carriera alla maternità. È un uomo molto riservato. In ogni occasione appare impeccabile e professionale. È un profiler. In passato ha fatto il modello, un lavoro sottocopertura per scovare un trafficante di droga.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Miguel Alvarez&lt;/b&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 285px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S_p6hIzxosI/AAAAAAAAAqE/XsyGKGPWhyY/s400/Miguel+%C3%A8+di+mia+propiret%C3%A0.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474823006741177026"&gt;è il suo collega più giovane. Padre spagnolo e madre tedesca ha il sangue caliente, e non solo nel suo lavoro. Con i malviventi non conosce mezzi termini, duro, spavaldo. Un po’ rozzo nel suo approcciarsi ai casi. Ha un debole per le belle donne, non perde occasione per fare il cascamorto ma, in fondo, è un timidone, un romantico incompreso.&lt;br /&gt;La loro amicizia non è il tipico rapporto odio amore ma è fatta di alti bassi e di contradizioni. Pur volendosi un gran bene spesso non si capiscono. Miguel soffre quando Jan fa il saputello, mentre Jan non vuole che si cacci nei guai ed è molto protettivo. Sebbene stiamo ancora parlando di ‘amicizia’ Miguel è estremamente possessivo nei confronti di Jan e non mancano dei veri attacchi di gelosia quando Jan si mostra interessato a qualche donna. Al contrario di quanto avviene nei telefilm americani dove lo slash quasi sempre si gioca tutto negli sguardi, in questa serie tedesca il fattore ‘toccarsi’ conta molto.&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 271px; height: 203px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S_p5GDcE91I/AAAAAAAAAp0/DtGSZrzBiRo/s400/21102009173.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474821441931507538"&gt;La fisicità del loro rapporto non si mostra soltanto con le classiche pacche amicali o carezze, abbracci apparentemente fortuiti, Jan e Miguel fanno di tutto per stare insieme e quando sono vicini lo sono nel vero senso della parola. Nel senso appiccicati!&lt;br /&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 292px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S_p7vSMAb3I/AAAAAAAAAqM/DJP8KfkfTho/s400/DSCN3844.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474824349288525682"&gt;&lt;br /&gt;Per saperne di più chiedetemi pure, in ogni modo nel mio canale video trovate di tutto :D http://www.youtube.com/user/giupoo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-1888507593388243878?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/1888507593388243878/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/05/ripassino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/1888507593388243878'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/1888507593388243878'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/05/ripassino.html' title='Ripassino'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S_p528Dyc3I/AAAAAAAAAp8/JKOCJ4nzWe4/s72-c/marco30.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-4613476462519084495</id><published>2010-05-13T03:58:00.000-07:00</published><updated>2010-06-21T09:42:21.703-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fanfic'/><title type='text'>Ti voglio sposare (seconda e ultima parte)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S-vb83BNYNI/AAAAAAAAApc/Xbg2kduQggM/s1600/coccole+4.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S-vb83BNYNI/AAAAAAAAApc/Xbg2kduQggM/s400/coccole+4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5470708010979254482" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SECONDA PARTE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Jan entra in ufficio piuttosto scazzato. Qualche minuti dopo anche Miguel, ancora più scazzato. Le due donne si guardano allibite. “Guai in paradiso?” sussurra Berinike ad Ina. Sono in cucina davanti a una tazza di the. &lt;br /&gt;“Hanno litigato, Miguel è un libro aperto. Tutti sentimenti li ha scritti in faccia”&lt;br /&gt;“Poverini, però. Vorrei sapere cosa non va”&lt;br /&gt;“Indagherò, dopotutto è il mio lavoro, no?” sorriso d’intesa.&lt;br /&gt;“Ti consiglio Miguel, Jan è una torre inespugnabile”&lt;br /&gt;“Ottima considerazione capo” Ina sorridendo complice, raggiunge l’ispanico impegnato a fingere di lavorare. &lt;br /&gt;“Tutto ok?”&lt;br /&gt;“Sì, certo, tu? Paolino?”&lt;br /&gt;“Bene. Hai una brutta cera Miguel. Hai lottato con il cuscino stanotte?”&lt;br /&gt;Si volta e la fulmina con gli occhi neri latini “Non mi va di parlarne” Ina intende subito il vero significato: ti prego Ina, dimmi che devo fare con Jan! &lt;br /&gt;“Avete litigato vero?” &lt;br /&gt;“Sì, di brutto. Penso sia finita”&lt;br /&gt;“Non dire scemenze. Vi amate tantissimo. Figurati”&lt;br /&gt;“Non così tanto, almeno Jan...”&lt;br /&gt;“Cosa te lo fa supporre?”&lt;br /&gt;dopo un lungo sospirò, la confessione: “Gli ho chiesto di sposarci e lui dice... dice che soffrirebbero Haio, Leni e Benny dunque ha rifituato, seccamente. Sai come è Jan. Tutto razionalità...”&lt;br /&gt;“Ma il matrimonio non è irrazionale, oddio in certi casi...” ironizza.&lt;br /&gt;“Io lo amo. LO STRAMO. Che c’è di strano a volersi sposare con la persona che si ama?” &lt;br /&gt;“Niente, infatti penso che Jan non intendesse che non lo vorrà per sempre, ma per ora... non si sente pronto. Dagli tempo”&lt;br /&gt;“Stiamo insieme solo da sei mesi ma ci amiamo da anni. Non vedo perché rimandare. Voglio vivere con lui. Ufficializzare la nostra posizione. Non ci vedo niente di brutto”&lt;br /&gt;“Pensavi davvero che uno come Jan ti avrebbe buttato le braccia al collo dicendoti sì come qualsiasi ragazzetta che si vuol fare impalmare? Primo lui ha già un matrimonio alle spalle, un figlio. Ha realizzato la sua omosessualità da pochissimo. E, come ben sai, non vuole dare un dispiacere a Leni e Haio. Tutto questo marasma scoraggerebbe chiunque e se tu non ti sforzi di capire, beh Miguel in torto sei tu!” Miguel annuisce. Ina è saggia, Ina ha ragione!&lt;br /&gt;“Gli parlerò”&lt;br /&gt;“Bravo...” lei gli da una pacca sulla spalla e poi un bacino sulla guancia. Ma i buoni propositi di Miguel spariscono di fronte alla freddezza del compagno. Dopo la settima serata separati, Miguel, umore pessimo, decide di uscire da solo. Si reca al Marhaba un locale specializzato musica a volume moderato, alcol elargito in gran quantità da cameriere vestite come odalische. E da un gran numero di single maschi per questo le donne che si sentono sole a Lipsia lo sceglievano. Per l’appunto anche Ina e Berinike.&lt;br /&gt;“Guarda che carini quei due” fece sapere la mora alla bionda.&lt;br /&gt;“Ma se uno porta il parrucchino e l’altro ha una specie di gotta. Guarda che gambe gonfie!”&lt;br /&gt;“Non ti facevo così sofisticata”&lt;br /&gt;“Non pensavo fossi ninfomane”  si guardano negli occhi e scoppiano a ridere. &lt;br /&gt;“Su dai Ina, se proprio non riusciamo a rimorchiare faremo come i tuoi colleghi, ci titilleremo a vicenda” sghignazza in mano un martini con ghiaccio.&lt;br /&gt;“Le cose non vanno bene. Hanno litigato”&lt;br /&gt;“Poverini... cioè Miguel è tornato scopabile?”&lt;br /&gt;“Come sei sensibile...”&lt;br /&gt;“Tra due giorni Haio tornerà e io me ne andrò. Non avrò molte scuse per venirvi a trovare. A parte la nostra amicizia”&lt;br /&gt;“Che dolce” le due donne si abbracciano e proprio nel mentre...&lt;br /&gt;“Berinike!!” urla una ragazzetta sui venti. Capelli rossi e fisico prorompente quasi quanto quello del commissario. Grandi tette. &lt;br /&gt;“Sorellina...” sorriso sbilenco. “Frey ti presento Ina Zimmerman, una mia collega”&lt;br /&gt;“Piacerissimo...”&lt;br /&gt;“Con chi stai?”&lt;br /&gt;“Alcune compagne d’università ma le ho perse. E voi che mi dite? Qui per rimorchiare”&lt;br /&gt;“Mi sembra chiaro che al Marhaba ci si venga per quello” Ina è acida. A parte che ha oltre dieci anni meno di loro, ma Frey ha tutta l’aria di essere una di quelle che ti butta giù dal piedistallo. Bella, sexy e anche sfrontata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Miguel sospira con il suo on the rock in mano. Non è più avvezzo a quei locali e gli occhi gli bruciano per via della polverina che esce dalle bocchette dell’aria condizionata. La musica è a volume sempre più alto, ad una cert’ora funziona così. Ma lui si allontana dalle casse, con la mente è distante anni luce. Pensa a Jan, ha tantissima voglia di provare a riconquistarlo. Ha ragione Ina, non avrei dovuto insistere! Si accusa. Gli manca tanto il suo ragazzo, sia l’amico sia... il resto. Dopo oltre una settimana d’astinenza sente che potrebbe impazzire ancora qualche ora senza sesso. Si guarda intorno, la fauna del locale non sarebbe niente male. C’è un tipino di colore caldo, indossa una gonnellina inconsistente che ondeggia maliziosa. Bel sedere e non avrà più di diciotto anni! Ma c’è pure un biondino con le spalle larghe che visto da dietro potrebbe assomigliare a... due mani magre gli coprono gli occhi.&lt;br /&gt;“Sorpresa!”&lt;br /&gt;“Ina...!” si volta e trova pure la sua compagna di divertimenti “Berinike, capo... come mai da queste parti?”&lt;br /&gt;“E tu? Non dovresti essere sotto casa di Jan a tirare sassi?”&lt;br /&gt;“L’idea era quella”&lt;br /&gt;“Avrà sbagliato strada” aggiunge Berinike stropicciandosi gli occhi col pensiero. Che c’è di male? Pensa che quel bel bocconcino di Miguel Alvarez avrà un’intera vita dedita alla sodomia, che c’è di male se per una notte ritorna al tradizionale? Sta per attuare la sua strategia di seduzione, quando alle loro spalle...&lt;br /&gt;“Piacere amico di mia sorella e amico della collega di mia sorella. Mi chiamo e Frey, tu chi sei?”&lt;br /&gt;Il trio di trentenni è sconvolto dall’arrivo della spavalda teen-ager.&lt;br /&gt;“Mi... sono Miguel, Miguel Alvarez” la salivazione dell’unico maschio si azzera. Quella ragazzina è definibile solo in un modo: bomba del sesso. &lt;br /&gt;“Caz... cavolo sei ispanico?! Io ho un debole per gli spagnoli, sono così calienti...”&lt;br /&gt;“Tesoro datti una calmata. Non dovresti essere a casa?” interviene sua sorella “il convitto di suore dove abiti non aveva orari rigidi tipo tutte dentro prima delle dieci?”&lt;br /&gt;“Sorellina non sto più lì, ora vivo in città con tre amiche” fa l’occhiolino. Le parole finisco lì che Frey ha già agguantato la mano di Miguel e lo trascina lontano dalle due single.&lt;br /&gt;“Me lo ha soffiato”&lt;br /&gt;“Tanto non succederà niente nemmeno con lei. È sotto un treno, pensa ancora a Jan”&lt;br /&gt;“Mi dovrei riconsolare all’idea che con me avrebbe fatto cilecca?”&lt;br /&gt;“Esatto” Ina si volta dalla parte della collega. La prende sotto braccio e la trascina in pista. C’è un biondino dalle spalle larghe al bancone del bar da solo. Chissà, magari con un po’ di fortuna si accorgerà di loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono fuori dal locale, è già molto tardi. Miguel Alvarez sta palleggiando con le tonsille di Frey. Sicuramente la ragazza più sexy che ha incontrato negli ultimi due anni.&lt;br /&gt;“Andiamo da te?”&lt;br /&gt;“Sempre così intraprendente?”&lt;br /&gt;“Non sono una zoccola patentata. Ma tu sei un gran figo, mi tiri. Poi mi ha divertito scipparti a mia sorella” ridacchia boriosa.&lt;br /&gt;“Ma cosa diavolo vai farneticando. È il mio capo tua sorella!” &lt;br /&gt;“Balle, voleva entrarti a capo dritto nei pantaloni” piega le gambe fino a genuflettersi “ma l’onore spetterà a me” intrigante strofina il naso sulla piega dei calzoni. L’erezione spinge.&lt;br /&gt;“Vuoi succhiarmelo in mezzo la strada?”&lt;br /&gt;“No, sei un poliziotto, avrei dei pudori. Meglio a casa tua” si avviano. Mentre stanno per entrare nel portone, Miguel ha un ultimo scrupolo “Non sarò un po’ troppo grande per te?”&lt;br /&gt;“A me sembri perfetto per me. Quanti anni hai?” &lt;br /&gt;“Trentatré”&lt;br /&gt;“Forte. Sei davvero vecchio per me” ammicca ciancicando ostentatamente un chewing-gum. Miguel la guarda un po’ schifato. &lt;br /&gt;“Tranquillo bel moro, prima di.... cominciare, la butterò”&lt;br /&gt;“Meno male” &lt;br /&gt;Miguel avrebbe preferito non farsi fare un lavoretto di bocca seduto sulla sua poltrona preferita. Gli ricorda Jan. Poi, tra l’altro, Frey è proprio brava. Non proprio come Jan. Certo il piercing sulla lingua non è male, ma non è esattamente il suo genere. &lt;br /&gt;“Basta con questi giochetti, voglio fare qualcosa pure io!”&lt;br /&gt;“Come siamo caldi” lei si alza. Si toglie il vestitino con un gesto solo. Perizoma e balconcino. &lt;br /&gt;“Ti piace il mio corpo?”&lt;br /&gt;“Cavolo... sei stupenda!”&lt;br /&gt;“Non sbavare troppo, anche tu sei sexy hai pure un bell’uccello”&lt;br /&gt;“Frey...”&lt;br /&gt;“Che c’è?”&lt;br /&gt;“Un consiglio da un ragazzo più grande: non dovresti dire agli uomini con cui fai sesso che hanno un bell’uccello. Ti fa un po’ troia”&lt;br /&gt;“Tesoro, si vede che sei nato negli anni settanta” sghignazza. Poi si toglie il tanga. “Ti piace?” si riferisce al pube, una strisciolina verticale simile a un punto esclamativo “o sicché sei vecchio preferisci il pelo alla selvaggia”&lt;br /&gt;“Non sono così vecchio, e tu sei proprio uno schianto” così dicendo l’afferra per la vita e la trascina sul letto.&lt;br /&gt;Quello che accadrà nelle ore successive riserverà orgasmi su orgasmi a lei, sensi di colpa a lui. &lt;br /&gt;Dopo l’appagamento fisico c’è la depressione morale. Ho fatto un casino! Pensa a Jan, questa scappatella non gliela perdonerà. Fanculo a me che non sono capace di tenere a bada i cazzo di ormoni!&lt;br /&gt;Poi si gira dalla parte della compagna di acrobazie sessuali. È sdraiata a pancia in sotto. I capelli sono sparpagliati in numerosi aloni, rossicci come i pochi peli del pube. Certo Frey, una bella tentazione. Poi a letto, una vera scoperta. Le ragazze di quell’età, il suo punto debole. La sveglia con i baci e riprendono a fare l’amore. &lt;br /&gt;È mattino quando il commissario Alvarez si sveglia. L’amante appassionata della notte non c’è più e lui ha ancora addosso i bagordi notturni. Si strofina gli occhi. Sul posto vuoto del letto un biglietto: I ragazzi della vecchia guardia sarebbero orgogliosi di avere te come rappresentante. Sei insaziabile.... Diciassette orgasmi, battuto il mio record personale... faccina che sorride. Miguel straccia il biglietto. Lo fa in mille pezzi poi lo butta non cesso, non si sa mai Jan passasse da quelle parti. Sarebbe proprio una disgrazia! Si accusa rabbioso: invece di tentare il tutto e anche di più per riprendermi la persona che amo, me ne sto occupato ad elargire piacere ad una studentessa un po’ puttana. Sospira. È pure la sorella del capo. Questa volta l’ha fatta proprio grossa! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jan entra al commissariato dismesso. Da quando ha rotto con Miguel si sente uno straccio. Gli manca l’amico, gli manca l’amante, gli manca il compagno. Tutto. Voleva sposarmi e io butto ogni cosa via per il mio stupido orgoglio. Che stronzo! Jan Maybach ha deciso di mettere da parte l’orgoglio che in quella settimana lo ha bloccato. Vuole parlare a Miguel. Questi arriva al distretto stanco, depresso e con la barba non fatta. Anche Ina ha le occhiaie e per solidarietà non lo fa notare al collega. Ha già istruito l’amica nottambula a fare altrettanto. Nessun riferimento alla sera precedente, soprattutto se nei paraggi c’è Jan. &lt;br /&gt;“Ti devo parlare” Miguel se lo ritrova così, davanti al muso, il suo ex ragazzo. Come se fosse venuto fuori dal pavimento. &lt;br /&gt;“Anch’io... ci ho provato ma tu...”&lt;br /&gt;“Lo so... pranziamo insieme?”&lt;br /&gt;“Certo”&lt;br /&gt;Ma al pranzo non ci arrivano. Sono in macchina insieme. Tra un bacio e l’altro scuse date, scuse ricevute. &lt;br /&gt;“È colpa mia”&lt;br /&gt;“No è colpa mia”&lt;br /&gt;“Infatti, sei una testa di cazzo”&lt;br /&gt;“Perché ti voglio sposare?”&lt;br /&gt;“No quello lo sono io, per averti detto no”&lt;br /&gt;“Dunque?” &lt;br /&gt;Jan sospira, ha deciso che se non lo dice tutto insieme poi, dopo, il momento passerà e sarà troppo tardi “Ti amo Miguel, tantissimo e accetto di sposarti, quando vuoi. Anche subito” gli occhi di Miguel si fanno scuri di passione. &lt;br /&gt;“Amore mio...” lo abbraccia al colmo di una gioia senza precedenti. La notte con la studentessa sexy lontana anni luce. Distante, come il ricordo della prima polluzione notturna. Prosaica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;TERZA ( e ultima) PARTE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jan e Miguel camminano per Prager Straße come due perfetti fidanzatini che stanno per coronare il loro sogno d’amore. Gravati di tre buste per mano, conversano felici, sereni, eccitati e divertiti. Combinazione bomba. &lt;br /&gt;“Io non pensavo che il capo la prendesse così alla leggere” fa Miguel.&lt;br /&gt;“Infatti non l’ha presa alla leggera, pensa sia una scherzo, è diverso!”&lt;br /&gt;“Ma quando verrà alla cerimonia e vedrà che ci scambiamo gli anelli...”&lt;br /&gt;“Giusto! Con tutto questo shopping per poco ci dimenticavamo degli anelli” si fermano alla prima gioielleria. Una bella ragazza con i capelli legati alla testa, li accoglie sorridente. Nell’altro lato del negozio ci solo due clienti anziani che stanno scegliendo dell’argenteria. &lt;br /&gt;“Come posso aiutarvi?” fa la commessa tutta sorrisi e ossequi.&lt;br /&gt;“Ci occorrono degli anelli di fidanzamento”&lt;br /&gt;“Matrimonio. Delle fedi nuziali” corregge Miguel fulminandolo.&lt;br /&gt;“Capisco, siete i testimoni e dovete regalarli agli sposi... aspettate un attimo, ho tanta roba bella per voi” &lt;br /&gt;“Ma...” Miguel non fa in tempo a correggere che lei, sui suoi tacchi, vola nel retrobottega. &lt;br /&gt;“Giovanotto, mi scusi” il commissario ispanico si sente chiamare dall’altra venditrice, una donna di mezza età. “Sia gentile, ho scordato gli occhiali a casa, può verificare il prezzo di questa teiera?” Miguel sorridendo si avvicina. Proprio in quel momento una terza venditrice esce dal retro. Si tratta di una bella mora. Prima guarda Jan, poi Miguel, e poi si rivolge alla sua collega impegna a cercare gli anelli. &lt;br /&gt;“Ricordi il moretto dei diciassette orgasmi?” gli sente spifferare Maybach.&lt;br /&gt;“Quello ben messo e con la lingua come un formichiere?”&lt;br /&gt;“Sì esatto, Miguel! È quello che sta aiutando Anna a leggere quanto costano quei pezzi d’argento” A Jan crolla la mascella. La commessa coi capelli legati torna da Jan. &lt;br /&gt;“Eccomi qui” appoggia una serie di scatolette sotto il suo naso. Jan rivolge a lei uno sguardo abbattuto all’altra uno cattivo, duro. Se potesse l’abbatterebbe con gli occhi. Ma a chi vorrebbe davvero spaccare il muso è il suo promesso sposo. Stringe i pugni e se ne va. Le due giovani donne restano basite. Quando se ne avvede, Miguel abbandona la sua condotta boyscout e lo segue fuori.&lt;br /&gt;“Jan dove vai?”&lt;br /&gt;“Fottiti!” si sente gridare dietro.&lt;br /&gt;“Amore che succede?” &lt;br /&gt;“Succede che sei un porco schifoso... diciassette orgasmi! Lingua come un formichiere. Non ce la fai proprio a tenertelo nella mutande, eh?” Miguel è sconcertato, con la rapidità del detective che si ritrova ricostruisce i fatti. Frey! &lt;br /&gt;“Amore non so cosa tu abbia saputo ma ti assicuro che quella ragazza non vale nulla! Una storia di una notte. Solo sesso”&lt;br /&gt;“Ma certo, questo dovrebbe consolarmi? Mi fai ancora più schifo!” urla.&lt;br /&gt;“Ero arrabbiato! Ti avevo chiesto di sposarmi e tu avevi rifiutato per Leni e il capo. È stata una tentazione. E poi non lo sai, è la sorella di Berinike”&lt;br /&gt;“Questo dovrebbe cambiare le cose?”&lt;br /&gt;Miguel si fa triste. Accanto a loro passa gente, il fiume umano che al centro di Lipsia non smette mai di scorrere. Stanno dando spettacolo, o quasi.&lt;br /&gt;“Ti odio Miguel, mi fai ribrezzo dal profondo...” poi un ultimo saluto: “Addio”&lt;br /&gt;“Come addio? Jan dopodomani ci sposiamo!”&lt;br /&gt;“Scordatelo” e così dicendo si allontana nella direzione opposta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Arriva il giorno delle nozze...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Quei due sono proprio incorreggibili” fa Haio a Ina, “non riescono ad essere seri nemmeno quando fanno gli scherzi” sebbene pensasse che non fosse vero, Haio ha messo il suo vestito migliore per l’evento. Pensa sia tutta una farsa e il mancato arrivo nel ristorante dove i sottoposti avrebbero dovuto scambiarsi le promesse d’amore e fedeltà, getta una luce strana su quel giorno. Sfortunato giorno, che avrebbe dovuto essere di gioia e romanticismo invece si è trasformato in una specie di incubo, almeno per i diretti interessati. Berinike, che da qualche tempo non fa più parte della squadra, arriva defilata. Anche lei è al massimo del look. Uno schianto di commissario.&lt;br /&gt;“So cos’è successo Ina!”&lt;br /&gt;“Davvero?”&lt;br /&gt;“Mia sorella, che stronza!” sospira.&lt;br /&gt;“Cioè? Lo ha detto a Jan?”&lt;br /&gt;“Non volendo ma sì. I piccioncini per gli anelli hanno avuto la brillante idea di scegliere proprio il negozio dove lavora lei per pagarsi gli studi”&lt;br /&gt;“E dunque? Gli ha buttato le braccia al collo appena lo ha visto?”&lt;br /&gt;“Non so come si siano svolti i fatti di preciso. In ogni modo, mi ha raccontato che questi due bei ragazzi erano entrati per degli anelli e poi sono scappati così, nemmeno il tempo di sceglierne uno”&lt;br /&gt;“Cavolo” &lt;br /&gt;“Povero Jan”&lt;br /&gt;“Già poverino”&lt;br /&gt;“Ma non possiamo fare proprio niente?” chiede alla bionda. Ina risponde scotendo la testa. Il giocattolo s’è rotto. Gli unici in grado di riaggiustarlo forse, sono i diretti interessati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Miguel è disperato. Vorrebbe tagliarsi l’uccello per essere sicuro di non sbagliare! Pezzo di cretino! Si ripete come in un mantra. Fare sesso con quella ragazzetta! “Ma non può buttare tutto per una stronzata simile!” urla. Mancano una manciata di minuti all’ora prevista alla cerimonia. E lui ha indossato lo stesso il vestito, un bel gessato grigio e blu. “Basta! Tu mi sposerai Jan, a costo di costringerti con la forza!” con quell’intento bellicoso si precipita fuori. Dieci minuti dopo è davanti alla porta di casa Maybach. &lt;br /&gt;Dopo tre scampanellate gli apre. Dismesso, spettinato. Gli occhi sono ancora rossi di pianto. A Miguel fa una pena tremenda.&lt;br /&gt;“Amore, io... io mi odio ti giuro mi odio”&lt;br /&gt;“Vattene Miguel, i discorsi non servono. È finita!”&lt;br /&gt;“No che non lo è. Tu mi sposerai perché mi ami! E metterai da parte quella storia di una notte! So di aver sbagliato ma non conta. Quanto accaduto quella notte, non conta niente per me”&lt;br /&gt;“E io Miguel? Io quanto conto?”&lt;br /&gt;“Tu sei tutto” gli occhi di Alvarez si fanno lucidi “ricordo quando ero attaccato a quei fili che mi tenevano in vita. Riuscivo a vederti nonostante fossi inebetito dai sedativi. Sentivo la tua angoscia. Mi eri sempre vicino. E io mi sono aggrappato alla vita perché non volevo lasciarti. Non prima di averti detto ciò che provavo”&lt;br /&gt;“Lo so...”&lt;br /&gt;“Ho avuto la fortuna di vivere. E oggi stavo per coronare il sogno, il mio sogno da quanto sono tornato a stare bene. Quello di renderti felice. Non posso pensare che per una stupida sbandata sto rischiando di perderti!”&lt;br /&gt;“Ma tu non puoi ridurre tutto in questi termini. Hai sbagliato. Mi hai tradito. Potrebbe risuccedere!”&lt;br /&gt;“No che non potrebbe! Pensi davvero che una donna qualsiasi, per quanto attraente, potrebbe competere con quello che provo per te?” Jan non risponde e lo fissa disarmato. Immobile. Miguel capisce che qualche difesa è stata abbattuta.&lt;br /&gt;“Vestititi e seguimi, i nostri amici ci aspettano”&lt;br /&gt;“Pensi che non lo vorrei? Ti amo al punto che ho messo da parte tutti i miei timori e ho detto di sì a questa follia. Ma ora...”&lt;br /&gt;“Ora non è cambiato nulla. Sposami Jan. Sposami oggi. E saremo felici per sempre”&lt;br /&gt;“Fino al prossimo colpo di testa?”&lt;br /&gt;“No, fino alla vecchiaia. Voglio prenderti in giro quando non riuscirai nemmeno a fare le scale di casa” &lt;br /&gt;“Smettila” Jan sorride finalmente.&lt;br /&gt;“E io sarò lì ad aiutarti, a sostenerti” gli occhi di Miguel si riempiono di lacrime “e tu sosterrai me. È a questo che servono i mariti!” &lt;br /&gt;Anche a Jan brillano gli occhi di pianto. Trattiene un singulto. &lt;br /&gt;“Ma non credere che non la pagherai, giuro che per tutta la luna di miele non ti lascerò muovere un dito su di me”&lt;br /&gt;“Sadico...” Miguel sorride, “ma accetto, se ora mi segui” Jan fa sì con la testa. Si abbracciano stretti e si lasciano andare in un bacio che sa di lacrime, di perdono. Intenso, appassionato come non mai. Poi via, verso la felicità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-4613476462519084495?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/4613476462519084495/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/05/ti-voglio-sposare-seconda-e-ultima.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/4613476462519084495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/4613476462519084495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/05/ti-voglio-sposare-seconda-e-ultima.html' title='Ti voglio sposare (seconda e ultima parte)'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S-vb83BNYNI/AAAAAAAAApc/Xbg2kduQggM/s72-c/coccole+4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-6080702325501677871</id><published>2010-05-09T05:47:00.000-07:00</published><updated>2010-06-21T09:44:02.238-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fanfic'/><title type='text'>Ti voglio sposare, prima parte</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TB-Wy-lLZnI/AAAAAAAAArc/EPqaxWtuYeI/s1600/F1_1206543.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 305px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TB-Wy-lLZnI/AAAAAAAAArc/EPqaxWtuYeI/s400/F1_1206543.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5485268673697113714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Ti voglio sposare &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fandom:&lt;/strong&gt; Squadra speciale Lipsia (Soko Leipzig) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Personaggi:&lt;/strong&gt; Jan Maybach, Miguel Alvarez &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;WARNING:&lt;/strong&gt; adatta ad un pubblico adulto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Storyline:&lt;/strong&gt; dopo la puntata -Il mio amico- (sesta stagione)  ma con finale alternativo (Miguel si salva e Jan lascia Leni e ha una storia con il collega)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sinossi:&lt;/strong&gt; Il commissario Haio è fuori per un incarico speciale. Al distretto arriva una nuova poliziotta. E Miguel spera di ufficializzare il suo legame con Jan &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PRIMA PARTE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Miguel dorme di fianco quando Jan, alle sue terga, gli circonda la vita con le braccia, poggia il mento sulla spalla. Dopo un sospiro sussurra: “Amore... stanotte è stato bellissimo” Miguel si desta e prende coscienza che è già giorno, risponde: “Sì, amore mio, stupendo, come sempre”&lt;br /&gt;Jan: “Ti amo”&lt;br /&gt;Miguel: “Ti amo anch’io” poi si gira e lo abbraccia. Iniziano a pomiciare. All’inizio è un bacio lento, dolce, poi sempre più appassionato. In un attimo, Miguel infila la mano nel cassetto a fianco al letto. Estrae la vasellina, l’appoggia sul cuscino, poi un profilattico. Lo scartoccia, se lo arrotola, riprende il tubetto del gel. Una noce sulla punta e s’infila. &lt;br /&gt;Sono uniti e fanno l’amore con passione. Dura un quarto d’ora. Dopo aver goduto l’uno dell’altro si staccano. L’orologio segna le otto. È ora di andare al lavoro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Haio è fuori e Ina è sola quando Berinike Hedlehn entra negli uffici. Sarà la sostituta del capo fino al suo rientro. È una bella ragazza sui trenta, capelli neri, fisicamente ben fatta. Poco dopo il suo arrivo giungono pure Jan Maybach e Miguel Alvarez. Presentazioni di rito. Berinike sorride ad entrambi. Fa un discorso in cui si auspica che il suo incarico la tenga occupata il meno possibile. In altre parole: niente eventi criminosi fino al ritorno di Trautzschke.  &lt;br /&gt;Miguel e Jan sono fuori quando Berinike e Ina sono in cucina che consumano uno snack.&lt;br /&gt;“Però, davvero interessanti i tuoi colleghi”&lt;br /&gt;“Carini, è?”&lt;br /&gt;“Molto, soprattutto il moretto, ma anche Jan non scherza. Sono single? Spero di sì, non dirmi che sono già stati accalappiati”&lt;br /&gt;Ina prima sospira poi spiattella “Sì, sono accalappiati. Si sono accalappiati a vicenda” Berinike sgrana gli occhi. “Merda, dici sul serio? Sono gay? Che spreco! Non ci credo”&lt;br /&gt;“In effetti prima non lo erano. Prima di mettersi insieme. Almeno per quanto ne capisco io. Anzi, se vuoi saperlo, fino a poco tempo fa Jan usciva con la figlia di Haio. Hanno avuto una storiella anzi hanno pure provato a vivere insieme”&lt;br /&gt;“E poi? S’è messo in mezzo lo spagnolo?”&lt;br /&gt;“No, lui c’è sempre stato. Solo che... beh sai, prima che un uomo perfettamente etero accetti di cambiare sponda... ”&lt;br /&gt;“E dunque?”&lt;br /&gt;“Leni, la figlia del capo, ha un bel caratterino. Chi ci capita sotto lo sa. Litigavano spesso e poi Miguel ha avuto quell’incidente. Gli hanno sparato. Durante la convalescenza Jan gli è stato sempre accanto. Penso che l’essere stato tanto vicino a perderlo gli abbia aperto gli occhi su chi amava davvero”&lt;br /&gt;“Ma che storia romantica” Berinike è elettrizzata. “Però povera Leni, e Trautzschke? Come l’ha presa?”&lt;br /&gt;“Ma lui sa solo che Jan e Leni si sono lasciati per incompatibilità di carattere. Poi Leni è partita per l’Olanda e non ne sa niente. Haio anche non ha idea che ora il suo ex genero fila con un altro suo sottoposto”&lt;br /&gt;“Cavolo, questo distretto è più appassionante di una puntata di Sex and the city!”&lt;br /&gt;“Già, e mi raccomando: non dire niente a nessuno. In particolare ai diretti interessati. Si imbarazzerebbero, soprattutto Jan, lui ha anche un figlio”&lt;br /&gt;“Sarò una tomba” poi sospira. “Peccato però, con Miguel un bel giretto l’avrei fatto eccome”&lt;br /&gt;“Se ti va una sera di queste usciamo a rimorchiare. Sono single e bisognosa di attenzioni maschili anch’io...” lo sguardo di Ina è allusivo.&lt;br /&gt;“So cosa intendi per attenzioni maschili” ridacchia. Finita la merenda, finisco pure i pettegolezzi. E tornano pigramente ai rispettivi compiti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver interrogato un uomo sospettato di maltrattamenti famigliari, Jan e Miguel tornano a casa. Da quando Benny, il figlio di Jan, vive negli Stati Uniti con sua madre, il bel commissario biondo dispone della casa tutta per sé. In effetti sono molte anche le notti che trascorrono nell’appartamento di Miguel, ma quello è più piccolo e angusto, poi dista maggiormente dal commissariato. Così passano più tempo in quello di Jan. Dopo aver fatto la spesa da Billo, i due uomini si rifugiano nella tranquillità domestica. Jan infila le bistecche di suino nella griglia elettrica, mentre Miguel condisce una quantità innaturale di spaghetti. &lt;br /&gt;“Non posso mangiare tutta quella pasta Miguel, e poi lo sai che è un’associazione pessima carboidrati e proteine!”&lt;br /&gt;“Finiscila, tanto lo sai che consumeremo tutto... dopo” ammicca. Jan deglutisce, la sola allusione glielo fa rizzare. Ma si finge infastidito. &lt;br /&gt;“Miguel tu non pensi altro che a fare sesso con me. Anche con le tue ex eri così fissato?”&lt;br /&gt;“In verità solo all’inizio. Dopo un po’ perdevo interesse. Invece io e te stiamo insieme da sei mesi e ho sempre voglia come la prima volta” Jan morde un pezzetto di pane fresco mentre i suoi occhi divengono lucidi. Ricorda la prima volta con Miguel con tenerezza. Non la primissima volta che hanno fatto sesso, al confine con la Cecoslovacchia per trovare una ragazza scomparsa. In quell’occasione erano stati costretti a dividere il letto, e anche complice l’alcol, si erano lasciati andare... ma si era trattato di un gioco, simile alle carezze maliziose con cui ricavavano il reciproco appagamento sotto la doccia, dopo il fitness. No, la loro prima volta in un motel fuori Lipsia. Miguel era uscito dall’ospedale solo da una settimana. Jan gli aveva confidato che Leni se n’era andata, che non stavano più insieme. Qualche minuto dopo che lo amava. Si erano baciati a lungo, finalmente consapevoli di voler dare un senso a quel rapporto così particolare. &lt;br /&gt;Voglio essere tuo&lt;br /&gt;Voglio che tu sia mio. &lt;br /&gt;Prima di andarsi a rinchiudere in un pessimo Motel (Jan avrebbe voluto protestare per la location, ma la voglia lo aveva fatto desistere) Miguel era passato in farmacia a comprare un kit per rapporti anali tra principianti, quali:&lt;br /&gt;- Divaricatore anale&lt;br /&gt;- Profilattici superlubrificanti &lt;br /&gt;- Crema lubrificate a base acquosa &lt;br /&gt;- Vibromassaggiatore&lt;br /&gt;Il vibromassaggiatore non lo usarono ma ci andarono giù bene con cremine e gel vari. Era stato tutto perfetto anche se il mattino dopo, il letto era completamente saturo di sudore, sperma e resti di brezel. Tra i residui organici anche muco, Jan aveva di nuovo il raffreddore! Malgrado avessero dormito poco e niente, erano così felici da non sentire la stanchezza. Tutto era accaduto appena sei mesi prima. &lt;br /&gt;“Jan, così le bruci” Miguel si pone alle sue spalle. Gli spiega come trattare con la carne. Sangue spagnolo, lui sì che sa cucinare alla griglia, anche senza brace! Scappa un bacio sul collo di Jan. Poi la bocca. &lt;br /&gt;Miguel: “Ti amo lo sai?”&lt;br /&gt;Jan “Sì, lo so. E mi fa molto piacere... ”&lt;br /&gt;“Dimentichi qualcosa?”&lt;br /&gt;“Ti amo anch’io”&lt;br /&gt;Jan si gira e inizia un bacio vero. Con la lingua. Miguel scopre che è già eccitato. Glielo tasta sopra i jeans. &lt;br /&gt;“Senti qui che roba, pensa dopo che avrai mangiato la carne...”&lt;br /&gt;“Miguel smettila, se fai così andrà tutto in fumo. Per una volta almeno, prima ceniamo”&lt;br /&gt;“Ok” anche se controvoglia, il commissario più giovane si stacca. La cena è salva, almeno per questa sera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jan prende Miguel regolarmente, non come Miguel lo fa a lui ma abbastanza da potersi definire una coppia aperta ad entrambe le opzioni. Il fatto che Jan preferisca quello che in termini molto spicci è denominato -fare la donna- e che mentre succede urli tutto il tempo di piacere non deve trarre in inganno. Gli piace anche -fare l’uomo- quanto a Miguel piace a sua volta essere posseduto da lui. Solo che Miguel da il suo meglio quando fa l’attivo, non tanto per la sensazione (gli piace molto anche lui ricevere Jan dentro di sé) ma perché adora veder Jan godere così e sapere che è proprio lui l’artefice di tutto, corrobora la soddisfazione. &lt;br /&gt;Quella sera, è Miguel ad accogliere Jan. Dopo essere venuti, restano uniti qualche secondo. Completamente basiti. Miguel ripete per la trentesima volta &lt;em&gt;ti amo&lt;/em&gt;. Jan quasi non riesce a parlare. Con Leni e le altre della sua vita è stato sempre bello, ma con Miguel è qualcosa di diverso. Solo con lui amore ed attrazione vanno di pari passo, nemmeno un centimetro di distanza. Ed è questo a rendere il loro rapporto così speciale. &lt;br /&gt;Miguel ripete: “Ti amo” subito dopo qualcosa che non ha mai detto prima “Ti voglio sposare” &lt;br /&gt;Jan lo guarda ancora tra le nuvole. “Amore... cos... cosa dici?!”&lt;br /&gt;“Sì Jan, ti amo e ti voglio sposare. Che c’è di strano, niente no? Ti amo e ti sposerò” Jan si ritira lentamente da lui. Nodino al profilattico che viene gentilmente trasferito sul comodino in attesa di finire nella pattumiera. Jan fa un sorriso preoccupato. &lt;br /&gt;“Dopo l’orgasmo si dice qualsiasi cosa... ”&lt;br /&gt;Miguel si tira su con gli avambracci. Addominali tesi. “Non parlo così perché ho goduto come un riccio. Ti voglio sposare” ribadisce. &lt;br /&gt;“Miguel, sii ragionevole. Anch’io ti amo e ti sposerei ma non è nemmeno il caso di parlarne”&lt;br /&gt;“Perché?” Miguel è sempre più piccato&lt;br /&gt;“Serve chiederlo? La nostra storia è tutt’altro che vicino all’essere ufficializzata!” &lt;br /&gt;“Ina lo sa e anche Berinike l’ha capito. L’altro giorno mi ha detto un -salutami Jan- piuttosto ambiguo”&lt;br /&gt;“Non significa niente. Berinike tra una settimana tornerà nel suo distretto. Al posto suo Haio, e dio sa se preferirei morire piuttosto di dirgli in faccia che la storia con Leni è finita per... ”&lt;br /&gt;“Per colpa mia? È questo che volevi dire?” Miguel è incazzato nero.&lt;br /&gt;“Perché amavo te. Dopo la sparatoria...”&lt;br /&gt;“Ma certo, ti facevo tanto pena! L’idea di una vita senza di me ti ha fatto aprire gli occhi! Finiscila Jan, questa storia non commuove più nessuno!” &lt;br /&gt;“Calmati. Una buona volta comportarti come una persona assennata!”&lt;br /&gt;“Non siamo tutti come te. Così trattenuti e disciplinati” lo fissa aggressivo, le parole che sta dicendo hanno un senso, almeno per Jan “se ti voglio sposare non è per togliermi un capriccio né tanto meno per scandalizzare il capo nonché ex suocero” si avvicina a lui fino a che i nasi si sfiorano: “Ma perché ti amo. E proprio in quanto stavo per morire non voglio rischiare che ciò accada di nuovo senza aver chiarito la nostra posizione”&lt;br /&gt;Jan è serio. Lui ha ragione. Ma che fatica ammetterlo! Miguel sporge il bacino in avanti e con un dito indica la cicatrice ancora ben visibile appena sotto lo stomaco.&lt;br /&gt;“Questo dovrebbe ricordarti non solo quanto siamo stati vicino a perderci. Ma anche che grazie al colpo di Rico abbiamo compreso di amarci davvero e che non potevamo continuare a nasconderlo”&lt;br /&gt;“Lo so Miguel, ma io sono felice di stare con te, e anche se il tuo proposito è stupendo, ti mentirei se ti dicessi che mi rende la vita facile!”&lt;br /&gt;“Che intendi?”&lt;br /&gt;“Sto bene così”&lt;br /&gt;“Amanti occasionali segreti?”&lt;br /&gt;“Ma se sono mesi che non stiamo una notte separati!”&lt;br /&gt;“In altre parole rifiuti di sposarmi, giusto?”&lt;br /&gt;“Sì, esatto” sospira accigliandosi “ti amo da morire e darei mille volte la vita per te, ma sposarti significherebbe far soffrire due persone a cui tengo molto. Senza contare Benny. A lui hai pensato? Come la prenderebbe?”&lt;br /&gt;“Capirebbe... è un ragazzino adulto ormai, con il tempo...”&lt;br /&gt;“Tempo. Capire. Se la nostra felicità deve invadere la serenità di persone a cui teniamo, forse non è il caso di essere un po’ meno felici?” Miguel afferra i boxer arrotolati sotto le coperte. &lt;br /&gt;“Dunque mi stai dicendo che saremo amanti per sempre? È questo?”&lt;br /&gt;“Credo di sì”&lt;br /&gt;“Non sono certo di volerlo, Jan”&lt;br /&gt;“Cerca di comprendere...”&lt;br /&gt;“Ci proverò...” Miguel si veste. Jan vorrebbe fermarlo ma non lo fa. Lo conosce troppo bene. Non sono solo innamorati, sono pure amici e lui sa che Miguel ora ha bisogno di starsene un po’ da solo. Tornerà a casa sua, magari romperà un suppellettile tirandolo sul muro, imprecherà. E alla fine di tutto questo sfogo, Jan spera che tornerà da lui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-6080702325501677871?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/6080702325501677871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/05/ti-voglio-sposare-prima-parte.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/6080702325501677871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/6080702325501677871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/05/ti-voglio-sposare-prima-parte.html' title='Ti voglio sposare, prima parte'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TB-Wy-lLZnI/AAAAAAAAArc/EPqaxWtuYeI/s72-c/F1_1206543.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-7202878506458312194</id><published>2010-04-25T13:14:00.000-07:00</published><updated>2010-04-25T13:53:31.230-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" 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class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-1047729754754611752?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/1047729754754611752/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/04/miguel-alvarez-forever-young.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/1047729754754611752'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/1047729754754611752'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/04/miguel-alvarez-forever-young.html' title='Miguel Alvarez: 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src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-1266951216197105913</id><published>2010-03-28T14:44:00.000-07:00</published><updated>2010-03-28T14:57:26.822-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Video'/><title type='text'>Miguel: il triste epilogo</title><content type='html'>Le sconvolgenti immagini che non avremmo voluto vedere. Ma tanto si sapeva e da quando abbiamo scoperto che l'amato Miguel ha lasciato drammaticamente la serie, ci chiediamo come sarà quel momento? Cosa è successo? Qualche anticipazione letta, foto sbirciata, supposizioni. Ora è tutto nudo e crudo anche se la qualità lascia a desiderare, quello che si vede benissimo è la disperazione di Jan che reagisce alla perdita in una maniera sicuramente spropositata per un semplice amico-collega. Perché più volte i video hanno dimostrato, le fanfic auspicato e, soprattutto, come la colonnina alla destra di questo blog riporta, Jan e Miguel erano molto ma molto di più...&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-c7346986ab1483ae" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v9.nonxt5.googlevideo.com/videoplayback?id%3Dc7346986ab1483ae%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331690820%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D1F45FB61DEC52CB08F6DD3BEF591BF19D9CBED6A.65761C1903D72C4DDE4224A77440C81978C5B218%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Dc7346986ab1483ae%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DeI8fMpL3ghs_MHSMSLhgJXt--Hc&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v9.nonxt5.googlevideo.com/videoplayback?id%3Dc7346986ab1483ae%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331690820%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D1F45FB61DEC52CB08F6DD3BEF591BF19D9CBED6A.65761C1903D72C4DDE4224A77440C81978C5B218%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Dc7346986ab1483ae%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DeI8fMpL3ghs_MHSMSLhgJXt--Hc&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-1266951216197105913?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/1266951216197105913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/03/miguel-il-triste-epilogo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/1266951216197105913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/1266951216197105913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/03/miguel-il-triste-epilogo.html' title='Miguel: il triste epilogo'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-5088902125868908676</id><published>2010-03-21T09:33:00.000-07:00</published><updated>2010-03-21T09:35:04.813-07:00</updated><title type='text'>Kiss vedova</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S6ZKrfWpFOI/AAAAAAAAAo0/786oraUz8FQ/s1600-h/21102009173.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; 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A metà giornata avevano seguito un poliziotto del luogo il quale diceva di conoscere la persona che avrebbe fatto luce sul caso. Li aveva condotti un ambiguo albergo-bar frequentato per lo più da prostitute e dai loro clienti. Dopo aver interrogato altre ragazze allegre, l’agente della polizia ceca aveva affermato di avergli prenotato una stanza in quel pub che assomigliava, anzi sicuramente era, un bordello.&lt;br /&gt;Miguel, espressione sbigottita, aveva fatto sapere a Jan che di dormire in macchina non aveva intenzione dunque sì, vada per la camera del puttanaio. Aveva ceduto le chiavi dell’auto al collega come ad intendere che in quella stanza-letto non poteva esserci posto per entrambi. Jan le aveva prese un po’ incerto. Naturalmente non aveva creduto un solo istante che Miguel avesse intenzione di farlo dormire all’agghiaccio. &lt;br /&gt;Di fatti, da lì a poco, si ritrovarono di fronte alla porta di quella stanza. Miguel con un ansia incontenibile, Jan un tantino più rilassato ma nemmeno troppo!&lt;br /&gt;Dagli altri alloggi proveniva ansiti e sospiro.&lt;br /&gt;“Si danno da fare i nostri vicini, vero Jan?”&lt;br /&gt;“È sì, c’è un gran movimento” si guardarono e, un attimo dopo, scoppiarono a ridere. Ma, una volta spalancata la porta e gettato l’occhio sulla stanzetta, le risate gli tornarono per traverso.&lt;br /&gt;“Ca.... caspita Jan, spiegami cos’è quello”&lt;br /&gt;“Collega non hai mai visto un letto? Solo che è rotondo”&lt;br /&gt;“E girevole. E poi quello sul soffitto è quello che sembra?”&lt;br /&gt;“E cosa vuoi che sia, Miguel: uno specchio!”&lt;br /&gt;“Uno?” l’ispanico volse lo sguardo intorno a sé  “è pieno di specchi qui!” &lt;br /&gt;“Sembrano abbiano un effetto stimolante dal punto di vista sessuale” poi si lasciò scappare una risatina nei riguardi del collega. “E tu Miguel? Narciso come sei immagino avrai anche tu un bell’arsenale di specchi intorno al letto” Miguel fece una smorfia prima di rispondere.&lt;br /&gt;“Ti sbagli, io sono un timido”&lt;br /&gt;“Come no, immagino che le chiederei di spegnere la luce alla tua ragazza”&lt;br /&gt;“No questo mai, vedendomi nudo iniziano a scaldarsi senza che le tocchi” si pavoneggiò. Jan lo guardò di traverso.&lt;br /&gt;“Chi dorme sulla moquette? Facciamo testa o croce?”&lt;br /&gt;“Guarda che il letto e rotondo ma c’è posto per tutti e due”&lt;br /&gt;Miguel lo fissò sgomento “Jan è... è quanto meno...”&lt;br /&gt;“Hai paura di non resistere al mio fascino?” l’altro restò senza parole, quell’intraprendenza da Jan non se l’aspettava. In effetti aveva ragione, non c’era niente da temere. Erano grandi amici, si conoscevano da oltre quattro anni. Potevano assolutamente dormire insieme anche in un letto tondo, pieno di specchi e ascoltando gli ansiti che provenivano dalle altre stanze. Miguel ebbe la brillante idea di accendere la televisione posta all’interno dell’armadio a muro. Sullo schermo apparvero due donnine in perizoma e giarrettiere. Una era rossa con delle belle tette rifatte, l’altra bruna e meno formosa ma con un sedere all’insù incantevole. &lt;br /&gt;“Si tratta di un canale satellitare, guai a te se ti azzardi a cambiare canale” Jan sembrava davvero rapito da ciò che la televisione mostrava.&lt;br /&gt;“Stai scherzando vero? Cambiare?” avevano entrambi il colorito più acceso. &lt;br /&gt;Le discinte ragazze si stavano toccando i seni tra battutine che non compresero essendo di un’altra lingua.&lt;br /&gt;“Jan io mi sto eccitando” fece sapere Miguel andandosi a collocare sul letto per stare comodo. Di fatti l’erezione era ben visibile attraverso la stoffa dei pantaloni neri. Jan, scrutandolo, alzò un sopracciglio.&lt;br /&gt;“Si vede benissimo Miguel, non c’era bisogno dirlo, sai?” sorrise. Poi pensò bene di installarsi accanto a lui. Nel frattempo, alla tv, le ragazze avevano tolto il tanga e si stavano trastullando il clitoride.&lt;br /&gt;“Cosa ne pensi di questa moda di depilarsi tutto, Jan?”&lt;br /&gt;“Io preferisco un pochino più naturale, però non è che mi dispiaccia tutto in vista, capisci cosa intendo dire?” mentre parlava prese a lisciarsi il pacco.&lt;br /&gt;“Capisco benissimo. Cosa c’è di meglio di un bel bottoncino in vista, per non parlare delle labbra...” si leccò le sue. “A me fa impazzire metterci la bocca, a te amico?”&lt;br /&gt;“Sì anche a me”&lt;br /&gt;“Abbiamo gli stessi gusti, collega! Sai, non a tutti gli uomini piace”&lt;br /&gt;“Non sanno che si perdono!” risero complici. Manco a farlo a posta, nel film, un uomo sui trent’anni moro e ben dotato fece il suo ingresso ponendosi in mezzo alle due signorine. Con una mano trastullava il capezzoli della mora, con l’altra lo spacco tra le gambe dell’altra. Ben presto la bocca si spostò sui lidi umidi di quella rossa di capelli. Lei gridò appena la lingua iniziò a compiere dei movimenti intorno al su interruttore del piacere. &lt;br /&gt;“Beato lui, vero Miguel? Non sai quanto mi piacerebbe con due insieme” la voce del biondino tradiva cupidigia.&lt;br /&gt;“Io l’ho fatto” &lt;br /&gt;“Non ci credo, sei il solito spaccone!”&lt;br /&gt;“No ti giuro, quando ero in vacanza. Due animatrici mi s’infilarono nel letto. Ti racconto?”&lt;br /&gt;Jan lo fisso un po’ stranito, l’eccitazione stava prendendo il sopravvento. Il video era sì sexy ma immaginare Miguel Alvarez alle prese con due ragazze lo era ancor di più!&lt;br /&gt;“Va bene, dimmi tutto” &lt;br /&gt;Miguel s’infilò la mano nei pantaloni mentre iniziava il resoconto.&lt;br /&gt;“Prima si sono spogliate, hanno iniziato a provocarmi facendo le gattine sul letto. Nel senso che camminavano a quattro zampe, nude. Poi si sono strusciate tra di loro”&lt;br /&gt;“E tu?” anche Jan si era ficcanto la mano sotto, aveva afferrato il suo sesso e le dita lo tastavano con decisione.&lt;br /&gt;“Mi sono spogliato e poi giù a capofitto. Ho preso la più piccolina delle due e l’ho messa sopra all’atra di spalle. Poi le ho leccate insieme mentre loro si baciavano e gemevano. Uno spettacolo!”&lt;br /&gt;“Ti credo!” Jan pensò che sarebbe potuto venire già se avesse avuto il coraggio abbassarsi i pantaloni e farsi una sega come cristo comanda.&lt;br /&gt;“E poi te le sei fatte?”&lt;br /&gt;“Puoi giurarci” lo sguardo del moro si soffermò sul pacco del collega. “Stai scoppiando, amico. Perché non ti metti comodo?”&lt;br /&gt;“Credo che fosse questo il motivo per il quale mi volessi mandare a dormire in macchina, vero Miguel?” quella domanda apparve subito contenere pericoli inaspettati per la machissima virilità spagnola.&lt;br /&gt;“Tranquillo, volevo solo metterti a tuo agio” Jan sorrise guardandolo con occhi imploranti &lt;br /&gt;“A sì? Lo sono fin troppo” poi non attese oltre e si sbottonò i jeans. Miguel lo osservò di stucco mentre si masturbava come se fosse la cosa più naturale del mondo. &lt;em&gt;Assurdo.&lt;/em&gt; Ora le donnine dello schermo si stavano godendo i venticinque centimetri dello stallone una alla volta. &lt;br /&gt;“Sei proprio dotato Jan, non me lo aspettavo. Sarà che ti ho sempre visto nudo ma...”&lt;br /&gt;“Cavolo Miguel, non sputi mai! Perché invece di chiacchierare a vanvera non mi fai compagnia?”&lt;br /&gt;“Oh cazzo...” Miguel sentì la gocciolina di sudore solcargli la fronte. “Sì, hai ragione. La situazione lo richiede” se lo tirò fuori. Jan non si perse un attimo di quello spogliarello. &lt;br /&gt;Mentre si toccavano, dimentichi del film porno, degli avventori del sesso che si dimenavano nelle stanze accanto, tenevano gli occhi puntati sui rispettivi gingilli in azione.&lt;br /&gt;Jan era eccitatissimo, doveva ammettere che quel contesto l’aveva sempre sognata nei suoi momenti più intimi. Miguel che si masturba accanto a lui. Erano entrambi prossimi all’orgasmo.&lt;br /&gt;Miguel stirò le gambe prima di eiaculare abbondantemente. Jan, pochi attimi dopo, gettò la testa all’indietro affondandola nel cuscino. Si lasciò sfuggire un lungo gemito per poi spillare il seme che schizzò per aria. &lt;br /&gt;“Jan eri pieno”&lt;br /&gt;“Sì, anche tu. Sarà colpa di questo posto!” si riferiva agli specchi e tutto il resto&lt;br /&gt;“Anche che è tutto il giorno che giriamo in mezzo a ragazze bellissime praticamente nude”&lt;br /&gt;“Vero amico. Ci voleva proprio” &lt;br /&gt;Miguel si alzò poi diede una pacca sulla coscia del suo collega. &lt;br /&gt;Un minuto dopo tornò dal bagno con un rotolo di carta igienica in mano.&lt;br /&gt;“Preferisco fare la doccia”&lt;br /&gt;Miguel lo fissò sensuale. Era davvero una spettacolo erotico il suo Jan mezzo nudo tutto impiastricciato di sperma fino alla gola.&lt;br /&gt;“D’accordo. È una buona idea”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fine prima parte&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-3041028656999125250?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/3041028656999125250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/02/una-notte-al-confine.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/3041028656999125250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/3041028656999125250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/02/una-notte-al-confine.html' title='Una notte al confine'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-4941624333095662765</id><published>2010-02-26T05:51:00.001-08:00</published><updated>2010-02-26T05:57:12.940-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fanfic'/><title type='text'>Coccole</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S4fSUAvtq4I/AAAAAAAAAoc/ze9Jy8MpHCk/s1600-h/coccole+3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S4fSUAvtq4I/AAAAAAAAAoc/ze9Jy8MpHCk/s400/coccole+3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442549915939875714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Squadra Speciale Lipsia&lt;br /&gt;Pairing: Jan- Miguel&lt;br /&gt;Ispirata alla puntata: Professionisti e dilettanti, seconda stagione&lt;br /&gt;Contenuti slash &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jan e Miguel sono al commissariato in attesa che un certo Heski si faccia vivo cosa che puntualmente non accade. Per passare il tempo giocano al computer. Mentre le dita si affannano tra mouse e tastiera la spalla di Jan urta quella di Miguel abbastanza da farlo quasi cadere&lt;br /&gt;- Stai attento! Per poco non finisco con il sedere per terra&lt;br /&gt;- Hai ragione Miguel, ti chiedo scusa&lt;br /&gt;Quando quest’ultimo si volta e lo guarda con quei suoi grandi occhi azzurri, il commissario Alvarez resta per qualche secondo immobile fissandolo a sua volta. Intanto le dita vicino al mouse si accarezzano, come se non dipendessero più dal braccio-cervello dei loro rispettivi corpi, si sono ribellate e prendono decisioni autonome.&lt;br /&gt;- Non capisco perché stiamo ancora aspettando Heski, tanto non verrà più&lt;br /&gt;- E allora che si fa?&lt;br /&gt;- Non so, tu cosa proponi? &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Silenzio e imbarazzo &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo le dita giochicchiano tra di loro, i polpastrelli si accarezzano e anche i palmi sembrano viaggiare nella stessa direzione. &lt;br /&gt;- Ti sei stancato di giocare a Battlecruiser millenium Miguel? Vuoi cambiare?&lt;br /&gt;- No.... cioè... sì. Sì, facciamo qualcos’altro... &lt;br /&gt;- Le manette? Preferisci le freccette oppure prendo la scacchiera? &lt;br /&gt;- No, pensavo a... altro... &lt;br /&gt;- Cosa?&lt;br /&gt;Jan allontana la mano da quella di Miguel. Guarda la porta come se sperasse  che Ina, Haio, o qualcun altro entrassero per rompere quell’atmosfera d’intimità. &lt;br /&gt;Niente. &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Silenzio e imbarazzo&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;- Perché non ci facciamo le coccole? &lt;br /&gt;Miguel lo domanda abbassando la voce di due terzi. Jan lo guarda incredulo.&lt;br /&gt;- Non... stiamo lavorando! &lt;br /&gt;Il suo colorito si è acceso per tre quarti&lt;br /&gt;- Giochiamo al computer, lo chiami lavorare?&lt;br /&gt;- Miguel... ti prego... non fare lo sciocco&lt;br /&gt;- Temi che qualcuno ci sorprenda?&lt;br /&gt;- Senti... non è quello&lt;br /&gt;Miguel si avvicina a lui di parecchio, gli mette un braccio attorno alla vita e lo stringe a sé.&lt;br /&gt;- Non fare il difficile. Lo so che ne hai voglia anche tu. Sorride. &lt;br /&gt;Jan è sempre più agitato ma la carezza di Miguel lo fa stare bene e irrazionalmente non riesce a discostarsi da lui&lt;br /&gt;- Ok ma niente che lasci il segno.&lt;br /&gt;- Ancora quella storia? Per un mozzichetto!&lt;br /&gt;- E me lo chiami mozzichetto? Mi hai lasciato il segno per giorni. Persino Erta mi ha chiesto cosa avessi fatto sul collo!&lt;br /&gt;- Tranquillo, niente segni. Appoggia la testa sul mio petto, ti accarezzo e basta. &lt;br /&gt;Jan pur titubante ubbidisce e si piega addosso all’amico. &lt;br /&gt;- Bravo il mio cucciolone&lt;br /&gt;- Piantala, non sono mica il tuo cane!&lt;br /&gt;- Non fare il duro, goditi il trattamento!&lt;br /&gt;Jan non lo ammetterebbe mai ma adora ‘il trattamento’. &lt;br /&gt;Miguel gli liscia i capelli gentilmente, poi si sposta sulla tempia, la nuca, la gola... a Jan piace proprio, piace tanto. Chiude gli occhi e Miguel capisce che sta bene. Così gli posa una serie di baci delicati sulla fronte ampia. Pensa che Jan è proprio bello ma ha una piccola imperfezione: la pelle del viso è eccessivamente grassa. Sulla fronte compare un po’ di acne. Perenne. Eppure ha già trent’anni suonati, non lo risolverà più quel problema! In effetti ama anche questo di lui. Ama anche i suoi difetti. Tutto. &lt;br /&gt;- Ammettilo, è stata una buona idea, vero?&lt;br /&gt;Jan, ubriaco di vezzeggiamenti, risponde con un vago:&lt;br /&gt;- Eh?&lt;br /&gt;- Di coccolarci &lt;br /&gt;- Sì, in effetti... totalmente sbagliato il luogo e il momento. &lt;br /&gt;Jan abbraccia il collega per la vita mentre quest’ultimo sposta le labbra su una gota. Con entrambe le mani abbranca il volto come farebbe uno sculture con la creta. &lt;br /&gt;- Che c’entra, anche a me piacerebbe se fossimo nel mio appartamento, sul divano e fosse sera&lt;br /&gt;- E magari fuori piove&lt;br /&gt;- Non ti facevo così romantico Jan&lt;br /&gt;Quindici secondi di silenzio&lt;br /&gt;- Invece sì, lo so che sei un romanticone.&lt;br /&gt;Un piccolo tonfo e la porta si spalanca. È il capo, ha alcuni fascicoli in mano. &lt;br /&gt;Jan e Miguel hanno fatto in tempo a staccarsi. Jan è in piedi tra la finestra e la scrivania, Miguel seduto a gambe accavallate finge di guardare lo schermo del PC dove ancora spicca la homepage di Battlecruiser Millenium.&lt;br /&gt;- Non aspettavate Heski?&lt;br /&gt;- Non si è fatto vivo&lt;br /&gt;- Già, dovremmo usare le maniere forti. &lt;br /&gt;Sottolinea Miguel mentre si volta a guardare l’amico con complicità.  Haio fa una smorfia, li esorta a darsi da fare e se ne va.&lt;br /&gt;Jan si siede sulla sua poltrona. Finge di controllare delle cartelle. Miguel si alza e si avvicina a lui.&lt;br /&gt;- Sai a cosa pensavo?&lt;br /&gt;- Me lo dici?&lt;br /&gt;- Ho visto le previsioni del tempo e forse stasera ci sarà un temporale. Chiama zia Erta. &lt;br /&gt;Gli pizzica il braccio prima di allontanarsi con il volto fieramente soddisfatto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-4941624333095662765?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/4941624333095662765/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/02/coccole.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/4941624333095662765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/4941624333095662765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/02/coccole.html' title='Coccole'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S4fSUAvtq4I/AAAAAAAAAoc/ze9Jy8MpHCk/s72-c/coccole+3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-5341914963059895096</id><published>2010-02-25T22:43:00.000-08:00</published><updated>2010-02-25T22:47:09.206-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fanfic'/><title type='text'>Il portafortuna</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S4duY5z59JI/AAAAAAAAAoM/rPVUfDEaHTM/s1600-h/Braccialetti-4.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 321px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S4duY5z59JI/AAAAAAAAAoM/rPVUfDEaHTM/s400/Braccialetti-4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442440048814978194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Miguel ha in mano due braccialetti brasiliani portafortuna. È con Jan in auto.&lt;br /&gt;Ad un semaforo: “Questo è per te” gli prende il polso e gliene infila uno. &lt;br /&gt;“Ah sì? E cos’è?”&lt;br /&gt;“È un portafortuna. Me lo ha regalato un santone”&lt;br /&gt;“Ma Miguel, sono quei bracciali che ti rifilano in qualsiasi posto. Te l’avrà dato un venditore extracomunitario!”&lt;br /&gt;“Sì forse è un venditore ma se dice che è un santone e che questi portano fortuna io ci credo. Infatti vedi? L’ho messo!”&lt;br /&gt;Miguel mostra il suo con un sorriso soddisfatto. &lt;br /&gt;“E l’ultimo braccialetto? Lo regalerai a qualche nuova fiamma?”&lt;br /&gt;“Se mi inviti a cena a casa tua lo donerò a chi mi ero ripromesso” &lt;br /&gt;A Jan brillano gli occhi. “A Benny?”&lt;br /&gt;“Ma certo”&lt;br /&gt;Jan gli accarezza la nuca “Stasera alle sette e mezzo. Sei dei nostri”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fine&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-5341914963059895096?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/5341914963059895096/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/02/il-portafortuna.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/5341914963059895096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/5341914963059895096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/02/il-portafortuna.html' title='Il portafortuna'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S4duY5z59JI/AAAAAAAAAoM/rPVUfDEaHTM/s72-c/Braccialetti-4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-6174192705852462523</id><published>2010-02-23T00:12:00.000-08:00</published><updated>2010-09-13T01:35:40.080-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fanfic'/><title type='text'>Schegge dal passato</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Squadra Speciale Lipsia&lt;br /&gt;Pairing: Jan- Miguel&lt;br /&gt;Terza stagione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Contenuti slash NC17 per dettagliate scene di sesso&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era tutto in disordine. Miguel cercò di rimettere a posto prima dell’arrivo del suo unico ospite. Conoscendo la sua proverbiale puntualità era strano che non avesse già suonato. La cucina era un campo di battaglia, sembrava fosse esploso qualcosa. Ma anche la sala da pranzo attigua era messa male, cumuli di dvd erano sparsi per terra assieme a giornali e riviste. Quando il rumore del citofono rimbombò nell’appartamento ebbe un tonfo al cuore. Spalancò la porta in attesa.&lt;br /&gt;Jan Maybach sorpassò l’uscio, in mano un cartone rettangolare che conteneva quasi certamente un dolce ipercalorico. Sicuramente per quella sera la dieta sarebbe andata a farsi benedire. &lt;br /&gt;“Eccoti!” Miguel gli venne in contro. Si abbracciarono. &lt;br /&gt;“Che stai preparando di buono? C’è un odore che si sente fin dalle scale”&lt;br /&gt;“Una sorpresa” Jan lo squadrò da capo a piedi. E chi ha voglia di mangiare... pensò mentre la salivazione si azzerava. Indossava una maglietta rossa sulla quale erano incise delle frasi in cinese e un disegno sempre vagamente asiatico. Un jeans normalissimo a vita bassa lasciava intravedere i boxer neri. Non poteva rimandare, se non ‘agiva’ subito Miguel sarebbe sparito in cucina oppure avrebbe trovato una scusa. Senza preavviso si spinse su di lui, lo afferrò per la vita e lo schiacciò addosso al muro. Miguel lo accolse tra le braccia senza però celare la sorpresa che sprizzava dall’espressione agitata. Le labbra si ritrovarono in un attimo. Le mani dell’ispanico solcarono l’ampia schiena dell’amico-collega. Jan approfondì il bacio. Le lingue si coccolarono mentre lentamente Miguel si lasciava piegare verso il pavimento.&lt;br /&gt;“Jan” riuscì a proferire tra un bacio e l’altro.&lt;br /&gt;“Cosa?”&lt;br /&gt;“Le scaloppine si bruceranno” &lt;br /&gt;“Non importa” Sto bruciando anch’io. &lt;br /&gt;Miguel si ritrovò spalle a terra e con il suo compagno sopra che armeggiava con la patta dei jeans. &lt;br /&gt;“Ci vuole uno scassinatore per aprili!” si lagnò Jan, l’eccitazione lo rendeva suscettibile. Miguel avrebbe voluto agevolarlo, tra l’altro aveva un bisogno atroce di sbottonarsi. Era così duro che gli dolevano i testicoli e la punta del suo sesso doveva essersi consumata già a forza di premere contro la stoffa del boxer ormai logoro. Ma qualcosa lo bloccò.&lt;br /&gt;“Jan io non so...”&lt;br /&gt;“Ti prego, amore, questa è la nostra serata, l’hai promesso” quasi implorò. Un attimo dopo Miguel scivolò da sotto il corpo.&lt;br /&gt;Si sedé: “Mi dispiace, non ci riesco ancora”  &lt;br /&gt;Jan lo affiancò. Era deluso e irritato, ma doveva provare a rimediare alla situazione. Non poteva tenergli il broncio. Ma se continuava così lo avrebbe fatto diventare matto!&lt;br /&gt;“Ti rendi conto che...” &lt;br /&gt;“Lo so, sono stato io a baciarti, a dirti che mi ero innamorato di te... mi dispiace”&lt;br /&gt;“Non basta scusarti Miguel! Sono settimane che va avanti questo tira e molla. Mi dici che sei pronto, che mi vuoi e poi quando siamo al dunque ti ritiri”&lt;br /&gt;“Hai ragione, scusa”&lt;br /&gt;“Non occorre nemmeno essere accondiscendenti” gli circondò le spalle con un braccio.&lt;br /&gt;“Amico, dimmi cosa ti blocca” Miguel si voltò dalla sua parte a bocca aperta. Jan aveva capito! Era un detective, perché si sorprendeva? Dopo tutto era il suo lavoro carpire cosa si celasse nella mente delle persone.&lt;br /&gt;“Io ti amo Miguel, saprò capire... saprò perdonare se c’è qualcosa da perdonare”&lt;br /&gt;Il moro si alzò di scatto, le ultime parole di Jan l’avevano turbato parecchio. &lt;br /&gt;“In effetti c’è qualcosa... qualcosa che non sai di me, Jan” &lt;br /&gt;“Cioè?” si alzò a sua volta e si collocò di fronte a lui. “Parla una volta per tutte, vedrai che dopo starai bene” Miguel ci rifletté su, forse il suo ragazzo aveva ragione, probabilmente se avesse vuotato il sacco... ma era così imbarazzante. &lt;br /&gt;“Quello che sto per dirti non ti piacerà”&lt;br /&gt;“Che premessina... ma lo saprò sopportare”&lt;br /&gt;“Vedremo” Jan gli prese la mano e se la portò alle labbra. Assaporò la consistenza della pelle, era vagamente salata. “Ti amo talmente tanto che niente potrà cambiare quello che provo” Miguel allontanò la mano dalla bocca, poi lo invitò a sedere.&lt;br /&gt;E iniziò a sciorinare il racconto. &lt;br /&gt;“Avevo diciassette anni o giù di lì, ero uno sbandato, un buon annulla. Uno spiantato! Mi tenevano in vita i furti d’auto e altri reati. Poi una sera ero completamente al verde, non mangiavo da giorni e non avevo nemmeno la forza di tenermi in piedi. Di fatti mi accoccolai ai piedi di un lampione aspettando che i servizi sociali mi venissero a prelevare per portarmi in qualche ricovero per senza tetto come me.” Jan era impressionato, conosceva un po’ del passato dell’amico, ma evidentemente non abbastanza.&lt;br /&gt;“Passò una bella macchina, una Mercedes di quelle grosse e potenti, di quelle che vedi solo nei quartieri chic. Io alzai la testa e questi mi chiese che diavolo ci facessi in quella posizione, se aspettassi di morire congelato o qualcosa del genere. Era un tipo sui cinquanta, con la barba mezza bianca e un sorriso seducente. Il tipo d’uomo che da subito fiducia. Mi chiese di seguirlo e io ubbidii...”&lt;br /&gt;“Ma Miguel, mi stai forse dicendo che...”&lt;br /&gt;“Sì, Jan, hai proprio capito: ho fatto sesso con lui! Avevo bisogno di grana ed ero sempre arrapato. Sai, gli ormoni, e le ragazze non ne vogliono sapere di te quando sei sporco e il tuo alito puzza perché non hai niente nello stomaco da ore” la durezza di quelle parole colpì il commissario più anziano.&lt;br /&gt;“In ogni modo, lui è stato il primo di una lunga serie. Capii che era più facile fare quattrini succhiando uccelli e dando via il culo rispetto a rubare. E non era nemmeno un reato tanto grave. Insomma iniziai a battere il marciapiede e questo mi permise di rimettermi un po’ in sesto. Ripresi peso, avevo denaro a sufficienza per prendere un appartamento, vestiti nuovi, le solite cose. E le ragazze non mi guardavano più di sbieco. Non mi sentivo gay perché le donne continuavano a piacermi tantissimo e poi ilsesso coi maschi non mi piaceva. Raggiungevo l’orgasmo ma era solo in risposta ad un riflesso. Forse saprai che nell’ano ci sono terminazioni nervose che portano al piacere...”&lt;br /&gt;“Veramente speravo di approfondire l’argomento con te” ironizzò Jan. Sentiva che c’era ancora qualcosa che l’amico non aveva rivelato. &lt;br /&gt;“E poi qualcosa cambiò”&lt;br /&gt;“Cosa?”&lt;br /&gt;“Una sera un ragazzo che batteva vicino a me fu quasi ammazzato di botte, probabilmente il suo protettore o forse doveva dei soldi a qualcuno perché era un drogato. Venne la polizia e fece un sacco di domande. E, un giovane commissario venne da me, affinché dessi la mia versione dell’accaduto. Si chiamava Raul Keller. Fu molto gentile, onesto e non sembrava giudicarmi. Mi lasciò il suo biglietto da visita pregandomi di chiamarlo se avessi avuto novità sul caso. Non lo feci, credo che persi i suoi recapiti quasi subito. Circa due mesi più tardi ero nei pressi della stazione, come sempre alla ricerca di qualche avventura. E me lo ritrovai di fronte. Era molto più carino di quanto ricordassi. Alto, moro, occhi di ghiaccio. Restai impressionato. Mi domandò contrito perché non lo avessi chiamato. Feci spallucce, ero imbarazzato. Mi mise una mano sulla schiena e poi fece quello che non avrei mai pensato.”&lt;br /&gt;“Vale a dire?”&lt;br /&gt;“Mi chiese il prezzo della marchetta” &lt;br /&gt;Jan era sbigottito. “E tu?”&lt;br /&gt;“Io? Figurati, un poliziotto! Pensai ad una trappola e negai che mi stavo prostituendo. Dissi che bighellonavo alla ricerca di qualche turista da rimorchiare. Niente d’illegale. Ma lui fu così convincente che alla fine mi lasciai convincere”&lt;br /&gt;“Ci sei andato?”&lt;br /&gt;“Sì Jan, l’ho seguito a casa sua. Sono entrato nell’auto d’ordinanza e lui mi ha portato nel suo appartamento. Mi spiegò che viveva con sua ragazza, ma lei, evidentemente quel giorno lavora comunque non c’era. Io ero molto nervoso, non capivo il motivo, non era solo perché lo stavo per fare con uno sbirro, c’era qualcosa di diverso. Quando mi portò nella sua camera e mi piegò sul letto, mi lasciai baciare. Capisci Jan? Io, prima di allora, non avevo mai permesso ai miei clienti di baciarmi, mi faceva troppo schifo. Invece con Raul fu diverso, totalmente. Lui mi baciò e io già ero eccitato da morire, con quel bacio diventai semplicemente famelico. Gli strappai i vestiti, sembravo posseduto. Lui fece altrettanto con i miei. Mi prese e per la prima volta sentii un piacere diverso, assoluto. Non era solo fisico, c’era qualcosa di più, come quando sei innamorato e fai l’amore per la prima volta” &lt;br /&gt;“Dunque?” Jan sembrava agitato, era geloso marcio di questo Raul, se ce l’avesse avuto davanti l’avrebbe steso a suon di cazzotti in faccia! &lt;br /&gt;“Lo abbiamo fatto per ore. Lui a me e io a lui. Abbiamo goduto fino a perdere il conto degli orgasmi. Poi mi sono ritrovato mezzo collassato tra le sue braccia. Felice. Solo quando fu il momento di scaricarmi per strada mi confidò il vero motivo per il quale mi aveva cercato” &lt;br /&gt;“Vale a dire?”&lt;br /&gt;“Erano iniziati i nuovi reclutamenti per l’accademia di polizia. Senza pendenze serie si poteva partecipare. Dovevo solo essere pulito da droghe e quant’altro. Gli risi in faccia. Figuriamoci, uno come me, feccia delle feccia, in polizia! Io li detesto i poliziotti, gli dissi. A parte te che sei carino e scopi da dio. Ma lui non volle sentire ragione. Mi fece una testa così poi volle rivedermi. Iniziammo una sorta di relazione. Non demordeva, poco primo o poco dopo il sesso mi ripeteva la storia dell’accademia e di che bravo tutore della legge sarei stato. Il resto Jan te lo puoi immaginare perché è storia recente: mi sono lasciato convincere ed eccomi qui!” &lt;br /&gt;“E Raul? Che fine ha fatto?”&lt;br /&gt;“So che entrò nella polizia di frontiera e non l’ho più visto da allora, sono passati tanti anni ormai”&lt;br /&gt;“Nemmeno una telefonata, una cartolina, un augurio di compleanno?”&lt;br /&gt;“Non era quel genere di relazione, Jan. A parte il sesso e la stima che provavo io nei suoi confronti non eravamo veramente amici. Lui aveva il suo lavoro, la sua donna. Insomma io ero una specie di diversivo. La trasgressione”&lt;br /&gt;Jan sospirò prima di porre quella domanda che tanto lo turbava “Lo amavi come adesso ami me?”&lt;br /&gt;Miguel sgranò gli occhi. “Jan ma che cazzo dici?” lo affiancò, poi gli prese il volto tra le mani: “non puoi paragonarlo. Tu sei il mio migliore amico, ti amo da morire oltre al fatto che ti desidero come non ho mai desiderato nessuno, donna o uomo che sia”&lt;br /&gt;“Ma certo, solo che, con me, a parte qualche bacio e fugaci carezze...” a Jan s’incrinò la voce&lt;br /&gt;“Tesoro lo so, ma tu mi capisci, ti amo talmente tanto che... qualcosa mi bloccava”&lt;br /&gt;“Ti bloccava?”&lt;br /&gt;“Sì, il pensiero che tu te ne saresti accorto, di non essere il primo intendo”&lt;br /&gt;“Hai detto bloccava, dunque? Ora non lo sei più” Miguel fece un sorriso ammaliante.&lt;br /&gt;“Se ho detto così vuol dire che...” non parlò più e pose le labbra schiuse su quelle dell’amico. &lt;br /&gt;“Ti amo” &lt;br /&gt;“Ti amo anch’io, Jan” scivolarono lentamente l’uno tra le braccia dell’altro. I vestiti volarono ai lati del divano. Miguel piegò l’amico sul sofà. Era nudo e tremendamente eccitante. &lt;br /&gt;“Dio Jan, sei bello da togliere il respiro” con il dorso della mano accarezzò il torace fino ai peli del pube. Lo sentì fremere al tocco. &lt;br /&gt;“Prendimi Alvarez, non aspetto altro” Miguel restò un po’ allibito a quella richiesta. Ubbidì. Prese da un cassetto la crema lubrificante e un preservativo. Lo indossò poi pose la crema su due dita. &lt;br /&gt;“Farà un po’ male ma tu sei un poliziotto tutto d’un pezzo, che vuoi che sia!”&lt;br /&gt;“Lo hai detto, Miguel” sorrise. L’espressione gioiosa mutò di colpo quando le dita lo profanarono. Sebbene la crema, faceva un male assurdo. Gli bloccò il polso per impedirgli di andare avanti. &lt;br /&gt;“Tesoro, dammi retta, è molto meglio che ti prepari così che ti seppellisca a freddo un cazzo di ventidue centimetri!” &lt;br /&gt;“Che premuroso” smorzò con una battuta, ma il dolore era atroce. Miguel mosse le dita fin quando non sentì che l’amico si stava abituando all’intrusione.&lt;br /&gt;“Bravo tesoro mio, asseconda i miei movimenti. Sei eccitante da morire dolcezza, lo sai?”&lt;br /&gt;“Ti odio” rispose ma lo disse sorridendo. Qualcosa stava cambiando e il dolore stava lentamente scemando. &lt;br /&gt;“Spingiti più dentro” quasi implorò, Miguel capì di aver scovato il pulsante giusto.&lt;br /&gt;“Ora ti piace? Vedrai, con il mio uccello sarà ancora meglio. Mi pregherai di scoparti, garantito”&lt;br /&gt;“Sei proprio un presuntuoso....” ansimò accompagnando il dondolio della mano. Era sempre più piacevole, qualcosa da quelle parti stava crescendo e non sapeva come prendere quelle sensazioni. “Non ci posso credere tesoro, è la prima volta che ti fai massaggiare la prostata? Hai avuto donne alquanto monotone”&lt;br /&gt;“No, sono io che non l’ho mai permesso. Che imbecille... ” ruminò l’ultima frase con malizia.&lt;br /&gt;“Sei dilatato a puntino. Ora passiamo al piatto forte” così dicendo si alzò, diede un ultimo sguardo al corpo dell’amico nudo e sudato. Poi gli chiese di voltarsi. Jan obbedì. Miguel si sdraiò sulla sua schiena, la baciò: era imperlata di sudore.&lt;br /&gt;“Sei splendido amore mio. Ora ti voglio senza inibizioni, non ti vergognare di gridare il tuo piacere quando non ne potrai più, non devi trattenerti”&lt;br /&gt;“Ti amo Miguel, però ora prendimi. Adesso, subito!” Miguel non se lo fece ripetere un'altra volta. Con un colpo di reni si piantò in lui. Jan fu costretto ad inarcare la schiena, con un grido gli chiese di togliersi. “Fa troppo male!”&lt;br /&gt;“Non farà più tanto male, so di cosa parlo piccolo” si mosse in lui. Il commissario biondo strinse i denti cercando di abituarsi a quel trattamento. Il sesso di Miguel era davvero di ottime dimensioni, dentro di sé sembrava come se lo stesse squarciando. Lo sentiva possente. Qualcosa di piacevole cominciava a farsi strada. &lt;br /&gt;“Sei incredibilmente stretto Jan” sussurrò al suo orecchio, era in assoluto il sesso più piacevole da quando aveva iniziato a fare certe cose, e già si pregustava quando avrebbero ribaltato le posizioni. Ricordava nitidamente il piacere parossistico che gli procurava il sesso di Raul, qualcosa di impensabile. Jan era altrettanto dotato, non si sarebbe stancato più di farsi sbattere da lui.  &lt;br /&gt;“Ti prego Miguel...” Jan esalò con voce rotta dal piacere&lt;br /&gt;“Cosa?”&lt;br /&gt;“Più forte, più a fondo”&lt;br /&gt;“Lo vedi? Ora ti piace” gli leccò la goccia di sudore che gli solcava la tempia. &lt;br /&gt;Lo sentì gemere e muovere il bacino verso di sé come ad agevolare la penetrazione&lt;br /&gt;“È stupendo Miguel” prossimo all’apice, godeva senza freno.&lt;br /&gt;“Voltati ora, ti farà impazzire ancora di più, vedrai” &lt;br /&gt;Jan lo fece. Miguel si tolse giusto un attimo per poi tornare tra le gambe dell’amico. &lt;br /&gt;“Non hai idea di quanto è bello amore mio” &lt;br /&gt;“No Jan, ti sbagli, ho idea eccome... ”&lt;br /&gt;“Era così anche con...” ansimò.&lt;br /&gt;“Certo, ma per te sarà anche meglio quando ti abituerai” Miguel si piegò per un lungo bacio sofferto. Jan non resistette più: dopo aver urlato si aggrappò ai bicipiti del collega. Graffiò agitandosi e con una sega decisa allagò il torace. La peluria s’infiorò di sperma e sudore. &lt;br /&gt;Anche Miguel era sul punto di raggiungere il culmine. Se non fosse bastata la stupenda sensazione delle contrazioni ritmiche attorno al sesso, a mandarlo completamente su di giri, l’odore acre del seme di Jan fece il resto. Si abbassò al punto da catturarne delle stille con la lingua. Leccò fino a quando fu così arrapato che non riuscì più a trattenersi. &lt;br /&gt;“Sto venendo piccolo mio” &lt;br /&gt;“Fai il pieno amore” Miguel riempì il profilattico, poi crollò sull’amico. Gli baciò il volto, in particolare si soffermò sugli occhi, le guancie e le belle labbra umide. &lt;br /&gt;“Miguel sei il dio del sesso, e pensare che prima eri... questa puzza di bruciato è quello che penso?”&lt;br /&gt;“Le scaloppine!” Miguel si alzò di scatto. La cena era completamente carbonizzata ma i due commissari ci risero su. Avevano di meglio a cui pensare. Baciandosi si spostarono in camera.&lt;br /&gt;“Ora tocca a te Jan”&lt;br /&gt;“Volentieri, sicuro di non aver perso il ritmo?” crollarono sul letto. &lt;br /&gt;“E cosa ti dice che non mi sia mantenuto in allenamento?” &lt;br /&gt;Jan lo squadrò torvo “Mio Dio, è così? Sei stato a letto con altri...”&lt;br /&gt;“Ma Jan, perché ne fai una questione di stato, è normale!”&lt;br /&gt;“Normale un corno, perché non me lo hai detto?”&lt;br /&gt;“Cosa avrei dovuto dirti Jan? Che sono bisessuale?”&lt;br /&gt;“Magari... perché no?”&lt;br /&gt;“E tu perché non lo hai detto?”&lt;br /&gt;“Perché non sapevo di esserlo prima che tu avessi l’accortezza di baciarmi!” a quel punto smisero di parlare. Jan si spostò sotto il corpo dell’amico. Lasciò che la bocca di Miguel tornasse a solcare il torace per poi muoversi verso il pene già eretto.&lt;br /&gt;“Jan non hai idea da quanto è che sogno di succhiartelo”&lt;br /&gt;“Anch’io che tu lo faccia!” giochicchiò una manciata di secondi con la pelle del prepuzio poi se lo infilò fino alla gola. Pompò una decina di minuti fin quando fu parecchio duro e luccicante di saliva. &lt;br /&gt;“Ora voglio essere tuo Jan” prese un condom, con i denti strappò l’involucro poi lo srotolò per tutta la lunghezza del sesso. “Mi fa impazzire, è bellissimo” dopo un ultimo sguardo lo lasciò sparire dentro di sé. Jan fissò in estasi l’ispanico cavalcarlo. &lt;br /&gt;“Oddio Miguel, non avrai mai pensato di vederti... ”&lt;br /&gt;“A cavalcioni su di te” terminò la frase. Miguel doveva ammettere che aveva desiderato fin dal principio, probabilmente dalla prima volta che erano stati presentati, di essere esattamente dove era.&lt;br /&gt;“Non puoi capire Jan, è sempre stato il mio sogno farmi montare da uno stallone come te” &lt;br /&gt;“Se continui ad agitarti così non durerò molto, amore”&lt;br /&gt;“Non importa” da come stava strofinando la sua prostata Miguel non era già troppo lontano dal rilascio. &lt;br /&gt;“Mi stai facendo impazzire Jan!” urlò “cazzo, come ti muovi, sembri nato per scopare”&lt;br /&gt;“Anche tu...” ad un ennesimo affondo Miguel non trattenne tutto il piacere che si fece liquido e schizzò tra i due corpi copioso. &lt;br /&gt;“Voglio assaggiarti Miguel” il giovane poliziotto comprese. Raccolse con la lingua i rimasugli di sperma e li porto alla bocca dell’altro che accolse estasiato.&lt;br /&gt;“Non puoi capire quanto sai di buono, Miguel” &lt;br /&gt;“Sei il mio angelo Jan” lo abbracciò sdraiandosi su di lui. “Voglio che tra noi sia sempre così”&lt;br /&gt;“Lo sarà, ti amo troppo”&lt;br /&gt;“Anch’io” continuarono a baciarsi per diversi minuti. E dopo un pasto fugace tornano a darsi piacere fino all’alba.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-6174192705852462523?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/6174192705852462523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/02/schegge-dal-passato.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/6174192705852462523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/6174192705852462523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2010/02/schegge-dal-passato.html' title='Schegge dal passato'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-5331504155235871949</id><published>2010-02-09T07:36:00.000-08:00</published><updated>2010-02-09T07:37:03.536-08:00</updated><title type='text'>Certe frasi...</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/T-5LIrOf-pg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" 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href="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S0dJ1WFvfEI/AAAAAAAAAnc/EX-b8XopJI0/s1600-h/janmiguel6.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S0dJ1WFvfEI/AAAAAAAAAnc/EX-b8XopJI0/s400/janmiguel6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424385457002609730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S0dJnYoQO0I/AAAAAAAAAnU/Lmrtyze4BaI/s1600-h/janmiguel5.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S0dJnYoQO0I/AAAAAAAAAnU/Lmrtyze4BaI/s400/janmiguel5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424385217166064450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S0dJTlGwsMI/AAAAAAAAAnM/UxLFIEGTZxg/s1600-h/janmiguel4.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; 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Non riusciva ancora a capacitarsene. Era stato un bacio aggressivo, duro, di quelli che non te li dimentichi neanche col lavaggio del cervello. Era durato un sacco anche se non ne era sicuro. Avevano entrambi bevuto parecchi cocktail quel pomeriggio-sera interrogando decine di donne entrate in contatto con la vittima. L’omicidio legato all’agenzia matrimoniale era un caso pesante. Di quelli che tolgono il sonno. E ora, a scombinare le notti del commissario Maybach ci sarebbe stato pure il ricordo di quel bacio. Miguel lo aveva lasciato alla sua macchina come se niente fosse “Ci si vede domani” aveva biascicato aprendo la portiera. Jan l’aveva visto mentre veniva inghiottito dalla notte. Fermo immobile, aveva sperato che succedesse qualcosa. Magari si fosse ripreso da quel torpore alcolico. &lt;br /&gt;Una volta tornato a casa si era sdraiato sul letto. Era crollato quasi subito. Ma alle quattro del mattino un’angoscia mista a stupore lo aveva svegliato. Sentiva un peso nel petto che gli toglieva il respiro. Come un macigno. Miguel mi ha baciato. Un rigagnolo di sudore solcò la sua tempia. Era vergognoso, inaudito e, allo stesso tempo, tremendamente eccitante. Fu proprio l’eccitazione fisica ad impedirgli di riprendere sonno. La bocca di Miguel sulla sua, su tutto il suo viso... a mapparlo, a saggiarlo. Era stato così sublime... intenso... &lt;br /&gt;Quando era stata l’ultima volta che una donna gli aveva fatto provare qualcosa di simile? Scosse la testa odiandosi per quella domanda. No, non doveva porsi quello di quesito. Ma l’altro... Jensen... era stato con lui, solo con lui che si era sentito così. L’unico uomo della sua vita, il solo a portarlo ad un passo dalla perdizione. Dopo la fine di quel difficile rapporto, c’era stato il matrimonio con Anya, coronato con l’arrivo di uno splendido frugoletto, Benny. L’omosessualità poteva dirsi ricordo le passato, in soffitta come le cose vecchie di cui ci si vuole disfare. Anche se gli costava una fatica immane ammetterlo, la relazione con lo spacciatore era stata così intensa da eclissare qualsiasi rapporto passato o futuro con le altre. Nemmeno il menage con Anya dopo tutto era riuscito a sopportare il peso di quel rapporto, anche se i motivi della separazione erano ufficialmente altri. E per Jan l’unico obbiettivo per sentirsi in pace con se stesso era quello di trovare una donna. Qualcuna che facesse da madre a Benny. Non vi era riuscito, e nel frattempo il suo migliore amico non che collega l’aveva baciato gettandolo nel baratro del dubbio e della paura. Ci sarebbe stato un lunedì dopo quel bacio? Ci sarebbero state colazioni allegre con suo figlio? Morbidi panini spalmati di burro e barzellette da ascoltare e da raccontare? In quel momento gli sembrava impossibile che esistesse un domani. Che ci fosse per lui un solo tralcio di normalità. Aveva corrotto Miguel... anche se ubriaco perso. In ogni caso era stata colpa sua. &lt;br /&gt;Gli omosessuali come lui mandano dei segnali ad altri omosessuali, spesso però intercettati da chi omosessuale non è. Miguel era solo caduto nella rete del ragno. Una rete tessuta con pazienza ed impegno. Tale era il disgusto verso se stesso che per qualche secondo meditò il farla finita. Ma non durò che un secondo. Amava troppo suo figlio considerare sul serio una cosa simile. &lt;br /&gt;Incredibilmente il mattino arrivò. Osservò Benny salire sullo scuolabus. Una volta solo mise tuta e scarpe da ginnastica. Aveva bisogno di correre per scaricare la tensione. &lt;br /&gt;Non poté evitare il commissariato e, di conseguenza, il confronto con Miguel. Colui che gli aveva rubato la tranquillità non era ancora arrivato. Ina stava compilando delle pratiche. &lt;br /&gt;“Ciao Jan, il tuo amichetto?”&lt;br /&gt;“Cosa?” impallidì. &lt;br /&gt;“Miguel Alvarez, hai presente? Di solito arrivate insieme...” deglutì. Non rispose, superò la scrivania della collega per poi andarsi a schiantare sulla sua poltrona. Quando il suo non solo più collega-amichetto, come l’aveva definito Ina, arrivò, lui era occupato con Haio in un dialogo piuttosto importante riguardo l’indagine in corso. &lt;br /&gt;“Eccoti finalmente.”&lt;br /&gt;“Jan è arrivato?”&lt;br /&gt;“Magari buongiorno o che ne so, ‘Ciao’” Miguel non aveva voglia di scherzare. Guardò la scrivania di Jan e vide il giubbetto appoggiato sulla poltrona. Doveva parlargli. Prima di subito.&lt;br /&gt;“Comunque, è dentro con Haio, da almeno venti minuti. Il fatto che tu sia in ritardo non passerà inosservato.” &lt;br /&gt;“Non c’è problema” si sentiva una specie di Dio. Aveva una forza dentro sé tale da farlo sentire invincibile. Avrebbe potuto comandare un drappello e andare alla guerra senza timori. Aveva baciato Jan, e lui non gli aveva creato problemi, anzi... aveva risposto al bacio con genuina passione. E quella che aveva sentito attraverso il pantaloni era eccitazione. Jan ce l’aveva duro durante la pomiciata più rischiosa della sua vita. Ma ce l’aveva fatta, aveva azzardato e, come in un miraggio, rivide il flashback della sera prendente. &lt;br /&gt;L’ultima testimone era uscita. Jan era seduto sullo sgabello a ridosso del bancone. Miguel ballava con la cameriera un lento. Baciò la mano alla ragazza che si accomiatò da lui. Certo, se lei non avesse dovuto lavorare... magari avrebbe potuto sostituire Carmen Rubio. Peccato, era solo, anzi no, c’era Jan. Perché era triste? Sembrava dormisse. Dopo avergli confessato la certezza di aver conquistato il cuore di quella stupenda mora con gli occhi più neri della notte, si era addossato a lui. Che fai dormi? Gli aveva chiesto ironico con la voce impastata dall’alcol. Jan non aveva risposto. Si era però lasciato sbavare il collo. Ma quasi subito si era allontanato. Miguel aveva superato il segno quella sera. E niente erano servite le parole gridate da dietro. “Cosa ho fatto di male?” Jan era già in mezzo alla strada...&lt;br /&gt;Poi un vicolo più buio, vicino all’auto di Jan. Miguel l’aveva raggiunto. Gli si era parato davanti.&lt;br /&gt;“Ora me lo dici che ti ho fatto?”&lt;br /&gt;“Non sei tu... non ti preoccupare.”&lt;br /&gt;“E cosa? Ti da fastidio che durante un indagine ci abbia provato con una?”&lt;br /&gt;“Perché, lo hai fatto?”&lt;br /&gt;“No... in realtà ho solo flirtato un po’”&lt;br /&gt;“Beh, hai fatto male” Jan guardò oltre la sua spalla. In verità era turbato perché una delle indagate aveva una figlia ed era single, proprio come lui. Gli sarebbe dispiaciuto un sacco se fosse stata lei ad aver commesso il delitto. &lt;br /&gt;“Facciamola finita qui, dai” disse. Jan trattenne uno sbuffo di riso. Il solito egocentrico. Se lui rideva ed era felice, se era incazzato o triste doveva essere sempre e solo merito o colpa sua. &lt;br /&gt;“Non ce l’ho con te, Miguel, hai capito?” Sorrise, di quei sorrisi che ogni tanto disarmavano lo spagnolo fino a farlo sciogliere. Fino ad una manciata di secondi prima lo stava abbracciando da dietro e ora Miguel moriva dalla voglia di abbracciarlo prendendolo da davanti. Stringere le braccia attorno alla sua vita e accostarlo a sé. &lt;br /&gt;E lo fece, tutto d’un fiato. &lt;br /&gt;“Jan Maybach” esalò mentre lo abbracciava. La bocca era attaccata all’orecchio.&lt;br /&gt;“Miguel Alvarez” rispose. Fino a quel momento il mondo era ancora un posto normale. Abitabile. Gradevole, persino. Poi la bocca di Miguel si era spostata dall’orecchio alla gota, dalla gota al mento, dal mento al labbro inferiore. E poi, lentamente, era planata sulla sua. Jan aveva schiuso le labbra rispondendo ad un istinto atavico. &lt;br /&gt;Si stavano baciando, per la prima volta, senza trattenere tutta la virile passione che li caratterizzava. Miguel aveva agguantato il volto dell’amico stringendo le guancie. Il bacio era proseguito per tanto, incuranti dei possibili occhi indiscreti. Lipsia quella sera non era una città ma il loro nido d’amore. Senza motivo, Jan aveva perso una lacrima. Miguel l’aveva leccata. Per poi tornare a leccare la saliva attorno alla bocca. &lt;br /&gt;“Mi chico hermoso” sussurrò con voce calda tra una succhiata di lingua e l’altra. Jan stentava a credere ai suoi occhi, alle sue orecchie, alla sua bocca. Al calore del fuoco che imperversava dentro sé. Ma soprattutto, non riusciva a capacitarsi che Miguel lo stesse baciando. E con tanta passione poi! I bacini aderirono fino a fondersi. Erano ancora così, abbracciati, bacianti e in mezzo alla strada. La sirena della polizia li riportò alla realtà. Si staccarono. Jan teneva gli occhi abbassati per la vergogna e lo stupore. Era così freddo senza il corpo di Miguel a scaldarlo. &lt;br /&gt;“Ci si vede domani” così si era chiusa la faccenda. &lt;br /&gt;Miguel tornò alla realtà. Ina lo stava guardando interdetta.&lt;br /&gt;“Cos’hai oggi? Sei più svagato del solito.... una di quelle dell’agenzia ha fatto breccia nel grande cuore del commissario Alvarez” ironizzò sogghignando.&lt;br /&gt;“Non proprio...” rispose più rilassato. Jan era dall’altra parte del muro. Riusciva a sentire la voce del suo capo che lo esortava a non dare nulla per scontato. Ma la questione indagine era lontana anni luce da Miguel... persino Carmen Rubio anche se le era piaciuto flirtare con lei, doveva ammetterlo. Ma la questione era stata surclassata in maniera piuttosto decisa da altro. &lt;br /&gt;Haio uscì dal suo ufficio per primo seguito da un Jan con l’espressione più malinconica che aveva. Subito gli occhi dei due quasi amanti si incrociarono.&lt;br /&gt;“Era ora, dormito bene?” Haio si rivolse al ritardatario con tono acido.&lt;br /&gt;“Scusa capo, ma la macchina ha ricominciato a dare problemi e...”&lt;br /&gt;“Risparmia le scuse e mettiti al lavoro. Jan mi ha aggiornato a sufficienza. Ma non abbiamo ancora capito da chi è stato ammazzato quel tizio. Dunque al lavoro e poche storie” tuonò. Miguel tornò a fissare Jan che rispose allo sguardo imbarazzato. &lt;br /&gt;Per qualche giorno non tornarono sull’argomento. Miguel era stato impegnato a stanare la truffatrice Carmen Rubio. Sì perché alla fine della fiera era uscito che il morto e la bella ispanica truffavano l’agenzia matrimoniale fingendo di cercare l’anima gemella. In realtà spillavano denaro a poveri cristi con la complicità della titolare. &lt;br /&gt;Jan voleva provare a mettersi il bacio alle spalle. Aveva visto l’amico turbato dalla presa in giro di Carmen nei suoi confronti. Questo lo aveva un po’ consolato. Se Miguel pensava all’indagata anziché al bacio di fuoco tra loro voleva dire che ricordava poco di quella notte... quella fatidica notte.&lt;br /&gt;Lo aveva persino consolato con una pacca sulla spalla. Al solo contatto aveva sentito sciogliere la lastra di ghiaccio che attanagliava il suo cuore. Una volta scovato il colpevole, in quel caso ‘la colpevole’ tutti si sentirono più liberi di ricominciare la solita routine, magari in attesa di un nuovo caso. E a Lipsia non c’era quasi mai il tempo per crogiolarsi nelle scempiaggini. &lt;br /&gt;Miguel cercava da giorni il momento giusto per parlare a Jan. Perché non lo trovava? Forse voleva inconsciamente rimandare il confronto? Temeva che lui si fosse dimenticato di quella notte, della loro appassionate pomiciata in mezzo la strada. Sarebbe stato clamoroso. Un eterosessuale incorruttibile come lui che si lasciava infilare la lingua in bocca da un uomo... e Jan? Non era etero pure lui? Miguel cominciava a nutrire dei sospetti. Come tutti, il commissario Maybach nascondeva un lato oscuro ben protetto dalla luce. Chissà se c’è qualcosa che deve dirmi il mio caro amico... pensò sentendosi geloso. Al solo pensiero che un altro l’avesse toccato prima di lui si sentì bruciare dentro. Doveva affrontarlo. Se non altro per mettere fine a quei dubbi che lo logoravano.&lt;br /&gt;Lo beccò nel lato ufficio adibito a cucina: “Jan stasera hai da fare?” non c’era nessuno. Jan roteò gli occhi confuso.&lt;br /&gt;“Sì.”&lt;br /&gt;“Lo immaginavo.” E poi aggiunse aggressivo: “Non m’importa. Ti passo a prendere alle otto” &lt;br /&gt;“Non sono organizzato con Benny...”&lt;br /&gt;“Chiami zia Erta..”&lt;br /&gt;“Ma...”&lt;br /&gt;“Alle otto.” Si allontanò da lui senza dagli possibilità di replica alcuna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jan era agitato, di più. Benny lo guardava mentre si faceva la barba con estrema cura. Aveva appoggiato il cambio d’abiti sul letto come se dovesse recarsi ad un appuntamento galante.&lt;br /&gt;“Esci con Miguel, perché ti agghindi?” &lt;br /&gt;Jan lo fissò sgomento. “Mi sono solo fatto la barba.”&lt;br /&gt;“Ti sei pure spuntato i peli del naso.”&lt;br /&gt;“Che dici.. tuo padre non ce li ha i peli del naso...”&lt;br /&gt;“Sì, come no...” Jan lo rincorse per scherzo. Finirono ruzzolando sul pavimento. Zia Erta arrivò in quell’istante. Subito dopo il telefonino del commissario vibrò. Miguel gli chiedeva di scendere con uno squillo. &lt;br /&gt;“Non farò tardi, in ogni caso faccia in modo che non si metta in testa di aspettarmi sveglio”&lt;br /&gt;“Non si preoccupi, vada pure signor Maybach” gli sorrise complice. Perché tutti pensavano che avesse un appuntamento galante? Cosa dava quell’impressione? Sbuffò. Raggiunse l’auto di Miguel a grandi falcate. Aveva già il fiatone. &lt;br /&gt;Miguel indossava una camicia blu e una giacca nera a righe grigie alternate ad altre del medesimo colore della camicia. Si girò a guardarlo.&lt;br /&gt;“Ciao”&lt;br /&gt;“Ciao”&lt;br /&gt;Nell’auto si creò un molesto silenzio. Poi Miguel cominciò a guardarlo di sottecchi. Notò che aveva una camicia carina sotto il giubbotto di pelle e si era rasato da poco. Era così bello da far venire l’acquolina in bocca. Che avrebbe pensato di lui se lo avesse portato direttamente a casa sua? Non lo faceva nemmeno con le ragazze, nemmeno con quelle più facili. Doveva toppare così proprio con lui? Il problema è che non aveva fame. Fatto inconsueto per uno della sua pasta.&lt;br /&gt;“Dove andiamo?” domandò quando furono fermi ad un semaforo.&lt;br /&gt;“Non importa” Jan lo guardo con tenerezza. Miguel rispose al suo sguardo. &lt;br /&gt;“Ma se ci prendiamo una cosa dal cinese e ce la portiamo a casa mia, la trovi una cattiva idea?” Jan rimase a bocca aperta. Miguel voleva appartarsi con lui! E non erano nemmeno ubriachi. &lt;br /&gt;“Sì, ma non ho fame.”&lt;br /&gt;“Nemmeno io” lo disse con il tono di voce più basso che aveva. Jan rabbrividì. Chiuse gli occhi. Non voleva pensare a cosa stava facendo, che forse stava per corrompere un innocente. In ogni caso, Miguel, il suo Miguel, meritava di conoscere la verità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli involucri d’alluminio furono lasciati sul tavolino a fumare. Entrambi gli uomini avevano gli stomaci incordati. Impossibile solo pensare di mangiare. Miguel gli fu accanto. Lo guardò con desiderio.&lt;br /&gt;“Jan non sai da quando sto cercando un’occasione per parlarti...” gli brillavano gli occhi. Jan si tenne a debita distanza per evitare che gli venisse in mente di saltargli addosso. Non poteva lasciarsi andare prima di avergli spiegato che razza di essere abbietto avesse scelto per passare dall’altra sponda. &lt;br /&gt;“Miguel anch’io devo parlarti. Siediti.”&lt;br /&gt;“Sedermi? Perché quello che stai per dirmi mi farà crollare per terra?” era ironico. Molto probabilmente non sapeva quanto fosse vicina quell’ipotesi alla realtà. &lt;br /&gt;“Va bene, sono seduto, parla” lo esortò. Jan si sedette a sua volta.&lt;br /&gt;“Da quella sera....” s’interruppe per riprendere fiato “da quella sera non faccio che pensare a...”&lt;br /&gt;“Anch’io”&lt;br /&gt;“Miguel non m’interrompere.”&lt;br /&gt;“Perché ne parli con quella faccia da funerale. È stato bello, non provare a dire che non ti è piaciuto” gli mise una mano sulla coscia. Jan gentilmente la scansò. &lt;br /&gt;“Sì, mi è piaciuto. Anche se non è detto che se una cosa ti piace ti farà anche bene.”&lt;br /&gt;“Di che stai parlando Jan?”&lt;br /&gt;“Miguel tu non sei gay!”&lt;br /&gt;“Sono felice che tu ne sia accorto” ridacchiò borioso. &lt;br /&gt;“Io sì” ammise. Miguel lo guardò di sottecchi. &lt;br /&gt;“Ne ho avuto il sospetto quella volta che hai litigato con Ina per accopparti l’ultimo dolcificante rimasto.”&lt;br /&gt;“Non scherzare, parlo sul serio.”&lt;br /&gt;“Vuoi che ci creda? So che ti piacciono le donne e... e sei stato sposato. E Benny?” &lt;br /&gt;“Ma non l’hai ancora capito? Anya era solo una copertura. Un poliziotto omosessuale è roba da film, la realtà è diversa. In ogni modo, le cose tra noi non hanno funzionato. E ho continuato a recitare con tutti, compreso con me stesso. Le donne me le sono fatte piacere perché cercavo una madre per Benny e magari dei fratelli, anche” si asciugò la fronte matita di sudore. “Mi sarebbe piaciuto avere una famiglia vera. Ogni volta che torno a casa ci penso. Mi sento così solo.” Abbassò lo sguardo abbattuto. &lt;br /&gt;“Ma non sei solo. Ci sono io con te” Miguel era felice. Jan gli aveva aperto il suo cuore. Forse si sarebbe anche lasciato amare. Non riusciva a pensare a qualcosa di altrettanto dolce. &lt;br /&gt;“Miguel... ma cosa dici?” lo guardò finalmente dritto negli occhi, “perché ti stai lasciando infinocchiare così?”&lt;br /&gt;“Infinocchiare?”&lt;br /&gt;“Plagiare? Lo capisci plagiare?” Miguel ebbe un moto di stizza che represse quasi subito. Aveva voglia di prenderlo a sberle quel testone, ma soprattutto di tramortirlo a forza di baci. Fece altro. S’inginocchiò ai suoi piedi. Jan lo guardò sbigottito. &lt;br /&gt;“Ma che fai?”&lt;br /&gt;“Jan, guardami, te lo dirò una volta sola per stasera, imprimitelo bene in capoccia”&lt;br /&gt;“Ma...”&lt;br /&gt;“Niente ma. Io ti amo, hai capito? Ti amo... tu non mi hai plagiato. Non è da ieri, ne dall’altro ieri...”&lt;br /&gt;“Cosa stai cercando di dirmi?” sorridendo con dolcezza il moro si accostò di più a lui. I visi furono ad un soffio. “Jan sto cercando di dire che ti amo da una vita e senza avere il minimo sospetto che tu potessi provare qualcosa per me, o tanto meno fossi omosessuale.” Jan sentì dentro sé incrinarsi qualcosa. Perché ostinarsi a credere altro quando la dichiarazione di Miguel sembrava così accorata e genuina?&lt;br /&gt;“Ti è chiaro il concetto?” Jan annuì arrendendosi ai fatti. A Miguel non servì altro. Si gettò tra le sue braccia. Lo strinse a sé affondando la testa tra spalla e collo, sussurrando dolci parole. &lt;br /&gt;“Dio come ti amo Jan...”&lt;br /&gt;“Affermavi che non l’avresti più ripetuto”  Miguel rispose sogghignando. Lentamente la sua guancia scivolò su quella dell’amico. Per qualche secondo furono immobili, quasi paralizzati. Poi fu Jan a sposare di qualche centimetro la testa di Miguel verso di sé. Le fronti slittarono mentre gli occhi si cercavano per guardarsi oltre lo sguardo. Poi fu solo una questione di secondi perché le bocche non urtassero per poi accarezzarsi con dolcezza. Ed in fine, aprirsi e fondersi. Il bacio scatenò una tempesta di sensazioni a lungo represse. Sudore e saliva si mischiarono in un orgia di lingue. La passione del loro primo bacio in mezzo alla strada, impallidì rispetto a quello che stava succedendo. Jan e Miguel avevano intrapreso uno dei momenti più erotici della loro esistenza. E mentre le bocche si azzannavano insaziabili, le braccia cominciarono a toccare, tastare, saggiare il corpo dell’altro. Miguel tirò fuori dai pantaloni prima la camicia di Jan e poi la sua. Incoraggiato da quel gesto Jan sbottonò il sopra poi il sotto. Nella confusione più totale e senza smettere di baciarsi, i due poliziotti si ritrovarono nudi l’uno di fronte all’altro. Quando se ne resero conto, la cosa li turbò un poco.&lt;br /&gt;“E ora che facciamo, Miguel?”&lt;br /&gt;“Secondo te?” fece un sorriso storto tutto malizia.&lt;br /&gt;“Ma sei sicuro di quello che fai? Tu non sei mai stato con un uomo, non sei capace di...” Miguel lo interruppe appoggiando il palmo della mano sulla bocca.&lt;br /&gt;“Sai cosa diceva il mio nonno spagnolo? Se una cosa non la sai fare imparala, se non hai il tempo di impararla, improvvisa!”&lt;br /&gt;“Saggio il nonnino. Sai invece cosa diceva il mio?”&lt;br /&gt;“Cosa?”&lt;br /&gt;“Fattela spiegare.” &lt;br /&gt;Miguel sogghignò per poi tornare ad assaltare la bocca. Quando la voglia di baci fu placata, tornò al discorso interrotto: “Non vedo l’ora di imparare, maestro.”&lt;br /&gt;Jan sorrise. “Non aspettarti troppo però, è tanto che non faccio certe cose.”&lt;br /&gt;“Dai Jan, non fare il difficile, non sarà così diverso da una donna.”&lt;br /&gt;“Non puoi saperlo finché non provi.” Miguel lo stava trascinando nella sua stanza. &lt;br /&gt;“Lo voglio provare, lo voglio sapere... voglio farti godere Jan. E voglio godere con te” Jan chiuse gli occhi mentre lo seguiva. La sola prospettiva lo eccitava da morire. &lt;br /&gt;Stava per succedere. &lt;br /&gt;Nel giro di poco si ritrovarono sul letto. Nudi, eccitati, desiderosi di darsi piacere a vicenda. &lt;br /&gt;Jan gli afferrò la mano.&lt;br /&gt;“Ora ti spiego come voglio che mi tocchi”&lt;br /&gt;“Ok” Il tedesco purosangue spostò il palmo lungo il torace. Miguel lo guardò pieno di desiderio. Non avrebbe mai pensato che il bel corpo villoso dell’amico gli avrebbe fatto quell’effetto. Le dita si fermarono all’altezza del capezzolo destro. &lt;br /&gt;“Ora vorresti strizzarlo, vero?” &lt;br /&gt;“È sbagliato?”&lt;br /&gt;“Per niente ma prima bagnati le dita con la saliva sennò stride troppo”&lt;br /&gt;“Non fare il maestrino, anche le donne hanno i capezzoli e ci so fare io con le donne...”&lt;br /&gt;“Finiscila, fanfarone e fai quello che ti ho detto” dopo il piccolo alterco, il tono di Jan tornò sensuale. Miguel insalivò per bene pollice e indice. Jan pensò che fosse dannatamente sexy con le due dita in bocca! Solo quel gesto lo avvicinava al culmine. Diligentemente, l’alunno si occupò del capezzolo. Non trattenendo gli ansimi di piacere, Maybach si lasciò andare a quel tocco.&lt;br /&gt;“Ti piace?” domandò Miguel&lt;br /&gt;“E me lo chiedi?” &lt;br /&gt;“Posso anche baciarteli se vuoi”&lt;br /&gt;“No, non ora. Passiamo al resto...”&lt;br /&gt;“Ok...” Miguel lasciò che l’amico trasferisse la sua mano lungo la linea di peli scuri. Sotto il pube, l’erezione spingeva in alto. &lt;br /&gt;“Non devi spiegarmi come si fa una sega, Jan, sono pratico con il mio. Sai, da ragazzino, ci giocavo spesso.”&lt;br /&gt;“Non devi farmi una sega.”&lt;br /&gt;Miguel lo guardò sorpreso. “Cosa?” &lt;br /&gt;“Devi succhiarmelo.” &lt;br /&gt;“Davvero?”&lt;br /&gt;Jan scoppiò a ridere. “Sì, devi, ma non ora...”&lt;br /&gt;“Perché non ora?”&lt;br /&gt;“Perché sono così eccitato che se tu mi facessi un pompino, anche il più insoddisfacente, verrei in un baleno” così dicendo con l’indice lambì la bocca. &lt;br /&gt;“Le tue labbra sono così belle Miguel, così piene... non riesco a pensare a qualcosa di altrettanto eccitante come averle attorno al mio sesso.”  &lt;br /&gt;“Lasciamelo fare, sono un incapace lo so, ma potrei sorprenderti. Mi piace provare qualcosa di nuovo. E di solito mi riesce alla grande.”&lt;br /&gt;“Modesto come sempre.... piuttosto avevo in mente altro...”&lt;br /&gt;“Dimmelo.” Jan non rispose ma agguantò la testa e la spinse verso le sue cosce tese. &lt;br /&gt;“Baciami qui e poi arriva dove pensi io abbia bisogno... di essere baciato.” Miguel capì al volo. Vezzeggiò l’interno coscia posando una scia di baci e leccatine leggere fin quando non si ritrovò ad un passo dalla fessura e dai testicoli di Jan. L’odore che emanava il corpo del suo amico era  intossicante.&lt;br /&gt;“Ora inizia a leccare piano, senza spingere dentro con lingua, ok?”&lt;br /&gt;“Sì, tranquillo. Riguardo a questo non devi spiegarmi nulla” si pavoneggiò.&lt;br /&gt;La bocca di Miguel si occupò dell’apertura con solerzia, questo mandò totalmente su di giri l’altro commissario che iniziò a muoversi verso di lui. &lt;br /&gt;“Adesso sì... adesso spingila dentro” ordinò con la voce contratta dal piacere. Miguel ubbidì scatenando sensazioni che sconvolsero entrambi. Jan si abbarbicò più forte verso la sua bocca. Istintivamente avrebbe continuato così fino a quando il piacere non l’avrebbe tramortito fino a farlo esplodere. Era una sofferenza chiedergli di smettere ma era più che deciso a non venire così.&lt;br /&gt;“Ora basta”&lt;br /&gt;“Vuoi che smetta?”&lt;br /&gt;“Sì...” intontito dal piacere Jan si scostò da lui. Senza preavviso gli prese il sesso in mano. &lt;br /&gt;“Jan... che fai?” Miguel era sorpreso. Lo desiderava talmente tanto, eppure si sentiva intimidito. Jan gli stava dando piacere. E lui temeva che ne sarebbe morto. &lt;br /&gt;“Quando saremo un po’ meno su di giri faremo molti giochi con la bocca. Ma ora basta preliminari. Ti voglio dentro di me” Miguel spalancò la bocca sorpreso. Aveva capito bene? Jan gli aveva chiesto.... proprio...&lt;br /&gt;“Vuoi che ti scopi?”&lt;br /&gt;“Certo che lo voglio, Miguel...” un dubbio subitaneo unito ad un moto di gelosia invase il giovanotto.&lt;br /&gt;“Era quello che ti facevi fare... da i tuoi amanti?”&lt;br /&gt;“Un solo amante e, in ogni modo, la risposta è sì, mi facevo scopare il culo. Ti stupisce?” &lt;br /&gt;“Dovrebbe stupirmi ancora qualcosa?” Miguel sorrise tornando sereno. “Scusami piccolo, è che sono talmente geloso all’idea che tu abbia fatto queste cose con un altro...”&lt;br /&gt;“Ma ora sono tuo, conta solo questo, ok?”&lt;br /&gt;“Sì, hai ragione. Ora dimmi quello che devo fare.”&lt;br /&gt;“Hai già fatto abbastanza” Jan impugnò il sesso alla base avvicinandolo a sé. Si voltò dando le spalle all’amico. &lt;br /&gt;“Adesso prendimi.”&lt;br /&gt;“Sei sicuro, non ti farà male?”&lt;br /&gt;“Non essere sciocco. Non è la prima volta e poi mi hai lubrificato così bene...” sorrise malizioso. Miguel lo guardò pieno di desiderio. Era così sexy il suo Jan in quella posizione. Nudo, carponi, e con i capelli umidi di sudore che gli solcavano la fronte.&lt;br /&gt;“Prendimi” ripeté. Non era una richiesta ma una supplica. E Miguel non aveva più intenzione di farlo aspettare.&lt;br /&gt;“Sì, amore mio” esalò appoggiandosi a lui. Lo sormontò stendendosi con il torace sulla schiena.  &lt;br /&gt;“Sei mio...” sussurrò prima di spingersi dentro lui e lasciarsi avvolgere dalla quella meraviglia. Quando fu completamente immerso iniziò a muoversi piano. Dalla bocca uscirono suoni incoerenti e dolci parole piene di gratitudine. &lt;br /&gt;“Jan... è stupendo... io non credevo...”&lt;br /&gt;“Ora vai più veloce...”&lt;br /&gt;“Sicuro che posso?”&lt;br /&gt;“Non puoi, devi. Lasciami godere con te dentro” quelle parole lo infiammarono. Miguel afferrò l’amico per i fianchi mentre si lasciava andare inferendo colpi secchi e precisi che ben presto mandarono in visibilio il beneficiario. Jan si abbandonò al godimento a sua volta, non trattenendo grida estatiche mentre lo incitava a non smettere, a non rallentare il ritmo. &lt;br /&gt;“Continua così... mi fai diventare matto”&lt;br /&gt;“Tu mi fai diventare matto” rispose Miguel mentre si approssimava a perdere il controllo. Jan continuava a spingersi verso di lui con i fianchi, e con il corpo tutto. Sembrava volesse anche lui entrargli dentro. &lt;br /&gt;“Sto per venire” fece sapere. Gli assalti sempre più pressanti e ravvicinanti di Miguel stavano coccolando il suo punto speciale. Doveva esplodere in breve tempo. Rischiava di morire in caso contrario. &lt;br /&gt;“Anch’io sto per venire” fece sapere Miguel. Sentì come una scossa elettrica partirgli sotto i testicoli e propagarsi lungo la spina dorsale. E Jan fu riempito dal suo seme. Dopo un urlo di gioia venne anche lui. Miguel si lasciò andare sull’ampia schiena e Jan, per sostenere il peso improvviso, piegò le ginocchia fin quando non toccarono il letto. &lt;br /&gt;Per qualche secondo restarono immobili a godersi quel silenzio calato improvvisamente dopo la confusione dei minuti precedenti. Abbracciati, nudi, ammantati di sudore. Ed uniti. Il sesso ancora duro di Miguel era stretto tra le natiche. &lt;br /&gt;Avevano fatto l’amore. Era stato incredibile. Ora avrebbero dovuto affrontare il ‘dopo’ ma prima dovevano riprendersi dallo stordimento. Fu Jan a muoversi per primo. Si scostò da sotto il corpo scivolando verso la spalliera del letto. Appoggiò la testa su di un cuscino. &lt;br /&gt;Miguel si voltò dalla sua parte. Si guardarono negli occhi. &lt;br /&gt;“Come sono andato?” &lt;br /&gt;“Vuoi sentire i complimenti ora? Vero macho latino?”&lt;br /&gt;“Se ti va di farmeli...” Jan allungò la mano per accarezzargli il volto. &lt;br /&gt;“Scopi da Dio” ammise sorridendo. “Mentre dimmi, tu, da neofita, cosa ne pensi del sesso con un maschio?”&lt;br /&gt;“Per la miseria Jan, penso sia evidente cosa ne penso” gettò quelle parole andandosi ad accostare a lui. Le bocche si lambirono per qualche istante per poi ricominciare un bacio lento e sensuale. &lt;br /&gt;“Essere dentro di te, sentirti godere attorno a me piccolo, è  stato come essere in paradiso senza morire.” &lt;br /&gt;“Sicuro che non la dici a tutte questa bella farse?”&lt;br /&gt;“Sicuro, già. Sicuro che tra poco ricominciamo”&lt;br /&gt;“Pensi di avere energie a sufficienza?”&lt;br /&gt;“Per almeno un sei-sette ore sì, ce la posso fare.”&lt;br /&gt;“Sei uno sbruffone Alvarez, te l’ho mai detto?”&lt;br /&gt;“Sì, bello mio, sarò anche uno sbruffone ma scommetti che non vedi già l’ora che te lo rimetta tra le gambe, non è così?”&lt;br /&gt;“Puoi giurarci stallone” Miguel sorridendo lo agguantò per la vita trascinandolo sopra di sé. &lt;br /&gt;“Ora vuoi farlo così?” chiese Jan una volta cavalcioni su di lui.&lt;br /&gt;“Il maestro sei tu, si può fare?”&lt;br /&gt;“Si può fare tutto.” Ma Jan aveva un’altra idea prima di cavalcarlo. Si abbassò per baciargli il petto. Miguel rabbrividì un po’ mentre la bocca del collega si spostava diretta nei lidi più umidi del suo corpo. Dopo aver leccato e succhiato l’ombelico, si spostò a vezzeggiare i peli pubici. Miguel già non resisteva più a quella tortura.&lt;br /&gt;“Prendilo in bocca, Jan, non farmi tribolare più.”&lt;br /&gt;“Non dirlo a me, sto soffrendo anch’io per quanto ho voglia di succhiartelo” Miguel era sorpreso. Jan non solo sembrava davvero a suo agio in quella situazione ma era anche più intraprendente delle donne con cui era stato. E, in quel letto, n’erano passate parecchie! Jan accarezzò la punta con le labbra. Miguel urlò qualcosa di veramente osceno. A quel punto Jan non ebbe più incertezze, lo accolse tra le labbra. Durò poco, una serie di assalti decisi e una quantità di liquido saporito s’infranse sul palato di Jan. &lt;br /&gt;“Ti piace la mia essenza?” domandò ironico.&lt;br /&gt;“Sì, è proprio come te, piccante e allo stesso tempo dolce” &lt;br /&gt;“Vieni qui ora” Miguel lo aiutò a scivolare lungo il suo corpo. Furono petto contro petto. Si baciarono così che anche l’ispanico ebbe modo di sentire il sapore di una parte di sé.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-1263029469553691149?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/1263029469553691149/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2009/11/mi-chico-latin.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/1263029469553691149'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/1263029469553691149'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2009/11/mi-chico-latin.html' title='Mi chico latino'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-1197957449487592</id><published>2009-11-09T23:48:00.000-08:00</published><updated>2009-11-09T23:54:44.540-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Video'/><title type='text'>Non posso staccarti gli occhi di dosso</title><content type='html'>Buona visione, e non ho dubbi che lo sarà!&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" 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title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/1197957449487592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/1197957449487592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2009/11/non-posso-staccarti-gli-occhi-di-dosso.html' title='Non posso staccarti gli occhi di dosso'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' 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/&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-7646813773755052193?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/7646813773755052193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2009/11/marco-girnth-play-sexy.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/7646813773755052193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/7646813773755052193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2009/11/marco-girnth-play-sexy.html' title='Marco Girnth, play sexy'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SvCKP5P9IQI/AAAAAAAAAlw/_DiT0oFJ-i8/s72-c/sexy.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-6469321119014148937</id><published>2009-10-31T12:57:00.000-07:00</published><updated>2009-10-31T13:13:58.448-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='clip'/><title type='text'>Alcune chicche</title><content type='html'>&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-9f22b3566a5f84ef" 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&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;GENERE:&lt;/strong&gt; Romance &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;STORYLINE:&lt;/strong&gt; tra la terza e la quarta (periodo secondo me nel quale i due....)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SPOILERS:&lt;/strong&gt; fino alla puntata sopra citata&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;RATING:&lt;/strong&gt;NC 17 &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;DISCLAIMER:&lt;/strong&gt; I personaggi citati in questa Fanfiction non mi appartengono, ho solo preso liberamente spunto dalla serie "Squadra speciale Lipsia"&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SUMMARY:&lt;/strong&gt; Jan e Miguel hanno una relazione da circa tre mesi. È la notte di Halloween e tutti i bambini sono in giro, bussando ad ogni porta e ponendo la solita domanda: dolcetto o scherzetto?&lt;br /&gt;Feedback: giusipatito@yahoo.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Vedrai che questa volta la signora Schmidtgal con il suo fucile aria mozza qualcuno di voi lo fa fuori” fece sapere in tono gutturale Jan a suo figlio. Benni, nonostante i suoi quasi tredici anni era eccitato più che mai da Halloween. A Jan quella festa non piaceva. Non contando l’impegno come ogni anno di dover addobbare la casa con zucche arancioni, fantasmi e qualche ragnatela. &lt;br /&gt;“Zia Erata, mi aiuti tu ad indossare il mio vestito da zombi?” &lt;br /&gt;La donna oscillò la testa sconsolata: “Non te lo mettere Benni, ti prego. Quello che hai scelto lo scorso anno era già di per sé orrendo. Tutto sporco di sangue com’era! Mi vengono di nuovo i brividi a pensarci! Ma quello che sta di là anche peggio!”&lt;br /&gt;“Perché ti impressiona? Il sangue era finto e ci doveva stare per forza, ero vestito da incidentato stradale!” precisò il ragazzo. Il travestimento da zombi che aveva preteso da suo padre era appoggiato nel suo letto. Alla fine fu Jan ad aiutare il figlio. Una volta pronto sembrava davvero un morto vivente! &lt;br /&gt;“Benni”&lt;br /&gt;“Sì papà?”&lt;br /&gt;“Fai schifo!”&lt;br /&gt;“L’effetto è quello giusto.” Sorridendo il ragazzino si allontanò da lui.&lt;br /&gt;“Vado anch’io signor Mayback”&lt;br /&gt;“Buon Halloween anche a lei, Erta.”&lt;br /&gt;“Per lei buono che è giovane, piuttosto” Mentre indossava il suo cappotto la donna fece qualche domanda indiscreta: “Non esce? Non va in qualche discoteca?” domandò curiosa.&lt;br /&gt;“Le discoteche non fanno per me. Penso proprio che resterò a casa a leggermi un buon libro.”&lt;br /&gt;“Allora buona cultura signor Mayabck” salutò con la mano e poi chiuse la porta.&lt;br /&gt;Jan sospirò. Non aveva programmi per quella sera. In realtà non aveva davvero voglia di mettersi a leggere il suo libro. Tra l’altro si trattava di un thriller fin troppo angoscioso. Di fatti, glielo aveva prestato un suo collega della scientifica. &lt;br /&gt;“Mettermi a leggere di morti ammazzati con il lavoro che faccio proprio la notte delle streghe... non ci penso affatto!”  disse ad alta voce. Sopirò. Miguel quella sera era occupato. Non gli aveva specificatamente detto cosa lo tenesse occupato. Aveva vagheggiato di conti in sospeso, questioni da risolvere... poi mi faccio sentire io. Ma la preoccupazione maggiore di Jan era con chi fosse occupato. Miguel, nonostante tutto, continuava ad occhieggiare le ragazze, quando poteva faceva il cascamorto e non passava giorno che non ricevesse almeno una decina di sms da qualche ex fiamma! Naturalmente tutto questo infastidiva non poco il commissario. Dopo tutto la loro storia era piuttosto breve e, sebbene fossero tanto legati, non avevano mai affrontato l’argomento fedeltà. In poche parole se per la sera di Halloween Miguel fosse uscito con una donna mentre lui era da solo a casa... fece una smorfia di disgusto per via di quel pensiero. Si mise a riordinare la casa nervosamente. Era quasi parossistico il modo nel quale spostò oggetti, riponendoli nei relativi cassetti, cassapanche, frigorifero e quant’altro! Considerò persino di passare l’aspirapolvere! Lo scoraggiò l’orario. Non voleva essere lui quello che avrebbe beccato la pallottola della signora Schmidtgal! Una volta che la casa fu linda e pinta fissò il televisore. Che avrebbero dato quella sera? Horror, nient’altro che Horror! Tanto valeva accontentarsi.&lt;br /&gt;Si mise seduto sul divano esausto. Col telecomando stretto tra le dita fece uno zapping furioso fino a trovare un canale sportivo. Rischiò di addormentarsi motivo per cui optò per un altro canale. Al ventotto davano una sorta di antenato di Hostel. Guardò disgustato i dettagli splatter che, se non altro, lo tenevano sveglio. Il film narrava di una famiglia rapita da un oste pazzoide. Jan si immedesimò un po’ troppo. Tra l’altro il protagonista era biondo ed affascinante proprio come lui e aveva un figlio della stessa età di Benni. Non ci posso credere, mi faccio spaventare da queste cavolate! Blaterò dentro di sé. All’improvviso un crepitio strano alla finestra lo scosse.&lt;br /&gt;“Che cosa è stato?” biascicò a voce alta. Pensò ai ragazzini per strada che cercavano i dolcetti. Pensò alla signora Schmidtgal che litigava con qualche vicino per via dei rumori. Ma, nonostante le varie possibilità, non poté evitare di impressionarsi. Impugnò la pistola d’ordinanza che teneva nascosta nel mobile principale della sala. &lt;br /&gt;“Se c’è qualcuno lo avviso, sono armato” urlò contro l’entità che si muoveva dietro la tenda. Sulla finestra c’era una persona... questo era certo! Senza preavviso quel qualcuno aprì le sue ali. Letteralmente. Jan restò senza fiato nel costatare che non si trattava di una persona ma di un grosso uccello, probabilmente gigantesco, che si era appollaiato sul suo terrazzo. Ma che razza di volatile era? Un mostro o cosa? &lt;br /&gt;“Se è uno scherzo non fa ridere!” disse. In effetti non c’era proprio un bel niente da ridere. Prese coraggio e spalancò la finestra. Un vento maligno lo colpì facendolo rabbrividire. Non ricordava facesse tanto freddo. La sagoma di quella specie di strano uccello apparve minacciosa. Puntò la pistola verso l’ala. A quel punto sentì la voce...&lt;br /&gt;“Jan, per carità, non sparare!” era Miguel...&lt;br /&gt;“Miguel, diavolo che cosa...?!” le domande gli morirono in gola. Accese la luce. Miguel Alvarez aveva indossato un costume da vampiro! Quelle che a Jan erano sembrate ali in realtà erano solo i cordoli del mantello.&lt;br /&gt;“Sei pazzo? Mi hai fatto prendere un accidente!” lo riproverò.&lt;br /&gt;“Io e te? tu a me! Quando ho visto che stavi per spararmi per poco me la faccio sotto...” Miguel gli aveva teso un bello scherzetto. Ma stava quasi per finire male.&lt;br /&gt;“Non ci posso credere, era questo il tuo impegno. Entrare a casa mia dalla finestra?”&lt;br /&gt;“Vestito da conte Dracula. Sono o non sono un sexy vampiro?”&lt;br /&gt;Jan sorrise finalmente rilassato.&lt;br /&gt;“Entra, che se stiamo qui ci prenderà come minimo il raffreddore. E se ci assentiamo chi lo sente Haio?”&lt;br /&gt;“Già, il capo. Lui sì che è un mostro di cui avere paura.”.&lt;br /&gt;Entrarono in casa. Jan osservò divertito il trucco dell’amico. Era davvero prefetto come vampiro. Guance bianche, rossetto cremisi, eye-liner nero sotto gli occhi. E il vestito faceva il resto. Jan considerò che era davvero sexy... gli si seccò la gola. Succedeva tutte le volte che si eccitava. E da quando stavano insieme gli succedeva spesso. &lt;br /&gt;“Benni è in giro a caccia di dolci giusto?”&lt;br /&gt;“Già. Ne avranno per parecchio...” fece sapere con un sottinteso. Miguel capì e non serviva altro. Gli si parò di fronte. Pochi attimi dopo lo abbracciò.&lt;br /&gt;“Davvero pensavi che ti avrei lasciato solo stasera?” sussurrò mentre lo teneva stretto forte a sé.&lt;br /&gt;“Parlavi di vari impegni... conti in sospeso. Io ho pensato subito che volessi vedere qualcuno... una donna...”&lt;br /&gt;“Una donna?”&lt;br /&gt;“Sì Miguel. Una donna. A te piacciono ancora tanto le donne.”&lt;br /&gt;“Perché a te no?”&lt;br /&gt;“Sì ma non ci penso.”&lt;br /&gt;“Nemmeno io ci penso e sai perché?” i nasi si accarezzarono mentre si fissavano negli occhi.&lt;br /&gt;“Non ci penso perché non ho trovato nessuna donna che mi piaccia quanto te, Jan.” Gli toccò i capelli. Il beneficiario di tanto desiderio si sciolse. Un po’ come il rossetto che ben presto fu trasferito al biondino. A piccoli passi si trasferirono nella stanza da letto. Una volta riversi Jan osservò l’amante.&lt;br /&gt;“Sei complicato stasera da scartare.”&lt;br /&gt;“Dammi una mano tu, non so nemmeno io come ho fatto a mettermi queste specie di ali da pipistrello.” Jan fece uno sguardo malizioso e disse: &lt;br /&gt;“No...”&lt;br /&gt;“No?”&lt;br /&gt;“Resta così, non mi sembra poi tanto male fare l’amore con il conte Dracula. Un vampiro così carino e sensuale...”  &lt;br /&gt;“Uh uh... commissario lei è davvero tutta una sorpresa.. oltre che tutto un bollore...” Jan rise di gusto mentre gli venivano slacciati i pantaloni. &lt;br /&gt;“Fai piano” si raccomandò Jan quando la mano si aggrappò all’erezione. &lt;br /&gt;“Cos’è, Halloween ti rende delicato?”&lt;br /&gt;“Sono così eccitato che non so se ce la faccio...non ce la faccio già più ad aspettare” sospirò. Miguel lo guardò con desiderio mentre lo sormontava.&lt;br /&gt;“Fammi capire come si sbottona questa specie di frak e ti accontento subito” disse mentre cincischiava con la strana abbottonatura dei suoi pantaloni.&lt;br /&gt;“Lascia fare a me. Tu non sei bravo in queste cose. Come minimo la rompi.”&lt;br /&gt;“Dici che sarebbe una cattivissima idea?” Senza preavviso Miguel optò per quella ipotesi. Quello che premeva sotto non voleva attendere oltre. La strappò. La cerniera fuggì per aria e un brandello del pantalone scucito da qualche parte sul pavimento. &lt;br /&gt;“Miguel tu...”&lt;br /&gt;“Sono caliente, lo sai... un vampiro caliente ed affamato che vuole nutrirsi di buon sangue tedesco...”&lt;br /&gt;“Tutto tuo...” esalò Jan offrendo il collo. Miguel ci si buttò a capofitto. &lt;br /&gt;I baci si fecero sempre più appassionati mentre in pochi attimi concitati, Jan si ritrovò completamente nudo e in balia della bocca dell’amante. &lt;br /&gt;“A questo punto della storia il vampiro violenta il bel ragazzo biondo...”&lt;br /&gt;“Il bel ragazzo biondo non ha nulla in contrario... anzi... non sta più nella pelle...” Miguel ghignò. Si spinse dentro. I primi cinque secondi per Jan erano sempre un po’ duri. Ma poi tutto s’alleggeriva. E arrivava qualcosa di ben diverso. Il piacere. &lt;br /&gt;Restarono uniti per una dozzina di minuti almeno fin quando, a pochi secondi l’uno dall’altro, raggiunsero l’appagamento più completo.&lt;br /&gt;Miguel si gettò a peso morto su di lui. Il fiato grosso, le goccioline di sudore che gli imperlavano la fronte cadendo sul corpo ancora caldo dell’amato.&lt;br /&gt;“Tranquillo Jan, il prossimo sarà dolcetto.”&lt;br /&gt;“No, se di questo si tratta voglio un altro scherzetto” &lt;br /&gt;“Questi scherzetti per te ogni sera, carissimo...” ridendo rotolarono sul letto.&lt;br /&gt;“Senza vestito di scena, senior vampiro...” sdraiati di fianco si coccolarono per qualche minuto guardandosi fissi negli occhi.&lt;br /&gt;“Ti amo proprio tanto, signor Mayback”&lt;br /&gt;“Anch’io signor Alvarez... c’è un solo problema...”&lt;br /&gt;“Quale?” domandò preoccupato.&lt;br /&gt;“Tra poco tornerà Benni. Devi ritornare nella tua tomba, sai... poi lui è uno zombi.”&lt;br /&gt;“Ah ok, il mio loculo mi attende.” Prima di ritirarsi sul serio diede un ultimo sofferto bacio all’amico. Staccarsi fu un’impresa, anche perché la voglia riprendere era spossante. &lt;br /&gt;“Salutami il mio piccolo zombi” erano sulla porta di casa. Miguel e il suo vestito mezzo stracciato da vampiro e Jan, con un asciugamano attorno ai fianchi.&lt;br /&gt;“Sarà fatto”. Un ultimissimo bacio e la porta si chiuse. &lt;br /&gt;Jan sospirò. Un vero sospiro di piacere. Era stato un Halloween davvero hard quello. Di cose ne erano successe davvero tante quegli ultimi mesi. Era diventato l’amante del suo migliore amico! Con quei pensieri tornò sul letto. Annusò l’odore del sesso. Tra le lenzuola trovò tracce di rossetto. Un piccolo ricordo lasciato dall’amante. Fregandosene sorrise tra sé. Molto probabilmente zia Erta le avrebbe viste quell’indomani rassettando la stanza e avrebbe dato per scontato che Jan Mayaback non aveva letto un libro ma... fatto bene altro. Certo la donna non poteva sicuro pensare che aveva fatto l’amore con un vampiro, e, oltretutto, un vampiro spagnolo!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-3594945078921495067?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/3594945078921495067/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2009/10/dolcetto-o-scherzetto.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/3594945078921495067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/3594945078921495067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2009/10/dolcetto-o-scherzetto.html' title='Dolcetto o scherzetto?'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SuwzhuohKgI/AAAAAAAAAlA/IRSq-iII6Js/s72-c/vampiro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-7169797293014174167</id><published>2009-10-28T13:56:00.000-07:00</published><updated>2009-10-28T13:57:53.576-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Video'/><title type='text'>So beautiful...</title><content type='html'>Un omaggio (l'ennesimo) ai nostri ciccini (come sempre)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/XcqTmWPkNQg&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/XcqTmWPkNQg&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-7169797293014174167?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/7169797293014174167/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2009/10/so-beautiful.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/7169797293014174167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/7169797293014174167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2009/10/so-beautiful.html' title='So beautiful...'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-954736107756408792</id><published>2009-10-27T22:54:00.000-07:00</published><updated>2009-10-28T05:50:05.533-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fanfic'/><title type='text'>Happy together, capitolo 3</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SufdLcDzEqI/AAAAAAAAAk4/yRiFuPQqtxw/s1600-h/MJ.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 135px; height: 126px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SufdLcDzEqI/AAAAAAAAAk4/yRiFuPQqtxw/s400/MJ.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397525867007251106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il locale era piccolo ma grazioso. La birra spumeggiava nei boccali e la gente ne tracannava sincere sorsate. Anche Miguel beveva tranquillo. Mentre Jan parlava...&lt;br /&gt;“Capisci. È il tuo atteggiamento che non va. Tu fai apparire il sesso come una specie di esercizio ginnico.&lt;br /&gt;“Ma come fai a dire questo a me? Io sono l’uomo più romantico che conosci!”&lt;br /&gt;“Senti, non hai capito il nesso. Benny ha diritto alla sue di romanticherie non che esperienze sessuali lontano da gente che lo inciti. Se non ha iniziato ad uscire con le ragazze vuol dire che non si sente pronto o... che ne so, ancora non ha trovato quella giusta.”&lt;br /&gt;“Ma certo. E tu Jan, quando hai perso la verginità?” chiese così a freddo. Jan sbiancò un po’. Si toccò il colletto della maglietta con fare agitato.&lt;br /&gt;“E che c’entra questo? Piuttosto hai capito che non volevo tenerti fuori dalla vita di Benny come tu, testardo come sei, hai subito voluto intendere?” &lt;br /&gt;“Sì, ok però ora non tergiversare. Quando è stato. Non me lo hai mai raccontato...” Miguel appoggiò il mento sulle mani congiunte guardandolo con malizia. L’altro restò in silenzio. Non gli piaceva ricordarla... era passato tanto tempo eppure era come fosse successo il giorno prima.&lt;br /&gt;“Allora Jan?”&lt;br /&gt;“Non sono affari tuoi” ribatté sprezzante.&lt;br /&gt;“Così male?” ridacchiò lui. Diede una pacca sulla mano che assomigliava più ad una carezza. Poi gliela strinse. Il biondino lo guardò contrariato. &lt;br /&gt;“Smettila di bere, Miguel. Tu non la reggi la birra. Quante volte te lo devo ripetere.”&lt;br /&gt;“Sto solo al terzo boccale. Perché devi sempre fare la madre?”&lt;br /&gt;“Deformazione professionale” sorrise. “E quando non devo fare la madre a Benny mi tocca farla a te.” &lt;br /&gt;“Sicuramente sei più materno della mia vera mammina!” Gli strinse il polso. Jan fu un po’ turbato. Gli succedeva tutte le volte che Miguel lo toccava. E lo toccava spesso. &lt;br /&gt;“Non me lo vuoi proprio raccontare?” &lt;br /&gt;“Smettila.” Un attimo dopo il tedesco puro sangue si alzò. Prese l’amico brillo per un braccio e lo trascinò fuori. &lt;br /&gt;“Perché non restiamo ancora?”&lt;br /&gt;“Perché ho un figlio che deve cenare. E secondo me dovresti cenare anche tu prima che ti ritrovi lo stomaco sotto le tonsille”&lt;br /&gt;“È un invito?” Non lo era ma, in ogni modo, Miguel si ritrovò per l’ennesima sera a cenare tra Benny e suo padre. Il ragazzino aveva l’aria di chi ha passato una giornata sui libri e fu molto grato a suo padre di non avergli chiesto di apparecchiare o altro. Per sua fortuna quando c’era Miguel queste incombenze antipatiche se le sorbiva lui. La tata aveva lasciato delle cose da comprare attaccate al blocnotes attaccato al frigorifero. Jan le scrutò prima di passare al dolce. Erta aveva preparato la torta alle nocciole. La preferita di Benny.&lt;br /&gt;“Zia Erta di vizia” gli ricordò suo padre. &lt;br /&gt;Miguel la guardò contrariato toccandosi lo stomaco.&lt;br /&gt;“Com’è, non ce la fai? Bevuto troppo?” provocò ironico. Benny sorrise. &lt;br /&gt;“Hai bevuto troppo Miguel?” &lt;br /&gt;“Ho solo un crampo. Avrò preso freddo” mentì. Era proprio vero. Quando esagerava con l’alcol aveva poi difficoltà a mangiare, e i dolci gli facevano venire la nausea. Benny annunciò che doveva finire un compito di geografia. Sbuffando si accomiatò. Jan lo scrutò orgoglioso.&lt;br /&gt;“Ma è sempre così diligente?”&lt;br /&gt;“Sì, sono un padre fortunato.” &lt;br /&gt;“Beh, questo è vero. È proprio un bravo ragazzo.” Sorridendo aggiunse: “l’abbiamo tirato su proprio bene, vero?” &lt;br /&gt;“Ma finiscila, tu non tireresti su bene nemmeno un cane” ma scherzava e Miguel non abboccò alla provocazione.&lt;br /&gt;“In questo momento, amico mio, non tirerei su nemmeno una cassa di lattine di birra.” Si toccò la gola nervoso. “Perché ho nominato la birra... cavolo Jan mi vien da vomitare” così dicendo scappò in bagno. Jan sospirò nervoso. Vide i piatti accatastati nel lavandino che attendevano di finire nella lavastoviglie. Ma decise che aiutare Miguel aveva la priorità su quel macello.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-954736107756408792?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/954736107756408792/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2009/10/happy-together-capitolo-3.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/954736107756408792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/954736107756408792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2009/10/happy-together-capitolo-3.html' title='Happy together, capitolo 3'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SufdLcDzEqI/AAAAAAAAAk4/yRiFuPQqtxw/s72-c/MJ.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-6297803951960428582</id><published>2009-10-27T15:27:00.000-07:00</published><updated>2009-10-27T15:29:23.679-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Video'/><title type='text'>L'incidente, ovvero: comunque vada sono fuochi d'artificio</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/itsAhqf7Bn0&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/itsAhqf7Bn0&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-6297803951960428582?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/6297803951960428582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2009/10/lincidente-ovvero-comunque-vada-sono.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/6297803951960428582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/6297803951960428582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2009/10/lincidente-ovvero-comunque-vada-sono.html' title='L&apos;incidente, ovvero: comunque vada sono fuochi d&apos;artificio'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5196404811192472621.post-5991376092173823536</id><published>2009-10-21T09:17:00.000-07:00</published><updated>2009-10-31T03:24:50.514-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fanfic'/><title type='text'>Un semplice bacio tutt’altro che semplice</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/St81y3qw-nI/AAAAAAAAAkw/rdsQlQa8AVI/s1600-h/kiss.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/St81y3qw-nI/AAAAAAAAAkw/rdsQlQa8AVI/s400/kiss.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395090026666195570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;AUTORE:&lt;/strong&gt; me medesima&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;GENERE:&lt;/strong&gt; Romance &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;STORYLINE:&lt;/strong&gt; ficlet della puntata: "La vedova" terza stagione&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SPOILERS:&lt;/strong&gt; fino alla puntata sopra citata&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PAIRING:&lt;/strong&gt; Jan e Miguel &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;RATING:&lt;/strong&gt;NC 17 &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;DISCLAIMER:&lt;/strong&gt; I personaggi citati in questa fanfiction non mi appartengono, ho solo preso liberamente spunto dalla serie "Squadra speciale Lipsia"&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SUMMARY:&lt;/strong&gt; Il turbamento di Jan dopo aver appreso che la sua amante è un'assassina diviene 'altro' per via della vicinanza di Miguel&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Feedback:&lt;/strong&gt; giusipatito@yahoo.it &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Jan rimase per alcuni minuti immobile guardando la finestra davanti a sé. Non sapeva nemmeno se Miguel, che gentilmente l’aveva riportato a casa quel giorno, fosse ancora lì. Supponeva di sì. Non aveva sentito sbattere la porta. &lt;br /&gt;Benni era ancora dalla zia. E Corinne, la donna, la vedova di cui si era invaghito, era dietro le sbarre. &lt;br /&gt;Avrebbe dovuto sentirsi rincuorato del fatto che fosse stata smascherata. Aveva fatto fuori il marito per un vile fatto di denaro. Una prostituta. Una spogliarellista, come l’aveva definita più volte Miguel... già, Miguel... proprio lui. Il caro amico che più l’aveva messo in guardia da lei. Da quella vedova nera pronta a tutto pur di farla franca. &lt;br /&gt;Sospirò. La sentiva eccome la presenza di Miguel. Perché anche se stava zitto, stranamente zitto, lui c’era. Ogni sua cellula lo percepiva. Ora avrebbe dovuto mandarlo a casa. Non aveva alcun senso che stesse lì, a guardarlo mentre si sconquassava. Era una doppia beffa. Ma lui gli voleva bene. Dopo tutto non si erano sempre aiutati a vicenda? Quando lui si era preso quella bella cotta per Carmen Rubio, la truffatrice dell’agenzia matrimoniale, non era toccato a lui consolarlo? Si erano presi una sbronza e, alla fine, Miguel non ci aveva pensato più. Dimenticata. Come tutte le sue fiamme. Donne che gli scaldavano la parte vuota del letto per qualche ora, al più qualche settimana. Era dunque quello il destino dei due giovani commissari? Amori transitori. Passioni che duravano giusto il tempo di lasciare dietro sé qualche traccia. Di rossetto soltanto a volte. Il più delle volte.&lt;br /&gt;“Ora andrei” ruppe il silenzio Miguel.&lt;br /&gt;“Certo, vai pure” si girò Jan. Lo guardò. Con sorpresa scorse il suo turbamento.&lt;br /&gt;“Non devi starci male. Supererò anche questa storia come tutto il resto, tranquillo.”&lt;br /&gt;“Lo so Jan, tu sei forte.” &lt;br /&gt;“Già” sorrise amaramente.&lt;br /&gt;“E, in ogni caso, se proprio ti senti giù mi chiami e qualche cavolata da dire per farti ridere la trovo.”&lt;br /&gt;“Come sempre Miguel” gli diede una pacca sul braccio. Ma Miguel, istintivamente, lo afferrò per la vita e lo avvicinò a sé. Jan, subito, si lasciò andare all’abbraccio. Abbandonò la testa sulla spalla dell’amico. La sua guancia carezzava la giacca grigia. Curiosamente Miguel quel giorno si era vestito meno male del solito, anzi, era pure piuttosto elegante. &lt;br /&gt;Pensoso, lisciò i capelli biondi mentre l’odore del suo compagno gli entrava dentro. Nelle narici e nell’animo.  &lt;br /&gt;“Jan io...”&lt;br /&gt;“Ti ho detto che devi stare tranquillo” sussurrò. Ma Miguel non lo era, tranquillo. Affatto. Tutt’altro. L’inquietudine che gli mordeva in petto era simile ad un mare in tempesta. Un oceano fatto di dubbi e tormenti. &lt;br /&gt;“Jan, ti devo parlare” lo disse tutto d’un fiato.&lt;br /&gt;“Amico che ti succede?” Miguel richiuse la porta dietro di sé. &lt;em&gt;Ma quale parlare...&lt;/em&gt; pensò. Fissò sue labbra. Quella bella bocca che fino a poche ore prima era in possesso d’un’ignobile sgualdrina. Un’assassina. &lt;br /&gt;No, anche se era pericoloso come nient’altro, doveva farlo! Se non lo avesse fatto sarebbe impazzito, questo era garantito! &lt;br /&gt;Fu un attimo, nemmeno il tempo che la lancetta dei secondi passasse dal quattro al cinque. Pam! Più veloce di un proiettile. E come un proiettile buca la carne, la carne di Jan fu completamente trafitta. &lt;br /&gt;Miguel lo baciò. E non un bacio amicale sulla guancia o sulla fronte. Un bacio vero. &lt;br /&gt;Lo baciò come andava fatto. Come aveva sognato di fare nei suoi sogni più proibiti. Catturò la testa tra le mani e lo baciò. Jan rispose dettato da un istinto che da lì a poche ore avrebbe sconvolto tutto. Avrebbe ribaltato tutto. Il castello di certezze sarebbe stato spazzato via da quel bacio. Un bacio. &lt;br /&gt;Un semplice bacio tutt’altro che semplice. &lt;br /&gt;Dopo che le bocche si furono azzannate per almeno due minuti buoni.&lt;br /&gt;Dopo che le lingue ebbero mappato la bocca dell’altro.&lt;br /&gt;Dopo uno scambio di saliva piuttosto importante.&lt;br /&gt;Dopo quel bacio tutt’altro che semplice. Dopo... si staccarono. &lt;br /&gt;Miguel lo guardò fissandolo duro. Nel suo sguardo c’era tutto. I suoi occhi erano braci. Due pozzi profondi. Jan sgranò i suoi di occhi. Era così iracondo il suo sguardo che non sapeva più cosa aspettarsi. Lo avrebbe baciato di nuovo? Lo avrebbe sbattuto per terra e stramazzato di baci? O lo avrebbe picchiato? Per come lo scrutava cattivo era quella l’ipotesi più probabile. &lt;br /&gt;“Miguel...” disse in un soffio. Passarono cinque secondi. Solo cinque secondi a fissarsi. Cinque secondi di una tensione tale che sarebbe bastato accendere un fiammifero per far esplodere il palazzo! C’era elettricità pura. &lt;br /&gt;“Che significa?” chiese cercando di riprendersi dallo shock. &lt;br /&gt;“E me lo chiedi pure bastardo?” Miguel serrò i pugni cattivo. Poi usò i polpastrelli per qualcosa di gran lunga più doloroso. Lo colpì così forte che subito stramazzò a terra. &lt;br /&gt;Jan si mise a sedere. &lt;br /&gt;“Alzati e combatti.”&lt;br /&gt;“Non ha senso” rispose toccandosi il volto. Il naso aveva cominciato a sanguinare.&lt;br /&gt;“Non ti difendi?”&lt;br /&gt;“Finiscila di fare il ragazzino.”&lt;br /&gt;“Sei sempre il solito. Vero Jan? Sempre a dar ordini. Ti piace farmi sentire il tuo sottoposto, vero? Questa volta non te lo aspettavi. Non te lo aspettavi che il tuo sottoposto, quel cretino di Miguel Alvarez avesse ragione. Vero?”&lt;br /&gt;“Stati sparlando! Sono solo un mucchio di stronzate!”&lt;br /&gt;“A sì? E quando ti dicevo di stare alla larga da quella donna erano tutte stronzate?”&lt;br /&gt;“Solo perché eri geloso” affermò all’improvviso malinconico. &lt;br /&gt;Capiva, finalmente! Il bacio, i cazzotti. Tutto era figlio di quella gelosia. Di quei sentimenti intensi che da troppo tempo Miguel celava nel suo cuore.&lt;br /&gt;“Geloso? Io ero geloso?” rise sarcastico.&lt;br /&gt;“Sei innamorato di me...”&lt;br /&gt;“Ripetilo se hai coraggio!” sbraitò.&lt;br /&gt;Jan si alzò da terra. Si avvicinò a lui a piccoli passi. Lo fissò impavido.&lt;br /&gt;“Sei innamorato di me.” Ripeté mentre si accostava a lui. Miguel indietreggiò spaventato. Si bloccò quasi subito. Jan mascherò un mezzo sorriso d’intesa con un grugnito storto. &lt;br /&gt;“Povero piccolo Miguel, incompreso da tutti e da tutto. Avresti fatto meglio a parlarmene invece di fingerti un playboy da strapazzo!”&lt;br /&gt;“Finiscila, non sai quello che dici!” Miguel stava soccombendo. E non gli piaceva affatto. Anche perché gli occhi di Jan erano sempre più vicini ai suoi. Il corpo di Jan era sempre più vicino al suo.&lt;br /&gt;“Sei gay.”&lt;br /&gt;“Sai che non lo sono.”&lt;br /&gt;“Però mi ami...”&lt;br /&gt;“Finiscila Jan sei solo un pallone gonfiato!”  Jan scrutò gli occhi dell’amico intensamente. Parlavano una lingua tutta differente. Confermava in pieno ogni cosa. Miguel lo amava. Ora era tutto chiaro. Limpido. Una felicità da pazzi ingorgò il cuore del bel commissario biondo. L’amore. Quel all’abbagliante luccicore che acceca gli stolti, stordisce le menti, ammalia i randagi. Quel sentimento che fa diventare due unità un corpo solo forse... Due solitudini.&lt;br /&gt;La voce calma di Jan a stemperare quel clima.&lt;br /&gt;“Anch’io ti amo Miguel...”&lt;br /&gt;“Assurdo.”&lt;br /&gt;“Già... di assurdo c’è che me ne rendo conto solo ora” sussurrò avvicinandosi ancora di più. I nasi si sfiorarono mentre Miguel inghiottiva un gemito di piacere. Ma quando l’abbraccio sicuro dell’amico lo accostò a sé non riuscì a trattenersi. Un lamento gutturale gli sgorgò dalla labbra.&lt;br /&gt;“Jan...”&lt;br /&gt;“Miguel...”. &lt;br /&gt;Un ultimo sguardo con gli occhi a perdersi nelle iridi dell’altro. Fino ad arrivare oltre le pupille, oltre lo spazio, il tempo, la vita. Tutta la vita dell'uno negli occhi dell’altro. &lt;br /&gt;“Ti amo, Jan.” Di nuovo il proiettile sparato. Il bacio. Sofferto, duro, ancora più aggressivo del precedente. Jan incespicò mentre accoglieva l’amato. Lo accoglieva, lo accettava. Miguel lo trascinò lungo la stanza vuota. Il fragore dei baci rendeva ancora tutto più audace. Senz’altro più reale. Senza smettere di baciarsi i due uomini iniziarono a strapparsi i vestiti di dosso. I propri e quelli dell’altro. E con urgenza tale che sarebbe venuto da pensare che ne fosse dipesa la vita. In qualche modo raggiunsero il letto. Miguel ci spinse Jan sopra. In quella stanza il buio era quasi vero buio. Miguel riusciva solo a scorgere il baluginio degli occhi chiari. Sentì il bisogno di vedere anche il resto. Prima di sdraiarsi accanto a lui accese il faretto sopra il comodino. Scorgendolo deglutì. Non era certo la prima volta che lo vedeva nudo e sapeva quanto fosse perfetto il suo corpo. Sfacciatamente perfetto. Ma ne rimase lo stesso abbagliato.&lt;br /&gt;“Mio dio” proferì ciondolando la testa. Sentì salire l’eccitazione come una cascata al contrario, inesorabile. Era quasi dolorosa. Jan era tutto quello che desiderava. E ora era nudo e a sua disposizione. Ma forse si trattava di un sogno. O si stava facendo una sega.&lt;br /&gt;“Miguel.”&lt;br /&gt;“Sta zitto” ma gli tappò lui stesso la bocca con la propria. Il bacio riprese. Questa volta meno aggressivo. Più dolce, lungo, e talmente intenso da inebriarli. Jan gemette mentre lo stringeva a sé. Sembrava tutto così facile. Così normale. Non pensare... se si fosse messo a pensare per un solo istante che stava facendo l’amore con Miguel, il suo migliore amico, sarebbe corso via di sicuro. &lt;em&gt;Non pensare.&lt;/em&gt; Quella era la prima regola. Per la prima volta in vita sua trasgrediva. Lentamente capovolsero le posizioni. Per alcuni minuti furono l’uno di fronte all’altro in posizione fetale. Poi fu Jan a sovrastarlo. A prendere il sopravvento. Era lo stesso Miguel a volerlo. &lt;br /&gt;“Piccolo” sussurrò Jan mentre gli accarezzava con le labbra il lobo l’orecchio per poi scendere fino alla clavicola. Lo sentiva ansimare sotto di sé. Sembrava così innocuo, eppure il sangue che gli aveva fatto uscire il suo destro gli impiastricciava ancora la faccia! &lt;br /&gt;“Prendimi Jan...” lo supplicò.&lt;br /&gt;“Ma che stai dicendo...” &lt;br /&gt;“Voglio essere tuo”&lt;br /&gt;“Sei già mio.”&lt;br /&gt;“Lo voglio essere di più” per dimostrare che non scherzava catturò il sesso dell’amico tra le mani. A Jan scappò un urlo. &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Morti...&lt;br /&gt;Tanti morti...&lt;br /&gt;Bollette da pagare.&lt;br /&gt;Il rapimento di Benni...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;“Tutto bene, amico?” Miguel aveva notato l’attimo si smarrimento.&lt;br /&gt;“C’è mancato un pelo” sorrise. Anche Miguel sorrise.&lt;br /&gt;“Non ce la fai proprio più?”&lt;br /&gt;“Tu che ne pensi?” l’altro gli rispose leccandogli la faccia.&lt;br /&gt;“Ti amo, però adesso scopami!”&lt;br /&gt;“La fai facile.”&lt;br /&gt;“Tranquillo non mi ucciderà,”&lt;br /&gt;“Il solito spaccone.” Jan cercò nel cassetto qualcosa di adatto. L’unico oggetto che assomigliava vagamente a quello che gli serviva era un gel contro le arrossature provocate dal freddo. Non lo aveva praticamente mai usato. Preferiva una buona crema viso rigenerante. Si spalmò la sostanza oleosa sul sesso. Era fin troppo fredda e rabbrividì. Con tatto ne posò una piccola quantità tra le natiche di Miguel, anche lui tremò al contatto.&lt;br /&gt;“Però fai piano...”&lt;br /&gt;“Che c’è? Dove è finito il tuo coraggio, &lt;em&gt;matador&lt;/em&gt;?” &lt;br /&gt;“Voglio camminare normalmente mentre entro in commissariato, domani.”&lt;br /&gt;“Questo non te lo garantisco” scherzò Jan mentre si avvicinava. Il momento delle battute doveva dirsi finito. Gli restava solo di non perdere il controllo della situazione. Di solito lui non era tipo che lo perdeva con facilità il controllo.&lt;br /&gt;Si appoggiò a lui. Dopo vari tentativi riuscì a trovare l’entrata. Non era né facile né naturale. Ma estremamente eccitante. &lt;br /&gt;“Mio Dio...” sfuggì al biondino. &lt;br /&gt;Per qualche secondo buono Miguel vide gran parte del firmamento. Poi, in qualche modo, cedette. A quel punto il corpo dell’amico era seppellito dentro di sé. Jan iniziò a muoversi. E Miguel contro di lui. &lt;br /&gt;E furono un corpo solo. Fusi. Sembrava fossero nati per stare così. Come mai non l’avevano capito prima? &lt;br /&gt;Jan faceva un gran baccano. Con la voce, con il corpo. Tutto! Gli piaceva troppo. Miguel lo guardo estasiato. Si era chiesto almeno un milione di volte come fosse il suo volto quando godeva. Ora ce l’aveva di fronte. A meno di un centimetro. Ed era il suo corpo a farlo godere. Ma nonostante la passione, il piacere, l’amore che provavano l’uno per l’altro, qualcosa ancora rodeva dentro.&lt;br /&gt;“Era così bello con la spogliarellista?” esalò. Frase così fuori luogo che avrebbe ammosciare un battaglione in guerra. Non l’eccitazione di Jan che non conosceva freno. &lt;br /&gt;Tra gli ansiti replicò: “Non c’è paragone Miguel, scoparti è divino. Sei così... così stretto.” &lt;br /&gt;“Certo, mica sono una puttana che si spoglia nei night club, io!”&lt;br /&gt;“Già, tu sei solo mio, Miguel, e ora finiscila sennò ti faccio male sul serio” minacciò. Miguel sorridendo, lo avvicinò ancora più a sé.&lt;br /&gt;“Non mi fa paura, commissario” Jan si chinò per baciarlo. Miguel schiuse le labbra per accogliere la lingua. La danza riprese. E ripresero i gemiti scomposti di Jan. &lt;br /&gt;Dopo un lungo ‘sto venendo’ ringhiato tra l’orecchio e la spalla di Miguel, s’accasciò sfinito tra le sue braccia.&lt;br /&gt;“Questa e la cosa più grandiosa che mi sia successa da quando sono nato” rivelò mentre rotolava a fianco all’amico. Miguel si mise nella stessa posizione. Furono di nuovo uno davanti all’altro. &lt;br /&gt;“Non sono venuto.”&lt;br /&gt;“Mi dispiace. Sono un fottuto egoista. Pensi questo di me?”&lt;br /&gt;“Tranquillo. Mi rifaccio con gli interessi...”&lt;br /&gt;“Anche subito!”&lt;br /&gt;“Non fare il teutonico superefficiente. Ora voglio restare così” e si avvicinò a lui abbracciandolo e abbandonandosi all’ampio torace ancora scosso dal fiatone. &lt;br /&gt;“Voglio solo sentire che è vero. Che è tutto vero, amore mio.” &lt;br /&gt;“Sì,è vero Miguel. Se ci penso non riesco a crederci nemmeno io.” &lt;em&gt;Non pensare&lt;/em&gt;. Quella era la regola. Per uno che aveva infranto ogni regola esistente almeno per quella notte, almeno una regola in cui credere doveva averla. La regola era: niente regole. &lt;br /&gt;Jan gli accarezzò il labbro inferiore con le dita.&lt;br /&gt;“Che intendevi con ‘mi rifaccio con gli interessi’?”&lt;br /&gt;“Ce abbastanza crema in quel tubetto?” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fine&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5196404811192472621-5991376092173823536?l=squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/feeds/5991376092173823536/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/2009/10/un-semplice-bacio-tuttaltro-che.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5196404811192472621/posts/default/5991376092173823536'/><link 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Passioni morbose, gelosia, abiguità e, alla fine, il perdono. Putroppo le scene che avrebbero meritato sarebbero molte di più. Ma va da se che ho preso il meglio del meglio...&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-f0bdf8ebd05adfd7" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" 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